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Concetti Chiave

  • Il sonetto “Alla sera” utilizza una struttura classica, riflettendo sulla pace e la quiete della sera in contrasto con la vita tormentata del poeta, influenzato da elementi romantici e classici.
  • La riflessione sulla morte come “fatal quiete” evidenzia un influsso epicureo, suggerendo una concezione illuminista che annulla le passioni e riflette sull'esistenza umana.
  • Nella seconda terzina si contrappone lo spirito guerriero alla pace serale, con la sera che diventa l'unica via di fuga per il poeta, simbolizzando la morte.
  • Il sonetto “A Zacinto” celebra l'isola natale di Foscolo come simbolo della classicità e riflette sul tema dell'esilio, evidenziando la differenza tra l'esule moderno e quello antico.
  • Nell'ultima terzina, Foscolo esprime l'impossibilità di tornare a Zacinto, dedicando il sonetto all'isola e collegando l'acqua alla vita, mentre la sua assenza simboleggia la morte e l'aridità.

Struttura e Temi del Sonetto

Il sonetto “Alla sera ha la struttura tipica dei sonetti (attinta da Petrarca), e si riscontrano elementi classici. La sera è metafora di un momento di pace e quiete, che si contrappone alla giornata, metafora di turbolenza e sofferenza (che rappresenta la vita tormentata del poeta. La sera da anche al poeta la possibilità di riflettere sull’esistenza, e sarà oggetto di analisi poetica di poeti romantici, come Leopardi. In questo elemento vi sono sia elementi classici che romantici. La riflessione sulla sera nasce dalla lettura del “De rerum natura” di Lucrezio.

Riflessioni sulla Morte e l'Esistenza

Nella prima quartina il componimento inizia con il “forse”, e da ciò si può dedurre che forse il poeta in quel momento, mentre rifletteva, avesse sentito l’esigenza di scrivere. La “fatal quiete” di cui parla il poeta è la morte. È presente un influsso epicureo (che prevede l’annullamento delle passioni), e questo fa capire che il pensiero del poeta è di origine illuminista (concezione laica e materialistica).

Nella prima terzina egli riflette sull’esistenza umana, dicendo che termina sulla Terra. La concezione del nulla eterno di Foscolo sarà ripresa da Leopardi. Sono presenti due temi: tempus fugit (Orazio, Petrarca…), e la concezione del tempo reo (colpevole), perché esso non da possibilità alle persone intelligenti di manifestare i propri sentimenti e di vivere le illusioni. La fine del verso della prima terzina va letto insieme al primo della seconda terzina (enjambement).

Contrasti e Simbolismi nel Sonetto

Nella seconda terzina si fa riferimento ad uno spirito guerriero, che si contrappone alla pace della sera; l’unica via di fuga per lo spirito titanico è la sera, che rappresenta la morte.

Il Sonetto “A Zacinto” e la Classicità

Il sonetto “A Zacinto” è di matrice neoclassica, è dedicato all’isola natale di Foscolo. Zacinto diventa il simbolo della sua terra madre e il simbolo della classicità, perché infatti lì nacque Venere. Il sonetto ha una struttura sintattica complessa: i primi 11 versi vanno letti tutti insieme e sono legati attraverso l’enjambement, inoltre hanno un significato a sé, mentre l’ultima terzina è separata ed è una riflessione esistenziale del poeta.

Il sonetto inizia con una negazione, in quanto egli si considera un esule (tema dell’esilio), rappresentato in chiave negativa. La presenza di Venere assume un valore sacrale, perché la nascita della divinità rende sacra la sua patria. Il “colui” che viene citato è Omero, che cantò dei viaggi voluti dal fato e dell’esilio che rese famoso Ulisse (metafora). Ulisse è un esule antico (positivo), Foscolo invece è un esule moderno (negativo, perché romantico); tra i due vi è una profonda differenza: l’esule moderno non tornerà mai alla terra madre, mentre quello antico si. In tempi moderni questo sonetto è stato letto in chiave psicoanalitica: la terra madre è letta come il grembo materno, dove il bimbo è immerso nel liquido amniotico.

Esilio e Riflessioni Esistenziali

Nell’ultima terzina egli dice a Zacinto che non potrà più tornare nell’isola, ma le dedica il sonetto, dicendo che a “loro” (plurale mai estatis) il fato a prescritto una sepoltura lontana dalla terra materna e dagli affetti, e quindi priva di lacrime (“illacrimata” è un neologismo foscoliano). In questo sonetto si trova la costante presenza dell’acqua; per Foscolo dove c’è acqua, c’è vita, e la mancanza di acqua è sinonimo di morte, aridità e lutto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della sera nel sonetto "Alla sera"?
  2. La sera è una metafora di pace e quiete, contrapposta alla turbolenza della giornata, rappresentando la vita tormentata del poeta e offrendo un momento di riflessione sull'esistenza (come evidenziato nel testo).

  3. Come si riflette la concezione della morte nel sonetto "Alla sera"?
  4. La "fatal quiete" menzionata dal poeta simboleggia la morte, influenzata da un pensiero epicureo e illuminista, che suggerisce l'annullamento delle passioni e una visione materialistica della vita (come descritto nel testo).

  5. Quali contrasti emergono nella seconda terzina del sonetto "Alla sera"?
  6. Nella seconda terzina si contrappone uno spirito guerriero alla pace della sera, evidenziando che l'unica via di fuga per questo spirito è rappresentata dalla morte, simbolizzata dalla sera (secondo l'analisi del testo).

  7. Qual è il tema centrale del sonetto "A Zacinto"?
  8. Il sonetto "A Zacinto" esplora il tema dell'esilio, con Zacinto che diventa simbolo della terra madre e della classicità, mentre il poeta si considera un esule moderno, in contrasto con l'esule antico rappresentato da Ulisse (come spiegato nel testo).

  9. Qual è il significato dell'acqua nel sonetto "A Zacinto"?
  10. L'acqua simboleggia la vita per Foscolo; la sua assenza rappresenta morte, aridità e lutto, evidenziando l'importanza della connessione con la terra madre e gli affetti (come indicato nel testo).

Domande e risposte

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