Lezione 010
1. Descrivi quali sono i vantaggi dell'evaporazione sottovuoto, rispetto quella a pressione atmosferica
I vantaggi dell'evaporazione sottovuoto rispetto a quella a pressione atmosferica derivano principlamente
dall'abbassamento della temperatura di ebollizione del prodotto e dalle conseguenti modifiche sul fabbisogno energetico e
sulla qualità del prodotto finito e sull'efficienza dello scambio termico.
1. Abbassamento della temperatura di ebollizione: la riduzione della pressione comporta un aumento del grado di
vuoto con conseguente abbassamento del punto di ebollizione. Questa riduzione di temperatura è cruciale negli alimenti
perché: evita fenomeni di degradazione termica; limita reazioni indesiderate come imbrunimento, perdita di vitamine
termolabili, degradazione aromatica; permette di trattare prodotti termolabili riducendo danni termici.
2. Riduzione dell’energia totale richiesta per l’evaporazione: è richiesta meno energia per raggiungere il punto di
ebollizione. Infatti, nonostante il calore latente aumenti leggermente a temperature inferiori, la forte riduzione del calore
sensibile comporta un risparmio energetico totale.Questo significa che evaporare sotto vuoto è più efficiente a parità di
concentrazione.
3. Minore danno termico ai prodotti alimentari: la minore presenza di ossigeno limita i processi ossidativi e ciò
comnporta una migliore conservazione delle proprietà sensoriali e nutrizionli del prodotto. Gli evaporatori sottovuoto
sono fondamentali per prodotti termolabili.
4. Miglioramento del coefficiente di scambio termico
La minore temperatura di ebollizione riduce grazie la viscosità e le resistenze al trasferimento di calore. Questo fa si che il
processo diventi più rapido ed efficace.
5. Migliore qualità del vapore e ridotta incrostazione
A temperature inferiori si riducono le incrostazioni sulle superfici riscaldanti, i fenomeni di degradazione termica dei
residui, la formazione di schiume e depositi. Questo fa si che ci sia migliore igienicità, maggiore continuità produttiva,
continuita del processo.
6. Controllo più preciso del processo (o miglior controllo del processo)
Il vuoto consente: regolazione accurata della temperatura di ebollizione, evaporazione più omogenea (anche per prodotti
ad alta viscosità), minor rischio di surriscaldamento locale. Ciò permette di lavorare anche prodotti molto delicati o ad
alta viscosità.
Lezione 020
1. Riportare e descrivere i principali modelli matematici usati per descrivere il comportamento reologico di
prodotti alimentari fluidi e pastosi. (p. 463)
Nei fluidi alimentari la relazione tra τ e γ̇ assume spesso un andamento non lineare, descrivibile tramite dei modelli
matematici che condensano determinati processi (rompere strutture gelificate, disaggregare particelle, orientare fibre o
catene polimeriche, deformare particelle solide o goccioline) in parametri misurabili.
1. Modello Newtoniano
Equazione: τ=µγ
Descrive una relazione lineare tra sforzo e gradiente di velocità. La velocità è costante (indipendente dal fluido). Vale
solo quando non sono presenti strutture interne da disaggregare (o sono trascurabili).
Esempi alimentari: acqua, soluzioni zuccherine diluite, oli leggeri. Quindi vale per strutture molto semplici.
2. Modello di Bingham (fluido plastico)
Equazione: τ=τ +k γ
0 b
Interpretazione fisica (dal testo): Descrive i fluidi plastici con struttura gelificata o reticolata, che iniziano a scorrere
solo superata una soglia di scorrimento (τ . La viscosità apparemte diminuisce con il gradiente di velocità γ
0)
Esempi alimentari: passata di pomodoro, maionese, puree dense, sospensioni concentrate.
3. Modello di Ostwald–de Waele (Legge di potenza / Power Law)
Equazione: τ=k γ ˙n
Descrive fluidi di pseudoplsatici. La viscosità non è costante: k è l'indice di consistenza ed n quello di flusso. La viscosità
diminuisce con il gradiente di velocità (shera-thinning).
Esempi alimentari: yogurt, ketchup, emulsioni, creme, puree. Tipico dei prodotti il cui scorrimento richiede
disaggregazione di particelle.
4. Modello di Herschel–Bulkley (legge di potenza generalizzata)
Equazione: τ=τ +k γ ˙n
0 hb
Significato: Modello generalizzato che combina un comportamento plastico (soglia di scorrimento) con un
comportamento pseudoplastico. Estende i modelli di Bingham e Ostwald.
Esempi alimentari: ketchup, creme, impasti viscosi, sospensioni alimentari strutturate.
5. Modello di Casson
Equazione: √τ=√τ +√k + γ˙
0 c √
Significato fisico: Adatto a sistemi con interazioni particellari forti e microstrutture complesse. Usa radici quadrate per
descrivere la soglia di scorrimento e viscosità.
Esempi alimentari: cioccolato fuso, emulsioni dense, sospensioni proteiche.
I modelli matematici permettono di sintetizzare questo comportamento complesso in parametri misurabili:
• τ₀: energia necessaria per superare la prima barriera (gelificazione, reticoli, cluster).
• k o k_b: indice di consistenza, legato alla resistenza complessiva allo scorrimento.
• n: indice che descrive il modo in cui la viscosità diminuisce con lo sforzo (shear-thinning).
Il comportamento reale, costituito da tratti spezzati e non lineari, viene quindi “smussato” in una curva continua tramite
questi modelli.
Sintesi finale
I principali modelli reologici descrivono come la viscosità diminuisce quando l’energia fornita viene progressivamente
impiegata per:
•rompere strutture gelificate,
•disaggregare particelle,
•deformarle e orientarle nel senso del moto.
I parametri dei modelli (τ₀, k, n, k_b, k_c) permettono di quantificare questi fenomeni e di caratterizzare in modo efficace
fluidi alimentari complessi.
Lezione 025
1. Calcola il tempo di trattamento necessario a 85° per ottenere 10 riduzioni decimali di un microorganismo il
cui D a 75°C 2 minuti e lo z 5 (p. 558)
Dati • D = D = 2 min
Tref 75
• T = 75°C
ref
• T = 85°C
x
• z = 5°C
• Numero riduzioni decimali N = 10
1. Calcolo di D85 usando la 2ª legge di Bigelow
D =D ((T −T ) / z))
⋅10
tx Tref ref x
Sostituiamo i valori:
D 2 x 10 x ((75-85)5))= 2 x 10 = 0,02 min
-2
tx =
2. Calcolo del tempo di trattamento a 85°C necessario per 10 riduzioni decimali
t=N⋅D =10 0.02=0.2 min = 12 secondi
⋅
Tx
Lezione 031
1. Perch per sterilizzare un prodotto bisogna operare in ambienti pressurizzati? (p. 678 + 669)
Per sterilizzare un prodotto bisogna operare in ambienti pressurizzati perchè le temperature di sterilizzazione sono
superiori a 100°C e quindi sono più ele
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