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Concetti Chiave

  • Nel 32 a.C. il Senato dichiarò guerra a Cleopatra, affidando il comando a Ottaviano, sostenuto da un giuramento di fedeltà dall'Italia.
  • La battaglia di Azio nel 31 a.C. segnò un conflitto decisivo, con la vittoria di Ottaviano, mentre Antonio e Cleopatra si rifugiarono in Egitto.
  • Il suicidio di Antonio e Cleopatra nel 30 a.C. avvenne alla notizia dell'arrivo di un'armata romana, segnando la fine della loro resistenza.
  • Il ritorno di Ottaviano a Roma nel 29 a.C. fu celebrato con un triplice trionfo, consolidando il suo potere e avviando il passaggio dalla Repubblica al Principato.
  • La provincializzazione dell'Egitto sotto Ottaviano creò confusione istituzionale, trattando il regno come proprietà personale e influenzando la governance futura dell'impero.

La guerra contro Cleopatra

Nel 32 a.C. il Senato dichiarò guerra a Cleopatra e affidò il comando della spedizione ad Ottaviano che aveva ottenuto da tutta l’Italia la coniuratio italiae, cioè un giuramento di fedeltà perché lui proteggesse l’Occidente contro la regina demoniaca dell’Oriente; le sorti del conflitto si giocarono in una sola battaglia, nel settembre del 31 a.C., quando le due flotte nemiche si scontrarono di fronte ad Azio, la flotta di Ottaviano ebbe la meglio ma Antonio e Cleopatra riuscirono a fuggire e si rifugiarono in Egitto. L’anno dopo, nel 30 a.C., alla notizia che un’armata romana stava per raggiungerli si suicidarono. La battaglia di Azio viene presentata come una battaglia epocale in tutte le fonti dell’epoca ed anche nella storiografia moderna: Ottaviano all’epoca aveva 32 anni, era giovanissimo, di fronte ad una classe dirigente oligarchica molto più anziana e conservatore, intelligente e ricchissimo, perché era il vero erede del grande patrimonio accumulato da Cesare.

Ottaviano e il Principato

La chiave del passaggio dalla Repubblica al Principato è negli anni immediatamente successivi ad Azio e questo è il vero motivo per cui la battaglia dev’essere considerata un punto di svolta fondamentale nella storia antica; tornato a Roma nel 29 a.C., dopo aver sconfitto Antonio, Ottaviano celebrò un triplice trionfo: per la conquista dell’Illirico, che aveva realizzato attraverso i suoi generali e partecipando personalmente con due campagne, per la vittoria di Azio e per l’annessione dell’Egitto, che viene immediatamente provincializzato (un regno antichissimo, di tradizioni illustri e con un tesoro immenso che diventa una provincia dell’impero romano, ma che Augusto tratta come proprietà personale, dando inizio ad una serie di confusioni istituzionali tra il pubblico e il privato). Tornando a Roma fu naturalmente accolto come il salvatore della patria e dunque egli, per evitare nuove guerre civili, mantenne in primo luogo il comando supremo delle forze armate e, di nuovo (come già Cesare), il titolo di imperator divenne un titolo a vita, perché costituì il primo elemento della formula onomastica, cioè divenne il prenomen di Ottaviano e di tutti gli imperatori successivi (che chiamiamo imperatori proprio in virtù di questo atto compiuto prima da Cesare e poi confermato da Augusto).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della battaglia di Azio nella storia antica?
  2. La battaglia di Azio, avvenuta nel settembre del 31 a.C., è considerata un punto di svolta fondamentale nella storia antica poiché segnò la vittoria di Ottaviano su Antonio e Cleopatra, portando alla transizione dalla Repubblica al Principato e all'instaurazione del potere imperiale (testo).

  3. Come Ottaviano consolidò il suo potere dopo la vittoria ad Azio?
  4. Dopo la vittoria ad Azio, Ottaviano tornò a Roma nel 29 a.C. e celebrò un triplice trionfo, mantenendo il comando supremo delle forze armate e adottando il titolo di imperator a vita, che divenne parte della sua identità e di quella dei futuri imperatori (testo).

  5. Quali furono le conseguenze della provincializzazione dell'Egitto?
  6. L'annessione dell'Egitto, provincializzato da Ottaviano, portò a una confusione tra pubblico e privato, poiché il regno, ricco di tradizioni e tesori, venne trattato come una proprietà personale di Augusto, influenzando le istituzioni romane (testo).

Domande e risposte

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