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NUTRIZIONE A LIVELLO

METABOLICO:

STRUTTURE BIOCHIMICHE

REAZIONI E REGOLAZIONE

TUTTE DOMANDE E RISPOSTE DI ESAME

IN ORDINE ALFABETICO + TEST + ALTRE

DOMANDE DI ESAME

VOTO: 30L

DOMANDE – “NUTRIZIONE A LIVELLO METABOLICO”

TEST INTERMEDI

1. L'AA alanina fa parte:

Degli AA non polari; √

2. Il glutammato fa parte:

Degli AA monoamminodicarbossilici; √

3. L'elastina:

È una proteina caratteristica della pelle; √

4. Un AA L:

È l'enantiomero che, quando in soluzione, ruota la luce polarizzata piana in senso antiorario;

√

5. Il carbonio alpha è legato a:

4 diversi sostituenti; √

6. Il legame peptidico si forma mediante:

Condensazione del gruppo carbossilico -COOH del primo amminoacido col gruppo

amminico (NH2) del secondo amminoacido con eliminazione di una molecola d'acqua; √

7. Gli AA non polari rendono le proteine:

Poco solubili in acqua; √

8. La struttura primaria è data:

Dalla sequenza amminoacidica; √

9. Nella forma ossigenata lo ione Fe dell'eme dell'emoglobina:

Lega reversibilmente una molecola di O2; √

10. Quando il muscolo lavora:

La pO2 nelle cellule muscolari diminuisce e la Mb cede il suo O2; √

11. Il calore altera in particolare:

Legame H; √

12. Il valore biologico è:

Capacità di una proteina (o alimento) di fornire aminoacidi essenziali;√ 1

13. La gastrina è:

Un ormone polipeptidico secreto da cellule G; √

14. La digestione delle proteine inizia:

Dallo stomaco; √

15. L'attacco di Ub ad una proteina determina:

Degradazione della proteine; √

16. La formula generale di un carboidrato è:

Cn(H2O)n; √ 2

17. Gli organismi eterotrofi:

Per il loro fabbisogno devono assumere sostanza organica dall'esterno nutrendosi di

alimenti che contengono sostanza organica; √

18. Gli stereoisomeri sono:

L'immagine speculare dell'altra per cui non è possibile sovrapporle;√

19. Il legame glicosidico:

Si forma per condensazione tra l'OH emiacetalico del primo monosaccaride con uno

degli OH del secondo monosaccaride; √

20. Gli oligosaccaridi si formano dall'unione di:

3-10 unità di monosaccaridi; √

21. 1 kcal è uguale a:

4,184 KJ; √

22. In una dieta equilibrata quindi, gli zuccheri dovrebbero essere assunti nell'ordine del:

60-65% rispetto al totale delle calorie ingerite; √

23. Il lattosio è formato da:

galattosio + glucosio con legame β 1"4; √

24. L'inulina è:

Un polimero di fruttosio con legame β 2"1; √

25. Per decreto legislativo il valoro energetico dei carboidrati è di:

4 kcal/g; √

26. Lo zucchero dell'RNA:

È un ribosio; √

27. I 2 filamenti di DNA sono uniti tramite:

Legami idrogeno; √

28. L'mRNA:

È lo stampo per la sintesi proteica; √

29. Il tRNA:

Trasporta aa; √

30. miRNA:

È in grado di inibire la traduzione; √ 3

31. Il valore energetico dei lipidi è:

9 kcal/g; √

32. Con l'aumento dell'attività fisica aerobica, si è osserva un maggior coinvolgimento

degli acidi grassi provenienti:

Da tessuto adiposo e muscolare; √

33. Il muscolo può ossidare acidi grassi per sostenere l'attività e contribuire alla

produzione di ATP mediante:

Fosforilazione ossidativa; √

34. I lipidi composti sono:

Combinati con altre sostanze chimiche; √

35. La cera d'api fa parte dei:

Lipidi semplici; √

36. La terza tappa della sintesi del colesterolo prevede:

Conversione delle molecole di mevalonato in molecole di isopentil-pirofosfato; √

37. Le IDL hanno una dimensione di:

40 nm; √

38. Il colesterolo libero viene veicolato alle APO AI attraverso:

A1 (ABCA1); √

39. L'assunzione giornaliera di colesterolo deve essere:

Minore di 300 mg; √

40. I lipidi durante la digestione vengono:

Ossidati a CO e H O; √

2 2

41. I cofattori enzimatici sono:

Vitamine gruppo B; √

42. La vitamina A:

Provvede a mantenere integri la generalità degli epiteli ed in particolare quelli

dell'occhio; √

43. La vitamina K:

È necessaria per la sintesi epatica della protrombina; √

44. La vitamina D:

Ha azione antirachitica; √ 4

45. La razione raccomandata di vitamina F/ Omega 3:

250 mg giornalieri; √

46. La tiamina:

Interviene nella decarbossilazione del acido piruvico ad acetilCoA; √

47. La riboflavina:

Rappresenta una delle molecole costituenti il FAD; √

48. La niacina:

È un componente dei due coenzimi NAD e NADP; √

49. La piridossina:

È coinvolta nella sintesi del piridossalfosfato; √

50. L'acido Folico:

Agisce come fattore antianemico; √

51. La biodisponibilità dipende da:

Condizioni fisiologiche dell'individuo; √

52. Il cloro regola:

Regola l'equilibrio acido-base; √

53. Il fosforo regola:

Il corretto sviluppo dei denti e dello scheletro; √

54. Il sodio regola:

Regola l'equilibrio acido-base; √

55. Il potassio regola:

La trasmissione degli impulsi nervosi; √

56. Gli ormoni peptidici:

non attraversano con facilità le membrane plasmatiche √ 5

57. L'ormone antidiuretico:

agisce da vasocostrittore, provoca un aumento della pressione arteriosa √

58. L'ossitocina:

un piccolo ormone peptidico di 9 amminoacidi che gioca un ruolo centrale durante il

travaglio, il parto e l'allattamento; √

59. L'insulina:

Ha azione ipoglicemizzante; √

60. Gli ormoni steroidei sono prodotti a partire da:

Colesterolo; √

61. I recettori intracellulari:

Possono avere una localizzazione citoplasmatica o nucleare; √

62. I recettori metabotropici:

Possono essere accoppiati a proteine G; √

63. La fosfolipasi A2 catalizza:

Il distacco di acido arachidonico da fosfolipidi di membrana; √

64. L'idrolisi dell'AMPc da parte delle fosfodiesterasi permette:

La ricostituzione della forma inattiva della PKA; √

65. L'IP3 induce la liberazione di Ca2+ dal:

Reticolo endoplasmatico; √

66. Il secondo principio della termodinamica enuncia:

In ogni trasformazione energetica la somma delle variazioni di entropia del sistema-

universo aumenta; √

67. Delta G è uguale a:

Delta H - T x delta S; √

68. Il 90% dell'ATP cellulare viene prodotto attraverso l'influsso di:

H+; √

69. Il NAD+ accetta:

2 elettroni e 1 H+; √

70. Il FAD accetta:

2 elettroni e 2 H+; √ 6

71. La respirazione cellulare è composta da:

Reazioni preparatorie, glicolisi, ciclo di Krebs e catena di trasporto degli elettroni; √

72. L'esochinasi catalizza la conversione:

Da glucosio a glucosio 6 fosfato; √

73. La fosfoesoso isomerasi catalizza:

Da glucosio 6 fosfato a fruttosio 6 fosfato; √

74. La Fosfofrutto chinasi catalizza:

Da fruttosio 6 fosfato a fruttosio 1,6 bifosfato; √

75. La trioso fosfato isomerasi catalizza:

Gliceraldeide 3 fosfato a diidrossiacetone fosfato; √

76. Con il metabolismo anaerobico lattacido si producono:

2 molecole di ATP + acido lattico;√

77. Nella prima tappa della decarbossilazione ossidativa del piruvato:

Il C1 del piruvato viene rilasciato sotto forma di CO2; √

78. Nella terza tappa della decarbossilazione ossidativa del piruvato:

Si forma acetil COA;

√

79. Il NADH rilasciato dalla 4 reazione della decarbossilazione ossidativa del piruvato:

Viene utilizzato durante la catena di trasporto degli elettroni; √

80. Il cofattore TPP:

È legato a E1; √

81. La sede del Ciclo di Krebs è:

Mitocondri; √

82. La citrato sintasi catalizza la conversione da:

Acetil CoA + ossalacelato = Citrato; √

(reversibile?)

83. L'aconitasi catalizza la conversione da:

(seconda tappa ciclo di Krebs) Citrato a Isocitrato;

√

84. L'isocitrato deidrogenasi catalizza la conversione da:

Isocitrato a chetoglutarato; √ 7

85. Il complesso α-cheto glutarato deidrogenasi catalizza la conversione da:

Chetoglutarato a succinil CoA; √

86. La malato deidrogenasi catalizza la conversione da:

Ossalacelato in malato; √

87. La gliceraldeide 3 fosfato citoplasmatica catalizza la conversione da:

Diidrossiacetone fosfato in glicerolo 3 fosfato; √

88. A livello del complesso I della catena di trasporto degli elettroni:

Vengono espulsi dalla matrice 4 protoni per ogni coppia di elettroni; √

89. Il glicerolo 3 fosfato:

Cede elettroni direttamente al Q; √

90. L'acil-CoA deidrogenasi cede gli elettroni:

Alla flavoproteina ETF; √

91. La gluconeogenesi avviene principalmente:

Nel fegato e reni; √

92. La PEP carbossichinasi catalizza la conversione da:

Ossalacetato in fosfoenolpiruvato; √

93. L'enolasi catalizza la conversione da:

Fosfoenolpiruvato in 2-fosfoglicerato; √ 8

94. La fosfoglicerato mutasi catalizza la conversione da: (quarta tappa gluconeogenesi)

2 fosfoglicerato a 3 fosfoglicerato; √

95. La fosfoglicerato chinasi catalizza la conversione da:

3-fosfoglicerato in 1,3- bifosfoglicerato; √

96. La via dei pentoso fosfato è assente:

Nel muscolo; √

97. La glucosio-6-P-deidrogenasi catalizza la conversione da:

Glucosio 6 fosfato a fosfogluconolattone; √

98. La 6-fosfogluconatolattonasi catalizza la conversione da:

6-fosfogluconolattone in 6- fosfogluconato; √

99. La 6-fosfogluconato deidrogenasi catalizza la conversione da:

6-fosfogluconato in ribulosio-5-P; √

100. La fosfopentosoisomerai catalizza la conversione da:

Ribulosio-5-P in ribosio-5-P p;

√

101. Nel glicogeno i legami tra i monomeri sono di tipo:

Alfa 1-4, con ramificazioni ogni 8-12 unità; √

102. Nella Glicogenosintesi l'esochinasi catalizza la conversione da:

Glucosio in glucosio 6- fosfato; √

103. Nella Glicogenosintesi la fosfoglucomutasi catalizza la conversione da:

Glucosio 6- fosfato in glucosio 1-fosfato; √

104. La UDP-glucosio pirofosforilasi catalizza la fomazione di:

UDP-glucosio e pirofosfato; √

105. La glicogeno fosforilasi catalizza:

La scissione di un legame alpha 1-4 all'estremità non riducente; √

106. La ω-ossidazione avviene:

Nel reticolo endoplasmatico; √

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/18 Nutrizione e alimentazione animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher momomomomomo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Nutrizione a livello metabolico: strutture biochimiche reazioni e regolazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università San Raffaele Roma o del prof Zeppa Sabrina Donati.

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