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Concetti Chiave

  • Boccaccio utilizza la peste come cornice storica per elevare la sua opera da semplice raccolta di novelle a "canzoniere", ispirandosi all'epidemia del 1348 a Firenze.
  • La peste è vista come un castigo divino, riflettendo il decadimento dei valori sociali, con scene di abbandono e sfruttamento che evidenziano il prezzo della rinascita.
  • La rinascita dopo la peste è simboleggiata dai dieci giovani che fuggono dalla città, rappresentando una nuova vita e una necessaria purificazione della società.
  • Nei "Promessi Sposi", Manzoni presenta la peste del 1600 come un casus che riporta Renzo a Milano, enfatizzando il contrasto tra potere terreno e punizione divina.
  • Manzoni adotta una prospettiva cristiana, evidenziando il ruolo della Provvidenza che punisce i malvagi con la peste e successivamente la rimuove attraverso una pioggia divina.

Qual è il ruolo della peste in Boccaccio?

Il tema della peste è utilizzato in numerose opere di molteplici autori, in particolare due grandi maestri della letteratura italiana ne hanno fatto ricorso: Boccaccio e Manzoni. Giovanni Boccaccio dà alla peste un’importante funzione: quella di cornice storica della narrazione, che permette di elevare il livello della sua opera da normale raccolta di novelle a “canzoniere”. Egli si ispira, infatti, al vero avvenimento storico del 1348, quando un’enorme epidemia di peste bubbonica flagellò Firenze per diversi anni: ed è nella descrizione dell’avvenimento che traspare la grandezza dell’autore. Essa comincia nella trattazione dei sintomi, quali i bubboni, gonfiori della pelle e perdite di sangue. Quindi si concentra sulla reazione della società, sulle cure popolari dettate dalla superstizione a causa dell’incapacità dei medici.

La peste come castigo divino

Tramite l’inserimento di alcuni particolari, si comprende come la pestilenza sia stata intesa come un castigo divino, a causa del comportamento insolente delle persone. La peste è una via di purificazione, ma per arrivare alla luce bisogna attraversare l’ombra, e così la peste è il sommo decadimento della vita in tutti i suoi aspetti, da quello materiale a quello dei valori: vediamo infatti come i familiari per la paura del contagio abbandonano i loro cari alla morte, i servi assetati di denaro che speculano sui padroni in fin di vita, ed altre scene raccapriccianti che rendono chiaro quale sia il prezzo per la rinascita. Sono questi quindi i ruoli attribuiti da Boccaccio alla peste: un castigo divino, ma soprattutto il prezzo per una necessaria rinascita della società e dei suoi valori, andati persi col passare del tempo. La rinascita è poi rappresentata dai 10 giovani che si allontanano dalla città per fuggire dalla malattia ricominciando una nuova vita.

La peste nei Promessi Sposi

Se in Boccaccio vediamo la peste con tratti che farebbero pensare al cristianesimo, ma comunque in un’ottica moderata, tutt’altro traspare nella descrizione della peste di Manzoni. Egli nei capitoli XXXI e XXXII fa riferimento ad un altro avvenimento storico, la pestilenza del 1600. Essa, pur non avendo il ruolo di cornice del racconto, ha un’altra funzione importante: deve rappresentare il casus per cui Renzo torni a Milano e sposi Lucia. Essa nella descrizione non ha nulla di orrido, spasmodico e terrificante come quella di Boccaccio, ma serve per mettere in risalto il castigo divino, e come per quanto un uomo possa avere un potere terreno non è nulla in confronto a quello divino: ne è un esempio Don Rodrigo, il quale, potente signorotto, viene velocemente piegato dalla peste. Manzoni vede la sua opera in un alone chiaramente cristiano, mettendo in risalto il ruolo della Provvidenza: essa, dopo aver mandato il flagello per punire i malvagi, lo rimuove con una divina pioggia che elimina il contagio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della peste nella narrazione di Boccaccio?
  2. La peste funge da cornice storica nella narrazione di Boccaccio, elevando la sua opera a "canzoniere" e riflettendo sulla reale epidemia del 1348 a Firenze, descrivendo sintomi e reazioni sociali (come le superstizioni e le cure popolari).

  3. Come viene interpretata la peste da Boccaccio?
  4. Boccaccio interpreta la peste come un castigo divino, una via di purificazione necessaria per la rinascita della società e dei suoi valori, evidenziando il decadimento morale e materiale che essa comporta.

  5. In che modo la peste nei "Promessi Sposi" di Manzoni differisce da quella di Boccaccio?
  6. A differenza di Boccaccio, Manzoni presenta la peste come un casus che spinge Renzo a tornare a Milano, senza descrizioni orribili, ma sottolineando il potere divino rispetto a quello terreno, come dimostrato dalla sorte di Don Rodrigo.

  7. Qual è il messaggio cristiano che emerge dalla peste nei "Promessi Sposi"?
  8. Manzoni evidenzia il ruolo della Provvidenza, mostrando come la peste punisca i malvagi e venga rimossa da Dio attraverso una pioggia divina, sottolineando la superiorità del potere divino su quello umano.

Domande e risposte

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