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Concetti Chiave

  • La poesia italiana ha origini alla fine del XII secolo, influenzata dalla poesia in volgare dei trovatori e trovieri francesi.
  • I trovatori esprimevano nei loro versi temi d'amore idealizzato, spesso caratterizzato da un amore non ricambiato e da una devozione totale verso la dama.
  • La poesia di quel periodo era prevalentemente cantata e si esibiva nelle corti nobiliari, accompagnata da strumenti musicali come arpa e liuto.
  • La scuola siciliana, attiva nel XIII secolo, si dedicò esclusivamente alla poesia amorosa, utilizzando un volgare raffinato e colto sotto la corte di Federico II.
  • Giacomo da Lentini, caposcuola della scuola siciliana, è riconosciuto per l'introduzione del sonetto e per l'influenza sui poeti italiani successivi.

Origini della poesia italiana

Alla fine del XII secolo risalgono i primi documenti della lingua italiana. Ancor prima la poesia in volgare si sviluppava in Francia; a sud con i trovatori (a partire dalla metà dell’XI secolo) che scrivevano in lingua d’oc, mentre nel nord con i trovieri che scrivevano in lingua d’oil.

Temi e stili dei trovatori

I trovatori e i trovieri, nelle loro canzoni, parlavano soprattutto d’amore: mettono in scena un corteggiamento nei confronti della dama che li ospita. Si crea così un’idea basata sull’omaggio che il poeta o amante rivolge alla dama: un omaggio disinteressato (perché le dame non ci concedono mai) fondato su una devozione totale della donna vista come una creatura idealizzata. Infatti, la poesia d’amore, parla di un amore non reciproco e della disperazione che questo rifiuto genera nell’amante.

Oltre al tema amoroso, vi erano temi come la politica, la guerra. I trovatori erano legati ai nobili, e a volte erano loro stessi i personaggi delle vicende cantate. Per questo motivo le loro poesie elogiano un re, prendono in giro un nemico, parlano di una dama famosa.

Evoluzione della poesia cantata

La poesia di quei secoli era per lo più cantata. Solo molto più tardi, con Petrarca e Dante, la lirica sarà solamente scritta. Quindi questi canta-autori andavano nelle corti dei nobili per cantare queste vicende davanti ad un pubblico regale in compagnia di uno strumento musicale come l’arpa e il liuto.

Epica e narrativa francese

Nella letteratura francese, però, non è presente solamente lirica cantata ma anche scritta. La Chanson de Roland, ad esempio, è il testo che fonda l’epica europea in volgare: Composta nella fine dell’XI secolo, la Chanson de Roland è la più celebre e importante tra le chanson de geste del medioevo francese, sono le poesie che narrano le gesta compiute dai cavalieri di Carlo Magno nella seconda metà dell’VIII secolo.

Assieme alla Chanson de Roland prende piede una tradizione narrativa che prende spunto dalle leggende popolari che parlano di principesse, cavalieri, magia, mostri raccolte da poeti come Chretien de Troyes, che racconta la storia di Re Artù, Lancillotto, Tristano e Isotta, Percival.

Lancelot: Quest’opera celebra l’amore cortese, nato tra la relazione adulterina di Ginevra e Lancillotto.

Conte du Graal: In quest’opera parla del Graal (coppa in cui, secondo la leggenda, sarebbe stato raccolto il sangue di Gesù) dove celebra una virtù cavalleresca ricca di valori cristiani; È la storia di come un giovane di nome Percival, cresciuto nella foresta senza avere avuto un’etichetta da seguire, diventa un perfetto cavaliere.

Poesia italiana del Duecento

La poesia italiana dalle origini

Un tema tra tutti sta al centro della poesia italiana del Duecento è l’amore. I poeti affermati nel Duecento sono: Francesco d’Assisi, Iacopone da Todi, Giacomo da Lentini, Cielo d’Alcamo, Guittone d’Arezzo, Guido Guinizelli, Guido Cavalcanti.

Francesco d'Assisi e il Cantico

• Francesco d’Assisi è nato ad Assisi nel 1181 o nel 1882 e morì nel 1226; nato da famiglia benestante durante la sua giovinezza si dedico alla religione facendo vari viaggi predicando dio e creando l’ordine dei francescani, anch’essi seguaci di Dio e della religione. Francesco è colui che ha scritto il testo poetico più conosciuto al mondo e più antico della letteratura italiana, il Cantico delle creature, una preghiera di lode a Dio scritta in una prosa ritmica per esser cantata; non ha uno schema metrico riconoscibile, ma al suo interno presenta assonanze, consonanze, simmetrie, parallelismi.

La scuola siciliana

La scuola siciliana

Ispirandosi agli schemi e ai temi dei trovatori provenzali, si afferma nella prima metà del XIII secolo la “scuola siciliana”, riunita nell’Italia meridionale attorno alla corte dell’imperatore Federico II. I poeti scrivono esclusivamente sul tema dell’amore e dei suoi effetti, utilizzando un volgare siciliano raffinato e più colto.

Giacomo da Lentini

Giacomo da Lentini e il sonetto

Il più importante poeta della scuola siciliana (i manoscritti ci trasmettono una quindicina di sue canzoni e una ventina di sonetti, quasi tutti di tema amoroso).

In Sicilia, alla corte di Federico II, si forma la prima tradizione poetica italiana. Giacomo da Lentini è il caposcuola dei poeti siciliani, uno dei primi, se non il primo poeta italiano, ad adoperare la forma del sonetto, e uno dei primi a partecipare a tenzoni poetiche. Nelle sue poesie sono presenti già quasi tutti i motivi, i temi, le soluzioni formali che ritroveremo nei lirici successivi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della poesia italiana e come si è sviluppata?
  2. La poesia italiana ha origine alla fine del XII secolo, con i primi documenti della lingua italiana. Prima di ciò, la poesia in volgare si sviluppava in Francia, con i trovatori e i trovieri che scrivevano in lingue diverse.

  3. Quali sono i temi principali trattati dai trovatori?
  4. I trovatori si concentravano principalmente sull'amore, rappresentando un corteggiamento verso la dama, ma affrontavano anche temi come la politica e la guerra, spesso legati ai nobili e alle loro vicende.

  5. Come si differenzia la poesia cantata da quella scritta nel corso dei secoli?
  6. La poesia dei secoli passati era prevalentemente cantata, mentre con autori come Petrarca e Dante, la lirica si è evoluta in una forma scritta, abbandonando la tradizione della performance musicale.

  7. Chi sono i poeti più rappresentativi della poesia italiana del Duecento?
  8. Tra i poeti del Duecento spiccano Francesco d’Assisi, Iacopone da Todi, Giacomo da Lentini e Guido Cavalcanti, con un forte focus sul tema dell'amore.

  9. Qual è il contributo di Giacomo da Lentini alla poesia italiana?
  10. Giacomo da Lentini è considerato il caposcuola della scuola siciliana e il primo poeta italiano a utilizzare la forma del sonetto, influenzando profondamente la tradizione poetica successiva.

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