Concetti Chiave
- Giovanni Verga nella novella "Rosso malpelo" denuncia lo sfruttamento infantile, evidenziando le dure condizioni di lavoro dei minori nelle miniere.
- Il lavoro infantile è un problema globale che coinvolge principalmente bambini tra i cinque e i quindici anni, diffuso soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e in situazioni di povertà anche nei Paesi industrializzati.
- Nonostante esistano leggi e convenzioni internazionali contro il lavoro minorile, come quelle promosse dall'UNICEF, il fenomeno continua a persistere in molte aree del mondo.
- I bambini Rom in Italia vivono situazioni allarmanti, costretti a chiedere l'elemosina e spesso sottoposti a violenze fisiche se non portano abbastanza denaro a casa.
- È fondamentale proteggere i bambini dallo sfruttamento per garantire loro un'infanzia sana e istruita, essendo loro il futuro della società e portatori di valore e forza.
Giovanni Verga, in una famosa novella dal titolo "Rosso malpelo", compresa nella raccolta "Vita dei campi", pubblicata nel 1880, racconta di due ragazzini che lavorano in condizioni disumane in una miniera. Le cronache odierne mostrano continuamente minori in luoghi di guerra, di fame, di disperazione o utilizzati in lavori faticosi e sottoposti a inaudite crudeltà, nonostante gli appelli e gli interventi delle organizzazioni umanitarie che tentano di arginare questa tragedia. Inquadra il problema ed esponi le tue considerazioni in proposito.
Qual è la diffusione globale del lavoro infantile?
Lo sfruttamento minorile è un fenomeno che coinvolge tutto il pianeta, e riguarda in particolare bambini tra i cinque e i quindici anni. Il lavoro infantile è diffuso soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e non sviluppati, come l’Asia, Oceania, America del Sud, Africa ed Europa dell’Est. Ma il problema è presente anche in Europa e negli Stati Uniti, in luoghi pieni di risorse e con un’economia florida, ma nei quali vivono molte persone povere e in stato di sottosviluppo.
Storia e letteratura sul lavoro minorile
Dal punto di vista storico, non si conoscono bene le origini di questo fenomeno; esistono solamente riferimenti riguardo la schiavitù, e lo sfruttamento nel campo dell’agricoltura e allevamento. Con l’avvento della rivoluzione industriale lo sfruttamento infantile ebbe largo impiego soprattutto nelle miniere e nelle fabbriche tessili, nelle quali molti bambini lavoravano fino a quindici ore, e il loro salario era talmente basso che non potevano neanche procurarsi del cibo. Dalla letteratura possiamo ricavare alcune notizie riguardo la situazione dei minori nel lavoro. Per esempio, Verga in Rosso Malpelo, offre un quadro di sfruttamento infantile nel lavoro delle miniere, in cui il protagonista viene trattato in modo disumano, e vive una vita di sforzi e sofferenze. Vi è anche la figura di un altro fanciullo, Ranocchio, che addirittura arriva a morire a causa delle fatiche del lavoro e le malattie che ne conseguirono. Dickens invece denuncia il lavoro in fabbrica dei bambini, nell’Inghilterra appena industrializzata del 1800. Per esempio, in Oliver Twist viene evidenziato il maltrattamento nei confronti dei bimbi: Oliver è il protagonista del romanzo, un bambino maltrattato da tutti e costretto a lavorare, ma che nonostante tutto rimane puro di cuore.
Situazione attuale nei paesi industrializzati
La situazione attuale non è delle migliori. Anche nei Paesi industrializzati il fenomeno è abbastanza diffuso: oltre 145.000 ragazzi sotto i 15 anni vengono sfruttati negli Stati Uniti e in Europa, anche nel Regno Unito. Nell’Est Europa la situazione è aggravata dalla prostituzione minorile. Lo sfruttamento avviene nel campo dell’agricoltura, dove i piccoli lavoratori vengono impiegati dalle famiglie o nelle grandi piantagioni come braccianti, dell’industria e della pesca. Ma ci sono anche bambini che lavorano nelle miniere, nelle cave, nei laboratori di fiammiferi, sigarette, giocattoli e fuochi d’artificio. A volte sono costretti a rimanere mesi chiusi nelle fabbriche, senza poter vedere i loro genitori. Il motivo principale di questo sfruttamento è la povertà, sociale e individuale. Se la causa è la povertà, la conseguenza è l’analfabetismo, perché il bambino lavorando non ha il tempo di andare a scuola, e da grande non avrà le capacità intellettive di difendere i propri diritti.
Leggi e convenzioni contro il lavoro infantile
Diverse leggi vietano in Italia il lavoro infantile, ma nonostante ciò, come ho detto prima, i dati dell’ISTAT sono agghiaccianti. Da tempo sono stati attuati diversi provvedimenti per risolvere il problema. Nel 1919 fu stilata la Convenzione sull’età minima durante la Conferenza internazionale del lavoro. Nel 1924 nella Quinta Assemblea Generale della Società delle Nazioni si adottò la Dichiarazione dei diritti del bambino. Nel 1989 l’ONU approvò la Convenzione internazionale dell’infanzia. L’organizzazione che attualmente opera in molti Paesi è l’UNICEF, che tutela i diritti dei minori con programmi di assistenza nei Paesi in via di sviluppo. Nonostante tutti questi provvedimenti però, i bambini sfruttati e schiavizzati rimangono parecchi.
Storie di bambini sfruttati
Famosa in tutto il mondo è la storia di un bambino pakistano, Iqbal, che negli anni Ottanta fu venduto dal padre a un mercante di tappeti. Il ragazzino veniva picchiato e sgridato tutti i giorni, e incatenato al telaio era obbligato a lavorare 12 ore al giorno. Ma a dieci anni riuscì ad uscire allo scoperto e a raccontare la sua storia comune a migliaia di bambini. Ma essendo divenuto un testimone scomodo degli affari sporchi dei mercanti di tappeti, Iqbal venne ucciso.
Condizioni dei bambini Rom in Italia
Preoccupante è anche la situazione dei bambini Rom che vivono in Italia: molto spesso vediamo zingare, anche di 12 o 13 anni, ferme al semaforo, incinte e con neonati in braccio, che chiedono l’elemosina agli automobilisti, mettendo al mondo dei bambini utilizzati per il solo scopo di portare soldi a casa. Bambini piccolissimi sono costretti a stare ore in mezzo al traffico a chiedere l’elemosina, picchiati selvaggiamente se si ribellano o se non portano abbastanza denaro.
Importanza di proteggere i bambini
Un bambino per crescere bene ha bisogno di amorevolezza, calore familiare, istruzione e giochi. Bisogna salvaguardarli e impedire che crescano con valori sbagliati, con la consapevolezza che la vita è fatta solo di lavoro disumano, cattiveria e sfruttamento del prossimo. Sono loro la nostra società futura, e il progresso è nelle loro mani. Ma se ognuno di noi fa finta di non vedere, se regala una moneta a un bambino che chiede l’elemosina, sapendo che in realtà non la utilizzerà per mangiare come in fondo ognuno spera, il problema non sarà mai risolto. Occorre aprire gli occhi e denunciare, i bambini vanno tutelati, sono esseri indifesi e incapaci di difendersi, ma capaci di soffrire e darci grandi insegnamenti di vita e di forza.
Domande da interrogazione
- Qual è la diffusione globale del lavoro infantile?
- Quali sono le origini storiche del lavoro minorile?
- Qual è la situazione attuale del lavoro infantile nei paesi industrializzati?
- Quali leggi e convenzioni esistono contro il lavoro infantile?
- Perché è importante proteggere i bambini dallo sfruttamento?
Il lavoro infantile è un fenomeno globale che colpisce principalmente bambini tra i cinque e i quindici anni, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e in contesti di povertà anche in nazioni sviluppate, come evidenziato nel testo.
Le origini del lavoro minorile risalgono a pratiche di schiavitù e sfruttamento agricolo, ma con la rivoluzione industriale il fenomeno si è amplificato, coinvolgendo bambini in miniere e fabbriche, come descritto da Verga e Dickens.
Anche nei paesi industrializzati, oltre 145.000 ragazzi sotto i 15 anni sono sfruttati, lavorando in agricoltura, industria e persino nelle miniere, con la povertà come causa principale di questo sfruttamento.
Diverse leggi in Italia vietano il lavoro infantile, e sono state adottate convenzioni internazionali come quella del 1989 dell'ONU, ma nonostante ciò, il fenomeno persiste, come riportato nel testo.
È fondamentale proteggere i bambini per garantire loro un'infanzia sana, ricca di amore e istruzione, poiché sono il futuro della società e meritano di crescere lontano da sfruttamento e violenza, come sottolineato nel testo.