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Concetti Chiave

  • Nel luglio 1914, l'Italia si trovò sorpresa dall'ultimatum austriaco alla Serbia, decidendo di rimanere neutrale e permettendo ai francesi di rafforzare la loro difesa contro la Germania.
  • Tra il 1914 e il 1915, si intensificarono le polemiche tra neutralisti e interventisti, con i primi favorevoli a evitare spargimenti di sangue e i secondi desiderosi di ottenere territori italiani sotto il dominio austriaco.
  • Il patto di Londra, firmato il 26 aprile 1915, assicurò all'Italia l'intervento al fianco delle potenze dell'Intesa in cambio di territori come l'Istria e la Venezia tridentina, mantenendolo segreto fino al 1917.
  • Le manifestazioni pubbliche, come le "radiose giornate di maggio", furono guidate dagli interventisti, con Gabriele D’Annunzio come oratore principale, influenzando l'opinione pubblica a favore della guerra.
  • Il Parlamento italiano, inizialmente diviso, con Giolitti a favore della neutralità, votò per concedere pieni poteri a Salandra, portando alla dichiarazione di guerra all'Austria il 24 maggio 1915.

Qual è la sorpresa del governo italiano?

Il governo italiano, nel luglio del 1914 era stato colto di sorpresa : L’Austria aveva inviato l’ultimatum alla Serbia consultando solo la Germania (Austria, Italia e Germania appartenevano alla Triplice Alleanza). L’Italia, dichiarandosi neutrale (il 2 agosto 1914) diede ai francesi la possibilità di lasciare sguarnita la frontiera alpina e di concentrare l’esercito contro i tedeschi, a difesa di Parigi.

Le polemiche tra neutralisti e interventisti

Tra l’agosto 1914 e il 24 maggio 1915 in Italia si susseguirono molte polemiche tra

Neutralisticattolici e socialisti ( che non volevano spargimenti di sangue) e Giolitti per il quale l’Italia, restando neutrale, avrebbe tratto vantaggi economici diventando fornitrice di beni necessari ai paesi in guerra.

InterventistiNazionalisti (tra cui Gabriele D’Annunzio) ; irredentisti che speravano di ottenere le regioni italiane ancora in mano all'Austria(Trentino e Venezia-Giulia) . Gli Irredentisti vedevano questa come la quarta guerra d’indipendenza; democratici, (rappresentati da Leonida Bissolati e Gaetano Salvemini ) che erano contrari all'autoritarismo e al militarismo esercitati da Austria e Germania; Benito Mussolini ( fuoriuscito dal Partito Socialista) che , abbandonate le posizioni pacifiste, ora auspicava l’avvento di una situazione rivoluzionaria che avrebbe condotto ad una società nuova.

Il patto di Londra e la decisione di guerra

Intanto l’Intesa voleva attirare l’Italia dalla sua parte e ci riuscì. Il ministro degli esteri Sidney Sonnino firmò con le potenze dell’Intesa il patto di Londra (26 aprile 1915) in base al quale l’Italia garantiva il proprio intervento al loro fianco entro 30 giorni e in cambio avrebbe esteso il suo territorio all'Istria e alla Venezia tridentina. In più si sarebbe annessa le isole greche del Dodecaneso, una parte della Dalmazia e un equo compenso coloniale sui possedimenti tedeschi in Africa. Questo patto rimase segreto fino al 1917. I deputati votarono per la guerra e gli interventisti mobilitarono le piazze organizzando manifestazioni durante le “radiose giornate di maggio” che ebbero come principale oratore Gabriele D’Annunzio. Il Parlamento era con Giolitti, era neutralista e il primo ministro , Salandra (interventista), presentò le sue dimissioni ma il re lo invitò a restare al governo. Giolitti lasciò Roma e il Parlamento votò i pieni poteri a Salandra e fu così che l’Italia, il 24 maggio 1915 , dichiarò guerra all'Austria.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le reazioni in Italia dopo l'ultimatum austriaco alla Serbia?
  2. Dopo l'ultimatum austriaco, il governo italiano si dichiarò neutrale il 2 agosto 1914, permettendo ai francesi di concentrare le forze contro i tedeschi, mentre in Italia si svilupparono polemiche tra neutralisti e interventisti.

  3. Chi erano i principali sostenitori della neutralità e quali motivazioni avevano?
  4. I neutralisti, tra cui cattolici, socialisti e Giolitti, sostenevano che l'Italia dovesse rimanere neutrale per evitare spargimenti di sangue e trarre vantaggi economici come fornitrice di beni ai paesi in guerra.

  5. Quali furono le condizioni del patto di Londra e come influenzarono la decisione di guerra dell'Italia?
  6. Il patto di Londra, firmato il 26 aprile 1915, garantiva l'intervento dell'Italia a fianco delle potenze dell'Intesa in cambio di territori come l'Istria e la Venezia tridentina, influenzando così la decisione di guerra che avvenne il 24 maggio 1915.

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