Concetti Chiave
- L'evoluzione della residenza umana evidenzia come l'uomo, da nomade, sia diventato stanziale grazie all'agricoltura, mantenendo però la propensione a spostarsi.
- Nel corso della storia, gli italiani hanno vissuto fenomeni migratori, prima come emigranti e ora come Paese di accoglienza per immigrati, specialmente dal Sud del mondo.
- Il Mediterraneo è diventato un luogo di tragedie umane, con molte persone che rischiano la vita per fuggire da guerre e emergenze climatiche.
- Le false credenze sugli immigrati in Italia alimentano l'odio e il razzismo, nonostante le statistiche dimostrino che gli immigrati rappresentano una piccola parte della popolazione.
- Le sfide legate ai cambiamenti climatici porteranno a un aumento dei rifugiati climatici, richiedendo un approccio culturale e sistemico per affrontare queste problematiche globali.
L'evoluzione della residenza umana
Come possiamo apprendere studiando la geografia umana, l’uomo nella sua lunga storia ha sempre modificato il luogo scelto come dimora. Anzi, l’uomo nasce come individuo nomade, che solo con la scoperta della possibilità di coltivare piante per nutrirsi è diventato un essere stanziale, pur conservando la tendenza costante a spostarsi.
Questa inclinazione dell’uomo a cambiare residenza per svariate necessità rappresenta da sempre una fonte di ricchezza per l’umanità.
Fenomeni migratori italiani
Anche gli italiani sono stati e sono tuttora protagonisti di fenomeni migratori. In passato sono stati spesso considerati immigrati indesiderati dai Paesi accoglienti. Venivano sfruttati, malpagati e ritenuti cafoni, sporchi e culturalmente arretrati.
Oggi l’Italia assiste ad un rovescio della medaglia, trovandosi nella condizione di Paese meta di immigrati. Questo fenomeno ha preso piede a partire dagli anni ottanta.
L’Italia è un Paese geograficamente particolare, poiché si trova al centro del Mediterraneo e per chi arriva dai Paesi del Sud del Mondo rappresenta l’approdo in Europa.
Tragedie umane nel Mediterraneo
Dal mare, barche di disperati cercano di raggiungere l’Italia per salvarsi da regimi politici oppressivi, da guerre, carestie ed emergenze climatiche.
Molti italiani, purtroppo, hanno dimenticato la regola aurea che accomuna le grandi religioni e che invita a “non fare agli altri ciò che non si vuole sia fatto a se stessi” e assumono un atteggiamento di chiusura se non di odio nei confronti di gente disperata che scappa dalla sua terra per non morire.
Il valore della cultura
Mi ha colpito la storia di un ragazzo della mia età, morto in mare nel tentativo di arrivare in Italia. Il corpo senza vita di questo ragazzo era stato recuperato dal mare e stava per essere sottoposto ad autopsia. La dottoressa che stava per sottoporre il cadavere all’autopsia, mentre lo spogliava ha scoperto che nella tasca interna della sua giacca il ragazzo aveva una pagella cucita accuratamente. La dottoressa ha riferito che molto spesso ha trovavano oggetti ritenuti preziosi cuciti sui vestiti delle persone morte in mare per raggiungere l’Italia.
Quel ragazzo aveva attaccato al suo vestito ciò che riteneva più prezioso: la sua pagella. Perché? Probabilmente riteneva la cultura il bene più prezioso e voleva dirlo a chi lo avrebbe ospitato. Voleva dire che non era un delinquente, che voleva studiare e avere una vita migliore.
Miti sull'immigrazione
E invece in Italia spesso si semina odio diffondendo informazioni false: gli immigrati ci rubano il lavoro, sono tantissimi, ci stanno “invadendo”, hanno tendenze criminali, ecc.
Alla prova dei fatti, queste informazioni, confrontate con i numeri e le statistiche ufficiali, si rivelano essere infondate. In Europa gli abitanti sono 500 milioni e le persone immigrate sono al massimo 300mila: una goccia nel mare. Eppure ne abbiamo una paura terribile.
Razzismo e scienza
Questa povera gente ha il potere di rivelare la nostra miseria morale, il nostro razzismo e il nostro immotivato senso di superiorità non giustificato né a livello etico, né scientifico. In effetti, per restare in ambito scientifico, la scienza ha dimostrato che l’uomo appartiene a una sola e unica razza, la specie “Homo sapiens sapiens”. Dunque, secondo la scienza, le razze non esistono. Esiste solo il razzismo, che è una forma di pregiudizio verso persone con caratteristiche diverse dalle proprie. La persona razzista crede che tutto ciò che è troppo differente da lei la minacci nella sua tranquillità. Quindi il razzismo si fonda sulla paura immotivata verso il “diverso”.
Per guarire da questa “malattia” occorre riconoscere che si è razzisti non essendo capaci di accogliere i migranti dopo averli sfruttati per secoli.
Responsabilità e flussi migratori
È vero che in questo scenario drammatico di flussi migratori e di morti continue l’Europa è rimasta alla finestra a guardare. Ognuno, a mio avviso, dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Di certo trovo assolutamente immorale usare i poveri come strategia per convincere l’Europa ad agire. Rimpallarsi le responsabilità non risolverà il problema dei flussi migratori che diventeranno sempre più numerosi, se pensiamo al dramma del riscaldamento climatico. I problemi, infatti, sono sempre interconnessi e bisognerà pensare sempre più in maniera sistemica se vogliamo salvarci come umanità, la quale non si rende forse conto di trovarsi su un’unica barca.
Sfide climatiche future
La vera invasione nel prossimo futuro sarà quella delle acque. Il livello delle acque, infatti, a causa dell’innalzamento delle temperature salirà e porterà ad una riduzione della terraferma. Le previsioni degli scienziati ci dicono che in futuro anche in Italia molte città saranno sommerse dalle acque. In più, a causa della siccità, i rifugiati climatici aumenteranno esponenzialmente.
Soluzioni per il futuro
Cosa faremo allora?
Seminare cultura, conoscenza e disposizione a ragionare per grandi sistemi, credo sia l’unico approccio sano e possibile.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della tendenza umana a spostarsi?
- Come è cambiata la percezione degli italiani nei fenomeni migratori?
- Qual è il messaggio simbolico del ragazzo che è morto in mare?
- Quali miti sull'immigrazione sono sfatati dai dati?
- Quali sfide future si prevedono a causa dei cambiamenti climatici?
L'uomo, inizialmente nomade, è diventato stanziale con la scoperta dell'agricoltura, ma ha mantenuto la propensione a cambiare residenza per varie necessità, contribuendo così alla ricchezza dell'umanità.
In passato, gli italiani erano considerati immigrati indesiderati, mentre oggi l'Italia è diventata un Paese meta di immigrati, a partire dagli anni ottanta, a causa della sua posizione geografica nel Mediterraneo.
Il ragazzo aveva cucito la sua pagella nella giacca, simbolizzando l'importanza della cultura e il desiderio di una vita migliore, contrariamente agli stereotipi negativi sugli immigrati.
Le affermazioni che gli immigrati rubano lavoro o sono una minaccia sono infondate; in Europa, gli immigrati rappresentano solo una piccola frazione della popolazione, circa 300mila su 500 milioni.
Si prevede un aumento dei rifugiati climatici e l'innalzamento del livello delle acque porterà alla sommersione di molte città, rendendo necessaria una riflessione sistemica e culturale per affrontare queste sfide.