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Saggio argomentativo su “La caccia al lupo” di Giovanni Verga

Spazio domestico e potere simbolico dell’onore in “La caccia al lupo”

Nel panorama teatrale di Verga “La caccia al lupo” si trova ad occupare una posizione significativa per la densità simbolica del conflitto che mette in scena. Essa si colloca all’interno di quello che è lo spazio letterario in cui, secondo Giorgio Forni tra gli altri, si possono osservare i meccanismi sociali in modo più concreto e diretto che nelle opere prosastiche: laddove nelle altre opere il sistema sociale è filtrato dalla costruzione narrativa, seppur utilizzando le figure dell’impersonalità e dalla regressione del narratore, nel dramma la voce dell’autore viene definitivamente eliminata. Ciò che resta sono le battute dei personaggi, unico veicolo del conflitto, e lo spazio chiuso entro cui essi compiono le loro azioni, descritte sinteticamente nelle didascalie.

L’opera in questione è un atto unico, un breve dramma che rende manifeste le norme regolatrici della società rurale ottocentesca e si concentra soprattutto su quello che è il motore che regola i rapporti tra i sessi in questo tipo di struttura sociale, ossia l’onore. Grazie alla sua natura, nel dramma, quindi, questo codice non viene mai spiegato né commentato, ma emerge direttamente dal linguaggio dei personaggi oltre che, come rileva Siro Ferrone, grazie alla presenza fisica degli attori, rendendo “visibile” ciò che nella prosa è più diffuso e stratificato.

In tale prospettiva, la casa, unico luogo dell’azione, non costituisce una semplice ambientazione realistica ma si configura come dispositivo simbolico in cui l’onore si misura, si difende e viene messo in crisi. Essa diventa il microcosmo attraverso cui Verga rende visibile la logica interna dell’ordine patriarcale: un sistema che si fonda sul controllo del femminile e che, proprio nel tentativo di preservarsi, rivela la propria intrinseca instabilità.

Nell’universo verghiano quello dell’onore è un principio strutturante, non è un sentimento individuale o una virtù morale astratta quanto un valore che si misura a livello collettivo e che regola materialmente i rapporti tra gli individui, creando spesso conflitti e facendo sì che il corpus sociale venga organizzato in una struttura gerarchizzata. In opere come “La caccia al lupo”, in un modo analogo a quanto traspare in “Cavalleria rusticana”, il conflitto tra i due sessi nasce dalla perdita, o dalla minaccia di perdere, tale riconoscimento pubblico che coincide con la propria reputazione, ed è un venir meno che non riguarda tanto la sfera privata quanto quella collettiva.

L’onore nel paradigma sociale verghiano non è misurato su base soggettiva, la percezione dell’individuo non è il dato su cui basarsi per indagarla, ma è la comunità a giudicare e a garantire, in base al mantenimento o alla perdita di questo elemento, l’appartenenza o l’esclusione da essa. Rispetto alla dimensione dell’onore come livellatore sociale, la figura della donna si inserisce come veicolo e corpo simbolico di questo valore che è proprio della figura maschile, attraverso cui il sistema patriarcale può stabilizzarsi e riprodursi.

In questa prospettiva, per analizzare “La caccia al lupo”, risultano particolarmente fecondi gli studi di Lucinda Spera, la quale ha mostrato come nei testi verghiani la figura femminile costituisca il punto nevralgico in cui si intrecciano desiderio individuale e norma sociale, mettendo in luce come il corpo della donna diventi il luogo privilegiato su cui si esercita il controllo del codice patriarcale. Il conflitto del dramma non si esaurisce in una dinamica privata di gelosia ma assume il valore di una messa in scena del potere maschile che si fonda sulla sorveglianza e sulla gestione dell’onore. La donna non è tanto l’oggetto di sospetto quanto il centro simbolico attorno a cui ruota l’identità dell’uomo e la sua legittimazione sociale.

Il codice dell’onore, che pretende di garantire stabilità e ordine, si rivela così un dispositivo fragile, costantemente minacciato dal desiderio e dalla possibilità dello scandalo. Seguendo questa linea interpretativa, “La caccia al lupo” appare un testo in cui il Verismo, pur mantenendo l’impersonalità formale, lascia emergere le tensioni profonde di un sistema che controlla il femminile per preservare sé stesso.

La casa come centro dell’azione patriarcale

I due motori dell’azione del dramma verghiano, il marito e la moglie, si interfacciano con queste dinamiche sociali all’interno di un ambiente che più di ogni altro risulta essere teatro dell’azione patriarcale: la casa. In “La caccia al lupo” questa non è un semplice spazio domestico, è il centro drammatico dell’azione e assume un valore simbolico che va oltre la mera funzione descrittiva o narrativa.

Come osserva Siro Ferrone parlando del passaggio dalla produzione narrativa a quella drammatica e del valore che in questo hanno i personaggi, gli attori e la scena, in testi brevi come “La caccia al lupo” l’ambiente domestico diventa uno spazio chiuso e claustrofobico in cui il codice dell’onore si manifesta come forza coercitiva immediatamente operante. In questo spazio l’autorità maschile è ribadita nel corso stesso del dialogo. Tutta l’azione si svolge direttamente in un interno domestico, le didascalie accennano alla semplicità dell’arredo, ma, al netto di queste indicazioni, questo non rappresenta soltanto un ambiente realistico descrittivamente coerente in cui si svolge la vicenda, quanto soprattutto il microcosmo in cui l’ordine patriarcale della società siciliana si alimenta e si manifesta.

Per Romano Luperini ciò che viene messo in scena da Verga è un sistema compatto e autosufficiente in cui le regole sociali sono interiorizzate dai personaggi, e a causa di ciò ogni azione si svolge all’interno di un quadro normativo già dato. È un tipo di struttura che non ammette una vera alternativa, chi tenta di uscirne ne viene riassorbito e chi ne rimane escluso è da considerarsi tale anche rispetto alla società.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asia.massimo12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scrittura accademica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Salomoni Valentina.

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