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Concetti Chiave

  • Boccaccio si distingue per la sua capacità di unire la cultura medievale con la narrazione di intrattenimento, dando vita a una forma di racconto che celebra la "gioia del narrare".
  • È stato il primo a studiare il greco antico, apprendendo da un monaco calabrese, e ha integrato nomi narranti nelle sue opere, come nel "Filostrato" e nel "Filocolo".
  • Durante il suo periodo napoletano, Boccaccio ha esplorato vari generi letterari, scrivendo opere che fondono sottogeneri, come romanzi in versi e poemi elegiaci.
  • Il "Decameron", scritto dopo la peste del 1348, rappresenta il passaggio dal caos al ristabilimento di un ordine etico, esplorando il tema della rifondazione dell'identità.
  • Il sodalizio con Petrarca ha avuto un ruolo cruciale nella sua vita, contribuendo alla nascita degli studi umanistici e alla conservazione delle opere petrarchesche in Italia.

L'attualità culturale di Boccaccio

La grandezza (attualità) di Boccaccio sta, da un punto di vista culturale, nella compresenza di un’attenzione per la scolastica e per la cultura medievale, però trasfusa nell’esigenza che Boccaccio avverte più di altri di procedere ad una narrazione di intrattenimento. Tutto quello che è l’allegorismo, la scolastica medievale, la cultura filosofica medievale, viene trasfuso nella cosiddetta “gioia del narrare”. Con Boccaccio siamo infatti di fronte all’archegeta della narrazione di intrattenimento.

Boccaccio e lo studio del greco

Un altro elemento che lo rende attuale è il fatto che Boccaccio sia il primo a studiare il greco antico riutilizzando le lezioni di un monaco calabrese durante il ritiro a Certaldo. Si dedicherà anche alla sua attività intensa di esegeta dell’opera di Dante e curerà delle esposizioni sulla divina commedia (rimarranno inconcluse perché le ultime due che riuscirà ad elaborare e a presentare furono nel 1373-1374). Lo studio del greco lo porterà ad utilizzare per le sue opere dei nomina narranti. Lo stesso Filostrato è il titolo della sua prima opera del periodo napoletano: è un romanzo in prosa in cui la donna rappresenta il personaggio e il narratario della vicenda, ed è un nome che rimanda all’idea della distruzione e dell’amore; anche il Filocolo rimanda all’idea dell’amore. I due nomi delle due opere principali del periodo napoletano risentono del canone cortese che in questa prima parte della sua produzione è maggiormente presente.

Vita e opere di Boccaccio

Vita e Opere: B. è figlio di mercanti che sono a loro volta affiliati ad una delle più grandi compagnie finanziarie dell’epoca: si trova, per ragioni legate al ruolo paterno, a vivere dentro il mondo travagliato della letteratura. Conosce, attraverso l’esperienza napoletana, il mondo delle grandi compagnie finanziarie e, attraverso incarichi di prestigio che il padre svolge presso la corte angioina, la grandezza e la raffinatezza intellettuale della corte napoletana. Nella fase napoletana (che si spinge dal 1327 fino al 1340) Boccaccio è soprattutto un poligrafo, cioè la sua inesausta tensione alla sperimentazione formale lo induce a versarsi in tutti i generi: comporrà romanzi in versi, si dedicherà al poema epico, comporrà infatti il “Teseida” e due romanzi in versi (“Il Filostrato” 1335, “Il Filocolo” 1336) e si cimenterà anche nella composizione di poemi elegiaci. Dentro il romanzo in versi del Filostrato e del Filocolo agiscono altri sottogeneri: per esempio il romanzo d’amore ellenistico, il genere biografico (nuovo genere misto). Quindi tanto il Filostrato quanto il Filocolo non costituiscono l’espressione di un genere unidirezionale, ma sono il frutto delle intersezioni di più sottogeneri che B. riceve dalla tradizione sempre del romanzo ellenistico ( III secolo a. C. –II secolo d. C.) e che va ad agire nelle sue opere. All’esperienza napoletana si associa quella fiorentina.

Il Decameron e la peste

Alla fase successiva, cioè al periodo fiorentino e precisamente successivo alla peste del 1348 che devasta l’Europa, nel 1351 si fa risalire la composizione del Decameron, che è l’altro libro mondo in cui Boccaccio esprimerà la sua tensione alla narrazione polifonica perché sarà una specie di Canzoniere in prosa: una raccolta di novelle che ha la funzione di narrare il passaggio dal caos indotto dalla peste alla norma, cioè al ristabilimento di un principio etico, ordinatore del disordine. Quindi il Decameron descrive il movimento rovesciato dalla città alla periferia, con ciò che questo movimento comporta: lo spaesamento dei personaggi, la rifondazione di una nuova identità dopo che essa si è smarrita per effetto dell’evento devastante della peste. Il passaggio dal caos alla norma si determina proprio grazie al rovesciamento di un modello ormai in declino: il modello della città. Il declino di questo modello è indotto da un elemento contingente che è la peste. Il Decameron è la narrazione del contingente, lo narra come elemento esemplare che determina la rinascita etica dell’uomo attraverso il lusus (gioco) della narrazione.

Sodalizio con Petrarca

La vita di Boccaccio è meno movimentata di quella di Petrarca ma è strettamente legata a quest’ultimo perché, soprattutto nella seconda parte della sua vita, dal momento in cui B. si dedica al soggiorno fiorentino, comincia tra Petrarca e Boccaccio un fitto e intenso sodalizio che è nutrito di visite e soggiorni prolungati nelle diverse sedi in cui si trova Petrarca:

• 1351 Padova

• 1355 Milano

• 1360 Venezia

• 1368 Padova

Questi momenti in cui i due si incontrano costituiscono la premessa per la fondazione degli studi umanistici in Italia: Boccaccio infatti ricopierà le opere di Petrarca svolgendo una vera e propria opera codicologica che diventa fondamentale per la conservazione e la trasmissione delle opere di Petrarca in Italia. Dopo questa fase di visite tra i due scatta per Boccaccio il cosiddetto ritiro Certaldese.

1313= nascita Boccaccio a Firenze o a Certaldo

1327= periodo napoletano (trasferimento a Napoli)

1334= La caccia di Diana

1335-38= Filostrato

1336= Filocolo

1339-1340= Teseida

1340= ritorno a Firenze a causa della crisi della banca di Bardi

1348= scoppia la peste

1351= incontro con Petrarca a Padova

1355= incontro con Petrarca a Milano

1360= incontro con Petrarca a Venezia

1368= incontro con Petrarca a Padova

1341-53= scrittura e divulgazione del Decameron

1372-73= ultima revisione definitiva del Decameron

1360= diventa “chierico”

1362= ritiro a Certaldo

21 dicembre 1375= muore a Certaldo

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della narrazione di intrattenimento nella cultura di Boccaccio?
  2. Boccaccio è considerato l'archegeta della narrazione di intrattenimento, poiché riesce a fondere l'allegorismo e la cultura scolastica medievale con la "gioia del narrare", creando opere che intrattengono e coinvolgono il lettore.

  3. In che modo Boccaccio ha contribuito allo studio del greco antico?
  4. Boccaccio è il primo a studiare il greco antico, grazie a un monaco calabrese, e utilizza questa conoscenza per arricchire le sue opere con nomina narranti, come dimostrano i titoli delle sue opere "Filostrato" e "Filocolo".

  5. Quali generi letterari ha esplorato Boccaccio durante il suo periodo napoletano?
  6. Durante il suo periodo napoletano, Boccaccio si dedica a vari generi, tra cui romanzi in versi, poemi epici e elegiaci, mostrando una grande versatilità e una tensione alla sperimentazione formale.

  7. Qual è il significato del "Decameron" nella produzione di Boccaccio?
  8. Il "Decameron" rappresenta una raccolta di novelle che narra il passaggio dal caos della peste alla norma, riflettendo la rinascita etica dell'uomo attraverso la narrazione e il gioco, in un contesto di spaesamento e rifondazione dell'identità.

  9. In che modo il sodalizio con Petrarca ha influenzato la vita e le opere di Boccaccio?
  10. Il sodalizio con Petrarca ha avuto un ruolo cruciale nella vita di Boccaccio, poiché le loro interazioni hanno portato alla fondazione degli studi umanistici in Italia, con Boccaccio che si dedica alla copia e alla conservazione delle opere di Petrarca.

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