Concetti Chiave

  • Le cellule tumorali preferiscono la glicolisi catabolica per produrre rapidamente componenti essenziali, rendendole più competitive in ambienti a bassa ossigenazione.
  • La PET (tomografia a emissione di positroni) utilizza una sostanza radioattiva marcata per rilevare l'accumulo di glucosio nei tumori, utile per diagnosi e monitoraggio delle metastasi.
  • I tumori sono classificati in base al grado di differenziazione cellulare e alla velocità di crescita, con quattro gradi che indicano livelli crescenti di malignità.
  • Il sistema TNM classifica i tumori considerando le dimensioni, l'invasione dei linfonodi e la presenza di metastasi, fornendo un quadro dettagliato dello stadio tumorale.
  • La malignità dei tumori si distingue in clinica, biologica e morfologica, ciascuna con caratteristiche specifiche di comportamento, invasività e alterazioni strutturali.

Indice

  1. Introduzione
  2. PET, tomografia a emissione di positroni
  3. Grado e stadio dei tumori
  4. Malignità

Introduzione

Perché le cellule tumorali dovrebbero preferire questa via? Quando Warburg aveva ipotizzato questa teoria, diceva che i mitocondri non siano funzionanti ed ecco preferire questa via. Non  è vero che completamente tutte le cellule tumorali utilizzano questo tipo di respirazione, ma la maggior parte si. Questo perchè forse le rende più competitive quando si viene a creare una situazione di ossigeno bassa o forse perché preferiscono la velocità (resa più lenta) oppure perchè durante la glicolisi catabolica si vengono a formare tutte quelle componenti che  servono alle cellule per formare proteine, glucidi e lipidi e questo permette alla cellula di avere a maggior disposizione e a creare molti più “mattoni” principali per produrre tutto quello che serve.

PET, tomografia a emissione di positroni

Comporta la somministrazione per via venosa di una sostanza normalmente presente nell’organismo (per lo più glucosio, ma anche metionina o dopamina). 
La sostanza è marcata con una molecola radioattiva e il tomografo PET rileva la distribuzione di queste sostanze.
Poiché i tumori sono particolarmente avidi di glucosio, la PET, mostrando l’accumulo di questo zucchero, è molto utile per confermare una diagnosi di  tumore, per verificare la presenza di metastasi o per verificare una variazione nelle dimensioni della massa tumorale.

Grado e stadio dei tumori

Grado che indica il livello di differenziazione delle cellule tumorali e mitosi osservate nell’area tumorale. 
Esistono 4 gradi che vanno da quello meno grave a più grave:
- grado I: indica assenza di malignità e crescita lenta
- grado II: tumore costituito da cellule con differenziamento di grado medio, indicante crescita relativamente rapida per probabile malignità
- grado III: tumore costituito da cellule con differenziamento di grado basso, sicura malignità e crescita rapida
- grado IV: tumore costituito da cellule molto indifferenziate, indicante alta malignità e crescita rapida e notevole interferenza con la durata della sopravvivenza del paziente
- grado X: cellule veramente poco differenziate, non è possibile definire il grado 

Stadio: dimensioni del tumore  primitivo, entità della sua disseminazione ai linfonodi regionali e presenza o assenza di metastasi. In questo caso uno tra i sistemi di classificazioni più utilizzati è il sistema TNM.
T (tumore): indica le dimensioni del tumore al suo sito di insorgenza secondo il diametro maggiore
N (linfonodo): indica l’eventuale invasione da parte delle cellule neoplastiche dei linfonodi regionali
M (metastasi): indica l’eventuale presenza di metastasi a distanza

Malignità

Il termine “maligno” significa che porta alla morte e può riferirsi a diversi processi patologici (non
solo tumori) come ipertensione maligna o ipertermia maligna e tutte le malattie gravi che hanno un
esito infausto.
La malignità dei tumori può essere distinta in:
- Malignità clinica: un tumore che porta a morte, indipendentemente dal suo comportamento
maligno, è un tumore maligno.
- Malignità biologica: comprende due funzioni acquisite dalla cellula neoplastica ossia la capacità invasiva (capacità di diffondere nei tessuti circostanti e proliferare) e la crescita per metastasi. La crescita invasiva è quel fenomeno biologico per il quale la cellula migra, sopravvive, degrada la matrice, fuoriesce dalla sede ed entra in circolo per dare origine a un altro tumore a distanza.
- Malignità morfologica: comprende l’alterazione della struttura dei tessuti, le modificazioni del nucleo e del citoplasma (rapporto nucleo citoplasma) prodotte dall’arresto maturativo ossia dall’immortalizzazione tipica delle cellule tumorali.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio alla base della tomografia a emissione di positroni (PET) nella diagnosi dei tumori?
  2. La PET si basa sulla somministrazione di una sostanza marcata con una molecola radioattiva, come il glucosio, che viene assorbita avidamente dai tumori. Questo accumulo permette di confermare la diagnosi di tumore e di verificare la presenza di metastasi.

  3. Come vengono classificati i tumori in base al grado?
  4. I tumori sono classificati in quattro gradi, da I a IV, in base al livello di differenziazione delle cellule e alla velocità di crescita, con il grado I indicante crescita lenta e assenza di malignità, e il grado IV indicante alta malignità e crescita rapida.

  5. Cosa indica il sistema di classificazione TNM nei tumori?
  6. Il sistema TNM classifica i tumori in base alle dimensioni del tumore primitivo (T), l'invasione dei linfonodi regionali (N), e la presenza di metastasi a distanza (M).

  7. Quali sono le differenze tra malignità clinica, biologica e morfologica nei tumori?
  8. La malignità clinica si riferisce alla capacità del tumore di portare alla morte, la malignità biologica riguarda la capacità invasiva e di metastasi, mentre la malignità morfologica si riferisce alle alterazioni strutturali dei tessuti tumorali.

  9. Perché le cellule tumorali preferiscono la glicolisi catabolica?
  10. Le cellule tumorali preferiscono la glicolisi catabolica perché permette loro di produrre rapidamente componenti essenziali per la sintesi di proteine, glucidi e lipidi, rendendole più competitive in condizioni di bassa ossigenazione.

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