Concetti Chiave
- Fino al XII secolo, il latino è la lingua della vita intellettuale in Europa occidentale, utilizzata principalmente da dotti e chierici.
- Le lingue romanze si sviluppano nelle regioni della Romània e vengono usate per la comunicazione quotidiana, definite "volgari".
- Il Concilio di Tours del 813 stabilisce che i sacerdoti devono tradurre le prediche in volgare per rendere i messaggi comprensibili al popolo.
- L'Indovinello Veronese è il primo documento scritto in volgare italiano, scoprendo una metafora dell'atto di scrivere tramite immagini agricole.
- Il Placito Capuano, sebbene principalmente in latino, contiene parti in volgare, segnando l'inizio dell'uso ufficiale delle lingue volgari in ambito legale.
Il Ruolo del Latino nell'Europa Medievale
Fino al XII secolo lo strumento della vita intellettuale nell’Europa occidentale è il latino. Sopravvissuto come lingua scritta alla caduta dell’impero romano e tramandato per secoli tramite la scuola e le istituzioni ecclesiastiche, il latino diventa una lingua usata e conosciuta solo dai dotti e chierici.Nelle regioni della cosiddetta Romània si formano delle lingue “romanze”, usate per la comunicazione quotidiana. Queste lingue si diffondono nella penisola iberica (portoghese, spagnolo e catalano), in Francia, (la lingua d’oil e la lingua d’oc), in Italia ( italiano, sardo e ladino) e in
Romania (rumeno). Vengono definite “volgari”, del popolo, inferiori rispetto al latino. Questo bilinguismo è riconosciuto anche dalle istituzioni, infatti nel Concilio di Tours (813 Carlo Magno) si delibera che i sacerdoti devono tradurre le prediche in volgare,perché il popolo non è più in grado di capire il latino.
Successivamente, nell’ 842, i giuramenti di Strasburgo (la spartizione dell’impero tra il Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo) vengono stipulati nelle lingue nazionali dei due, il tedesco e il francese.Dall’anno Mille le trasformazioni sociali impongono l’uso del volgare anche nella scrittura, per motivi pratici e lavorativi dei mercanti, artigiani e notai.
L'Indovinello Veronese e il Placito Capuano
L’indovinello veronese è il primo documento scritto in volgare italiano, risalente all’ VIII e il XI secolo e viene scoperto nel 1924 nella biblioteca capitolare di Verona. Esso è composto da quattro brevi versi più una forma canonica di benedizione in latino, e tramite il racconto di una semina, rappresenta una metafora dell’atto dello scrivere. Infatti “i buoi” sono le dita della mano, “i prati bianchi” sono il foglio prima della scrittura, “l’aratro bianco” e il calamo e “il seme nero” è la traccia lasciata dall’inchiostro.
Il placito capuano è il secondo documento in volgare, che narra la decisione di un giudice a Capua,Arechisi,che deve risolvere la questione del possesso delle
terre rivendicate sia dall’abate del monastero di Montecassino sia da un certo Rogelgrimo. Questo documento è quasi totalmente in latino ma la parte riportante la testimonianza è scritta in volgare,proprio per motivi pratici.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del latino nell'Europa medievale fino al XII secolo?
- Come si manifesta il bilinguismo tra latino e volgare nel contesto ecclesiastico?
- Quali sono i significati e l'importanza dei documenti "Indovinello Veronese" e "Placito Capuano"?
Fino al XII secolo, il latino è lo strumento principale della vita intellettuale in Europa occidentale, utilizzato principalmente da dotti e chierici, mentre le lingue volgari iniziano a diffondersi per la comunicazione quotidiana (testo).
Il bilinguismo è riconosciuto dalle istituzioni, come dimostra il Concilio di Tours (813), dove si stabilisce che i sacerdoti devono tradurre le prediche in volgare per rendere il messaggio comprensibile al popolo (testo).
L'Indovinello Veronese è il primo documento in volgare italiano, mentre il Placito Capuano, pur essendo principalmente in latino, utilizza il volgare per la testimonianza, evidenziando l'emergere delle lingue nazionali per motivi pratici (testo).