Concetti Chiave
- Eros, conosciuto come Cupido nella mitologia romana, è il dio dell'Amore e rappresenta una forza irresistibile che spinge gli esseri umani l'uno verso l'altro.
- La sua nascita fu segnata da problemi, con Zeus che consigliò di sopprimerlo, ma Afrodite lo nascose e lo fece crescere in un bosco.
- La leggenda di Eros e Psiche narra del loro amore ostacolato da Afrodite, culminando nel matrimonio dei due dopo diverse prove superate da Psiche.
- Eros è spesso rappresentato come un fanciullo alato armato di arco e frecce, con gli occhi bendati per simboleggiare che l'amore è cieco.
- Il culto di Eros era celebrato a Tespie, in Beozia, con le feste Erotidie, che includevano competizioni ginnastiche e musicali in suo onore.
Origini e potere di Eros
Eros, o Cupido per i romani, è il dio dell’Amore, figlio di Afrodite (o Venere) dea della bellezza e di Ares (o Marte) dio della guerra.
Secondo la tradizione, Eros, appena nato, fu portato da sua madre, Afrodite, al cospetto degli dei: a Zeus bastò guardarlo in viso per capire che quel piccolo sarebbe stato fonte di infiniti guai e consigliò alla madre di sopprimerlo. La dea però però per salvarlo lo nascose in un bosco, dove sopravvivesse nutrito e allevato da belve feroci. Era molto giovane quando imparò a fabbricare da solo un arco di frassino e le frecce di cipresso e cominciò, quasi per gioco, a esercitarsi colpendo gli stessi animali che lo avevano nutrito.
La sua potenza poteva causare danni a cui nessuno avrebbe potuto porre rimedio, né uomini né dei. La figura del dio si trasformò così in una divinità dell'amore, ma rappresentava un pericolo perché il suo potere non aveva limiti.
Secondo Esiodo, invece, Eros viene identificato come una divinità primordiale, antica come Gea, generato dal Caos che tiene unito l’universo. Non è figlio di Afrodite, ma il suo compagno di ogni momento.
Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri umani l'uno verso l'altra. Armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore.
Secondo ciò che ci viene tramandato Eros non ebbe relazioni amorose. Solo molto tardi si suppose un suo amore per Psiche.
Eros e Psiche: una storia d'amore
La leggenda racconta che Psiche rese Afrodite gelosa della sua bellazza. Per vendicarsi, la dea ordinò ad Eros di indurre Psiche a innamorarsi del peggiore e brutto degli uomini, ma quando il dio la vide, fu lui ad innamorarsene.Eros la fece trasportare da Zefiro in una valle radiosa, dove sorgeva un meraviglioso palazzo. Il dio trascorreva ogni notte con lei, ma le aveva imposto di non cercare mai di guardarlo o di sapere chi fosse. Psiche temette che il misterioso amante fosse un mostro, così una notte, approfittando del sonno di Eros, si avvicinò a lui con una lucerna accesa. Vedendolo e contemplandone finalmente la bellezza lo svegliò, Eros allora la rimproverò poi scompare.
La fanciulla, con l’intento di ritrovare il suo amato decise di andare sull'Olimpo a chiedere perdono ad Afrodite. La dea le diede una serie di prove da affrontare, che superò facilmente, ma l'ultima era molto più difficoltosa delle altre: diede a Psiche un piccolo vaso ordinandole di attraversare gli Inferi per catturare un po’ della bellezza di Persefone e di riporla in esso per poi donargliela, ma le ordinò di non aprire mai il vaso, qualunque cosa accadesse; la ragazza non riuscì a resistere alla tentazione e lo aprì cadendo in un sonno profondo.
Quando Eros seppe l’accaduto rianimò Psiche che riconsegnò il vaso ad Afrodite. Il dio si recò da Zeus e gli chiese di aiutarlo, quest’ultimo decretò che il matrimonio tra Eros e Psiche poteva essere celebrato. La fanciulla fu portata sull'Olimpo e vennero celebrate le loro nozze alla presenza di tutti gli dei, ma prima Zeus le fece bere l'ambrosia, rendendola immortale. Dalla loro unione nacque una figlia, conosciuta col nome di Voluttà.
Il culto e la rappresentazione di Eros
Eros era oggetto di un culto particolare a Tespie in Beozia, dove si celebravano, ogni quattro anni in suo onore, delle feste dette Erotidie con certami ginnastici e musici.
Fu raffigurato come un fanciullo, spesso alato, armato di un arco con cui scaglia sugli uomini le frecce, più raramente con fiori o una lira. Per indicare che l'amore è cieco e non fa vedere i difetti della persona amata, spesso veniva raffigurato con gli occhi coperti da una benda ed una fiaccola accesa gli fiammeggiava in una delle mani. In età ellenistica la sua figura diviene femminea, sempre più infantile, finché venne rappresentato come un bambino alato.
Gli artisti umanisti e rinascimentali riscoprirono il mondo letterario e figurativo degli dei, oscurato fino ad allora dal Cristianesimo, per cui anche Eros rientrò nelle figure mitologiche che interessarono maggiormente pittori e scultori del XV e XVI secolo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine di Eros secondo la tradizione?
- Come viene descritto Eros da Esiodo?
- Qual è la storia d'amore tra Eros e Psiche?
- Quali erano le caratteristiche del culto di Eros a Tespie?
- Come è stata rappresentata la figura di Eros nel corso dei secoli?
Eros, figlio di Afrodite e Ares, è stato portato da sua madre al cospetto degli dei, dove Zeus, intuendo il suo potere distruttivo, consigliò di sopprimerlo. Afrodite lo nascose in un bosco per proteggerlo (testo).
Secondo Esiodo, Eros è una divinità primordiale, generato dal Caos e non figlio di Afrodite, rappresentando la forza irresistibile che unisce gli esseri umani (testo).
Eros si innamora di Psiche, che inizialmente doveva essere indotta ad amare un uomo brutto. Dopo varie prove e un malinteso, Eros e Psiche si sposano con l'approvazione di Zeus, che la rende immortale (testo).
A Tespie, Eros era oggetto di un culto particolare con feste chiamate Erotidie, celebrate ogni quattro anni, che includevano competizioni ginnastiche e musicali in suo onore (testo).
Eros è stato raffigurato come un fanciullo alato con un arco, spesso con gli occhi bendati per simboleggiare l'amore cieco. In età ellenistica, la sua figura divenne sempre più infantile e femminea, attirando l'interesse degli artisti rinascimentali (testo).