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Concetti Chiave

  • L'obiettivo principale dell'impresa è generare ricchezza attraverso un processo di gestione che include l'acquisizione, produzione e vendita di beni e servizi.
  • Il processo gestionale è continuo e si articola in periodi amministrativi, con l'obiettivo di raggiungere l'equilibrio economico tra ricavi e costi.
  • I costi si dividono in pluriennali e d'esercizio, a seconda della loro utilità temporale per l'impresa, influenzando le decisioni di investimento.
  • I costi fissi rimangono costanti fino a un certo livello di produzione, mentre i costi variabili si modificano in base alla quantità prodotta.
  • Il costo totale di produzione è la somma dei costi fissi e variabili, e il costo marginale rappresenta l'aggiunta al costo totale per la produzione di un'unità in più.

Qual è l'obiettivo dell'impresa?

Lo scopo dell’impresa è produrre ricchezza per ottenere un utile. Il processo di gestione economica aziendale è un insieme coordinato di operazioni che vanno dall’acquisizione dei fattori impiegati nella produzione alla loro trasformazione in prodotti, per concludersi con la vendita dei servizi prodotti. Attraverso la vendita dei prodotti, l’azienda rientra in possesso dei mezzi monetari da reinvestire nel processo di produzione: si avvia così un circolo investimenti-disinvestimenti-investimenti.

Processo gestionale e contabilità

Il processo gestionale inizia con l’avvio dell’azienda e si svolge per tutta la vita della stessa in modo ininterrotto e coordinato. I risultati della gestione devono essere quantificati ogni anno. Per tale motivo la gestione è suddivisa in periodi amministrativi.

La gestione economica ha come obiettivo l’equilibrio economico dell’impresa, che si raggiunge se in un periodo amministrativo i ricavi coprono i costi e consentono la remunerazione del capitale investito. Per conoscere la struttura e la dinamica dei costi dell’impresa si ricorre ad uno strumento analitico chiamato contabilità dei costi.

La contabilità gestionale può essere full costing (a costi pieni) o direct costing (a costi diretti).

Le operazioni di gestione si distinguono in:

 operazioni interne o di produzione tecnica, in quanto legate al processo produttivo e compiute all’interno dell’impresa, come la produzione del servizio ricettivo, la produzione di un pasto o la programmazione di un viaggio;

 operazioni esterne o di scambio, relative all’acquisto dei fattori produttivi e alla vendita dei beni o dei servizi prodotti, per esempio: l’acquisto di materie prime e il pagamento degli stipendi.

Tipologie di costi

Il costo è l’erogazione finanziaria per l’acquisizione dei fattori di produzione: il costo rappresenta il valore monetario dei fattori impiegati nella produzione di beni e servizi.

In base all’utilità nel tempo del costo per l’impresa, distinguiamo:

costi pluriennali;

costi d’esercizio.

I costi pluriennali sono sostenuti per i fattori produttivi la cui utilità per l’impresa si estende a più periodi amministrativi: si tratta di costi per l’acquisto di beni materiali (fabbricati, automezzi) e immateriali (spese di impianto e di avviamento, brevetti. La ripartizione dei costi pluriennali tra i diversi esercizi avviene attraverso l’ammortamento.

I costi d’esercizio sono sostenuti per i fattori produttivi che manifestano la loro utilità nel corso di un solo periodo amministrativo (acquisto di generi alimentari, quote di ammortamento).

In base al contributo al processo di produzione, distinguiamo:

 costi diretti;

costi indiretti.

Sono costi diretti (o speciali) quelli direttamente attribuibili ai prodotti ai quali si riferiscono: ad esempio il costo del personale ai piani è direttamente attribuibile alla produzione del servizio alloggio.

Sono costi indiretti (o comuni) quelli sostenuti per la produzione nel suo complesso e non attribuibili a un determinato prodotto, come le retribuzioni del personale addetto ai servizi generali e amministrativi.

In base alla variabilità del costo, in relazione al livello di attività dell’impresa o del singolo reparto, si distinguono:

costi fissi;

costi variabili.

Costi fissi e variabili

I costi fissi sono i costi che l’imprenditore affronta per svolgere la propria attività. Essi rappresentano la condizione fondamentale perché l’impresa possa operare e stare nel mercato.

Essi restano gli stessi dal livello zero di quantità prodotte al livello massimo della produzione possibile. Per questo sono rappresentati graficamente con una retta parallela all’asse della produzione.

Essi sono costanti se riferiti a un determinato periodo della vita aziendale e a certe condizioni operative, mentre cambiano con il trascorrere del tempo e con il mutare delle condizioni. Se per esempio un albergo decide aumentare la propria capacità ricettiva, dovrà sostenere nuovi costi fissi, portandoli a un livello più elevato rispetto al passato.

Il costo fisso unitario decresce con l’aumentare della produzione.

costo fisso unitario: costi fissi : quantità prodotte

I costi variabili sono costi addizionali che l’impresa sostiene per ciascuna unità di prodotto. Sono legati all’andamento della produzione effettiva: se la produzione è pari a zero, sono anch’essi pari a zero; quando la produzione cresce, crescono anche i costi variabili. I costi variabili delle imprese turistiche possono cambiare in modo:

 proporzionale rispetto alla produzione, per cui ogni unità prodotta in più costa come la precedente; ciò si verifica se l’impresa utilizza i fattori della produzione sempre con lo stesso livello di efficienza;

 meno che proporzionale rispetto alla produzione, per cui ogni unità prodotta in più costa meno della precedente (questa situazione è molto vantaggiosa per l’impresa, poiché significa che sta utilizzando al meglio le risorse disponibili);

 più che proporzionale rispetto alla produzione, per cui ogni unità prodotta in più costa più della precedente (situazione molto negativa per l’impresa).

Conoscendo l’ammontare dei costi variabili, si può calcolare il costo variabile unitario:

costo variabile unitario = costo variabile totale : quantità prodotte

Costo totale e marginale

Il costo totale di produzione è dato dalla somma dei costi fissi e dei costi variabili.

Se la produzione è pari a zero il costo totale è costituito dai soli costi fissi; se l’azienda produce un’unità in più di prodotto il costo totale cresce con l’incremento della quantità prodotta.

costo totale = costi fissi + costi variabili

Il costo unitario medio è dato dividendo il costo totale per la quantità dei prodotti (presenze per l’albergo, coperti per il ristorante).

costo unitario medio = costo totale : quantità prodotte

oppure

costo unitario medio = costo fisso unitario + costo variabile unitario

Il costo marginale indica il costo aggiuntivo che l’impresa sostiene per produrre in servizio in più (ad esempio ospitare una persona in più). E’ un costo addizionale e perciò variabile.

Il nuovo costo totale si otterrà aggiungendo al costo totale sostenuto per le produzioni precedenti, il costo marginale dell’unità aggiuntiva:

costo totale2 = costo totale1 + costo marginale

La conoscenza del costo marginale indica sino a che punto è conveniente aumentare la produzione.

Breve riassunto sull’analisi dei costi per quarto anno alberghiero (accoglienza turistica) con definizioni, varie classificazioni e eventuali formule. Definizione di gestione economica e contabilità dei costi; il concetto di costo e la distinzione tra costi fissi e costi variabili.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale di un'impresa?
  2. L'obiettivo principale di un'impresa è produrre ricchezza per ottenere un utile, attraverso un processo di gestione economica che va dall'acquisizione dei fattori produttivi alla vendita dei servizi prodotti.

  3. Come si distingue il processo gestionale in un'impresa?
  4. Il processo gestionale si distingue in operazioni interne, legate alla produzione, e operazioni esterne, relative all'acquisto e alla vendita di beni o servizi, e deve essere quantificato annualmente per garantire l'equilibrio economico.

  5. Qual è la differenza tra costi fissi e costi variabili?
  6. I costi fissi rimangono costanti indipendentemente dal livello di produzione, mentre i costi variabili aumentano o diminuiscono in base alla quantità prodotta, influenzando direttamente la gestione economica dell'impresa.

  7. Cosa rappresenta il costo totale di produzione?
  8. Il costo totale di produzione è la somma dei costi fissi e dei costi variabili, e varia in base alla quantità di prodotto realizzata, con il costo totale che cresce con l'aumento della produzione.

  9. Che cos'è il costo marginale e perché è importante?
  10. Il costo marginale è il costo aggiuntivo per produrre un'unità in più di prodotto e indica fino a che punto è conveniente aumentare la produzione, influenzando le decisioni strategiche dell'impresa.

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