Concetti Chiave
- Ernst Cassirer, attraverso il "ritorno a Kant", riformula il concetto di sostanza come funzione, evidenziando il ruolo delle forme simboliche nelle scienze dello spirito.
- Georg Simmel considera la storia come studio delle civiltà, sottolineando la relatività delle categorie kantiane e la natura non assoluta della conoscenza scientifica.
- Oswald Spengler propone l'idea del "tramonto" della civiltà occidentale, enfatizzando la relatività delle culture e il loro evolversi nel tempo.
- Wilhelm Dilthey cerca di stabilire una fondazione epistemologica per le scienze dello spirito, distinguendole dalle scienze della natura in base a ciò che studiano: l'interno dell'uomo contro l'esterno.
- Le scienze dello spirito si concentrano sull'individuale e sull'esperienza vissuta, sostenendo che la comprensione storica è influenzata da scopi e valori, rendendo la conoscenza relativa.
Il ritorno a Kant
Ernst Cassirer è il maggiore esponente del “ritorno a Kant”. Egli risolve il concetto di sostanza nel termine matematico di funzione, che designa rapporti fra fenomeni. Le scienze dello spirito riguardano esperienze culturali basate su forme simboliche. Il linguaggio seleziona alcuni petti della realtà, attribuendo loro uno specifico significato, proprio di un determinato sistema simbolico.
Georg Simmel afferma che la storia è studio delle civiltà. Le categorie kantiane sono storicamente determinate. La storia è psicologia applicata. La conoscenza scientifica è relativa, non assoluta.
Qual è la relatività delle culture?
Oswald Spengler sostiene la tesi della relatività delle culture e del passaggio storico da una civiltà all’altra. Per lui questa fase storica è quella del “tramonto” della civiltà occidentale.
Ernst Troeltsch e Fredrich Meinecke tentano di evitare il relativismo dei valori, iscrivendo le dinamiche evolutive della realtà storica all’interno in un orizzonte assoluto di valori.
Scienze della natura e dello spirito
Wilhelm Dilthey distingue le scienze della natura dalle scienze dello spirito.
Suo intento è realizzare una fondazione epistemologica delle scienze dello spirito, analoga a quella compiuta da Kant per le scienze matematico-naturalistiche. La conoscenza storico-sociale studia ciò che è interno all’uomo, mentre quella naturalistica studia ciò che è esterno. La storia, così, si connette alla psicologia. Mentre per la natura esterna basta la spiegazione causale dei fatti, la storia è opera nostra e perciò possiamo, calandoci in essa, comprenderne il senso. Le scienze dello spirito sono scienze dell’individuale. Il loro oggetto è l’io, l’Erlebnis, l’esperienza vissuta. La comprensione dello storico connette i frammenti di realtà descritti dalla psicologia empirica in un insieme coerente, in una visione del mondo propria di un’epoca storica,che ambisce a validità universale e ha la sua centralità in se stessa, nei propri valori e scopi. a causalità dei processi storici non è quella meccanica di causa ed effetto, ma è dettata dagli scopi che si perseguono con l’azione ed è ispirata a valori.
Vi sono tipi diversi di intuizione dei mondo che si succedono nella storia: quelli propri al Materialismo, all’idealismo oggettivo e all’idealismo della libertà. Essendo ciascuna visione del mondo e la rispettiva categoria dominante irriducibili alle altre, non è possibile giungere ad una ria della realtà comprensiva di tutte e tre le categorie. Viene affermata la relatività della conoscenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale del "ritorno a Kant" secondo Ernst Cassirer?
- Come si collega la storia alla psicologia secondo Georg Simmel?
- Qual è la differenza tra le scienze della natura e le scienze dello spirito secondo Wilhelm Dilthey?
Ernst Cassirer, principale esponente del "ritorno a Kant", risolve il concetto di sostanza nel termine matematico di funzione, evidenziando come le scienze dello spirito si basino su esperienze culturali e forme simboliche che attribuiscono significato a specifici aspetti della realtà.
Georg Simmel afferma che la storia è lo studio delle civiltà e che le categorie kantiane sono storicamente determinate, suggerendo che la conoscenza scientifica è relativa e non assoluta, collegando così la storia alla psicologia applicata.
Wilhelm Dilthey distingue le scienze della natura, che studiano ciò che è esterno all'uomo attraverso spiegazioni causali, dalle scienze dello spirito, che si concentrano sull'individuale e sull'esperienza vissuta, richiedendo una comprensione più profonda e connessa alla psicologia.