Concetti Chiave

  • L'inizio del canto rappresenta una conclusione lirica alla rassegna dei cinque ladri fiorentini, evidenziando il tema della corruzione di Firenze e la sofferenza del poeta.
  • Dante lancia un'invettiva contro Firenze, augurandosi che i castighi arrivino presto, poiché il dolore cresce con l'età.
  • Nell'ottava bolgia, Dante e Virgilio incontrano Ulisse e Diomede, uniti nella loro punizione per le azioni ingannevoli compiute durante la guerra di Troia.
  • Il cavallo di Troia è descritto come una celebre macchinazione di Ulisse e Diomede, simbolo della loro astuzia e della conseguente caduta di Troia.
  • Ulisse narra la sua tragica fine, dopo aver incitato i compagni a esplorare l'ignoto, ma la loro nave viene affondata da un turbine improvviso.

L'inizio del canto si collega alla scena del canto precedente, non come una ripresa del ritmo narrativo, ma come una conclusione lirica della rassegna dei cinque ladri fiorentini con cui il canto XXV si chiudeva. Questa apostrofe amara e sarcastica a un tempo, nasce dalla commozione del poeta ogni qual volta si tocca il tema della sua odiosamata città, corrotta e guasta nei suoi concittadini, rotta e lacera dalle passioni di parte. Apostrofe dolorosa che, con la solennità stessa dello stile, sembra dare un tono più alto a questo canto.

Indice

  1. Invettiva contro Firenze
  2. Incontro con Ulisse e Diomede
  3. Guerra di Troia e inganni
  4. Fine di Ulisse

Invettiva contro Firenze

Con scherno e amarezza insieme il poeta lancia una terribile invettiva contro Firenze, predicendole oscuramente gravi castighi, e augurandosi che, dovendo essi accadere, accadano presto, perché tanto più doloroso sarà per lui ciò, quanto più egli invecchierà.
I due poeti risalgono per quella scabrosa via per cui erano scesi e giungono sul ponticello che sovrasta l'ottava bolgia. Dante nel ricordare ciò che ha visto dichiara di voler frenare il proprio ingegno perché non corra senza la guida della virtù. Paragona l'immagine della bolgia a una campagna estiva piena di lucciole, perché essa risplende di tante fiamme, in ognuna delle quali sta un peccatore, come gli spiega Virgilio.

Incontro con Ulisse e Diomede

Dante dichiara di aver già compreso ciò che Virgilio ora gli conferma, ma desidera sapere chi c'è in quella fiamma biforcuta che ha attirato la sua attenzione. Virgilio spiega che in essa vi sono Ulisse e Diomede, che peccarono insieme ed insieme ora sono puniti. Dante mostra desiderio di poter parlare con loro, ma Virgilio, pur accontentandolo, gli fa notare che è bene sia lui a interrogare, perché quelli, greci, sarebbero forse restii a rispondere a Dante. D'altronde egli ha compreso bene ciò che il discepolo vuole sapere.

Guerra di Troia e inganni

I due celebri eroi greci, uniti, durante la guerra di Troia, in famose imprese, alcune delle quali ricordate più innanzi. Usarono sempre con la violenza l'astuzia e dei due Ulisse specialmente era noto nella tradizione letteraria come macchinatore di inganni; per questo e per la maggiore importanza del personaggio, il corno della fiamma che lo contiene è più grande.

L'inganno del cavallo è una delle più celebri macchinazioni fraudolente dei due eroi. L'esercito greco finse di abbandonare e si nascose dietro l'isola di Tenedo, lasciando dinanzi alle mura di Troia un gigantesco cavallo di legno, nel cui ventre stava nascosto un gruppo di armati. I Troiani, credendo a un abile racconto di Sinone, introdussero il cavallo nella città. Nottetempo gli armati uscirono e aprirono le porte all'esercito tornato nel frattempo. Così la città fu presa e distrutta. La caduta di Troia fu causa della fuga di Enea e quindi della discendenza dell'eroe troiano, che determinò la fondazione di Roma.

Fine di Ulisse

Giunta la fiamma sotto al ponte su cui i due poeti, Virgilio chiede ad Ulisse di narrare la propria fine. La fiamma più alta si muove come fosse una lingua e da essa esce la voce dell'eroe che narra come, partito da Circe con pochi compagni, dopo aver visto le coste del Mediterraneo, giunto finalmente alle colonne d'Ercole, incitasse i compagni a proseguire per conoscere anche il mondo sanza gente. Costoro, spinti dal discorso di Ulisse, accettarono e l'imbarcazione riprese il suo cammino per il mare ignoto. Dopo parecchi mesi apparve loro un'alta montagna, ma proprio mentre si rallegravano della scoperta della nuova terra, un turbine improvviso si abbatté sulla nave e, fattala girare più volte su se stessa, la inabissò nel mare.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale dell'invocazione di Dante a Firenze?
  2. Dante esprime un'amara invettiva contro Firenze, lamentando la corruzione della città e augurandosi che i castighi arrivino presto, poiché il dolore aumenterebbe con l'età (testo).

  3. Come viene descritta la bolgia in cui si trovano i peccatori?
  4. La bolgia è paragonata a una campagna estiva piena di lucciole, con ogni fiamma che rappresenta un peccatore, creando un'immagine vivida e luminosa (testo).

  5. Chi sono i due eroi greci che Dante incontra e quale è il loro destino?
  6. Dante incontra Ulisse e Diomede, puniti insieme per i loro inganni durante la guerra di Troia, e la loro fiamma biforcuta simboleggia la loro unione nel peccato (testo).

  7. Qual è l'inganno più famoso attribuito a Ulisse e Diomede?
  8. L'inganno del cavallo di Troia, dove i greci si nascosero all'interno di un cavallo di legno, portato dentro le mura di Troia, portando alla caduta della città (testo).

  9. Qual è la fine di Ulisse secondo il racconto che fa nella bolgia?
  10. Ulisse narra di aver incitato i suoi compagni a esplorare il mare ignoto, ma la loro avventura termina tragicamente quando un turbine inabissa la nave, portandoli alla morte (testo).

Domande e risposte

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