Operations management
DOMANDE ESAME
DOMANDE LUNGHE
(15 punti)
Le pagine indicate si riferiscono al file “Operations Management - Teoria”.
Domanda 1: Classificazione industrie (da pag. 6 a 8)
Esistono degli specifici parametri per classificare le imprese, infatti codeste si suddividono secondo:
1. Dimensioni
L’impresa può essere piccola, media o grande.
2. Natura delle trasformazioni
Sulla base della natura del processo le industrie si possono identificare in tessili, alimentari, elettriche,
meccaniche, chimiche, siderurgiche… oppure miste.
3. Grado di integrazione
Esistono due gradi di integrazione d’azienda:
• Impresa ad integrazione verticale: si riferisce ad un’unica impresa che produce fisicamente tutti i
semilavorati attraverso un’intera catena di fornitura che parte dalla materia prima e raggiunge il prodotto
finito. Vantaggi di un’impresa ad integrazione verticale sono il maggior valore aggiunto, poiché tutto in
proprietà della stessa, e guadagna da tutte le fasi, inoltre vi è un rispetto dei tempi e della qualità.
• Impresa ad integrazione orizzontale: si riferisce alla singola impresa che satura la propria capacità
produttiva concentrandosi su un’unica fase e producendo per i concorrenti. Vantaggi di un’impresa ad
integrazione orizzontale sono la specializzazione dell’impresa, il rapido ammortamento degli impianti e
i costi più bassi.
4. Ampiezza del ciclo produttivo
Rispetto l’ampiezza del ciclo produttivo esistono due grandi classificazioni:
• Le industrie a ciclo chiuso (o ciclo integrale): è un tipo di industria che parte dalla materia prima e
arriva fino al prodotto finito (esempio. alluminio).
• Le industrie a ciclo aperto che si dividono in industrie:
- Di base: che partono dalla materia prima, dal prodotto di sintesi, ed arrivano ad un semilavorato che
viene venduto e con cui si riforniscono altre industrie (esempio. dai polimeri al cioccolato).
- Raffinatrici: partono da un semilavorato e arrivano ad un semilavorato avanzato che diventa materia
prima per un altro ciclo produttivo (es. industrie tessili che compiono operazioni di tessitura).
Procedimento chiamato business to business, dove l’output non viene venduto sul mercato finale.
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- Completive: partono da un semilavorato e arrivano al prodotto finito. Procedimento chiamato business
to commerce, dove il semilavorato viene acquistato dalle industrie raffinatrici e l’output viene venduto sul
mercato finale.
A queste ultime affianchiamo le industrie:
- Complementari: che utilizzano i sottoprodotti e ne fanno prodotti finiti.
- Sussidiarie: che si occupano, producono, servizi utili per il ciclo produttivo (esempio. manutenzione).
5. Diagramma tecnologico
Il modo migliore per comprendere se la progettazione dello stabilimento sta avvenendo correttamente è
tramite l’utilizzo di un diagramma tecnologico, l’insieme e la sequenza delle fasi di produzione. I
diagrammi possono essere di tipo qualitativo (se non hanno quantità) o quantitativo (se non hanno qualità),
totale o unitario e più o meno analitico (industria composta da un certo numero di processi).
Convenzionalmente vengono utilizzati dei simboli standard per più diagrammi tecnologici.
6. Continuità del processo
La continuità del processo è la struttura produttiva di un’impresa.
Un ciclo produttivo si dice a ciclo:
• Continuo: quando il ciclo produttivo si svolge senza interruzioni per un lungo periodo di tempo. Se la
produzione venisse interrotta si rischierebbero gravi problemi all’impianto.
• Discontinuo: quando il ciclo produttivo può essere interrotto senza causare danni all’impianto e si svolge
in un periodo di tempo circoscritto. E si divide in ciclo:
- Discontinuo ripetitivo: produce per grandi lotti ma vengono interrotti alla fine del turno e producono per
il magazzino.
- Discontinuo intermittente: produzione che avviene su commessa e in proporzione alla richiesta del
mercato in piccoli e grandi lotti.
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Domanda 2: Diagramma tecnologico (pag. 8)
Il modo migliore per comprendere se la progettazione dello stabilimento sta avvenendo correttamente è
tramite l’utilizzo di un diagramma tecnologico, l’insieme e la sequenza delle fasi di produzione. I
diagrammi possono essere di tipo qualitativo (se non hanno quantità) o quantitativo (se non hanno qualità),
totale o unitario e più o meno analitico (industria composta da un certo numero di processi).
Convenzionalmente vengono utilizzati dei simboli standard per più diagrammi tecnologici.
Secondo la classificazione delle industrie sulla base del loro diagramma tecnologico o del loro ciclo
produttivo, si hanno: 2
• Industrie monolinee: cui ciclo produttivo è costituito da una materia prima principale che arriva ad un
prodotto finito principale attraverso un ciclo produttivo semplice (es. forni di calce).
• Industrie sintetiche o convergenti: che convergono su un unico prodotto partendo da più materie prime
o semilavorati (esempio. Per la costruzione di un automobile vi è l'assemblaggio di più semilavorati).
• Industrie analitiche o divergenti: che partono da una materia prima per arrivare a più prodotti
(esempio. distillazione del petrolio).
• Industrie convergenti - divergenti (a clessidra): che partono da più materie prime e che portano ad un
prodotto finale, il quale porta a sua volta ad altri prodotti successivi (esempio. ghisa lavorata che porta a
diversi tipi di acciaio).
• Industrie misti o intrecciate: non hanno un ciclo produttivo che rientri nelle categorie precedenti ma sono
tutti quei processi in cui le precedenti classificazioni si incrociano, un insieme delle diverse classificazioni
(esempio. produzione di calce).
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Domanda 3: Vantaggi svantaggi e rimedi del layout per prodotto e processo (da pag. 13 a 15)
A seconda del processo produttivo, i layout possono essere classificati in due grandi categorie, layout puri e
layout misti.
Fanno parte dei layout puri i:
1. Layout per prodotto (in linea o a catena)
2. Layout per processo (funzionale o per reparto)
A) LAYOUT PURI
1. Layout per prodotto (o in linea, oppure a catena)
Caratteristiche:
- Si applica nei processi di tipo continuo e discontinuo ripetitivo.
- La disposizione delle macchine è lineare, ovvero le ste stazioni si susseguono in serie nello stesso ordine
in cui avvengono le lavorazioni sul prodotto.
- Il trasporto interno tra una stazione e l’altra avviene in modo continuo, trasporti automatizzati come i
nastri trasportatori.
- È un layout rigido, quindi finalizzato nella produzione di un solo prodotto o di pochi simili. Gode di
un’enorme economia di scala.
- Di conseguenza, ha una bassa flessibilità.
- Le macchine utilizzate sono speciali ad elevato grado di automazione.
- Produzione per linee: può essere che la materia prima si divida in due linee produttive.
Vantaggi:
- Bassi costi di trasporto dei materiali: i nastri trasportatori costano di meno rispetto ad una persona che
deve utilizzare un muletto 3
- Breve tempo complessivo di produzione per unità
- Scorte di lavorazione ridotte: le scorte devono essere corrette per i prodotti che si devono lavorare,
suddivisione corretta degli input
- Superficie occupata e minima: gli impianti sono tutti uno vicini all’altro
- Alta automazione
- Controlli di produzione semplificati
- Alta produttività: numero molto alto di prodotti con codici simili, al massimo si cambiano le materie
prime (es. per creare una pagnotta si utilizza una diversa farina)
Svantaggi:
• Bassa flessibilità non considerabile uno svantaggio in quanto una caratteristica.
• Vero svantaggio è la necessità del corretto bilanciamento della linea, le macchine devono essere
interconnesse correttamente dal punto di vista delle tempistiche e dal punto di vista numerico, le stazioni
devono vere la stessa giusta capacità produttiva.
Modalità per ovviare al difetto:
• Le linee ad alta automazione devono essere progettate in modo corretto, impostando le corrette
tempistiche e quantità, in modo da risolvere il problema in sede di progettazione.
• Grazie all’automazione abbiamo produzioni veloci e facili, ma se avessimo una linea in cui è possibile
distribuire forza lavoro umana è necessario aumentare la forza lavoro nella parte di ciclo produttivo che
costituisce il “bottle neck”. È quindi necessaria una redistribuzione della manodopera in modo corretto.
2. Layout per reparto (o funzionale oppure per processo)
Caratteristiche:
• Si applica nei processi di tipo discontinuo intermittente (su commessa).
• Non presenta una disposizione standard poiché il lavoro muta in diversi casi.
• Le macchine generiche con funzioni e compiti omogenei (che effettuano produzioni simili ma non
diverse, insieme agli operatori, vengono riunite in gruppo specializzati e richiedono manodopera
specializzata.
Vantaggi:
• Alta flessibilità
• Elevata utilizzazione delle macchine e quindi minori investimenti: vengono elaborati più ordini dato
che le macchine possono lavorare in modi e tempi diversi
• Commessa: per commesse grandi e per commesse piccole
• Specializzazione dei capi e controlli efficaci
• Possibilità di applicare metodi di incentivazione individuali
• Buone possibilità di ovviare ed avarie
Svantaggi:
• Grande svantaggio è il costo della logistica interna elevato (grandi trasferimenti con mezzi universali).
La logistica interna pesa molto a livello di costi quando vengono impiegati degli addetti che utilizzano dei
mezzi (esempio. muletti) che trasportano i semilavorati da una macchina all’altra per procedere con le
lavorazioni successive. All’interno di un layout per reparto vi è necessità di mezzi di trasporto discontinui,
e di conseguenza, questa necessità porterà a dei costi dei trasporti elevati.
• Aumento delle giacenze, momenti di fermo, necessità di accurate attività di programmazione,
pianificazione e controllo. 4
Modalità per ovviare al difetto:
• I reparti con gli interscambi più frequenti, dal punto di visa numerico, devono essere vicini, in modo da
ridurre i trasporti interni tra i reparti, e di conseguenza, di abbassare il costo della logistica interna. Il costo
dei trasporti interni dipende dalla distanza totale percorsa, è quindi necessario rendere la massima
efficienza ed efficacia attraverso uno schema di disposizione dei reparti.
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Domanda 4: Vita utile e vita fisica degli impianti (pag. 30-31)
La manutenzione deve essere effettuata continuamente e con regolarit o i macchinari in tempi più o
meno lunghi posso andare incontro a tre tipi di problematiche:
A) Inadeguatezza, che deriva da un problema di stato tecnologico e di mercato.
B) Obsolescenza, che deriva da un problema di stato tecnologico e di mercato.
C) Usura fisica, che dipende da quanto utilizzo il macchinario e deriva da problemi di manutenzione.
A) INADEGUATEZZA
Vi è inadeguatezza quando ci si trova di fronte a un sovra- o sotto- dimensionamento del mio impianto
produttivo rispetto al mercato. Ovvero, quando per ragioni legate essenzialmente al dimensionamento
della struttura produttiva aziendale, si rende necessaria una modifica delle attrezzature esistenti al fine di
adeguare la quantità prodotta alle richieste del mercato.
Se l’impianto non viene saturato quando ancora funzionante, occorre dimetterlo. La sostituzione sarà
anticipata ed indipendente rispetto alla fine della vita fisica e le modifiche potranno riguardare:
B) OBSOLESCENZA
Le sostituzioni dovute all’obsolescenza sono legate alla comparsa sul mercato di nuove tecnologie pi&ugra
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Appunti di Operations management
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Operations Management (Prof. Bechis)
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Schemi Operations management and digital technologies