Concetti Chiave
- La cattedrale di Rouen è rappresentata in circa cinquanta opere di Monet, realizzate tra il 1880 e il 1890 e esposte al Musée d’Orsay di Parigi.
- Monet ha dipinto la facciata della cattedrale da una posizione fissa, cambiando tela in base alle variazioni della luce durante il giorno.
- L'artista ha utilizzato la luce e i colori per trasformare un soggetto unico in una serie di opere dinamiche, stimolando diverse percezioni negli osservatori.
- Al mattino, la cattedrale appare avvolta in tonalità violacee e azzurre, mentre al pomeriggio e al tramonto i colori cambiano, creando zone d'ombra e riflessi particolari.
- Monet ha scelto la cattedrale di Rouen per la sua notorietà e per la sua rappresentazione frequente in cartoline, cercando di offrire una visione originale rispetto alla tradizione.
Indice
Monet e la cattedrale di Rouen
La cattedrale di Rouen è oggetto in circa cinquanta tele di Monet, realizzate nell’ultimo decennio del XIX secolo ed esposte al Musée d’Orsay, a Parigi; di esse, molte rappresentano esclusivamente la facciata, vista sempre dalla stessa posizione. Infatti, per dipingere questa serie di opere l’artista si è sempre collocato ad una finestra frontale ed era solito cambiare la tela via via che cambiava la luce del sole che investiva la facciata della chiesa. Il concetto è questo: la realtà è sempre diversa in funzione dell’ora del giorno e dell’illuminazione com’è sempre diverso il nostro modo di essere e quindi il nostro rapporto con quanto ci circonda. Clemenceau, grande statista francese, eminente stimatore dell’impressionismo, disse che le tele avrebbero potuto essere cento, mille, cioè una per ogni minuto che passa.
Luce e percezione nell'arte di Monet
La facciata è dipinta in senso obliquo ed è rappresentata solo in parte; le torri laterali sfuggono all’attenzione dell’osservatore e di esse non ci è dato conoscere le dimensioni. In questo modo, lo spettatore può integrare la tela con gli aspetti mancanti del soggetto dipinto, a seconda della propria sensibilità per cui, egli, da spettatore, assume il ruolo di attore. Pertanto, l’obbiettivo di Monet era di dimostrare come un unico soggetto, grazie alla luce e alla molteplicità dei colori, sia sufficiente a stimolare stimoli sempre diversi. Di conseguenza, l’opera non è statica, cioè compiuta e perfetta, ma dinamica in quanto in divenire e da perfezionare. D’altra parte, l’artista ha voluto scegliere la cattedrale di Rouen (altre volte Venezia) perché si tratta di un monumento celebre, oggetto di visite turistiche e riprodotto in migliaia di cartoline dall’aspetto banale poiché inquadrato sempre in modo equilibrato.
I colori della cattedrale al mattino
Quando il sole è appena sorto, le pietre della cattedrale sono avvolte da una bruma impalpabile, che tende al violaceo e la struttura dell’edificio presenta dei contorni non ben definiti. Al mattino, i toni cromatici prevalenti tendono all’azzurro oppure restano nel violaceo nelle parti in ombra. Nelle zone in cui comincia a concentrarsi la luce del sole, il poeta ricorre, invece, al colore ocra. Il giallo si fa quasi diafano, quando l’edificio è invaso dalla luce del sole, giunto al suo punto culminante. In certi punti il chiarore è così forte che quasi impedisce allo spettatore di vedere dei particolari: infatti, per esempio, il portale della chiesa quasi non si distingue dal resto della facciata.
Il pomeriggio e il tramonto sulla cattedrale
È evidente che la rappresentazione della realtà per Monet non è oggettiva: essa è dipinta come la vedo o gli occhio del poeta. Infatti, nel pomeriggio quando il sole è più arroventato e i suoi raggi investono tutta la facciata, ad eccezione della strombatura dei portali e del rosone che creano delle zone d’ombra dalla calda tonalità calda. Se ci avviciniamo a questa tela non notiamo altro che macchie che fanno pensare ad una spugna, ma allontanandosi, piano piano le macchie si trasformano in rappresentazione della cattedrale. La facciata, sotto i raggi del sole che si avvia al tramonto subisce un notevole cambiamento: si notano colori in dissolvenza, riflessi, giochi di rifrazioni mentre la sera che avanza proietta sulla cattedrale un’ombra tendente al verde.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale delle opere di Monet dedicate alla cattedrale di Rouen?
- Come Monet coinvolge lo spettatore nelle sue opere?
- Quali colori predominano nelle opere di Monet al mattino?
- In che modo la rappresentazione della cattedrale cambia nel pomeriggio?
- Qual è l'importanza della luce nel lavoro di Monet?
Il tema principale è la variazione della luce e dei colori che influenzano la percezione della facciata della cattedrale, rappresentata in circa cinquanta tele, tutte realizzate dalla stessa posizione, come sottolineato nel testo.
Monet coinvolge lo spettatore permettendo che egli integri gli aspetti mancanti della cattedrale, assumendo così un ruolo attivo nell'interpretazione dell'opera, come evidenziato dalla sua scelta di rappresentare solo parzialmente la facciata.
Al mattino, i colori predominanti tendono all'azzurro e al violaceo, con l'uso di tonalità ocra nelle zone illuminate dal sole, come descritto nel testo.
Nel pomeriggio, la rappresentazione cambia con l'intensificarsi dei raggi solari, creando zone d'ombra e calde tonalità, mentre da vicino le tele appaiono come macchie, che si trasformano in un'immagine riconoscibile allontanandosi.
La luce è fondamentale nel lavoro di Monet, poiché determina la percezione e l'aspetto della cattedrale, rendendo ogni opera dinamica e in continua evoluzione, come evidenziato dalla sua osservazione che la realtà è sempre diversa in base all'illuminazione.