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Set domande: attività motoria preventiva, compensativa e rieducativa

Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute

Docente: Iuliano Enzo

Lezione 002

01. Quanti livelli di prevenzione esistono?

2

3

5

4

02. La prevenzione secondaria si rivolge a:

Soggetti con elevato rischio di ammalarsi

Soggetti con patologie rare

Soggetti sani

Soggetti con patologia conclamata

03. Per essere precisi, la prevenzione si persegue mediante azioni di ambito:

Medico

Multidisciplinare

Sanitario

Socio-sanitario

04. Relativamente alla prevenzione, ipercolesterolemia e obesità vengono spesso indicati come:

Fattori di rischio non modificabili

Fattori di rischio modificabili

Fattori di rischio intermedi

Nessuna delle altre risposte è esatta

05. Discuti sinteticamente ma esaustivamente il concetto di prevenzione e la differenza tra i vari livelli di prevenzione

La prevenzione è un insieme di attività, azioni e interventi attuati con il fine prioritario di promuovere e conservare lo stato di salute. Quindi promuovere ed eseguire interventi che mirino all’eliminazione o riduzione dei fattori di rischio con un approccio multidisciplinare.

La prevenzione può essere divisa su tre livelli:

  • Primaria: verso soggetti sani con lo scopo di preservare la salute. Serie di interventi per il potenziamento dei fattori protettivi e la rimozione o riduzione dei fattori di rischio.
  • Secondaria: verso soggetti già ammalati ma in uno stato iniziale o in uno stato pre-patologico con elevato rischio di ammalarsi. Si basa sulla diagnosi precoce per ottenere la guarigione o comunque evitare l’evolversi della malattia in forme più severe o ne rallenti la progressione.
  • Terziaria: verso soggetti con patologie per evitare o limitare la comparsa di complicazioni tardive o con esiti invalidanti.

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Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute

Docente: Iuliano Enzo

Lezione 003

01. Una catena cinetica muscolare in cui l'estremità distale è libera è detta:

Aperta

Nessuna delle altre risposte è esatta

Vincolata

Chiusa

02. I dimorfismi non possono essere:

Reversibili

Acquisiti

Evolutivi

Congeniti

03. La scienza che si occupa dell'interazione tra individui e dispositivi vari, in ambito lavorativo è detta:

Ergonomia

Biomeccanica

Biomedicina

Bioingegneria

04. Discuti sinteticamente ma esaustivamente il concetto di esercizio motorio compensativo

L’attività motoria compensativa può avere due funzioni:

  • Prevenzione e trattamento delle alterazioni morfologiche reversibili o alterazioni degli schemi motori.
  • Recupero delle abilità cognitive nei bambini (detta anche attività motoria adattata).

La prima in particolare, è una tipologia di attività fisica composta da una serie di esercizi diversi, utili a ristabilire l’equilibrio del corpo e una postura corretta ed è adatta a tutte le età.

Il ruolo dell’attività motoria compensativa ha il compito primario di sostituire abitudini dannose con nuove abitudini corrette e salutari; intervenire su zone del corpo soggette a vizi di postura; migliorare forza, resistenza, funzionalità motoria, flessibilità, respirazione e ridurre lo stress.

I metodi per le attività motorie compensative possono essere diversi:

  • Metodo di Mezieres
  • Metodo di Klapp
  • Metodo IOP
  • Ginnastica dolce posturale
  • Pilates

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Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute

Docente: Iuliano Enzo

Lezione 004

01. La riatletizzazione comprende:

Rieducazione e recupero delle abilità sport specifiche

È un sinonimo di riabilitazione

È un sinonimo di rieducazione

Riabilitazione e recupero delle abilità sport specifiche

02. L'ambiente acquatico di norma:

Diminuisce la soglia del dolore

Non influisce sulla soglia del dolore

Riduce la produzione di endorfine

Aumenta la soglia del dolore

03. Nella rieducazione in acqua, raddoppiando la velocità del movimento:

La resistenza non varia

La resistenza dimezza

La resistenza quadruplica

La resistenza raddoppia

04. L'aumento della esterocezione, in ambito rieducativo, è una caratteristica della:

Rieducazione propriocettiva

Rieducazione in acqua

Rieducazione cardiologica

Rieducazione posturale

05. Discuti sinteticamente ma esaustivamente il concetto di esercizio motorio rieducativo, con particolare riferimento alla differenza tra rieducazione e riabilitazione

Riabilitazione e rieducazione non sono sinonimi ma spesso rappresentano un continuum nel processo di recupero di un individuo.

La riabilitazione è l’insieme di tutte le terapie fisioterapiche usate nella fase acuta post infortunio o post intervento ed è esclusiva competenza del fisioterapista. Ha come obiettivo quello di riportare le capacità motorie dell’individuo ad un livello “normale”.

La rieducazione invece sono interventi successivi alla riabilitazione fisioterapica ed è di competenza dei laureati in Scienze Motorie ed ha come obiettivo quello di rimuovere i problemi funzionali, per questo motivo si può anche chiamare rieducazione funzionale (recuperare uno stato di funzionalità e benessere il più elevato possibile).

La rieducazione può essere:

  • Posturale: risolvere problematiche muscolo-scheletriche per avere una più sana e corretta postura;
  • Propriocettiva: migliorare la gestione delle afferenze propriocettive per ottenere un miglior controllo della postura e del movimento;
  • Motoria: parte integrante di un piano di recupero motorio.

Una rieducazione motoria è quella svolta in acqua perché l’acqua crea un ambiente favorevole:

  • Senso di sicurezza perché in acqua non si può cadere.
  • Produzione di endorfine e conseguente aumento della soglia del dolore.
  • Rilassamento muscolare dovuto all’azione termica dell’acqua a determinate temperature.
  • Aumento della esterocezione.
  • Minor carico gravitazionale.
  • Riduzione del tono muscolare.
  • Maggior conoscenza del proprio corpo.

Quando la rieducazione funzionale è svolta su atleti, si parla di riatletizzazione con lo scopo di ripristinare anche le abilità e le capacità sport-specifiche.

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Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute

Docente: Iuliano Enzo

Lezione 005

01. Il Torball è un gioco sportivo:

Creato appositamente per i soggetti non-udenti

Per soggetti con paraplegia

Creato appositamente per i soggetti non-vedenti

Che deriva da un adattamento di un pre-esistente gioco sportivo

02. Nello sport agonistico i criteri di classificazione della disabilità:

Servono per il calcolo del punteggio

Non sono utilizzati per permettere a tutti di partecipare

Nessuna delle altre risposte è esatta

Sono necessari per garantire la competizione alla pari

03. L'attività motoria adattata si rivolge:

Ai bambini ed agli adolescenti con disabilità

Ai soggetti anziani, obesi e ipertesi

Ai soggetti con bisogni speciali

Ai soggetti con disabilità

04. I giochi Special Olympics sono riservati a soggetti con:

Qualsiasi tipo di disabilità

Disabilità sensoriale

Disabilità intellettiva

Disabilità motoria

05. Discuti sinteticamente ma esaustivamente il concetto di attività motoria adattata

L’attività motoria adattata (o APA - Adapted Physical Activity) è un programma diversificato di attività di sviluppo, giochi e sport a ritmi adatti agli interessi, capacità e limitazioni dei soggetti con disabilità o difficoltà a partecipare alle attività di educazione motoria generale.

Sono quindi degli adattamenti di sport già esistenti per varie esigenze, in modo da essere idonei a tutte le persone con bisogni speciali.

L’APA promuove l’integrazione sociale, quando si parla di attività per tutti. Quando invece l’attività adatta diventa sport a livello agonistico, allora bisogna far fronte a delle classificazioni funzionali in base alla disabilità, per poter permettere agli atleti di competere alla pari.

Lo sport adattato si divide in due categorie: i Giochi Paralimpici (per atleti con disabilità fisiche) e gli Special Olympics (per atleti con disabilità intellettive).

Per poter adattare un’attività bisogna rispettare 5 fasi:

  • Individuazione e valutazione della disabilità (e delle capacità residue).
  • Individuazione del grado di modificabilità della disabilità.
  • Individuazione di un modello utile di intervento.
  • Individuazione strumenti efficaci.
  • Valutazione degli obiettivi e monitoraggio.

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Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute

Docente: Iuliano Enzo

Lezione 006

01. Nel metodo SOAP gli obiettivi vengono fissati nella fase:

Plan

Assessment

Objective

Subjective

02. Secondo il metodo SOAP applicato all'attività motoria adattata, i test di valutazione motoria andrebbero condotti nella fase:

Assessment

Subjective

Plan

Objective

03. Nel metodo SOAP, la sigla SMART indica:

Nessuna delle altre risposte è esatta

Che gli obiettivi devono essere di immediata comprensione per il soggetto

Che il programma di allenamento deve essere semplice ed immediato

Le caratteristiche che devono avere gli obiettivi da raggiungere

04. Gli obiettivi di un programma di allenamento adattato, secondo il metodo SOAP, dovrebbero essere:

Nessuna delle altre risposte è esatta

Indipendenti dal tempo

Limitati nel tempo

Generali

05. Descrivi il metodo SOAP

Il metodo SOAP deriva dal concetto di cartella clinica e serve a fornire uno schema semplice e funzionale anche per la pianificazione di allenamento adattato, compensativo, rieducativo o preventivo.

Si suddivide in 4 fasi:

  • Subjective (aspetti soggettivi): informazioni che il soggetto può riferire come storia medica passata e presente, stili di vita, esperienze in ambito sportivo e motorio, rassegna di sintomi presenti e passati, storia famigliare. È la fase determinante per capire se ci sono esercizi da evitare oppure preferenze del soggetto.
  • Objective (aspetti oggettivi): situazione motoria attuale. Raccolta dati ed esecuzione di test motori per la valutazione.
  • Assessment (valutazione): in base ai dati raccolti, il professionista esprime il suo parere e da qui si decide il programma di attività e si fissano gli obiettivi. Gli obiettivi devono essere S.M.A.R.T. (specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti, limitati nel tempo).
  • Plan (pianificazione): definizione del come raggiungere l’obiettivo prefissato. Si definiscono quindi le sedute di allenamento necessarie, i tempi necessari, l’approccio (tipo di esercizi), frequenza allenamenti e intensità allenamenti.

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Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute

Docente: Iuliano Enzo

Lezione 007

01. Le patologie cronico-degenerative sono:

Più diffuse nei bambini rispetto agli adulti

Meno diffuse delle patologie infettive

Nessuna delle altre risposte è esatta

In diminuzione nei paesi ad alto reddito, ma in crescita negli altri paesi

02. Considerando tutte le nazioni, l'inattività fisica è considerata:

La sesta più importante causa di morte

La prima più importante causa di morte

La quarta più importante causa di morte

La terza più importante causa di morte

03. Ad oggi il più importante fattore di rischio per la salute nel mondo è:

L'ipercolesterolemia

L'obesità

L'ipertensione

Il diabete

04. Discuti il problema dell'inattività fisica in termini di conseguenze sulla salute e di costi economici

05. In un breve paragrafo, esponi il concetto di fattore di rischio e le sue diverse classificazioni relative alle patologie cronico-degenerative

04. L’inattività fisica è un fattore di rischio (insieme al consumo di tabacco, il consumo di alcool ed errate abitudini alimentari) di sviluppare malattie cronico-degenerative e a livello mondiale è la quarta più importante causa di morte. L’inattività fisica raggiunge livelli elevati nei Paesi ad alto reddito, ma si stanno registrando livelli molto alti anche nei Paesi a medio reddito.

Le cause di questi fattori di rischio è la diffusione di patologie quali: ipertensione, obesità, ipercolesterolemia.

L’inattività fisica ha dei costi in termini economici che non sono facili da quantificare perché bisogna tenere conto di vari aspetti: l’aumentata spesa sanitaria, l’aumentata spesa individuale e la produttività mancata dell’ammalato.

Promuovere quindi l’attività fisica regolare risulta fondamentale perché apporta enormi benefici per la popolazione in termini di salute ed anche in termini economici.

05. Le malattie cronico-degenerative sono in crescita, soprattutto nella fascia di età adulta.

Il consumo di tabacco, l’inattività fisica, il consumo di alcool e le errate abitudini alimentari, sono 4 abitudini rischiose perché sono alla base della diffusione di patologie considerate fattori di rischio intermedi quali:

  • Ipertensione
  • Obesità
  • Ipercolesterolemia

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Docente: Iuliano Enzo

Lezione 008

01. La disauxia è:

Un dismorfismo

Un paramorfismo

Un termine inventato

Un anomalo andamento dell'accrescimento, che però non è considerato patologico.

02. La rotazione dei corpi vertebrali (gibbo) è una caratteristica peculiare della:

Lordosi lombare

Cifosi dorsale

Scoliosi

Atteggiamento scoliotico

03. Il ginocchio varo:

Può essere "a metà strada" tra un paramorfismo ed un dismorfismo

Un paramorfismo

Un dismorfismo

Nessuna delle altre risposte è esatta

04. In un breve paragrafo esponi la differenza tra paramorfismi e dismorfismi sottolineandone le differenze in termini di prevenibilità e curabilità

I paramorfismi sono atteggiamenti posturali anomali, ma reversibili dato che non ci sono lesioni organiche.

I dismorfismi invece sono problemi dovuti ad alterazioni anatomiche che possono essere congenite o acquisite e non sono reversibili.

Quando si parla di postura, la conformazione scheletrica è importante, ma anche i muscoli hanno un ruolo importante: se i muscoli sono ipotonici la postura ne risentirà notevolmente in quanto la muscolatura si stanca più facilmente e potrebbe andare incontro a posture errate.

L’esercizio fisico può essere fondamentale sia in presenza di paramorfismi che dismorfismi, ma bisogna sempre personalizzarlo in base all’individuo.

I principali paramorfismi in età scolare sono:

  • Dorso curvo
  • Dorso piatto
  • Atteggiamento iperlordotico lombare
  • Rigidità lombare
  • Scapole alate
  • Atteggiamento scoliotico

A cavallo tra paramorfismi e dismorfismi ci sono:

  • Ginocchio varo e valgo
  • Piede varo e valgo

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Set domande: attività motoria preventiva, compensativa e rieducativa

Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute

Docente: Iuliano Enzo

Lezione 009

01. Secondo alcuni autori tra cui O'Donovan, quante calorie dovrebbero essere spese con l'esercizio fisico per una prevenzione generale?

2000-2400 kcal

800-1200 kcal

3800-4200 kcal

200-600 kcal

02. Secondo le principali linee-guida in materia di prevenzione, si ritiene un'attività moderata, un'attività fisica di intensità compresa tra:

9-12 MET

1-3 MET

3-6 MET

6-9 MET

03. Per una prevenzione generale, le principali linee-guida indicano che ogni soggetto dovrebbe svolgere, settimanalmente, almeno:

20 minuti di attività aerobica moderata o di 10 minuti di attività intensa

150 minuti di attività aerobica moderata o di 75 minuti di attività intensa

50 minuti di attività aerobica moderata o di 25 minuti di attività intensa

30 minuti di attività aerobica moderata o di 15 minuti di attività intensa

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motoria, preventiva, compensativa e rieducativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Iuliano Enzo.
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