Concetti Chiave
- Le rivalità tra populares e optimates, insieme alla congiura di Catilina, segnarono un periodo di instabilità politica a Roma durante il governo di Pompeo.
- Il primo triumvirato, formato da Cesare, Pompeo e Crasso nel 60 a.C., portò a una nuova legge agraria e al consolato di Crasso e Pompeo nel 55 a.C.
- L'anarchia a Roma raggiunse il culmine tra il 54 e il 53 a.C., con scontri tra le truppe di Clodio e Milone, costringendo il Senato a fare appello a Pompeo.
- La guerra civile tra Cesare e Pompeo scoppiò nel 49 a.C. quando Cesare attraversò il Rubicone, dopo aver conquistato le Gallie e mentre Pompeo fuggiva dall'Italia.
- Augusto, il fondatore della monarchia romana, cercò di conciliare il suo potere con le tradizioni repubblicane, assumendo il titolo di princeps, "primo tra individui di pari dignità".
Rivalità e congiure a Roma
Mentre Pompeo combatteva in Oriente, Roma attraversava le rivalità tra i populares e gli optimates oltre che le rivalità tra Cesare e Crasso, nonché la congiura di Catilina ai danni del console Cicerone, nel 63 a.C. Quest’ultimo dovette condannare a morte i congiurati e esiliare Catilina, e per questi motivi sarà poi esiliato a sua volta.
Quali sono le conseguenze del primo triumvirato?
Nel 60 a.C. Cesare ritornò dalla Spagna e cercò di ottenere il consolato per l’anno successivo. Nello stesso momento, probabilmente in quell’estate, concluse un patto segreto con Pompeo e Crasso che, mentre lui, sebbene di origine patrizia, disponeva dell’appoggio dei populares, avevano rispettivamente il prestigio militare e il denaro. Questo accordo ha preso il nome di primo triumvirato, e fu ufficializzato solamente nel 56 a Lucca.
Previde ed ebbe come conseguenze:
- una nuova legge agraria che permise la spartizione dell’ager publicus tra i veterani di guerra;
- il consolato di Crasso e Pompeo nel 55, grazie al sostegno dei soldati di Cesare.
Anarchia e conflitti a Roma
Di fatto a Roma regnava l’anarchia, e le cose si complicarono maggiormente quando Crasso morì nel disastro della battaglia di Carre nel 53 a.C., durante la quale le legioni romane erano state annientate dal popolo dei Parti, impadronitisi delle loro insegne.
L’anarchia raggiunse il suo apice tra il 54 e il 53, quando per le strade di Roma si scontravano le truppe di Clodio, sostenitore dei populares, e quelle di Milone, loro oppositore.
Per ristabilire l’ordine il Senato dovette far appello a Pompeo tramite un senatoconsulto ultimo: l’uomo dei cavalieri si era infatti avvicinato ai senatori, che così evitavano – nonostante il duro colpo che davano alle istituzioni – di scomodare una nuova dittatura.
La guerra civile tra Cesare e Pompeo
Pompeo ristabilì allora momentaneamente la pace civile, mentre intanto Cesare portava avanti la conquista delle Gallie. Quando si liberò di questo impiccio scoppiò il suo conflitto con Pompeo.
Infatti la rottura avvenne nel 50, ma fu solo quando Cesare passò il Rubicone, nel 49 a.C., che ebbe inizio la guerra civile.
Mentre Cesare si impadroniva di Roma, Pompeo e i suoi abbandonarono l’Italia con l’intenzione di raggiungere l’Asia. Vinto in Grecia a Farsalo, nel 48, Pompeo raggiunse l’Egitto dove fu assassinato.
L'ascesa di Ottaviano e la monarchia romana
Ottaviano, pronipote e figlio adottivo di Cesare, figlio di un senatore e di origine municipale, divenne il fondatore della monarchia romana. "Augusto" è il nome onorifico che il Senato gli concesse nell’anno che viene considerato come quello iniziale del nuovo ordinamento (27 a.C.). Il termine oscilla tra un'accezione religiosa e una meramente umana, infatti può significare sacro, ma anche sublime o maestoso.
Il principato augusteo e il compromesso
Augusto, il creatore della monarchia romana, dovette affrontare il difficilissimo compito di conciliare la propria posizione con le tradizioni e con il sentimento dell’epoca repubblicana. Lo stesso contrasto di fronte al quale si è trovato Cesare, quando ha cercato di trasformare l’ordinamento statale dell’Impero da repubblica a monarchia. Augusto si avvalse dell’esperienza del padre adottivo e trovò la soluzione del problema in un compromesso tutto particolareLa struttura del "Principato augusteo".
Dal punto di vista del diritto costituzionale, Augusto restaurò (28-27 a.C.) ufficialmente e solennemente l’ordinamento repubblicano, scosso profondamente dai disordini dell’ultimo secolo a.C. ma lo fece con una serie di riserve che avevano l’effetto di accentrare nelle sue mani, e quindi dei suoi successori, tutti i poteri dello Stato.
Il ruolo di Augusto nel governo romano
Augusto non voleva essere considerato un sovrano, ma il primo cittadino (princeps, da cui principato) di una città libera, il quale grazie al suo enorme prestigio politico stava al fianco del governo repubblicano per aiutarlo nel mantenimento dell’ordine pubblico e dell’amministrazione dell’impero universale. Augusto era quindi l’unica persona dotata di genio politico, mezzi materiali enormi e del favore degli dei abbastanza da farsi carico del peso del governo dell’Impero, che si era rivelato troppo gravoso per gli organi costituzionali della città-stato che è Roma.
Il termine princeps sta difatti a significare "primus inter pares" (primo tra individui di pari dignità) e sanziona contemporaneamente la sua posizione di privilegio rispetto agli altri senatori, ma anche la sua formale condizione d'eguaglianza rispetto a essi dal punto di vista costituzionale.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze del primo triumvirato a Roma?
- Come si manifestò l'anarchia a Roma durante il periodo di conflitti?
- Quale evento segnò l'inizio della guerra civile tra Cesare e Pompeo?
- In che modo Augusto cercò di conciliare la monarchia con le tradizioni repubblicane?
- Qual era il ruolo di Augusto nel governo romano?
Il primo triumvirato, formato da Cesare, Pompeo e Crasso, portò a una nuova legge agraria che consentì la spartizione dell’ager publicus tra i veterani di guerra e al consolato di Crasso e Pompeo nel 55 a.C., grazie al sostegno dei soldati di Cesare.
L'anarchia a Roma raggiunse il suo apice tra il 54 e il 53 a.C., con scontri tra le truppe di Clodio, sostenitore dei populares, e quelle di Milone, suo oppositore, costringendo il Senato a chiedere aiuto a Pompeo per ristabilire l'ordine.
La guerra civile iniziò nel 49 a.C. quando Cesare attraversò il Rubicone, dopo aver già rotto i rapporti con Pompeo nel 50 a.C., portando alla conquista di Roma da parte di Cesare e alla fuga di Pompeo verso l'Asia.
Augusto, fondatore della monarchia romana, restaurò ufficialmente l'ordinamento repubblicano, ma con riserve che accentravano i poteri nelle sue mani, cercando un compromesso tra la sua nuova posizione e il sentimento repubblicano dell'epoca.
Augusto si presentava come il "primo cittadino" (princeps) di Roma, non come un sovrano, utilizzando il suo prestigio politico per sostenere il governo repubblicano e mantenere l'ordine pubblico, assumendo un ruolo centrale nel governo dell'Impero.