Concetti Chiave
- L'evoluzione del giardino romano è strettamente legata al benessere delle nobili famiglie, che costruirono splendide ville con giardini in diverse località della penisola.
- I giardini romani inizialmente avevano una funzione utilitaristica, con l'inclusione di piante alimentari e ornamentali nei complessi abitativi noti come "horti".
- Le piante più comuni nei giardini romani includevano l'edera, il cipresso, il pino e l'alloro, che offrivano ombra e profumo, ma poco colore.
- Nei grandi parchi, si preferivano specie come la quercia e il leccio, mentre il cipresso era utilizzato lungo i viali e nei giardini.
- Gli alberi da frutto avevano anche una funzione decorativa, posizionati tra i fiori nelle aiuole per abbellire ulteriormente gli spazi verdi.
Evoluzione del giardino romano
Con la civiltà romana si ebbe anche un'evoluzione del giardino. Le informazioni sono più numerose in corrispondenza del periodo di massimo splendore dell' Urbe, quando il benessere raggiunto dalle nobili famiglie consentì la costruzione di splendide ville, circondate da giardini nel Lazio, in Campania, ma anche in altre località nella penisola, di cui sono giunti fino ai nostri giorni dei reperti archeologici.
Funzione e trasformazione dei giardini
Inizialmente a Roma i giardini ebbero una funzione utilitaristica.
Le vittorie in Oriente, con l'apporto di immense ricchezze e la conoscenza di civiltà molto progredite, operarono una profonda trasformazione nelle abitudini di vita dei romani e nelle loro case e quindi anche nei loro giardini.
Molto usati erano i cosiddetti "horti", cioè dei complessi di abitazioni con giardini in cui erano presenti sia le piante coltivate a scopi alimentari che quelle ornamentali.
Piante essenziali nei giardini romani
Le piante essenziali per il giardino romano erano l'edera, il platano, il cipresso, il pino, l'alloro, il mirto, le violette, l'oleandro. Queste piante offrivano al giardino poco colore, molto fogliame di colore scuro, un insieme di rami e foglie che facevano ombra e anche un po' di profumo.
La quercia, il leccio, l'abete, il pino erano preferiti nei grandi parchi; il cipresso era impiegato lungo il limitare dei viali e dei giardini ; il tiglio, la palma, e il platano venivano impiegati sopratutto nelle città.
Anche gli alberi da frutto avevano una funzione ornamentale e venivano collocati all'interno delle aiuole in mezzo ai fiori.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale funzione dei giardini romani all'inizio della civiltà?
- Come hanno influenzato le vittorie in Oriente l'evoluzione dei giardini romani?
- Quali piante erano considerate essenziali nei giardini romani e quali funzioni avevano?
Inizialmente, i giardini a Roma avevano una funzione utilitaristica, servendo principalmente per la coltivazione di piante alimentari, come evidenziato nel testo.
Le vittorie in Oriente hanno portato immense ricchezze e nuove conoscenze, trasformando le abitudini di vita dei romani e, di conseguenza, anche i loro giardini, come descritto nel testo.
Le piante essenziali includevano l'edera, il cipresso e il pino, che offrivano ombra e profumo, mentre gli alberi da frutto avevano anche una funzione ornamentale, come indicato nel testo.