Concetti Chiave
- La novella raccontata da Emilia esplora il tema dell'arguzia, mettendo in evidenza anche la stupidità e la vanità della protagonista Cesca.
- I protagonisti appartengono alla stessa classe sociale e il loro linguaggio è semplice, riflettendo uno stile di vita comune.
- Cesca è descritta come una ragazza bella ma estremamente critica, incapace di riconoscere i propri difetti e sempre sgradevole verso gli altri.
- Lo zio Fresco consiglia a Cesca di evitare lo specchio per non confrontarsi con i suoi difetti, sottolineando l'importanza dell'autocritica.
- La novella trasmette una morale implicita: è fondamentale riflettere sui propri difetti prima di giudicare quelli altrui, un concetto lasciato al libero discernimento del lettore.
La novella, raccontata da Emilia, è l’ottava storia della sesta giornata. Il tema della novella è l’arguzia, ma il motto, pronunciato dal coprotagonista non viene capito per cui subentra un altro tema: la stupidità e la ristrettezza mentale della ragazza che dimostra anche di essere vanagloriosa
Caratteristiche dei Protagonisti
I due protagonisti della novella appartengono entrambi alla stessa classe sociale. Il loro modo di parlare è semplice e scorrevole. La novella ha una morale che, però, Boccaccio non esplicita, ma vuole che il lettore arrivi a capirla con le proprie forze (siamo molto distanti dalli racconti moralistici del Medioevo): prima di fare attenzione agli eventuali difetti altrui, è bene riflettere e guardare i propri.
Descrizione di Cesca
Fresco da Celatico, aveva una nipote che tutti chiamavano Cesca. Aveva un bel viso e un bel corpo, ma non come quelle donne dall’aspetto angelico che a volte si vedono. Si considerava talmente superiore a tutti, che non faceva altro che criticare, uomini e donne, senza invece curarsi dei suoi difetti. Infatti era fastidiosa, spiacevole e noiosa a tal punto che non poteva essere mai fatto nulla perché fosse soddisfatta: criticava sempre e comunque. Ed era talmente superba nei suoi modi di fare e nel comportamento con gli altri che lo sarebbe fuori misura anche se avesse fatto parte della famiglia dei reali di Francia. Addirittura quando si trovava a passare lungo una strada, mostrava un disgusto così grande, che in continuazione voltava la faccia dall’altra parte, come se dalle persone che incontrava provenisse un puzzo insopportabile. E questo non era l’unico modo spiacevole e fastidioso: ne aveva molti altri, ma la novellante preferisce passare oltre. Un giorno, ritornata a casa da una passeggiata, si sedette accanto allo zio Fresco, facendo in continuazione smorfie e gesti di impazienza e di irritazione. Lo zio, allora le chiese il motivo per cui fosse rientrata a casa così presto nonostante fosse un giorno di festa. La ragazza, con mille moine e gesti di impazienza, rispose che è vero che era festa e che era rientrata prima del solito, però è anche vero che in città ci sono in giro soltanto uomini e donne spiacevoli e disgustosi come mai se ne trovano in altri luoghi. Aggiunse, quasi intonando una cantilena, che non esisteva al mondo un’altra donna come lei a cui facesse così ribrezzo vedere tanti esseri umani, schifosi, noiosi, luridi e sgradevoli ed era per non vederli che aveva preferito interrompere la passeggiata e ritornate a casa prima.
Il Consiglio dello Zio
Fresco che, nell’udire le ultime parole e l’ultimo della nipote, cominciò ad averne assai, guardò la ragazza fissa negli occhi e sorridendo le disse: Cara nipote, se come dici ritieni che tutte le persone siano esseri sgradevoli, se tu vuoi vivere serenamente, ti consiglio di non guardarti mai nello specchio. Con questa osservazione, lo zio voleva dire che non gradiva il contatto con gli altri, sarebbe stato meglio che evitasse di guardarsi allo spesso (o meglio, in senso lato, di non farsi un’autocritica, perché, in caso contrario avrebbe notato solo i suoi numerosi difetti.
Cesca, leggera e priva di intelligenza (= vuota) come le canne al vento, nonostante credesse di essere tanto saggia quanto il re Salomone, capi il senso del consiglio dello zio come avrebbe fatto una pecora (= cioè non capì un bel nulla) e aggiunse che si sarebbe guardata nello specchio come sono solite fare tutte le altre ragazze. Fu in questo modo che essa rimase prigioniera della sua ignoranza e della sua superbia ed ancora permane nello stesso stato.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della novella raccontata da Emilia?
- Come viene descritta la personalità di Cesca?
- Qual è il consiglio che lo zio Fresco dà a Cesca?
- Qual è la reazione di Cesca al consiglio dello zio?
- Qual è la morale implicita della novella secondo Boccaccio?
Il tema principale è l'arguzia, ma si sviluppa anche il tema della stupidità e della ristrettezza mentale, evidenziato dalla vanità della protagonista, Cesca.
Cesca è descritta come una ragazza superba e critica, che si considera superiore agli altri e non si rende conto dei propri difetti, risultando fastidiosa e noiosa.
Fresco consiglia a Cesca di non guardarsi mai nello specchio, suggerendo che se ritiene tutti sgradevoli, dovrebbe evitare di farsi autocritica per non notare i propri difetti.
Cesca non comprende il significato del consiglio e afferma che continuerà a guardarsi nello specchio come tutte le altre ragazze, rimanendo così prigioniera della sua ignoranza.
La morale suggerita è che prima di criticare gli altri, è importante riflettere sui propri difetti, un concetto distante dai racconti moralistici del Medioevo.