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ESERCITAZIONI – Laboratorio di lettura dell’opera d’arte.

1 Lettura iconografica.

Autore: Luca Giordano

Apollo e Marsia

Titolo:

Data: 1696

Collocazione: Monastero dell’Escorial, Madrid

Tecnica: Olio su tela

Apollo e Marsia

Il dipinto di Luca Giordano, datato 1969 e conservato al

Monastero dell’Escorial di Madrid, è un quadro dal soggetto mitologico

Metamorfosi

raffigurante una vicenda tratta dalle di Ovidio, poema epico-

mitologico che per secoli ha ispirato artisti di ogni epoca. In questo caso il

pittore napoletano sceglie di raffigurare l’episodio che vede protagonista il

satiro Marsia il quale, trovato l’aulos (flauto a doppia canna) smarrito dalla dea

Atena, decide di sfidare in una gara musicale il dio Apollo e la sua lira (piccolo

strumento a corde), certamente convinto di riuscire a vincere. Il dio però ha la

meglio sul satiro e per punire il suo eccesso di hybris (la presunzione umana, in

questo caso semi-umana, di potersi ribellare contro l’ordine costituito dal

divino) lo scuoia vivo.

La scena si svolge in un bosco e vede in primo piano i protagonisti della

vicenda: a sinistra della tela troviamo Marsia, dai tratti animaleschi e dal corpo

contorno, legato ad un albero con alcune radici su tronco e polsi; sul lato destro

del quadro invece troviamo Apollo, un giovane vigoroso e di bell’aspetto,

intento a spellare il satiro per mezzo di una lama. Tutt’intorno troviamo poi

delle figure secondarie, altri satiri che assistono terrorizzati all’esecuzione.

Ogni soggetto rappresentato porta con sé un particolare significato allegorico:

il satiro Marsia è il caos e il sovversivismo umano, Apollo diversamente è

armonia e ordine di tutte le cose. L’artista quindi, fedele alla sensibilità del

Seicento, non si limita alla mera rappresentazione del mito poiché le sue

intenzioni sono quelle di accendere in chi l’osserva una profonda riflessione su

quanto sia fragile la condizione umana rispetto a quella divina, oltre che ad

essere un monito contro la superbia.

Autore: Correggio

Noli me tangere

Titolo:

Data: 1523-1524

Collocazione: Museo del Prado, Madrid

Tecnica: Olio su tela Noli me tangere,

L’opera, di soggetto sacro, intitolata dell’autore emiliano

Antonio Allegri, detto il Correggio, datata tra il 1523 e il 1524 e conservata al

Museo del Prado a Madrid, si rifà alla vicenda tratta dal Vangelo secondo

Giovanni che narra del giorno in cui Maria Maddalena, recatasi al Santo

Sepolcro, incontra Gesù risorto. Nel dipinto, la donna è raffigurata per terra,

protesa in avanti nel tentativo di toccare Gesù per essere effettivamente certa

che lui sia vivo; quest’ultimo invece, in piedi e davanti alla donna, con un

braccio indica il cielo, con l’altro la ferma (gesto volto a rimarcare la

tangere”,

separazione tra materia e spirito) e pronuncia le parole “Noli me che

toccare”

tradotte dal latino significano “Non mi o meglio ancora “Non mi

trattenere”; la frase vuole significare che Gesù non è fisicamente presente,

perché ciò a cui la donna ha appena assistito è il suo spirito non ancora asceso

al Padre e quindi non è “toccabile”. È con questa frase che Gesù invita la donna

a comprendere che, da quel momento in avanti, non ci sarebbero più state

prove fisiche e tangibili della sua esistenza e del suo operato e che era arrivato

il momento per lei e tutti i fedeli di affidarsi alla fede interiore. I due

protagonisti del quadro quindi assumono entrambi un significato importante:

da un lato Gesù, simbolo della trascendenza divina che invita ad allontanarsi

dalle cose terrene e ad elevarsi spiritualmente; dall’altro la Maddalena che

rappresenta tutti i fedeli e il loro fervore nella ricerca di Dio.

Non va fraintesa tuttavia la gestualità di Gesù: egli si rivolge alla donna per

rassicurarla, non con l’intenzione di rimproverarla. La vicenda si svolge quindi

in un clima di dolcezza e umanità che permette allo spettatore di

immedesimarsi con la Maddalena. Correggio quindi, con questo dipinto dal

forte impatto emotivo e devozionale, riesce a rappresentare in toto la

sensibilità religiosa che caratterizzava il primo Cinquecento.

2 Lettura iconografica – Riconoscimento del genere di

appartenenza.

Autore: Mario Nuzzi, detto Mario dei Fiori

Natura morta con fiori

Titolo:

Data: XVII secolo

Tecnica: Olio su tela

Collocazione: Collezione Molinari Pradelli, Castenaso

Natura morta con vaso di fiori,

L’opera conservata a Castenaso nella Collezione

Molinari Pradelli, si inserisce perfettamente nel genere della natura morta

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher floramagicwinx di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio - lettura dell'opera d'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Moretti Carlo Alberto.

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