Concetti Chiave
- Il termine "discrezione" deriva dal latino "discernere" e rappresenta la capacità di distinguere e adattarsi alle peculiarità degli eventi, piuttosto che un semplice concetto di moderazione.
- Nei "Ricordi", Guicciardini enfatizza la discrezione come un'abilità di analizzare situazioni, rifiutando regole universali e promuovendo l'importanza dell'esperienza pratica.
- Il rifiuto delle regole universali porta a considerare la realtà come varia e imprevedibile, superando l'ideale di modelli classici e mostrando l'importanza dell'analisi cauta.
- La discrezione di Guicciardini si distingue dal pensiero di Machiavelli, poiché promuove un metodo di analisi specifica e valutativa, piuttosto che l'emulazione di modelli predefiniti.
- Guicciardini valorizza l'empirismo come criterio per comprendere la realtà, sottolineando che la distinzione è fondamentale per una visione scettica del mondo.
Indice
Qual è l'origine e il significato di discrezione?
Il termine “discrezione”, frequente negli scritti di Guicciardini, deriva dal latino “ discernere” = distinguere, separare e nulla a che a vedere con il significato attuale di moderazione e misura, legato ad un senso di opportunità. Letteralmente è la capacità di discernimento, di distinguere la peculiarità degli eventi e di cogliere le infinite variazioni del reale, sapendosi anche adattare a esse, cioè la facoltà intellettuale che consente di distinguere gli aspetti specifici di ogni evento, adattando il proprio comportamento alla tipologia della situazione. In sintesi, è un’arte assai sottile, in parte frutto di una predisposizione naturale che può essere affinata dall’esperienza e che mai può essere appresa con lo studio sui libri.
Discrezione nei Ricordi di Guicciardini
Esso è presente nei ricordi 1, 2, 9, 15, 18, 19 e, standone alla definizione che ci dà lo scrittore, è la capacità di distinguere tutti gli aspetti e le componenti di una determinata situazione o di un fatto statico. Essa permette di cogliere, all’interno delle costanti che accomunano certe situazioni, le variabili che le distinguono. Il termine è strettamente legato al rifiuto di ogni regola o modello che serva da esempio. Da questo, è derivata la polemica contro il pensiero di Machiavelli che in ogni momento sosteneva la necessità di rifarsi ai modelli politici dell’ antica Roma verso i quali nutriva una forte ammirazione. Sostenere la necessità della “discrezione” significa anche sottolineare il valore della pratica rispetto alla teoria, dell’esperienza rispetto alla cultura. In altre parole, il rifiuto delle regole universali e dei modelli astratti, che costituisce il carattere saliente de I Ricordi, segna il trionfo dell’empirismo sulla teoria. Con questo concetto, Guicciardini valorizza l’empirismo come criterio per conoscere la realtà e il comportamento e per cogliere, in ogni situazione, la peculiarità senza dover arrivare ad una generalizzazione teorica.
Conseguenze del rifiuto delle regole
Tale rifiuto delle regole universali e quindi il ricorso alla “discrezione” comporta delle conseguenze che ci permettono di definire in modo più chiaro il pensiero di Guicciardini:
• nell’epoca rinascimentale, il richiamo a modelli classici esemplari costituiva un elemento fondamentale della cultura come pure la necessità di individuare dei precetti, soprattutto in campo letterario; con Guicciardini, tale richiamo è superato poiché la realtà è varia, imprevedibile e la vera conoscenza non è possibile.
• in Machiavelli, la fiducia in modelli e soprattutto nel principio di imitazione/emulazione, porta a momenti di entusiasmo se non ad un atteggiamento profetico, come nel 26° ed ultimo capitolo de Il Principe. Invece, in Guicciardini, la “discrezione” invita a fare un’analisi in modo cauto, a procedere operando delle distinzioni e delle eccezioni. In sintesi, la “discrezione” di Guicciardini è un metodo, una schema di pensiero incline a distinguere e a valutare tutti gli aspetti e dati di un dato problema, le somiglianze e le contraddizioni. Si può anche affermare che la “distinzione” è la strada per arrivare ad una visione scettica della realtà.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "discrezione" secondo Guicciardini?
- Come si manifesta la discrezione nei "Ricordi" di Guicciardini?
- Qual è la critica di Guicciardini al pensiero di Machiavelli?
- Quali sono le conseguenze del rifiuto delle regole universali secondo Guicciardini?
Il termine "discrezione" deriva dal latino "discernere", che significa distinguere e separare, e non ha a che fare con il significato attuale di moderazione. È la capacità di discernimento e adattamento alle peculiarità degli eventi, un'arte che si affina con l'esperienza (Origine e significato di discrezione).
Nei "Ricordi", la discrezione è la capacità di distinguere gli aspetti e le componenti di una situazione, permettendo di cogliere le variabili che la differenziano. Essa rifiuta regole universali e modelli, enfatizzando l'importanza della pratica rispetto alla teoria (Discrezione nei Ricordi di Guicciardini).
Guicciardini critica Machiavelli per la sua fiducia nei modelli politici dell'antica Roma, sostenendo che la discrezione e l'empirismo sono più validi per comprendere la realtà, poiché quest'ultima è varia e imprevedibile (Discrezione nei Ricordi di Guicciardini).
Il rifiuto delle regole porta a una visione scettica della realtà, invitando a un'analisi cauta e a distinguere tra somiglianze e contraddizioni, superando il richiamo a modelli classici e promuovendo un approccio empirico (Conseguenze del rifiuto delle regole).