Concetti Chiave

  • Il Divisionismo è un movimento artistico nato a Milano nel 1891, ispirato al Pointillisme francese ma con una interpretazione più libera e personale.
  • Giovanni Segantini è uno dei principali esponenti del Divisionismo, noto per la sua rappresentazione panteistica della natura e la denuncia delle difficili condizioni di vita dei contadini.
  • Il movimento presenta due anime distinte: una realista, sensibile a tematiche sociali, e una idealista, con un forte simbolismo nelle opere.
  • Il dipinto "Il Quarto Stato" di Giuseppe Pelizza da Volpedo diventa un simbolo della lotta di classe, riflettendo il clima sociale di crisi economica e rivendicazioni proletarie.
  • Gaetano Previati, con la sua opera "Maternità", utilizza una pennellata sottile e curvilinea per rappresentare la figura materna in un contesto sacro e idealizzato.

Indice

  1. Origini del divisionismo
  2. Tecnica e soggetti del divisionismo
  3. Differenze con il pointillisme
  4. Giovanni Segantini e la natura
  5. Temi sociali e simbolismo
  6. Gaetano Previati e la maternità
  7. Angelo Morbelli e il verismo
  8. Giuseppe Pelizza da Volpedo e il quarto stato

Origini del divisionismo

Il Divisionismo è un movimento artistico che nasce a Milano e si manifesta ufficialmente nel 1891, quando le prime opere divisioniste vengono esposte all'interno della Triennale di Brera.

Vittore Grubicy de Dragon, critico d'arte, pittore e gallerista può essere considerato interprete e riferimento del gruppo, infatti, è lui che, grazie ai suoi contatti con artisti di altri paesi, porta la tecnica e l'uso del colore del Pointillisme francese a Milano (e in particolare grazie alla mostra londinese del 1888).

Il Pointillisme nasceva nel 1886 con l'esposizione dei primi quadri di Georges Seraut nell'ultima Mostra dedicata all'Impressionismo e alcuni critici francesi coniarono per loro il termine "Neoimpressionismo".

Tecnica e soggetti del divisionismo

La tecnica pittorica del Pointillisme prevedeva che il colore venisse suddiviso nelle parti primarie affiancandolo al colore complementare in tantissime piccole pennellate puntiformi. I colori così non vengono più mescolati sulla tavolozza ma posti sulla tela in modo che l'osservatore, alla giusta distanza, li ricomponesse attraerso il processo della visione (Seraut e altri puntinisti volevano ricreare, attraverso la pennellata puntiforme, il modo in cui l'occhio vede e riconosce colori e forme). Così, ad esempio, accostando piccoli punti di giallo e rosso, ricreavano il verde, che risutava dalla sintesi operata dall'occhio umano.

Differenze con il pointillisme

I divisionisti si ispirano a questa modalità ma la interpretano in maniera più libera, non legandola alla ricerca scientifica (studi sulla visione e sull'ottica) nè agli studi sulla luce così cari agli impressionisti e neppure all'applicazione rigida delle corrispondenze di colori (complementarietà e primari verso secondari) tratte dal cerchio cromatico di Chevreul. La loro pennellata è spesso più allungata di quella puntinista e spesso sovrapposta e filamentosa.

Un'altra differenza è legata alla tipologia di soggetti, mentre gli esponenti del Pointillisme si ispiano prevalentemente alla città, i divisionisti dipingono soprattutto soggetti legati alla natura e al mondo contadino.

Per molti versi, quindi, pur ispirandosi al Pointillisme, i divisionisti sembrano molto vicini alla Scapigliatura milanese e alle atmosfere del Piccio (e nella pennellata). Il movimento che prenderà il testimone del Divisionismo sarà il Futurismo.

Infine, all'interno del movimento, sono presenti due anime, quella "realista" sensibile a tematiche sociali che vede pittori come Segantini (nel suo primo periodo artistico), Longoni, Pelizza da Volpedo e Morbelli e un'altra di tipo "idealista" con l'ultimo Segantini e Previati.

Giovanni Segantini e la natura

Giovanni Segantini è uno dei pittori più importanti del Divisionismo. La sua biografia è caratterizzata da un'infanzia difficile (rimasto precocemente orfano, verrà affidato ad un'altra famiglia e poi sperimenterà anche il Riformatorio), da una morte prematura e in solitudine (a soli 41 anni). La sua formazione è presso l'Accademia di Brera e trascorrerà parte della sua vita sulle Alpi Svizzere.

Segantini raffigurava la natura in modo panteistico dipingendo soprattutto la vita dei pastori, dei contadini (denunciandone le fatiche) con grande attenzione anche al mondo animale. La natura, come per gli altri divisionisti, è quindi il tema principale anche se, soprattutto nelle ultime opere, viene rappresentata nei suoi aspetti negativi, come "matrigna".

L'opera rappresenta una famiglia di pastori, padre, madre e figlio su una piccola imbarcazione che trasporta anche un gregge di pecore da una riva all'altra. Il titolo fa riferimento al momento della giornata: quando probabilmente suona l'Ave Maria dal campanile del paese che si vede in lontananza. E' un dipinto che ha un'atmosfera sospesa, calma, senza riferimenti temporali precisi. I riflessi della barca sull'acqua sono resi con grande precisione e luminosità possono essere considerati un esempio di quella che il testo definisce "luce divisionista".

E' un'opera che mette a confronto la maternità umana con quella animale. Infatti a destra si trova una donna che riposa con in braccio il piccolo figlio addormentato e, a sinistra, una mucca che mangia con il cucciolo addormentato tra le zampe. La luce della lampada, al centro, illumina l’intero spazio. La donna e il bambino sono illuminati direttamente e spiccano all'interno di un forte chiaroscuro. E' presente il tema di denuncia relativo alle faticose condizioni di vita dei contadini.

Temi sociali e simbolismo

Segantini riprende il tema della maternità già trattato in precedenza (vedi ad esempio sopra, ne "Le due madri") affrontandolo però in maniera diversa. Infatti, qui la dimensione simbolista prevale, anche le montagne sullo sfondo, infatti, qui diventano un luogo freddo e inospitale (a differenza di altri dipinti in cui, insieme alla fatica, sono presenti però colori caldi e scene di vita quotidiana e familiare). La scena è allegorica, la madre-natura matrigna che rifiuta e fa soffrire le sue creature rappresentata come la parte di ombra del femminile (tema molto caro ai simbolisti, per cui la donna è spesso portatrice di morte, anzichè vita) che, quasi per una legge di contrappaso, viene imprigionata a sua volta e costretta a rimanere in quello spazio glaciale inospitale. Si conclude così la parabola artistica del pittore, nel segno simbolista, caratterizzata da un'interpretazione originale del Divisionismo.

Gaetano Previati e la maternità

Il tema della maternità, oltre che da Segantini, è stato rappresentato anche da Gaetano Previati che si era formato a Milano nel periodo di affermazione della Scapigliatura lombarda. Grubicy de Dragon gli insegna la tecnica divisionista che lui ha interpretato usando una pennellata più sottile, curvilinea e filamentosa di quella di Segantini.

"Maternità" viene esposta nella Triennale del 1891 suscitando perplessità sia per il contenuto che per lo stile. Al centro dell'opera troviamo una donne che allatta circondata da figure angeliche che sembrano in adorazione di una natività. I protagonosti dell'opera appaiono quasi irreali o meglio sembrano dei simboli universali (in questo caso quello della donna idealizzata, portatrice di virtù come la modestia, l'amore incondizionato, la purezza) e religiosi (le figure adoranti). Anche la luce dorata e la scelta dei colori contribuiscono alla costruzione di una scena sacra.

Angelo Morbelli e il verismo

Morbelli "Il Natale dei rimasti" (1903)

Angelo Morbelli, di origine piemontese, aderisce al Divisionismo nel 1890, raffigura in via privilegiata la vita delle classi sociali più povere e popolari, ispirandosi ad ideali socialisti e al movimento letterario del Verismo.

L'opera “Il Natale dei rimasti” era parte del ciclo di affreschi destinato al Pio Albergo Trivulzio, un Istituto di Milano che accoglieva anziani soli. Una realtà che rappresentava un esempio di attenzione verso gli anziani ma, al tempo stesso, era anche simbolo di solitudine e abbandono, sentimenti resi molto bene dall'opera di Morbelli.

Infatti, i colori scuri (quasi monocromi), il contrasto tra i raggi di sole che sembrano filtrare a fatica all'interno, i numerosi spazi vuoti che circondano la figura al centro, rendono davvero il senso di tristezza e incomunicabilità di un uomo solo, chiuso nei suoi ricordi e nella sofferenza. Insieme al sentimento, è molto presente anche la denuncia sociale relativa agli anziani lasciati soli e senza sostentamento.

Giuseppe Pelizza da Volpedo e il quarto stato

Giuseppe Pelizza da Volpedo si forma a Bergamo, Milano ma anche a Firenze (con Fattori). Il pittore sceglie di aggiungere al suo congnome il nome della cittadina in cui nasce (in provincia di Alessandria), a testimonianza del suo attaccamento verso le sue radici contadine.

Il suo dipinto più famoso è “Il quarto Stato”, un grande quadro ad olio che è diventato simbolo della lotta di classe. Il contesto storico milanese in cui il quadro viene dipinto è caratterizzato da un'importante crisi economica: salari bassi, disoccupazione generano malcontenti e rivolte che confluiranno nella grande manifestazione di maggio del 1898, in cui i manifestanti saranno attaccati dai militari e verranno arrestati diversi esponenti socialisti ed anarchici, con conseguente limitazioni agli scioperi. Sempre in quegli anni (nel 1900) un anarchico uccide a Monza il re Umberto I proprio per vendicare i morti di Milano. In seguito diventerà re Vittorio Emanuele III e Giolitti sarà al governo concedendo libertà di sciopero.

Il clima sociale si riflette quindi nell'opera, dove viene rappresentata una grande manifestazione di lavoratori (contadini e operai) ambientata proprio in una piazza della sua Volpedo.

Davanti al corteo si trovano tre figure che sembrano guidarlo: un sindacalista (al centro, con il gilet rosso, colore della bandiera comunista e di una nuova consapevolezza che si esprime anche il un modo nuovo di vestire); al centro una donna con in braccio un bambino (a rappresentare le lotte erano per migliorare le condizioni di lavoro delle donne); a sinistra, una figura più anziana (simbolo delle lotte per avere un riconoscimento di anzianità – che arriverà però solo molto più tardi-). Le tre figure sono disposte davanti alla linea compatta della massa, creando l'illusione del movimento nell'osservatore (come dice il libro di testo, dà un senso di avanzamento dei soggetti, di un movimento inarrestabile).

E' interessante notare che l'opera ha avuto una genesi abbastanza lunga vedendo tre versioni e che solo nella seconda viene inserita la figura femminile. Il primo bozzetto del "Quarto Stato" si intitola "Ambasciatori della fame" ed è del 1892. Sembra fermare velocemente sulla carta una manifestazione vista dall'autore che, più che un manifesto politico, sembra frutto di un'azione motivata (come dice il titolo) dall'urgenza della fame. Qualche anno dopo (nel 1895) Segantini dipinge un secondo quadro dal titolo "Fiumana", la scena è ancora incompleta ma è presente la forza e il movimento della folla, inoltre, viene inserita la donna tra i tre protagonisti in primo piano (anche se qui ancora abbozzata); come modella ha posato la moglie del pittore. In quell'anno (1895) nasceva il Partito Socialista Italiano, momento in cui si riassumevano, in un certo senso, i movimenti precedenti e a carattere più locale (solo per citarne alcuni: nel 1881 nasceva il Partito Socialista romagnolo, l'anno seguente il Partito Operaio a Milano). Nel 1896 approdano al Parlamento i primi rappresentanti socialisti. L'ultima versione, ovvero il “Quarto Stato”, 1898-1901 si inserisce in questo contesto e già il titolo è una dichiarazione politica infatti, se il Terzo Stato (composto dalla borghesia) era stato il motore della Rivoluzione Francese, adesso era arrivato il momento che agisse il Quarto Stato, cioè il proletariato. Pelizza rimase molto colpito dagli eventi di Milano descritti sopra, tanto da creare un quadro dove le figure erano ritratte in grandezza naturale.

All'interno dell'opera la rappresentazione della donna è un elemento importante sia per la sua forza espressiva (fierezza e non subalternità) che per la novità, infatti per la prima volta, insieme alla maternità, viene rappresentata anche la funzione sociale e pubblica delle donne. La posa e il panneggio, pur nella grande semplicità ricordano quelle classiche (secondo il libro ricordando una versione popolare, terrena -senza ali- della Nike).

La tavolozza cromatica della grande opera non è casuale, ricordando i colori della terra e quindi il mondo contadino, perchè nell'Italia dell'epoca erano proprio i contadini i più rappresentativi della classe del proletariato (la Rivoluzione industrialesi afferma più lentamente che in altre parti di Europa).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del Divisionismo e chi ne è considerato il principale interprete?
  2. Il Divisionismo è un movimento artistico nato a Milano nel 1891, con Vittore Grubicy de Dragon come principale interprete, che portò la tecnica del Pointillisme francese a Milano.

  3. In che modo il Divisionismo differisce dal Pointillisme?
  4. I divisionisti interpretano il Pointillisme in modo più libero, non legandosi a ricerche scientifiche sulla visione e sulla luce, e utilizzano pennellate più allungate e sovrapposte, con soggetti principalmente legati alla natura.

  5. Qual è il tema principale delle opere di Giovanni Segantini?
  6. Giovanni Segantini rappresenta principalmente la natura e la vita dei contadini, affrontando anche tematiche sociali e denunciando le fatiche di queste persone, con una visione panteistica della natura.

  7. Come viene rappresentato il tema della maternità nelle opere di Previati e Segantini?
  8. Previati e Segantini affrontano il tema della maternità in modi diversi; Segantini lo fa con una dimensione simbolista, mentre Previati utilizza figure idealizzate e una luce dorata per creare un'atmosfera sacra.

  9. Qual è il significato del dipinto "Il quarto Stato" di Giuseppe Pelizza da Volpedo?
  10. "Il quarto Stato" rappresenta la lotta di classe e il proletariato, riflettendo il contesto sociale di crisi economica e malcontento, con una forte presenza della figura femminile che simboleggia la forza e il ruolo sociale delle donne.

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