Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il passaggio dalla ricerca pura alla ricerca applicata ha trasformato gli scienziati in esperti al servizio di committenti come Stato e industria, riducendo la loro autonomia.
  • Gli scienziati sono esclusi dai processi decisionali riguardanti l'uso delle loro scoperte, che sono gestite da politici e imprenditori finanziatori della ricerca.
  • La responsabilità morale degli scienziati è messa in discussione, poiché le loro scoperte possono essere utilizzate per fini distruttivi e di oppressione.
  • Nonostante la consapevolezza dei rischi, molti scienziati continuano a lavorare senza fermarsi, contribuendo a una deresponsabilizzazione morale generale nel campo scientifico.
  • Ci sono eccezioni di scienziati che si sono fermati per evitare l'uso distorto delle loro conoscenze, ma tali casi rimangono isolati e poco rappresentativi.

La trasformazione della scienza

L’assunzione di obiettivi pratici, con il passaggio dalla ricerca pura alla ricerca applicata, ha trasformato la scienza da attività libera in attività professionale: perduta l’antica autonomia, lo scienziato è diventato un esperto che presta la sua opera alle dipendenze dei “committenti” – Stato e gruppi industriali privati – che finanziano la ricerca per utilizzare i risultati secondo i loro interessi ed obiettivi di potere economico o politico.

Esclusione degli scienziati

Sostanzialmente ridotti a rango di esecutori di piani altrui, gli scienziati sono stati peraltro esclusi dai processi decisionali relativi all’uso e alla destinazione delle loro scoperte: le scelte fondamentali sull’impiego pratico delle nuove conoscenze sono assunte solamente dalle cerchie ristrette di politici e imprenditori che sostengono gli oneri finanziari della ricerca.

In definitiva gli scienziati vengono sistematicamente “espropriati” dei risultati del loro lavoro: al pari della comunità sociale, neppure essi hanno praticamente alcun potere di controllo sull’uso della scienza di cui, pure, sono i protagonisti essenziali.

Responsabilità morale degli scienziati

Una tale situazione pone oggettivamente il problema della responsabilità morale degli scienziati in relazione al potere di morte, distruzione e condizionamento che l’attività scientifica concede ai gruppi dominanti ed agli Stati più forti, a danno dei Paesi più deboli, delle comunità nazionali e dell’intera umanità: in fondo, anche se non hanno possibilità reali d’incidere sulle scelte operative delle ristrette cerchie politiche ed economiche che utilizzano le conoscenze per i loro specifici interessi, è pur vero, tuttavia, che gli scienziati sono comunque responsabili di produrre conoscenze la cui utilizzazione tecnica essi sanno perfettamente destinata alla guerra, all’oppressione, allo sfruttamento.

Resistenza e deresponsabilizzazione

In verità non tutti gli uomini di scienza hanno accettato o si sono rassegnati a continuare la loro opera di ricerca, consapevoli che le scoperte avrebbero innescato un processo incontrollabile di produzione e impiego di armi apocalittiche o di manipolazione del patrimonio genetico dell’organismo che potrebbe risolversi nel condizionamento biologico dell’umanità o, ancora, di organizzazione di una sistema planetario di comunicazioni che già sta riducendo in forme sempre più gravi l’autonomia di giudizio e la libertà di scelta di estese masse d’individui. Molti scienziati si sono arrestati al limite ultimo delle proprie scoperte, per impedire che le conoscenze in via di acquisizione potessero servire ad un ulteriore aggravamento dell’uso distorto della scienza ormai in atto sull’intero Pianeta; ma sono stati casi isolati, eccezioni rare, che hanno purtroppo confermato la regola di una deresponsabilizzazione morale dei ricercatori scientifici.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale cambiamento nella scienza secondo il testo?
  2. La scienza è passata da un'attività libera a un'attività professionale, con scienziati che lavorano sotto la dipendenza di committenti come lo Stato e gruppi industriali privati, perdendo così la loro autonomia (testo).

  3. In che modo gli scienziati sono esclusi dai processi decisionali?
  4. Gli scienziati sono ridotti a esecutori di piani altrui e non hanno potere decisionale sull'uso delle loro scoperte, che è riservato a politici e imprenditori che finanziano la ricerca (testo).

  5. Qual è la responsabilità morale degli scienziati secondo il testo?
  6. Gli scienziati sono moralmente responsabili per le conoscenze che producono, poiché queste possono essere utilizzate per fini distruttivi e oppressivi, anche se non hanno il potere di influenzare le scelte operative (testo).

  7. Come hanno reagito alcuni scienziati alla situazione descritta?
  8. Alcuni scienziati hanno scelto di fermarsi al limite delle loro scoperte per evitare che le loro conoscenze contribuissero a un uso distorto della scienza, ma tali casi sono rari e rappresentano eccezioni alla regola di una generale deresponsabilizzazione (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community