Concetti Chiave
- Dante descrive il terzo girone dell'Inferno come avvolto da un fumo denso che crea un'oscurità unica, rendendo difficile la visione e creando un'atmosfera inquietante.
- Marco Lombardo, un'anima incontrata da Dante, discute la corruzione del mondo, evidenziando come gli uomini attribuiscano erroneamente le colpe al cielo anziché riconoscere la propria responsabilità.
- Dante sottolinea che l'anima umana è originariamente innocente, ma si lascia ingannare dai beni terreni, rendendo necessarie leggi e una guida giusta per evitare il peccato.
- Secondo Dante, il Papa dovrebbe garantire la giustizia, ma fallisce perché aspira ai beni terreni, mentre l'Imperatore deve occuparsi della giustizia e del benessere temporale.
- La fusione del potere spirituale e temporale da parte del Papa ha portato a una maggiore corruzione, poiché questo ha reso possibile la proliferazione di malfattori in Lombardia.
L'oscurità del terzo girone
Dante entra nel terzo girone, dove gli iracondi fanno penitenza avvolti in un aspro fumo, e Dante ricorda che né nell'inferno né in una notte senza luna e nuvolosa non vide mai un buio uguale a quello che produsse il fumo del terzo girone.
Poiché gli occhi di Dante non riuscivano a scorgere alcun oggetto egli si fa guidare da Virgilio come un cieco va dietro alla sua guida per non imbattersi in qualche ostacolo. Sentiva delle voci che pregavano l'angelo di Dio per la pace e la misericordia.
Le anime cantavano tutte insieme al contrario di ciò.
L'incontro con Marco Lombardo
Un'anima si rivolge a Dante chiedendogli se fa parte ancora dei vivi. Dante narra che è stato per volere di Dio che si trova da vivo nel purgatorio. L'anima è Marco Lombardo, cortigiano uomo di molte valore. Egli gli indica la strada per procedere e gli chiede che quando sarà arrivato pregherà per lui. Dante gli promette che lo farà. Parla poi della corruzione del mondo. Dante vuole sapere la ragione per cui il mondo realmente è privo di virtù, come gli dice Marco, ed è pieno di malizia, poiché c'è chi l'attribuisce al cielo, cioè ai cattivi influssi del cielo e chi alla malvagità degli uomini. Marco Lombardo gli risponde che gli uomini sulla terra attribuiscono al cielo le cause di ogni cosa, come se tutto dovesse necessariamente derivare da lì. Nel medioevo si credeva che tutto il mondo fosse sotto l'influenza degli astri. Se fosse così non esisterebbe libertà e non sarebbe giusto che i buoni vengano premiati e cattivi puniti. Ammette che il cielo con i suoi influssi accende negli uomini i primi desideri, ma non tutti e anche se così fosse, gli uomini hanno la ragione per distinguere il bene dal male, e la libera volontà, la quale, se dapprima deve lottare contro le male influenze dei cieli, poi finisce col vincere se si educa bene. Gli uomini sono sottoposti ad una forza maggiore di quella dei cieli. Dunque, se il mondo è corrotto, la causa è degli uomini.
Qual è la corruzione del mondo?
Dalla mano di Dio, che già prima di crearla l'ha pensata, esce l'anima dell'uomo, che è innocente. All'inizio l'anima gusta i beni terreni, e ingannandosi, rincorre essi come fossero veri beni. Per questo motivo era necessario creare le leggi che impedissero di peccare, e un reggitore (re) che potesse mostrare se non tutta la città, almeno ciò che ad esso condanna, cioè la giustizia. Il papa, che dovrebbe far rispettare queste leggi, possiede la sapienza ma non la giustizia, cioè la distinzione tra il bene e il male, perché la gente vede il papa aspirare ai beni terreni di cui anch'essa è ghiotta. Delle cose terrene, secondo Dante, dovrebbe occuparsi soltanto l'imperatore.
Il ruolo del Papa e dell'Imperatore
Roma diede al mondo prima la civiltà e poi la monarchia, preparandolo così al cristianesimo. C'erano solo l'imperatore e il papa, che mostravano l'uno la via del benessere temporale, l'altro quella di Dio. Ma il Papa ha preso anche il posto dell'Imperatore congiungendo l'insegna del potere temporale con quella del potere spirituale. A questo punto Marco Lombardo fa notare come questa cosa abbia portato solo del male perché prima che Federico II si mettesse in lotta coi pontefici le persone di malaffare (i malfattori) evitavano d'andare in Lombardia perché non c'erano che persone dabbene, ora possono andarci tranquillamente, certi di trovarci uomini della loro risma. Dante elogia il Lombardo per avergli chiarito finalmente i suoi dubbi.
Domande da interrogazione
- Qual è l'atmosfera del terzo girone dell'Inferno?
- Chi è Marco Lombardo e quale ruolo ha nell'incontro con Dante?
- Qual è la visione di Marco Lombardo sulla corruzione del mondo?
- Qual è il ruolo del Papa secondo Dante?
- Come si relazionano il Papa e l'Imperatore nel contesto descritto?
Nel terzo girone, Dante descrive un'oscurità senza pari, avvolta da un aspro fumo che rende impossibile vedere, simile a una notte nuvolosa. Le anime degli iracondi fanno penitenza in questo ambiente opprimente.
Marco Lombardo è un'anima che si rivolge a Dante, chiedendogli se è ancora vivo. Gli indica la strada da seguire e lo invita a pregare per lui, parlando della corruzione del mondo e delle sue cause.
Marco Lombardo sostiene che la corruzione del mondo non è causata dagli influssi celesti, ma dalla malvagità degli uomini, che, pur essendo influenzati dagli astri, possiedono la ragione e la libera volontà per distinguere il bene dal male.
Dante critica il Papa per la sua mancanza di giustizia, poiché, pur avendo sapienza, aspira ai beni terreni, compromettendo così la sua autorità morale e la capacità di far rispettare le leggi divine.
Dante descrive una confluenza di potere tra Papa e Imperatore, dove il Papa ha assunto anche il potere temporale, portando a una degenerazione della società, poiché i malfattori ora si sentono liberi di operare senza timore di giustizia.