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Lezione 002

01. Quale di queste sezioni non fa parte del Proprium missae?

Agnus Dei

Introito

Offertorio

Alleluia

02. Come si chiamano i segni della notazione del canto gregoriano?

ligaturae

neumi

punti

note

03. Rispetto all’ambientazione, a quale categoria appartiene il canto gregoriano?

alla musica profana

alla musica sacra ma non liturgica

alla musica sacra e profana

alla musica liturgica

04. In che lingua è cantato il canto gregoriano?

latino

italiano

francese

tedesco

05. Qual è l’organico del canto gregoriano?

voci e orchestra

solo voci

orchestra

voci e strumento solista

06. Quale di queste sezioni non fa parte dell’Ordinarium missae?

Kyrie

Offertorio

Credo

Agnus Dei

07. Con quale altro nome veniva designato il ‘canto gregoriano’?

cantus prius factus

cantus planus

cantus al tenor

cantus firmus

08. A chi si attribuisce l’invenzione del rigo musicale?

Guido d’Arezzo

Claudio Monteverdi

Gregorio Magno

L’evangelista Giovanni

09. Come è eseguito il brano «Dominus dixit ad me» previsto tra gli ascolti del corso?

ad una voce

a più voci diverse

a più voci all’unisono

10. Cosa significa ‘adiastematico’?

senza indicazione di strumenti

con note senza indicazione di durata

senza rigo musicale

senza note musicali

11. Si illustrino le caratteristiche del canto gregoriano. 1965) e all’abbandono del latino, è stato il canto

Fino al Concilio Vaticano II (1962-

Canto gregoriano.

liturgico ufficiale della Chiesa cattolica: monodico o omofono, esclusivamente vocale (anche se negli ultimi

secoli è spesso invalso l’uso – – di un suo accompagnamento con l’organo), ritmicamente

deprecato dai puristi

molto flessibile in quanto determinato dal testo letterario intonato. Il nome di «canto gregoriano» fa riferimento

a papa Gregorio Magno (590-604), cui si attribuisce tradizionalmente il merito di averne fatto codificare il

repertorio, in realtà formatosi in epoca medievale lungo un arco di tempo assai esteso, e con numerose varietà

locali.

12. Si descriva la notazione del canto gregoriano.

I segni per scrivere il canto gregoriano si chiamano NEUMI e sono probabilmente la

Notazione.

trasformazione degli accenti grammaticali della letteratura latina: il loro aspetto grafico non è uniforme, ma

varia a seconda di abitudini scrittorie locali. I neumi erano o semplici (il punctum e la virga, che

rappresentavano una sola nota) o composti (che ne indicavano più di una).

Inizialmente essi venivano posti sopra le parole del testo. Questo tipo di notazione viene detta ‘in campo

aperto’ o adiastematica (priva cioè di sistemi di riferimento per determinare gli intervalli di altezza tra note

successive) e funzionava verosimilmente da espediente mnemonico per aiutare i cantori a ricordare le melodie

imparate oralmente.

Per ottenere maggior precisione, i neumi cominciarono ad essere organizzati attorno ad una linea immaginaria,

poi ad una linea a secco (cioè vergando la pergamena senza inchiostro) e infine ad una o più linee inchiostrate,

a volte di colore differente, per designare note diverse di riferimento: ad esempio, il rosso per il Fa, il giallo

per il Do.

L’invenzione del rigo musicale (notazione diastematica) si fa risalire a Guido d’Arezzo (sec. XI) il quale

raccomanda l’uso di 3 o 4 linee. Il suo rigo a 4 linee (tetragramma) è usato ancora oggi nei libri di canto

liturgico: il moderno pentagramma (rigo a 5 linee) è soltanto una sua estensione funzionale ad un diverso tipo

di repertorio.

Lezione 003

01. A quale tipologia appartiene la lauda medievale?

alla musica sacra non liturgica

alla musica sia profana che liturgica

alla musica profana

alla musica liturgica

02. Che cos’è la ribeca?

uno strumento a fiato

uno strumento a corde

il leggio dove si appoggiavano i libri liturgici

uno dei segni del canto gregoriano

03. Si illustri la lauda quattrocentesca e i canti carnascialeschi.

Composizione monodica/omofona sviluppatasi nell’Italia centro-settentrionale a partire dal Duecento.

Lauda.

Dalla seconda metà del Quattrocento si hanno sempre più spesso casi di lauda anche polifonica, a 3 e 4 voci.

Religiosa (ma non liturgica), ha testo letterario strofico con refrain, come la frottola. La melodia poteva essere

– –

del tutto nuova oppure ripresa da un canto noto preesistente anche profano cui venivano cambiate le parole.

Se polifonica, prevale una scrittura semplice, di tipo omoritmico.

I furono un genere musicale in voga a Firenze nel Quattrocento ai tempi di Lorenzo il

Canti carnascialeschi

Magnifico, a cui viene attribuita anche la loro paternità.

I canti carnascialeschi assomigliano ai Carri e ai Trionfi, dato che tutti questi generi seguono una forma metrica

popolare, come la barzelletta o la ballata, intervallata da un ritornello ed arricchita, talvolta dalla simulazione

della caccia e della frottola. Questi canti abitualmente venivano eseguiti durante le feste di carnevale da un

gruppo di maschere camminanti sulla strada o collocate sui carri. Quando quelle mascherate rappresentavano

divinità mitologiche e personificazioni di virtù, quei canti erano chiamati Trionfi, quando impersonavano

mestieri o l'umanità Carri.

Le maschere rappresentavano principalmente i mestieri e lo scopo della rappresentazione era quello di

descrivere sia i gesti e le abitudini della categoria sia di alludere e riferirsi grazie a doppi sensi alla grande

tematica della pratica dell'amore.

È proprio di Lorenzo il Magnifico il canto più rinomato, intitolato Il trionfo di Bacco e Arianna, nel quale si

ritrova mirabilmente lo spirito della sua epoca.

Lezione 004

01. Cosa significa monodia?

a due voci con linee melodiche uguali

a molte voci con linee melodiche diverse

a molte voci con linee melodiche uguali

a una sola voce

02. A quale genere appartiene il madrigale trecentesco?

alla musica monodica

alla musica polifonica

alla musica omofona

alla musica strumentale

03. Cosa significa omofonia?

a molte voci con linee melodiche diverse

a molte voci solo femminili con linee melodiche diverse

a molte voci solo maschili con linee melodiche diverse

a molte voci con linee melodiche uguali

04. Dove venne elaborata inizialmente la polifonia?

a Londra

a Vienna

a Parigi

a Firenze tra le seguenti affermazioni relative all’Ars

05. Quale Nova italiana è sbagliata?

iniziò ad essere praticata nell’Italia settentrionale

si riferisce alla tecnica della monodia

deriva da pratiche utilizzate in Francia

cominciò ad essere praticata intorno al XIII secolo

06. Quante sono di solito le voci di un madrigale trecentesco?

2

5 o 6

3 o 4

1

07. Chi è il l'autore della musica del brano Non al suo amante più Diana piacque?

Francesco Petrarca

Jakob Arcadelt

Iacopo da Bologna

08. In che periodo visse Iacopo da Bologna?

nel XVI secolo

nel XVII secolo

nel XIV secolo

nel XV secolo

09. Qual è la struttura del madrigale «Non al suo amante più Diana piacque»?

A B A

A B B

A A B

A B A'

10. Per quali composizioni è noto il compositore Iacopo da Bologna?

per le laudi

per le frottole

per le chanson

per i madrigali

11. Attraverso esempi tratti dai brani in ascolto, si descrivano le differenze tra monodia, omofonia e

polifonia. Per voce si intende sia quella umana, che quella di uno strumento musicale.

Monodia: a una sola voce. Lauda

Composizione monodica/omofona sviluppatasi nell’Italia centro-settentrionale a partire dal Duecento.

Religiosa (ma non liturgica), ha testo letterario strofico con refrain, come la frottola. La melodia poteva essere

– –

del tutto nuova oppure ripresa da un canto noto preesistente anche profano cui venivano cambiate le parole.

La struttura della lauda riecheggiava la ballata, prevedendo un ritornello (nell’esempio che segue, i primi 4

articolata in 2 piedi (i 2+2 versi paralleli successivi) seguiti dalla ‘volta’ (i 4 restanti) su cui

versi) e una strofa

s’innesta di nuovo il ritornello.

a molte voci con linee melodiche uguali. Esempio: canto gregoriano. Fino al Concilio Vaticano II

Omofonia: e all’abbandono del latino, è stato il canto liturgico ufficiale della Chiesa cattolica: monodico o

(1962- 1965)

omofono, esclusivamente vocale (anche se negli ultimi secoli è spesso invalso l’uso – –

deprecato dai puristi

di un suo accompagnamento con l’organo), ritmicamente molto flessibile in quanto determinato dal testo

letterario intonato. Esempio di ascolto: Omofono, a sole voci maschili che seguono

«Dominus dixit ad me»,

una stessa linea melodica, a cappella.

più linee melodiche indipendenti convivono simultaneamente in un brano.

Polifonia: Madrigale: Prodotto

‘cortese’ (di corte) fiorito all’ombra di feudatari della pianura padana con ambizioni colte.

Dal punto di vista musicale è una composizione in genere a due voci: quella inferiore (tenor: dal verbo tenere)

presenta appunto note tenute, sulle quali quella superiore si snoda con valori più brevi e con fioriture

“Il bianco e dolce cigno”, scritto dal Marchese d’Avalos composto

vocalizzate (melismi). Esempio di ascolto

da Jacques Arcadet (fiammingo).

E’ a cappella, vale a dire non c’è accompagnamento strumentale. Ha 4 voci, sia maschili e femminili, che

utilizzano la tecnica del contrappunto.

12. Si descrivano le caratteristiche dell’Ars nova italiana.

Sull’onda dell’irradiazione della cultura francese, dalla seconda metà del XIII secolo queste nuove tecniche

(definite nel loro complesso “Ars Nova”: cioè appunto “nuova tecnica”) cominciarono ad essere conosciute e

praticate anche in Italia. Dal primo Trecento se ne hanno esempî negli ambienti universitari di Padova e

Bologna (per via della circolazione internazionale di docenti e studenti), e nelle corti degli Scaligeri a Verona

o dei Visconti a Milano.

In Italia il più importante genere di polifonia misurata su testo in volgare nella prima metà del Trecento fu il

madrigale. Anzi, il suo nome forse rimanda proprio a questo dato di fatto: il suo mettere in musica una forma

di poesia in volgare (il madrigale, appunto) che, come lingua letteraria, utilizza la lingua materna (matricalis:

da mater).

I trattatisti coevi e immediatamente successivi che censirono e definirono le forme poetico-musicali dei loro

tempi lo dissero di soggetto perlopiù pastorale ed agreste. Insieme, vi appaiono però spesso allusioni a

considerare quell’ambientazione bucolica come un

personaggi ed avvenimenti politici, per cui dobbiamo

travestimento nobilitante. Alla fin fine, il madrigale ci appare come un prodotto ‘cortese’ (di corte) fiorito

all’ombra di feudatari della pianura padana con ambizioni colte.

Dal punto di vista musicale è una composizione in genere a due voci: quella inferiore (tenor: dal verbo tenere)

presenta appunto note tenute, sulle quali quella superiore si snoda con valori più brevi e con fioriture

vocalizzate (melismi). A volte le due voci entrano sfasate, dando vita ad una specie di inseguimento (caccia).

Compositori di madrigali furono Giovanni da Cascia e Iacopo da Bologna, in competizione tra loro specie

quando furono alla corte scaligera.

Lezione 005

01. In che periodo cominciò l’arrivo in Italia di compositori fiamminghi?

verso la fine del Duecento

nel primo Quattrocento

nel primo Cinquecento

nel secondo Quattrocento

02. In che periodo fu praticata la frottola?

dal 1520 al 1560 circa

dal 1400 al 1440 circa

dal 1480 al 1520 circa

dal 1440 al 1480 circa

03. In cosa consiste la maggiore produzione di Benedetto il Chariteo?

canti carnascialeschi

brani liturgici in lingua latina

francesi composte però per le corti italiane

chanson

canti improvvisati

04. Chi è il musicista autore della frottola «Ostinato vo seguire»?

Bartolomeo Tromboncino

Jacob Arcadelt

Pietrobono dal Chitarrino

Ottaviano Petrucci

05. Rispetto al tipo di scrittura, a quale categoria appartiene la frottola?

alla musica strumentale

alla musica monodica

alla musica omofona

alla musica polifonica

06. Quale di queste composizioni è scritta senza seguire le regole del contrappunto?

la frottola

il madrigale del Cinquecento

il canto gregoriano

la chanson

07. Qual è lo schema musicale che rispecchia la frottola «Ostinato vo seguire»?

A A B B

A B A

A A B A’

A B A’ Ostinato vo’ seguire

08. Quale tra le seguenti affermazioni relative al brano è sbagliata?

è un brano strofico

è un brano per sole voci femminili

presenta la tecnica contrappuntistica

Si tratta di una frottola

09. Si pongano a confronto i generi della frottola e del madrigale, indicando somiglianze e differenze tra

essi, con esplicito riferimento ai brani in ascolto.

si usa molto nelle corti, in un periodo ristretto, ultimi 20 anni del 400 e scompare nei primi 20 anni

Frottola:

del 500. E’ un brano polifonico a 4 voci, che dunque seguono linee diverse e devono essere diverse tra loro.

La voce (nota bene) può essere umana e strumentale. La frottola polifonica, spesso a 4 voci (Canto, Alto,

Tenore, Basso), ha una struttura in cui prevale decisamente la dimensione accordale e omoritmica. Tracce

evidenti della sua natura originaria di canto accompagnato sono ravvisabili nel particolare rilievo melodico e

ritmico della voce più acuta, mentre quella più grave ha funzioni più che altro di fondamento. Delle due voci

intermedie, solo il Tenore sembra essere davvero essenziale.

E’ un brano strofico. Le strofe sono uno schema che si ripete, ovvero si ripete la musica, viene usata una stessa

melodia con parole diverse. Ha un testo poetico che viene messo in musica. Il testo poetico può essere svariato.

Le frottole sono giunte sino a noi, perché messe in stampa.

Nell’esempio “Ostinato vo seguire” di Bartolomeo Tromboncino, c’è una sola voce umana, le altre 3 voci

sono eseguite dal liuto, strumento a corde con manico a tastiera, dalla cassa panciuta che serve come cassa di

risonanza. Era molto usato nelle corti. E’ un metodo economico, perché basta una persona per fare tutto. Nella

Tromboncino “Ostinato vo seguire”, in cui

lezione viene presa come esempio la frottola di Bartolomeo presenta la struttura AABA’, in

vengono messe in musica tre sestine di ottonari. Musicalmente ogni sestina

cui A presenta la melodia sulle parole Ostinato vo seguire, B indica una diversa melodia e A’ ripropone la

melodia iniziale seguita da una coda con ornamenti vocali.

si diffonde in due periodi: nell’Ars nova italiana 14 sec e nel rinascimento 16 e 17 secolo.

Madrigale:

Per quanto riguarda il suo periodo rinascimentale, si tratta di un brano di corte, polifonico che nasce negli anni

20-30 del 500, raggiunge il culmine negli anni 90 del 500 e rimane in vigore sino agli anni 30 del 600. Poi

decade, infine scompare a favore di altre forme.

– Se c’è una quinta

Ha 4-5 voci soprano, contralto, tenore, e basso. voce, si chiama quintus, se abbiamo più di

5 voci, si raddoppia una delle precedenti.

E’ a cappella nella fase iniziale (sino a fine 500). Utilizza la tecnica del contrappunto e le sue regole. Non è un

brano strofico, nel senso che la musica non ritorna su se stessa, proponendo materiale presentato in precedenza.

I versi possono essere settenari o endecasillabi che però non hanno uno schema predefinito.

Per le rime, ugualmente, non c’è schema predefinito. Ci sono versi senza rima, altri con rima ecc.

Il madrigale mette in musica un brano poetico preesistente. Il testo poetico può essere qualunque. Es. sonetti,

ottave, sestine ecc. Ma c’è anche il madrigale letterario che risulta più adatto delle altre forme poetiche ad

essere convertito in madrigale musicale. Si tratta di un brano breve, anche a livello contenutistico.

Tra i poeti scelti inizialmente Petrarca va per la maggiore (rispetto ai compositori è di 200 anni più vecchio).

In tale periodo, infatti, c’è il petrarchismo. Poi andando avanti nel tempo, ‘500

verso la fine del e primi del

‘600, vengono scelti poeti coevi, che vivono anche a stretto contatto con i compositori, magari perché vivono

nella stessa corte, es. Tasso, Sannazzaro ecc.

Nella fase iniziale i compositori sono fiamminghi che applicano il loro stile.

Esempio di madrigale sia letterario che musicale: “Il bianco e dolce cigno”, scritto dal Marchese d’Avalos

composto da Jacques Arcadet (fiammingo).

E’ a cappella, vale a dire non c’è accompagnamento strumentale. Ha 4 voci, sia maschili e femminili, che

utilizzano la tecnica del contrappunto. Le

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GianlucaM93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Bertieri Maria Chiara.

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