Operations management
TEORIA
CAPITOLO 1
1. La supply chain
Per supply chain si intende tutta la catena di fornitura che parte dall’inizio della produzione della materie
prime, proseguendo con il trasporto delle merci nel loro stabilimento, fino all’uscita dallo stabilimento e alla
distribuzione del prodotto finito.
Il termine supply indica processi che trasferiscono informazioni e materiali da e verso i processi
manifatturieri e di servizio dell’azienda.
Se l’impresa opera sul mercato la catena di fornitura deve mantenere degli equilibri e possedere determinate
caratteristiche. La supply chain si basa su un’organizzazione, una teoria chiamata supply chain
management, che ci offre indicazioni e che ci permette di gestire la catena chiamata logistica, quella parte
di impresa che si occupa dei movimenti interni (con la gestione dei traporti interni) ed esterni (verso al
nostro cliente).
Esempio.
Una fabbrica si organizza in base a 3 piani. Indicativamente, nel piano A, le materie prime diventano un
semilavorato, successivamente il pezzo deve essere spostato alla postazione B. Il trasporto non è immediato,
in quanto dipendente dalla distanza e dal tipo prodotto. All’interno della fabbrica la distanza fra il piano A e
il piano B è relativamente corta, quindi il trasporto avviene tramite un nastro trasportatore che fa in modo
che A e B siano sempre collegati. Se invece il semilavorato deve essere spostato al piano C, che è più
distante rispetto al piano B, a quel punto è necessario l’utilizzo di un muletto guidato da una persona che si
occupa esclusivamente dei trasferimenti. Questa è una decisione di logistica interna (nonostante l’energia
stia diminuendo nel tempo, è comunque preferibile un nastro trasportatore rispetto ad persona che deve
svolgere continui spostamenti).
Oggi, il successo sul mercato richiede una strategia di business in cui le realtà che costituiscono il supply
network collimino in primo luogo con le preferenze dei clienti, in quanto è fondamentale mantenere i
contatti con i clienti e accogliere eventuali feedback. Mentre seconda strategia è il rispetto dell’ambiente, è
anche importante tener conto dei fattori ambientali, degli input. Grazie a questi due fattori è possibile
raggiunge per l'azienda la sostenibilità economica e sociale.
La concorrenza di oggi è agguerrita, ci si mette poco a rivolgersi ad un fornitore invece che un altro. È quindi
necessario soddisfare le esigenze del cliente. La seconda strategia è il rispetto dell’ambiente. Quindi, per
migliorare la nostra efficienza e rimanere sul mercato dobbiamo tener conto di: fattori ambientali, input
(come il capitale umano, i materiali, l’energia, i macchinari, i clienti, le informazioni).
Esempio.
Esempi estremi di supply chain sono:
Dell = che compra materie prime dopo aver ricevuto l’ordine dal cliente per non farle stagnare in
magazzino
Zara = che ha un ciclo produttivo molto veloce e una veloce progettazione
Amazon = che nell’ultimo periodo ha sostituito molti altri distributori grazie alla facilità di acquistare e di
far ottenere il prodotto in pochissimo tempo 1
2. Le operations
Per operations si intendono i processi (progettazione, il funzionamento e il miglioramento) necessari a
trasformare le risorse impiegate da un’azienda per la realizzazione ed erogazione dei principali beni
tangibili, i prodotti, e dei beni intangibili, i servizi, offerti dell’impresa e desiderati dai clienti.
Le operations riguardano la gestione dell’intero sistema produttivo, dell’area produttiva. Le operations
sono quindi parte attiva e concreta dell’impresa.
L’area produttiva o lo stabilimento è l’area funzionale dell’impresa e si occupa di:
- Produzione
- Controllo produzione
- Assicurazione qualità
- Assistenza tecnica
In tutti i processi produttivi, vi sono delle attività di:
1. Approvvigionamento (sourcing), ovvero di selezione dei fornitori che forniscono beni e servizi
necessari per la realizzazione del prodotto (se i clienti possono lamentare sul prodotto loro consegnato se
non rispecchia determinate aspettative, allo stesso modo l’azienda può pretendere un prodotto di qualità
da parte dei fornitori. Per scegliere un giusto fornitore l’impresa considera: servizio consegna,
pagamento, qualità della merce e prezzo).
2. Produzione (making), il processo in cui il prodotto o il servizio principale viene realizzato.
3. Consegna, i trasporti che portano il prodotto verso il magazzino e/o verso il cliente.
4. Post vendita (returning), eventuali resi se il prodotto è difettoso, dismesso o in eccesso. Per l’impresa, i
resi sono dei costi puri sia sotto l’aspetto di perdita di denaro sia sotto l’aspetto di perdita di
considerazione da parte del cliente.
3. Beni e servizi
A) SERVIZI
1. Sono intangibili
2. Richiedono interazione con il cliente
3. Sono legati al momento del consumo
4. Vengono valutati nel momento del consumo
5. Si definiscono e si valutano in base ad un insieme di caratteristiche
6. Sono intrinsecamente eterogenei
B) BENI
1. Sono tangibili
2. Non richiedono un’interazione con il cliente
4. Efficienza ed efficacia
• Efficienza: è quel processo per cui si produce un prodotto ad un livello qualitativo prefissato al minor
costo possibile e con il minor utilizzo di risorse. L’efficienza si misura con il rapporto tra i risultati
ottenuti e le risorse utilizzate. 2
N.B.
Una conseguenza dell’efficienza è l’obsolescenza.
Esempio.
Un’azienda produce un prodotto ad un modico costo, con un impianto appena comprato al minor costo.
Successivamente, sul mercato, esce un prodotto identico, ma che riesce ad essere venduto ad un minor
prezzo. Il prodotto più caro non rimarrà sul mercato per molto. Ben presto l’azienda dovrà cambiare il
macchinario, nonostante sia nuovo, poiché non sarà più efficiente per primeggiare sul mercato. I clienti
saranno attirati dal prodotto più economico. Un impianto di miglior efficienza produce un prodotto migliore.
• Efficacia: fare le cose giuste per creare il massimo valore per l’azienda, raggiungendo ciò che si è
pianificato.
I due aspetti necessitano di un bilanciamento, in quanto la ricerca dell’efficenza, del minimo costo, può
andare a discapito dell’efficacia.
Il valore di un servizio o di un bene si misura con il rapporto qualità/prezzo, e questo è il valore principale
che un prodotto deve rispettare. Non è garantito che il prodotto più costoso sia il migliore, si può soltanto
sperare che dietro quel prodotto ci siano delle caratteristiche perfette.
Per offrire un determinato prodotto che abbia rilevanza sul mercato bisognerebbe seguire un protocollo di
buoni prodotti a buoni prezzi, cercando sempre di migliorarne le caratteristiche, evitando di aumentare i
prezzi (o eventualmente diminuirli).
ALCUNI TERMINI A CONFRONTO
La tecnica è la capacità pratica di operare per raggiungere un certo fine il cui raggiungimento si basa sulla
conoscenza e sull’esperienza.
La tecnologia è quella parte della scienza che studia i procedimenti tecnici e i macchinari che permettono la
trasformazione delle materie prime in prodotti lavorati.
Lo stabilimento industriale è l’edificio all’interno del quale sono presenti i diversi impianti e convergono le
persone per le lavorazioni.
Per macchinario si intende un'unica macchina oppure un’insieme delle macchine di uno stabilimento.
Per macchina si intende un congegno meccanico ideato per compiere un determinato lavoro.
4. Sistema di produzione
Il sistema di produzione è creato dalla combinazione dei fattori in entrata, gli input (i fattori di
produzione), per arrivare a dei prodotti finiti, i fattori in uscita, gli output (beni o servizi).
I fattori da cui partiamo, gli input, sono dei fattori naturali e riproducibili, come energie, macchinari,
informazioni, forza lavoro, capitali, materie prime, utilities, impianti, edifici del lavoro, e sono tutto ciò che
serve per impostare la nostra produzione.
La produzione può essere:
- Una produzione in senso economico
- Una produzione in senso tecnico
La funzione di produzione è una relazione matematica che permette di ottenere la massima quantità di
prodotto dati certi fattori produttivi. 3
5. Progresso tecnologico
Dal punto di vista del cambiamento tecnologico l’effetto delle nuove conoscenze, delle invenzioni e delle
innovazioni va ad impattare sulle sue funzioni di produzione, modificandole.
Il progresso tecnico si traduce nel cambiamento della funzione di produzione per il quale è richiesta una
minore quantità di input per ottenere uguali output o un’uguale quantità di input per ottenere maggiore
output. La funzione di produzione riflette inconsciamente la tecnologia corrente, rappresenta la dinamica del
cambiamento tecnologico. Ma questo è possibile soltanto se vi è innovazione, quando ci sono nuove
tecnologie che permettono il miglioramento.
Il problema che mette in relazione il disegno tecnico e gli aspetti economici è quello di scegliere la
tecnologia migliore che porti al miglior utilizzo delle risorse per il totale ottenimento di efficacia ed efficenza
da tutti i punti di vista. L’unico modo per continuare a migliorare questi aspetti e a raggiungere il
cambiamento necessario è tramite l’aiuto del progresso tecnico, risultato di invenzioni e di innovazioni che
ci portano ad acquisire nuove conoscenze e processi produttivi.
Un’invenzione è un atto che contribuisce al progresso tecnico, l’inventore è colui che per caso o
volutamente trova una soluzione che riesce a migliorare il progresso. Quest’ultimo tuttavia rimane soltanto
un concetto teorico a differenza dell’innovazione che consiste nell’invenzione e nell’applicazione di quel
determinato concetto teorico.
ASPETTI PER IL PROGRESSO TECNICO
Lo sviluppo tecnologico ha aspetti:
• Finanziari: poichè le nuove invenzioni richiedono grandi capitali.
Vi è anche un progresso dal punto di vista di:
• Organizzazione industriale: infatti si possono concentrare delle innovazioni che contribuiscono al
progresso.
La conseguenza è la fabbricazione e i trasferimento delle tecnologie all’estero e all’intensificazione di
processi di concentrazione industriale.
Le motivazioni che hanno portato alle innovazioni si dividono in ragioni economiche e ragioni non
economiche.
A) Ragioni economiche:
- Espansione del mercato (aumento della domanda)
- Convenienza a ridurre i coefficienti di produzioni e quindi i costi (variazione dei prezzi dei prodotti)
- Variazione dei prezzi di prodotti (es. abbiamo sostituto l’importazione di cacao con l’invenzione della
gianduia, o la produzione di zucchero di canna rispetto allo zucchero ricavata dalla lavorazione della
barbabietola da zucchero, un processo molto raffinato).
B) Ragioni non economiche:
- Invenzioni militari e/o intellettuali
Dal punto di vista dell’azienda, il vantaggio per l’impresa che crea innovazioni è quella di godere di un
monopolio temporaneo, di crescere le vendite e attraverso un aumento dei margini di profitto.
L’invenzione tecnica per essere efficace deve portare ad un aumento del guadagno, ad un vantaggio
economico, altrimenti rimane inefficiente.
A questo corrisponde un’altra politica di investimento nella ricerca e nello sviluppo, un paese che non investe
nella ricerca parte in difetto. 4
Nel tempo, le tecnologie ci hanno permesso di variare il nostro tenore di vita, molte innovazioni nel campo
hanno portato a scoperte eccellenti, ma d’altra parte questi risvolti, non soltanto positivi, hanno condizionato
l’uomo sotto diversi punti di vista. L’analisi costi/benefici ci offre una visione su quelle che chiamiamo
esternalità, in quanto tanti miglioramenti hanno come conseguenze anche aspetti negativi, come ad esempio
la disoccupazione.
Esempio.
I pesticidi ci hanno permesso di migliorare i raccolti e di non perdere parte della produzione agricola.
I pesticidi però non hanno solo effetti positivi, infatti dall’inizio del loro utilizzo si sono iniziate a trovare
tracce di queste sostanze dove non erano mai state utilizzate.
Anche i materiali nocivi, i gas di scarico, le scorie, non sono più gestibili e le tematiche ambientali si
aggravano maggiormente col passare del tempo.
6. I commons
Inizialmente il termine commons indicava le porzioni di terreno dove tutti i pastori di un villaggio portavano
i loro animali a pascolare. Se idealmente un allevatore avesse aggiunto un animale al suo gregge questo
avrebbe goduto di un’utilità maggiore, e di conseguenza gli altri allevatori inferiore, poiché il nuovo animale
avrebbe consumato l’erba a disposizione riservata agli altri greggi.
Il termine commons indica i beni comuni, comprende tutte quelle risorse che, per loro natura, non sono
gestibili da una singola persona ma da una comunità o da una nazione.
Il risvolto negativo dei commons è che se nessuno Stato li gestisce correttamente a lungo andare tutti
subiranno le conseguenze della loro mancanza.
Esempio.
Si sta sempre di più abbassando il giorno rimanente per godere dei commons per lo specifico anno, in
quanto vengono anticipatamente consumati anche se interamente destinati all’anno successivo. Sarebbe
opportuno lasciare agli anni successivi della stessa quantità di commons di cui dei è potuto godere nell’anno
corrente o precedente, la stessa quantità di capitale, di beni. Invece, utilizzando sempre più risorse, si stano
rovinando quelle riservate al futuro. 5
CAPITOLO 2
1. La creazione di uno stabilimento
Per la creazione di uno stabilimento si deve procedere attraverso le fasi di:
1. Scelta del processo produttivo;
2. Scelta del macchinario;
3. Scelta del layout;
4. Scelta di edifici e delle aree;
5. Scelta dell’ubicazione dello stabilimento.
A) FASE DI PIANIFICAZIONE
Inizialmente occorre attuare la fase di pianificazione, che consiste nella ricerca di mercato.
Lo stabilimento viene creato perché si è consapevoli che sul mercato vi sia necessità maggiore di un
prodotto, o la necessità di un nuovo mercato di un prodotto (situazione di monopolio dove il mercato è
vuoto), e che quel determinato prodotto possa essere venduto, che i clienti siano disposti ad acquistarlo.
Inoltre, se il mercato vira verso un’altro prodotto, differente da quello che sto producendo, perché sta
nascendo o a breve nascerà la domanda di un prodotto diverso, è necessario convertire la
produzione verso il prodotto che verrà maggiormente richiesto (esempio. da quando saranno banditi i
sacchetti di plastica si cercherà di rimpiazzare gli impianti per produrre sacchetti compostabili, una scelta
obbligatoria che si basa sul mercato corrente).
I punti da seguire necessari prima di iniziare ad attuare le scelte sono:
• La progettazione: mi baso sull’analisi di mercato
• La realizzazione: costruzione dello stabilimento
• L’avvio: l’avvio attraverso progetti pilota
• L’esercizio: scelta del prodotto
Perché un’attività produttiva possa riuscire ad essere efficiente occorre stabilire un corretto rapporto tra
prodotto e stabilimento. È fondamentale pianificare correttamente le caratteristiche dello stabilimento,
rendendolo idoneo ad una certa produzione.
Dopo la scelta del prodotto:
1) IL PROCESSO PRODUTTIVO
I cicli produttivi possono emettere:
• Prodotti congiunti/derivati: ottenuti da un unico processo di produzione.
• Prodotto principale e sottoprodotti: i prodotti principali sono quelli che hanno il peso
maggiore sul fatturato (esempio. zucchero e il suo sottoprodotto melasso).
LA CLASSIFICAZIONE DELLE INDUSTRIE
Esistono degli specifici parametri per classificare le imprese, infatti codeste si suddividono secondo:
1. Dimensioni
2. Natura delle trasformazioni
3. Grado di integrazione
4. Ampiezza del ciclo produttivo 6
5. Diagramma tecnologico
6. Continuità del processo
7. Rapporto capitale lavoro
8. Forma giuridica dell’impresa
1. Dimensioni
L’impresa può essere piccola, media o grande.
Parametri di riferimento, indicatori delle dimensioni di un’impresa sono la capacità produttiva, il
numero di addetti, dipendenti, l’entità degli investimenti e il fatturato annuo.
Il valore dei parametri può cambiare.
2. Natura delle trasformazioni
Sulla base della natura del processo le industrie si possono identificare in tessili, alimentari, elettriche,
meccaniche, chimiche, siderurgiche… oppure miste.
3. Grado di integrazione
Esistono due gradi di integrazione d’azienda:
• Impresa ad integrazione verticale: si riferisce ad un’unica impresa che produce fisicamente tutti i
semilavorati attraverso un’intera catena di fornitura che parte dalla materia prima e raggiunge il prodotto
finito. Vantaggi di un’impresa ad integrazione verticale sono il maggior valore aggiunto, poiché tutto in
proprietà della stessa, e guadagna da tutte le fasi, inoltre vi è un rispetto dei tempi e della qualità.
• Impresa ad integrazione orizzontale: si riferisce alla singola impresa che satura la propria capacità
produttiva concentrandosi su un’unica fase e producendo per i concorrenti. Vantaggi di un’impresa ad
integrazione orizzontale sono la specializzazione dell’impresa, il rapido ammortamento degli impianti e
i costi più bassi.
La prevalenza di industrie integrate verticalmente e/o orizzontalmente cambia dal periodo storico, a volte vi
è il bisogno di internalizzare il proprio processo, altre volte è necessario rivolgersi ai fornitori esterni.
4. Ampiezza del ciclo produttivo
Rispetto l’ampiezza del ciclo produttivo esi
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Operations management
-
Appunti Operations e management
-
operations management
-
Gestione della produzione della logistica e operations management