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Concetti Chiave

  • La pittura veneta dopo Tintoretto segna un'involuzione, abbandonando il manierismo e riscoprendo l'arte sacra come strumento educativo per i fedeli.
  • Il Concilio di Trento ha ripristinato la centralità del sacro nell'arte, esaltando i dogmi della Chiesa romana e favorendo un approccio più descrittivo agli eventi sacri.
  • Nonostante l'importanza del nuovo stile, la sua diffusione è stata breve, con gli allievi di Tintoretto e Veronese che si sono adattati senza durare a lungo.
  • Jacopo Bassano rappresenta un esponente chiave di questa corrente, facendo evolvere l'uso della luce da artificiale a divina, simile a quella di Caravaggio.
  • La sua arte si distingue per l'ombreggiatura delle parti più vicine all'osservatore, mentre quelle più lontane sono illuminate, creando un forte impatto visivo.

Evoluzione della pittura veneta

In seguito a Tintoretto, è possibile assistere a una evoluzione della pittura veneta, assimilabile tuttavia più che altro a una “involuzione”: viene abbandonato il manierismo che ha aperto le possibilità al genio artistico del Parmigianino, di Pontorno, Veronese e Tintoretto e viene fatto un forte richiamo alla religione, tornando a un’arte sacra che recupera il ruolo, trascurato dal manierismo, dell’arte come educatrice dei fedeli.

Dibattito al concilio di Trento

Il dibattito all’interno del concilio di Trento è determinante, in quanto impone all’arte di far tornare la centralità del sacro e l’intento di raccontare e esaltare i principi (dogmi) della Chiesa romana.
Al di là del tema sacro, che torna, l’arte conserva la giusta teatralità e le innovazioni tratte dall’opera di Tintoretto per l’uso della luce, tuttavia è fortemente descrittiva perché invita a osservare e comprendere i gesti che richiamano all’evento sacro (e non servono più per creare effetti dinamici): questo si concretizza all’interno di lampi di luce che catturano il profilo di una Madonna o di una donna pia, il corpo di un Santo o parte di esso o il gesto sacro di un credente, lasciando al buio gli elementi che non servono a esaltare l’evento trascendente. (Differenza con il Tintoretto, che lasciava al buio gli angeli)

Breve successo della nuova pittura

E’ una pittura che non avrà moto successo, infatti gli allievi di Tintoretto e Veronese si inseriranno in questo nuovo modo di fare arte, ma durerà molto poco, qualche anno.
Il più importante tra questi è Jacopo Bassano, nella cui arte la luce diventa luce divina simile a quella che si sperimenterà in Caravaggio (409-406): prima la luce era artificiale, poisi concentra sui particolari anatomici e infine diventa luce divina che detta i gesti e forma la composizione. Entrambi gli artisti mettono la parte dei corpi più vicina a noi in ombra, quella più lontana, invece, alla luce.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'evoluzione della pittura veneta dopo Tintoretto?
  2. Dopo Tintoretto, la pittura veneta subisce un'involuzione, abbandonando il manierismo e tornando a un'arte sacra che enfatizza il ruolo educativo dell'arte per i fedeli.

  3. Qual è il ruolo del concilio di Trento nell'arte del periodo?
  4. Il concilio di Trento è cruciale poiché impone un ritorno alla centralità del sacro nell'arte, esaltando i dogmi della Chiesa romana e mantenendo la teatralità e l'uso innovativo della luce, ma con un approccio più descrittivo.

  5. Perché la nuova pittura veneta ha avuto un breve successo?
  6. La nuova pittura, pur avendo influenzato gli allievi di Tintoretto e Veronese, ha avuto un successo limitato e di breve durata, con artisti come Jacopo Bassano che sperimentano una luce divina, simile a quella di Caravaggio, ma senza un impatto duraturo.

Domande e risposte

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