Concetti Chiave

  • Ungaretti nasce da genitori emigrati, vivendo un'infanzia segnata dall'esilio e dalla ricerca di identità, che lo porta a considerarsi un uomo nomade.
  • La sua formazione avviene a Parigi, dove entra in contatto con le avanguardie, influenzando il suo desiderio di rinnovamento poetico e distacco dalla tradizione.
  • Durante la Prima Guerra Mondiale, Ungaretti scrive poesie che esprimono il suo complesso rapporto con l'interventismo e la ricerca di una propria identità nazionale.
  • In vita post-bellica, Ungaretti sviluppa uno stile innovativo, caratterizzato da versicoli e una sintassi frantumata che enfatizza l'essenzialità della parola.
  • La sua poesia è distinta da un approccio analogico, evitando l'ermetismo, e utilizzando spazi bianchi e pause per creare un effetto di immediatezza e accessibilità.

Quali sono le origini e l'infanzia di Ungaretti?

Genitori emigrati dalla Lucchesia, ovvero dalla campagna lucchese, il padre lavorava nei cantieri per la costruzione del canale di Suez. Proviene da una famiglia di origine popolare, il padre muore quando lui ha un paio d’anni.

Nasce esule, perché i suoi genitori sono esuli. Preferisce essere considerato NOMADE, in quanto uomo in cammino, in ricerca. Collega Alessandria alla stagione e al luogo dell’infanzia, della purezza, dell’abbandono ai sentimenti. Contatto con il deserto, alle famiglie di beduini, sole caldo, lascia dietro di se il mondo dell’infanzia, delle origini. Uomo sempre in viaggio e sempre alla ricerca: Peregrinus ubique.

Formazione e influenze culturali

1912: Passa per l’Italia, ma non si ferma e si reca a Parigi: ambiente caratterizzato dalle avanguardie che si proponevano di radere al suolo la cultura dominante. Qui comincia a scrivere le sue prime cose. Ha una formazione indipendente, assolutamente non accademica, anche se comunque studia tanto da diventare insegnante universitario. Il contatto con le avanguardie instillerà in Giuseppe Ungaretti quel sentimento di necessità di rinnovamento della poesia e distacco quasi violento dalla tradizione (anche perché essendo vissuto ad Alessandria d’Egitto probabilmente non sentiva propria la tradizione letteraria dell’800)

Esperienze di guerra e poesia

1915: Si arruola nell'esercito. Al fronte scrive una serie di poesie che costituiranno il nucleo della prima raccolta: il porto sepolto. Conosce lì Ettore Serra, impegnato nell’editoria, che gli consiglia di pubblicarle.

Nota bene: Il deciso schieramento di Ungaretti a favore dell'interventismo, cioè dell'ingresso dell'Italia in guerra, era provocato da un clima politico ed intellettuale diffuso, che vedeva nella guerra lo strumento per affermare ideali patriottici e nazionalistici. Per Ungaretti, avendo vissuto sempre con disagio la propria condizione di figlio di emigrati, di "naufrago" nel mondo, alla ricerca di un approdo, la partecipazione al conflitto fu il mezzo per ricongiungersi alla "terra promessa" degli avi, conquistando una propria identità nazionale, un ideale comune. Ungaretti avrebbe commentato, in seguito, l'interventismo della sua generazione: “posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono, anzi, un uomo della pace.”

Vita post-bellica e carriera accademica

1912: Torna dalla guerra, vive per un periodo a Roma; studia, dà lezioni, si impegna nell’editoria. Due raccolte parallele che scrive negli stessi anni. Sono totalmente diversi l’uno dall’altro.

Allegria*: stile innovativo, analogie, versicoli.

Sentimento del tempo: nuovo modello classico, soggetti ispirati alla mitologia antica.

1936: Si trasferisce a San Paolo, in Brasile, per insegnare Letteratura italiana all’Università. Tratta dei drammi personali del poeta, in modo particolare la morte del fratello e del figlio (1939)

Ungaretti vide riconosciuti i suoi meriti in Italia a partire dagli anni quaranta, quando, a guerra ancora in corso, ottenne la cattedra di letteratura italiana all’Università La Sapienza di Roma e fu nominato Accademico d’Italia

Innovazioni poetiche di Ungaretti

Innovazioni formali(nella prima fase dell’attività poetica) nuova ricerca espressiva, cit della violenta spinta di rinnovamento propugnata dalle avanguardie

Verticalizzazione dell’aspetto tipografico (NATALE) che implica un andamento verticale che crea visibilmente un effetto di essenzialità e scarnificazione della poesia. (spazi bianchi, pause, silenzi – poesia che va letta ad alta voce)

Versicoli: versi che coincidono anche con la lunghezza delle parole >> la metrica tradizionale e la sintassi frantumate

Importanza della parola in sé che è scavata nella vita del poeta “come un abisso” (Mallarmè)

No alla punteggiatura, sostituita da pause di silenzio, enfatizzate dallo spazio bianco con l’uso dell’a capo + ENJAMBEMENT

No agli aggettivi e agli avverbi e maggiore frantumazione del verbo.

Sintassi ridotta.

Analogia: accostamento di cose molto distanti tra loro

Gli spazi bianchi diventano parte integrante della morfo-sintassi del verso. Completa distruzione di qualsiasi forma metrica da cui emerge in tutta la sua potenza la parola. Troppo spesso la poetica di Giuseppe Ungaretti viene definita “ermetica”. Ungaretti non è un poeta ermetico, ma un poeta analogico. L’ermetismo è un tipo di poesia concettuale ed elitaria, che cerca immagini ossimoriche e vuol nascondere il segreto significato delle cose. Ungaretti non vuole questo.

• Titolo, se c’è

• Indicazione del luogo e del giorno in cui sono state composte, anche se poi sono state rielaborate per molto tempo. Rispecchia la concezione della vita di Ungaretti: la vita è fatta di istanti, di conseguenza anche le poesie sono proprie di quel singolo attimo che il poeta sta vivendo, in un tempo e in un luogo preciso.

• Idea dell’impostazione tipografica: ogni parola è unica nel foglio bianco. Futuristi e Apollinaire, il bianco della pagina fa parte della poesia, le parole sono come verità nascosta che sale da una pagina bianca

• No scansione metrica, paroliberismo di Marinetti, prevede l’essenzialità, l’abolizione della grammatica, la versificazione tradizionale viene abbandonata. Sintassi rarefattissima, lessico semplice e non tradizionale.

• Poesia analogica, non si spiega da sola, influenzata sicuramente dalle avanguardie.

• Versicoli ungarettiani, caratteristici solo del porto sepolto e dell’allegria.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza delle origini di Ungaretti nella sua poetica?
  2. Le origini di Ungaretti, figlio di emigrati e cresciuto in un contesto di esilio, influenzano profondamente la sua identità e la sua ricerca poetica, rendendolo un "nomade" in continua ricerca di appartenenza e significato.

  3. Come ha influenzato l'ambiente parigino la formazione di Ungaretti?
  4. A Parigi, Ungaretti entra in contatto con le avanguardie, che lo spingono a distaccarsi dalla tradizione poetica ottocentesca e a cercare un rinnovamento espressivo, contribuendo così alla sua formazione indipendente.

  5. Qual è il significato dell'interventismo per Ungaretti durante la guerra?
  6. Per Ungaretti, l'interventismo rappresenta un modo per riconciliarsi con le sue radici e affermare la propria identità nazionale, nonostante il suo disprezzo per la guerra stessa, come evidenziato dalla sua affermazione di essere "un uomo della pace".

  7. Quali sono le caratteristiche principali delle innovazioni poetiche di Ungaretti?
  8. Ungaretti introduce innovazioni formali come la verticalizzazione del testo, l'uso di spazi bianchi e la frantumazione della sintassi, creando una poesia essenziale e immediata, che si distacca dalla metrica tradizionale.

  9. In che modo Ungaretti si differenzia dai poeti ermetici?
  10. Ungaretti non è un poeta ermetico, ma analogico; la sua poesia non cerca di nascondere significati, ma piuttosto di rivelare verità attraverso accostamenti inaspettati e un uso innovativo della forma, rendendo ogni parola unica nel suo contesto.

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