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Concetti Chiave

  • Michelangelo inizia a scrivere poesie nei primi anni del '500, influenzato da Dante, Petrarca e Pulci, utilizzando forme brevi come sonetti e madrigali.
  • Il sonetto "Elogio della notte" celebra la notte come un momento di conforto, capace di alleviare il pensiero e favorire il sogno.
  • In "Meditazione sull'arte e l'amore", Michelangelo riflette sull'arte, sostenendo che l'artista non può creare senza che la figura sia già presente nel marmo, mentre l'amore porta solo sofferenza.
  • La poesia "Giunto è già 'l corso della mia vita" esprime una profonda riflessione sulla vita e la morte, rivelando che arte e amore si rivelano vani di fronte alla morte.
  • Il lessico di Michelangelo è concreto e reale, riflettendo la sua predilezione per forme poetiche libere e accessibili.

Influenze poetiche di Michelangelo

Introduzione: compose i suoi primi versi nei primissimi anni del ‘500, sotto l’influsso di letture dantesche, petrarchesche e del Pulci. Quello poetico restò un esercizio privato, diffuso solo frammentariamente. Michelangelo predilige le forme brevi, il sonetto e il madrigale, il metro lirico più libero in quanto svincolato da uno schema rigido. Il lessico da lui usato è concreto e reale.

Elogio della notte

O notte, o dolce tempo, benché nero: composto mentre dipingeva il Giudizio Universale (1535-1541), questo sonetto ha per tema l’elogio della notte.

“O dolce tempo, tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero, in sogno spesso porti”.

“O ombra del morire, rasciughi i pianti e posi ogni fatica”.

Meditazione sull'arte e l'amore

Non ha l’ottimo artista alcun concetto: indirizzato a Vittoria Colonna e composto fra il 1538 e il 1544, il sonetto è una meditazione di M. sull’operare artistico e sulla propria esperienza amorosa. L’ottimo scultore non può concepire alcuna figura che già non si trovi nel marmo, però circondata da materia in più, inutile. Contrariamente, dalla donna amata riesce a trarre solo il contrariò di ciò che desidera, cioè il mal da cui rifugge, non il ben che si ripromette.

Quali sono le riflessioni sulla vita e la morte?

Giunto è già ‘l corso della mia vita: poesia tarda (1552-54), è dominata da una intensa ispirazione spirituale dopo che l’arte e l’amore, finora ragioni della sua vita, si sono rivelati anch’essi errore e vanità dinanzi alla prospettiva della morte corporale e della dannazione.

“Gli amorosi pensieri, già vani e lieti…Né ginger né scolpir fie più che quieti l’anima, volta a quell’amor divino c’aperse, a prender noi, ‘n croce le braccia”.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le influenze poetiche che hanno plasmato la scrittura di Michelangelo?
  2. Michelangelo compose i suoi primi versi sotto l'influsso di letture dantesche, petrarchesche e del Pulci, mantenendo la poesia come un esercizio privato e prediligendo forme brevi come il sonetto e il madrigale.

  3. Qual è il tema centrale del sonetto "Elogio della notte"?
  4. In "Elogio della notte", Michelangelo celebra la notte come un momento di dolcezza che allevia i pensieri stanchi e offre un rifugio dalla fatica, composto mentre lavorava al Giudizio Universale.

  5. Come si riflettono le esperienze di vita e morte nella poesia di Michelangelo?
  6. Nella poesia tardiva "Giunto è già ‘l corso della mia vita", Michelangelo esprime una profonda ispirazione spirituale, riconoscendo che l'arte e l'amore, prima motivazioni della sua vita, si rivelano vanità di fronte alla morte e alla dannazione.

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