Concetti Chiave
- Il dipinto "La gazza" di Monet, realizzato tra il 1868 e il 1869, segna l'inizio del movimento impressionista, evidenziando la luce invernale e il paesaggio innevato.
- Monet utilizza la tecnica dell'olio su tela per rappresentare il bianco e le sue variazioni, creando un'atmosfera di meraviglia attraverso l'uso di luci e ombre.
- La composizione del dipinto è strutturata in tre piani, con una gazza che funge da elemento dinamico e unico nel paesaggio desolato.
- Il trattamento del colore e la qualità della superficie dipinta conferiscono al dipinto una sorprendente intensità e una sensazione di calma.
- Attraverso pennellate piccole e una attenta osservazione della luce, Monet riesce a catturare l'essenza del momento, rendendo visibili dettagli altrimenti impercettibili.
Indice
Dettagli tecnici del dipinto
• Dimensioni: 89 x 130
• Data di realizzazione: 1868-1869
• Tecnica: olio su tela
• Luogo rappresentato: Etretat
• Sede espositiva: Parigi, Musée d'Orsay, Sala 18
• Movimento artistico: Il dipinto, che gioca sulle variazioni del colore bianco per rappresentare un paesaggio innevato, segna l'inizio del movimento impressionista.
All'età di 28 anni, Monet era convinto che i paesaggi dovessero essere dipinti, ispirandosi alla natura; lavora quindi all'aperto, con tutte le condizioni atmosferiche. Cerca di trattenere una combinazione formata dal caso senza organizzarla troppo (un "effetto"), e cattura l'attimo che passa, senza congelarlo. Vuole rendere i giochi in movimento di luci e ombre senza distruggere l'unità del dipinto, esaltare i rapporti di più colori senza alterarli, mostrare vibrazioni, trasparenze, senza disturbare lo sguardo. Per lui si tratta di trovare il difficile equilibrio tra un'analisi (osservare tutti i dettagli della realtà) e una sintesi (mostrare un paesaggio riconoscibile), preservando l'unità pittorica e la luminosità specifica della superficie dipinta. Impressione: una giornata nevosa, un po' nebbiosa, luce soffusa, ombre lunghe e rumori attenuati.
La gazza e il paesaggio
Un paesaggio di neve sotto il sole dipinto a Étretat durante l'inverno del 1868-1869 e dove l'unico attore vivente è un uccello.
La gazza è un'opera così semplice che si è confusi dalla sua ovvietà e dalla sua verità. Il piccolo uccello è lì, appollaiato sul cancello della barriera, ci guarda: Monet ci dà allegramente lo sguardo della gazza; l'occhio d'uccello per vedere la felicità di ogni momento, la tremenda bellezza del mondo, così semplice da raggiungere a chi sa assomigliare all'uccello, cioè a colui che vola, a colui il cui sguardo vola.
Il bianco come protagonista
Ma il vero soggetto del dipinto è il bianco e il suo luccichio al sole visto dall'occhio di un pittore.
Monet vuole che l'osservatore sia nella neve con lui, nella meraviglia della luce invernale, come se catturasse un momento controluce, ma rivolto verso il sole. La prospettiva è nell'atmosfera sottolineata dalle linee della composizione: gli orizzontali della siepe e dell'orizzonte, le verticali degli alberi e della barriera, le diagonali delle ombre in primo piano. Una suddivisione di piani orizzontali in cui il candore è modulato in ombre chiare e bluastre.
Struttura e composizione del dipinto
Nel dipinto, si individuano tre piani:
• In primo piano, delle impronte ci conducono davanti a una recinzione
fatta di fragili bastoni di legno, ricoperta da un alto strato di neve.
• Sullo sfondo, oltrepassando la porta di questa recinzione, ci sembra di arrivare nel giardino di un contadino la cui abitazione, comprendente due case, si distingue dietro gli alberi. Esse sono semplici, senza finestre, sicuramente composte da un piano terra e un primo piano, sembrano vuote; la scena è in pieno inverno e, dato lo spessore dello strato di neve, deve fare molto freddo; nessuno dei due camini sul tetto delle case emette fumo, sono spenti. Sulla porta della recinzione, l'unica presenza vivente di questo dipinto è la gazza, da cui il nome del dipinto. Senza questa gazza, (che non notiamo a prima vista) il paesaggio ci darebbe la sensazione di essere deserto. La gazza crea una certa dinamica nel dipinto: situata su una linea orizzontale, delimita la separazione tra il primo e il secondo piano. Il terreno è in pendenza, le case appaiono più basse della recinzione. Possiamo vedere che non è coltivato, perché i numerosi alberi sono distribuiti in modo disordinato.
• L'ultima inquadratura inizia dallo scorcio formato dagli alberi del giardino (a sinistra del dipinto) che ci presenta un'ampia distesa deserta (questa volta senza vegetazione) coperta da un cielo nuvoloso. La neve è presente ovunque.
Luce e colore in La gazza
A prima vista, il dipinto appare di un bianco quasi monocromatico. La neve copre completamente il paesaggio più semplice che ci sia: un campo, una recinzione, degli alberi spogli, dei tetti, il cielo. Tuttavia, se si esamina con attenzione il colore, lentamente il bianco scompare e il colore esplode. Nessuna riproduzione di quest'opera sarà in grado di rendere la sottigliezza di tutte queste variazioni sulla luce pura (toni caldi al sole, freddi nell'ombra, arancioni, gialli, blu, ...), lo spessore dello strato, l'effetto della trasparenza, la qualità della superficie dipinta. Il trattamento pittorico conferisce al dipinto una presenza di sorprendente intensità. La tranquillità che emana dal dipinto non è dovuta solo al trattamento del colore ma anche alla sua rigorosa composizione. Il formato allungato accentua l'effetto di calma, così come la composizione molto semplice (la tela, divisa in due parti molto uguali dalla siepe è composta da una serie di fasce orizzontali più dense al centro). Questa orizzontalità è controbilanciata dalla verticale degli alberi e dalla presenza della gazza sulla barriera. Il titolo rimanda a questo elemento discreto e tuttavia fondamentale del dipinto: l'uccello. È l'unico elemento vivo del paesaggio. Così decentrato e sporgendosi oltre la barriera a sinistra, è un punto di passaggio tra la parte anteriore e quella posteriore, tra cielo e terra. Riassume nel suo piumaggio nero l'opposizione con l'illuminazione del bianco.
Monet e la luce invernale
Claude Monet intitolò questo dipinto ”La gazza”, ma non è facile individuare l’uccello a prima vista colloocato com’è sulla recinzione, della tela. Sono soprattutto le sue piume nere che ci permettono di distinguerlo dal resto del paesaggio. In effetti, è coperto di neve! Veniamo trasportati dal pittore a Etretat, un villaggio sulla costa della Normandia. Stabilitosi in questa cittadina per un certo periodo, Monet trascorreva le sue giornate camminando e dipingendo direttamente nella natura. Ciò che lo interessa in un paesaggio è tutto ciò che sentiamo ma che non possiamo necessariamente descrivere. Questi sono ad esempio i cambiamenti di luce a seconda dell'ora del giorno, o il soffio del vento.
Tecnica pittorica di Monet
In La gazza, Monet è principalmente interessato alla luce e ai riflessi. Questo lo vediamo dal modo con cui dipinge la neve. Se guardiamo da vicino la tela, notiamo che essa non è mai davvero dello stesso colore; a volte è bianca sfumato di blu, poi diventa rosa o grigio. Per dare questo effetto, Monet dipinge con pennellate molto piccole.
Il primo piano è occupato da una grande distesa di neve. Una parte al sole, un'altra è all'ombra della recinzione che separa il dipinto in due. Sullo sfondo, le case sono appena nascoste dagli alberi i cui rami, privi di foglie, sostengono uno spesso strato di neve.
I toni utilizzati sono chiari e rendono particolarmente bene la luminosità brillante dovuta al sole che si riflette sulla neve.
Tanto bianco, certo, ma se ci avviciniamo, ci rendiamo conto che si mescola con più macchie colorate, che vanno dal blu al beige, con sfumature di rosa e giallo.
I rami che fungono da barriera rudimentale sono appena abbozzati. In questo dettaglio, comprendiamo il termine "impressionista" associato a Monet e a questo lavoro, in particolare. Riesce infatti, senza dare precisione alla linea del suo pennello, a farci percepire l'atmosfera fredda e limpida dell'attimo catturato.
Il bianco e la luce
Il bianco nel dipinto è difficile da gestire, Monet lo fa variare come nessuno ha mai fatto mai fatto, la neve è per lui lo specchio più bello della luce, tinge le sue ombre di blu, sotto il sole abbiamo i colori ocra e viola delicati e i tetti ricoperti di questo materiale così luminoso sono di un grigio chiaro. Il cielo rosa ocra è di sontuosa brillantezza; il sole in primo piano permette una variazione sul chiaroscuro che lascia alla neve tutta la sua brillantezza, gli impasti sono lì solo per dare forma a questa coltre che ricopre quasi tutto; ogni pennellata crea un volume e questo volume genera una vibrazione di luce.
Equilibrio e divisionismo
Il modo di trattare il colore in questa tela così ricca e così efficace assomiglia a un'opera di camaïeu e ha il fascino di tale tipo di pittura. Monet non è dominato dal colore, questa ossessione arriverà dopo, quando, come Cézanne che scoprì la forza pittorica del volume, scoprirà il colore in sé e inizierà a sperimentarlo. Qui si trova l'equilibrio del dipinto, il divisionismo del colore discretamente praticato non sconvolge: Monet vuole innanzitutto entrare in questa luce di neve e realizzarla totalmente, vale a dire restituire allo sguardo una percezione diretta di ciò che vedeva e che lo stupiva.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del titolo "La gazza" nel contesto del dipinto?
- Come Monet rappresenta la luce e il colore nella neve?
- Qual è l'importanza della composizione nel dipinto "La gazza"?
- In che modo Monet si avvicina al concetto di impressionismo in questo dipinto?
- Quali sono le dimensioni e la tecnica utilizzata per "La gazza"?
Il titolo "La gazza" si riferisce all'unico elemento vivente del paesaggio, un uccello appollaiato sulla recinzione, che crea dinamica e separa i vari piani del dipinto, rendendo la scena meno deserta e più viva.
Monet utilizza una varietà di toni per rappresentare la neve, mescolando bianchi, blu, rosa e giallo, creando un effetto di luminosità e trasparenza che cattura l'atmosfera invernale e i cambiamenti di luce.
La composizione è rigorosa e semplice, con una suddivisione in piani orizzontali e verticali che accentua l'effetto di calma e stabilità, mentre la gazza funge da punto di passaggio tra il primo e il secondo piano.
Monet cattura l'attimo e l'effetto della luce senza congelare il momento, utilizzando pennellate rapide e una tecnica che enfatizza l'atmosfera e le vibrazioni del paesaggio, tipiche dell'impressionismo.
Il dipinto misura 89 x 130 cm ed è realizzato in olio su tela, evidenziando la maestria di Monet nel trattare la luce e il colore attraverso una tecnica pittorica innovativa.