Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Al-Farabi è un pensatore fondamentale che sposta l'attenzione dalle strutture statali alle idee condivise dai cittadini, seguendo un approccio filosofico platonico.
  • La sua concezione di Dio come "primo essere" implica una dimostrazione della sua unicità, dove essenza ed esistenza si sovrappongono.
  • Propone una struttura gerarchica che si riflette nel cosmo, nel corpo umano e nella città, suggerendo una visione antidemocratica della realtà.
  • Il Capo dello Stato, descritto come filosofo, profeta e re, incarna una fusione di tradizioni sciite, platoniche e sunnite in un'unica figura di leadership.
  • Al-Farabi sostiene che la città ideale si fonda sulla religione, senza privilegiare l'Islam, riconoscendo l'esistenza di molte religioni valide.

Il pensiero politico di al-Farabi

al-Farabi è il più importante pensatore in questo campo, le questioni filosofiche politiche si evolvono tutte dal suo pensiero. Scrive numerose opere di filosofia politica, come Le idee degli abitanti della città virtuosa. È interessante perché si parla di “idee”, cioè, diversamente da quello che il “normale” approccio al pensiero politico a parte dal discorso sullo Stato, al-Farabi mette tale questione quasi in secondo piano. La sua prima preoccupazione non è chiedersi come funziona uno Stato, ma quali sono le idee che devono essere condivise dagli abitanti di una città (di una struttura politica). Si ragiona quindi molto in termini platonici, con l’idea della polis.

La concezione di Dio e del cosmo

Il primo tema è Dio, che viene mai definito Allah, ma il “primo essere”, descritto in termini apofatici. Si dà per scontata la sua esistenza e si avanza una dimostrazione della sua unicità: se gli dei fossero due, si contraddirebbero a vicenda, avendo volontà opposte. In Dio l’essenza coincide con l’esistenza. Viene poi descritto il cosmo emanativo.

Il corpo umano e l'anima

Il tema passa sul corpo umano, quasi fosse un trattato di medicina: come esso funziona nelle sue componenti principali. Poi si passa all’anima che muove il corpo e ci si chiede come i due sono legati e distinti, e come è l’intelletto.

La struttura gerarchica della realtà

Sono alla fine di tratta della città e della politica: come sono le città virtuose, come sono le città perverse. Seguendo uno schema platonico simile a quello della Repubblica:

1. Concezione gerarchica della struttura della/nella realtà

C’è sempre chi sta in alto e c’è chi sta in basso. Una teoria assolutamente antidemocratica. Tale struttura si riflette specularmente nel cosmo, nel corpo, nella città. Non è ovviamente un fatto casuale: si vuole sottolineare un parallelismo tra questi tre elementi.

Nel cosmo c’è Dio in altro, poi gli intelletti e in basso il mondo della materia sublunare.

Nel corpo c’è una gradazione degli organi che sono uno reciprocamente servitore dell’altro, fino a quello che non serve ma è solo servito.

Nella città si ha al vertice il Capo dello Stato, seguito da guerrieri e ‘ulema, poi commercianti e artigiani, con infine i contadini e operai.

Il ruolo del Capo dello Stato

Per nominare il Capo dello Stato Farabi usa due termini: ra’is (“capo”, correlato proprio alla testa) e imam. Generalmente imam è “colui che sta davanti, colui che guida”, però è anche il termine con cui si indicano i successori di ‘Ali. Farabi assume una posizione poco chiara.

Il Capo dello Stato è:

i. Filosofo: la funzione della sapienza.

ii. Profeta: la funzione spirituale.

iii. Re: la funzione politica in senso stretto, di colui che guida l’esercito.

Sostanzialmente è una mescolanza tra:

i- Sciismo: il profeta, con una funzione loguente di “direzione delle masse”

ii- Platonismo: il filosofo, che raggiunge il massimo livello di purezza intellettuale

iii- Sunnismo: il re, il califfo con potere esecutivo.

L'imam e la città ideale

L’imam però non è semplicemente una figura dal potere assoluto, ma anche una congregazione di uomini che si dividono i compiti. L’imam è colui che ha realizzato pienamente la sua intellettualità: è intelletto (è pensato), è intelligibile (una sorta di idea platonica), è intelligenza (pensa).

Ma la stessa cosa si dice di Dio. Vuol dire che l’imam è Dio? È una specie di incarnazione di Dio. Farabi dice che la città ideale si basa sulla religione, però afferma che esistono tante religione buone. Non dice mai che l’Islam è LA religione, ma l’importante è che ce ne sia una.

L'utopia filosofica dell'ismailismo

Questa questione controversa pone un grosso problema interpretativo agli storici. Sembra che Farabi fosse il filosofo fosse il filosofo di corte di una dinastia sciita di Aleppo, quindi si sarebbe dovuto adeguare alla corrente. Inoltre la seconda parte della sua vita è nel periodo in cui emerge la dinastia dei Fatimidi. Sono una serie di circostanze che potrebbero far pensare che fosse effettivamente uno sciita ismailita, o che per lo meno ne condividesse il principio di base in un imam quasi divinizzato. Abbiamo in Farabi una sorta di utopia filosofica dell’ismailismo. Un ismailismo utopico con carattere filosofico.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'approccio distintivo di al-Farabi nella filosofia politica?
  2. Al-Farabi si concentra sulle "idee" condivise dagli abitanti di una città, piuttosto che sul funzionamento dello Stato, ponendo l'accento su una visione platonica della polis.

  3. Come definisce al-Farabi Dio e qual è la sua concezione del cosmo?
  4. Al-Farabi descrive Dio come il "primo essere" in termini apofatici, evidenziando la sua unicità, e presenta un cosmo emanativo che riflette una gerarchia di realtà.

  5. Qual è la relazione tra corpo umano e anima secondo al-Farabi?
  6. Al-Farabi esplora il funzionamento del corpo umano e la connessione tra corpo e anima, interrogandosi su come siano distinti e interagiscano, con un focus sull'intelletto.

  7. Qual è la struttura gerarchica della città secondo al-Farabi?
  8. Al-Farabi propone una struttura gerarchica in cui il Capo dello Stato è al vertice, seguito da guerrieri, ‘ulema, commercianti, artigiani, e infine contadini e operai, riflettendo un parallelismo con il cosmo e il corpo.

  9. In che modo al-Farabi concepisce il ruolo dell'imam nella città ideale?
  10. L'imam è visto come una figura che incarna l'intellettualità e la guida spirituale, non come un potere assoluto, e la città ideale si basa su una religione, senza affermare che l'Islam sia l'unica valida.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community