Concetti Chiave
- La vita umana inizia con la fecondazione, formando uno zigote che rappresenta un individuo unico e distinto.
- L'aborto è considerato illegale in quanto compromette i diritti di un essere umano, il nascituro, il quale ha diritto alla vita.
- Non esistono situazioni mediche in cui l'aborto sia necessario per salvare la vita della madre, secondo esperti del settore.
- In caso di violenza sessuale, l'autore propone che il bambino possa essere adottato, evitando la soppressione di una vita.
- L'aborto non è giustificato in situazioni sociali difficili; l'adozione è vista come un'alternativa valida a una gravidanza indesiderata.
Qual è il tuo parere motivato sull’aborto?
Inizio della vita umana
La scienza dimostra che la vita di un nuovo essere umano incomincia nel momento della fecondazione, cioè della fusione tra lo spermatozoo del maschio e l'ovulo della femmina. Insomma, già nello zigote, la cellula che contiene un nuovo codice genetico, c'è un nuovo individuo, differente dal padre, dalla madre e da ogni altra persona del mondo. Questo accade appena 12 o 18 ore dopo il rapporto sessuale. L'embriologo Keith Moore ha affermato: "Ognuno di noi ha iniziato la propria vita in un unico zigote monocellulare". Lo zigote, pertanto, non è una potenzialità di essere umano, ma è un essere umano in potenza di diventare adulto.
Diritti del nascituro
Pertanto per me l'aborto è illegale, perché coinvolge gli interessi e i diritti di un essere umano. Sopprimere qualcuno in nome della libertà di gestire la propria vita privata, vuol dire annientare la stessa ragion d'essere di ogni vita privata, il cui primo diritto è proprio quello alla vita.
Il diritto alla vita del nascituro prevale quindi sul diritto secondario, della madre, di risolvere un problema sociale.
Aborto e salute della madre
Certo, il caso in cui fosse in pericolo la vita della madre è da considerare con attenzione, ma il prof. Charles Rice, docente dell'Università di Notre-Dame, afferma che "non esiste situazione in cui l'aborto sia medicalmente necessario per salvare la vita della madre". il dott. Roy Hefferman della Tufts University ha dichiarato al Congresso dei Chirurghi Americani: "Chiunque pratichi un aborto terapeutico o ignora i moderni metodi di trattamento nei casi di complicanze nella gravidanza, oppure non ha volontà di usarsene".
Violenza sessuale e adozione
Nel caso di una violenza sessuale, il figlio potrebbe essere fatto nascere e poi adottato da un'altra famiglia, per impedire che alla violenza del concepimento se ne aggiunga un'altra della soppressione di una vita. Non sarebbe neanche lecito sopprimere un feto minorato, perché allora sarebbe come sancire la discriminazione tra sani e handicappati anche una volta nati, contraddicendo tutte le leggi e opinioni moderne sull'handicap. Sarebbe anche assurdo giustificare l'aborto perché il feto non è dotato di personalità, perché allora, di questo passo, si potrebbero giustificare l'infanticidio, l'uccisione di una persona in coma, handicappata o comunque giudicata "non in possesso di una personalità".
Aborto clandestino e società
Quanto all'argomentazione che l'aborto deve essere legalizzato per impedire l'aborto clandestino, il dott. Christophe Tieze, pur convinto abortista, ammette "benché lo scopo principale delle leggi sull'aborto sia stato quello di ridurre l'incidenza degli aborti clandestini, questo risultato non è stato raggiunto. Al contrario, apprendiamo da varie fonti che gli aborti, sia legali che illegali, sono aumentati". Non è neanche il caso di giustificare l'aborto nel caso di una situazione sociale difficile, come quella di una famiglia in difficoltà economica o del terzo mondo, perché è compito della società moderna quello di risolvere, in altro modo, diremmo, mutuando il termine dall'economia, un modo "strutturale" e non "contingente", prospettando comunque l'adozione come alternativa razionale e logica ad una gravidanza indesiderata, e non l'aborto.
Irresponsabilità e contraccezione
Tutte quelle motivazioni celano comunque una triste realtà, che è il vero flagello da combattere: l'irresponsabilità di chi considera la contraccezione e, in ultima analisi, l'aborto, come i mezzi per soddisfare senza limitazioni la propria libertà e autorealizzazione e, in definitiva, il proprio piacere, anche a danno di un’altra vita umana.
Domande da interrogazione
- Qual è il momento in cui inizia la vita umana secondo la scienza?
- Perché l'autore considera l'aborto illegale?
- Qual è la posizione dell'autore riguardo all'aborto in caso di pericolo per la vita della madre?
- Come si propone di affrontare il caso di una gravidanza derivante da violenza sessuale?
- Qual è l'argomentazione dell'autore riguardo alla legalizzazione dell'aborto per prevenire aborti clandestini?
La vita di un nuovo essere umano inizia nel momento della fecondazione, con la fusione tra spermatozoo e ovulo, creando uno zigote che rappresenta un nuovo individuo, come affermato dall'embriologo Keith Moore.
L'autore ritiene che l'aborto sia illegale perché coinvolge i diritti di un essere umano, il nascituro, il cui diritto alla vita prevale su quello della madre di risolvere un problema sociale.
L'autore sottolinea che, secondo esperti come il prof. Charles Rice, non esiste una situazione in cui l'aborto sia medicalmente necessario per salvare la vita della madre.
L'autore suggerisce che il figlio nato da una violenza sessuale potrebbe essere dato in adozione, evitando così la soppressione di una vita e la violenza aggiuntiva.
L'autore cita il dott. Christophe Tieze, che afferma che la legalizzazione dell'aborto non ha ridotto gli aborti clandestini, anzi, gli aborti legali e illegali sono aumentati, suggerendo che la soluzione non è l'aborto ma l'adozione.