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Esame di teoria tecnica didattica gioco del calcio

Prof. Carlo Castagna

Università: e-Campus

Paniere risposte aperte

Aggiornato Maggio 2022

1. Qual è l’importanza delle capacità coordinative nel calcio e perché?

Il calcio è un gioco open skill, quindi fatto di situazioni imprevedibili e di movimenti con e senza palla. In questo contesto essere coordinati quindi non significa solo saper coordinare i movimenti nel giusto ordine cronologico, ma anche adattarsi alle varie situazioni di gioco oltre che reagire prontamente, muoversi in anticipo rispetto agli avversari, sapersi orientare nello spazio e nel tempo. Quindi di fatto le abilità coordinative sono di fondamentale importanza per il gioco del calcio, in quanto il loro utilizzo non è confinato alla singola situazione ma si sussegue per tutta la durata del match.

Tra le abilità coordinative abbiamo:

  • Orientamento spazio-temporale, che ci permette di definire posizione e movimenti del corpo in relazione a spazio e tempo modificandoli in base alla situazione, come ad esempio la valutazione della traiettoria della palla;
  • Equilibrio, la capacità di mantenere il corpo in equilibrio sia in situazioni statiche che dinamiche e di reagire prontamente alle situazioni di instabilità, come ad esempio durante un salto o contrasto;
  • Differenziazione cinestetica, la capacità di dosare la tensione muscolare a seconda del gesto che si vuole effettuare, come calciare o passare la palla a determinate distanze;
  • Ritmo, che ci permette di dare il giusto ordine cronologico al gesto motorio;
  • Anticipazione, capacità che permette all’atleta di capire in anticipo gli esiti o l’andamento di una azione così da poter programmare la successiva, e che rappresenta la così detta lettura del gioco;
  • Capacità di reazione, abilità di eseguire un’azione in relazione agli stimoli dell’ambiente, come la reazione alla finta dell’avversario;
  • Trasformazione, in base all’azione che si sta svolgendo, permette di adattarsi rapidamente alle nuove circostanze, ad esempio quando il giocatore blocca l’azione di tiro ed invece esegue un passaggio.

2. Quali sono i principi fondamentali nell'allenamento delle capacità coordinative?

Le capacità coordinative rappresentano i presupposti di base per tutta una serie di azioni motorie dell’uomo. In ambito sportivo è definita come la capacità che permette all’atleta di controllare, in maniera precisa ed economica le azioni motorie, sia in situazioni prevedibili (stereotipate) che imprevedibili (variabili).

I principi fondamentali, per poter allenare le capacità coordinative sono:

  • Principio di specificità: l’allenamento deve basarsi sulla proposizione di esercizi specifici per le qualità da sviluppare e dei gesti da apprendere;
  • Principio di difficoltà crescente: secondo tale principio le richieste poste all’atleta devono essere incrementate sistematicamente, in quanto carichi di lavoro uguali e costanti nel tempo perdono la loro efficacia rispetto all’incremento della prestazione;
  • Principio della corretta effettuazione: le esercitazioni devono essere svolte con la massima precisione possibile.

3. Considerando che la velocità è influenzata da fattori metabolici e neuromuscolari su quale percentuale dei 2 fattori lavorereste maggiormente? E perché?

Possiamo definire la velocità come la capacità di spostare, il più velocemente possibile, il corpo nello spazio con o senza attrezzi. Se consideriamo la velocità nel calcio possiamo parlare di velocità di spostamento che rappresenta una forza complessa dipendente dalla velocità di reazione, dalla frequenza, dalla padronanza tecnica del gesto specifico, dalle caratteristiche muscolari, dalla forza e dall'elasticità muscolare.

Essendo il calcio moderno fatto principalmente di sprint improvvisi e bruschi cambi di direzione, mi concentrerei maggiormente sul fattore neuromuscolare, ovvero la capacità di reclutare e coordinare il maggior numero di fibre muscolari trasformando l’impulso nervoso in movimento nel minor tempo possibile. Parlando però di velocità in ambito neuromuscolare, non possiamo non citare la rapidità, ovvero la capacità di effettuare un singolo gesto nel minor tempo possibile, fortemente correlato al sistema nervoso, che ha il compito di comandare ciò che dobbiamo fare, ossia una contrazione molto veloce coinvolgendo il maggior numero possibile di unità motorie.

4. Quali sono gli esercizi che utilizzerebbe per migliorare la resistenza nel periodo precampionato e perché?

La resistenza è quella capacità psicofisica che permette di sostenere un determinato sforzo il più a lungo possibile, senza cedere alla fatica e che ci permette di recuperare velocemente.

Abbiamo diversi metodi per allenare la resistenza:

  • Metodi a carico prolungato sono rivolti principalmente al miglioramento della capacità aerobica e possono essere divisi in estensivi in cui viene indotta l’attivazione del metabolismo dei grassi ed intensivi in cui invece viene aumentato il metabolismo dei carboidrati;
  • Metodi intervallati si basano su esecuzioni ripetute ad intensità sub-massimale intervallate da un periodo di recupero a ritmo inferiore che generalmente sono della durata di 3 minuti. Questo metodo è utile perché migliora sicuramente la potenza aerobica che corrisponde alla massima quantità di energia prodotta in unità di tempo oltre a migliorare la resistenza lattacida quindi la capacità di sopportare e smaltire lattato e migliora la soglia anaerobica;
  • Metodo delle ripetizioni si riferisce alla percorrenza ripetuta di un determinato tragitto che viene coperto con la massima velocità possibile e sempre dopo che è stato effettuato un recupero completo, questo tipo di allenamento è rivolto soprattutto alla capacità anaerobica soprattutto quella lattacida per le caratteristiche del lavoro alla massima velocità, rinforza le fibre muscolari veloci;
  • Metodi basati sul gioco quindi sulla gara, questo tipo di metodo è utilizzato esclusivamente come preparazione ai momenti principali della gara e della stagione, si addestrano esclusivamente le capacità speciali di resistenza e completa sollecitazione di tutte le resistenze psicofisiche, questo metodo incide notevolmente sulla capacità di resistenza ma deve essere gestito in maniera opportuna incidendo sulle diverse variabili coinvolte.

I metodi per allenare la resistenza aerobica e anaerobica possono essere:

  • Di breve durata (RBD) in cui i carichi di resistenza massimale durano dai 45 secondi ai 2 minuti e vengono coperti prevalentemente per via anaerobica;
  • Di media durata (RMD) in cui c’è un’acquisizione di energia crescente per via aerobica, i carichi sono di 2-8 minuti;
  • Di lunga durata (RLD) in cui si superano gli 8 minuti di resistenza e l’acquisizione di energia è esclusivamente aerobica, gli RLD possono a loro volta essere suddivisi in RLD I con carichi fino ai 30 minuti ed un metabolismo sostanzialmente glucidico aerobico di media lunga-durata.

Inizialmente mi concentrerei maggiormente su un lavoro di tipo anaerobico con metodi a carico prolungato, successivamente andrei a stressare anche il metabolismo con metodi di breve durata, con il metodo delle ripetizioni. Una settimana prima della gara passerei ai metodi basati sul gioco.

L'allenamento della forza come dovrebbe essere implementato nel calcio giovanile?

L’allenamento della forza nei giovani calciatori rappresenta un processo delicato in quanto, i carichi di allenamento vanno accuratamente dosati in modo da non sovraccaricare le strutture articolari, tendini e legamenti, evitando qualsiasi carico unilaterale o aumenti repentini dello stesso sia a livello qualitativo che quantitativo, garantendo inoltre tempi di recupero adeguati.

Lo sviluppo della forza dovrebbe dare la priorità alle esercitazioni neuromuscolari e a carico naturale prima del PHV (Peak High Velocity), per poi inserire nell’allenamento esercitazioni basate sulla forza massima (dopo il PHV), in quanto riveste una grande importanza nella prevenzione degli infortuni, per via dell’effetto su tendini, legamenti e tessuto connettivo, dosando sempre accuratamente i carichi di lavoro.

94. Ritieni che le prevenzioni degli infortuni sia utile nel calcio moderno?

In media un calciatore professionista si infortuna due volte a stagione rappresentando un’evenienza di cui tenere conto, dato che il club deve prevedere da 50 a 60 infortuni per stagione. Alla luce di ciò un programma di prevenzione degli infortuni riveste un ruolo fondamentale nel calcio moderno sia per preservare l’integrità fisica del calciatore prolungandone la carriera ma sia per i club di appartenenza, che subiscono un danno di natura economica per ogni partita non disputata dal calciatore.

95. In base all'evidenza scientifica attualmente disponibile come dovrebbe essere implementata la prevenzione degli infortuni nel calcio?

La prevenzione degli infortuni nel calcio deve prevedere:

  • Un adeguato periodo di preparazione fisica pre-campionato (non meno di 40–50 g);
  • L’utilizzo di protocolli di prevenzione come il Programma FIFA 11+;
  • Un’adeguata strategia di recupero post partita;
  • Il turn over, ovvero la rotazione di diversi giocatori nei vari impegni settimanali;
  • Condizionamento muscolatura eccentrica, con esercizi quali il Nordic-Hamstring;
  • Lo sviluppo della forza di base;
  • Una somministrazione ottimale dei carichi di allenamento settimanali.

96. Come dovrebbe essere implementato un programma per la prevenzione degli infortuni nel calcio giovanile?

Un programma per la prevenzione degli infortuni in ambito giovanile dovrebbe prevedere:

  • Riscaldamento sia generale che specifico, spesso il warm-up viene sottovalutato ma è fondamentale per preparare il corpo all’attività fisica, aumentando la velocità di stimolo dell’attività del SNC, la velocità di contrazione e del flusso sanguigno oltre che le disponibilità di O2 nei muscoli, attività enzimatiche e metaboliche e diminuendo le resistenze visco-elastiche. Non a caso la FIFA ha ideato un riscaldamento specifico per il calcio ovvero il FIFA 11+ che esiste anche nella versione per bambini il FIFA 11+ Kids, il quale oltre a migliorare i pre-requisiti funzionali utili per la riduzione dell’incidenza degli infortuni si è dimostrata efficace nel migliorare abilità fisiche rilevanti per la prestazione calcistica quali equilibrio dinamico, forza esplosiva, agilità e coordinazione generale;
  • Un carico di allenamento ottimale, in particolar modo per i giovani è importante non sovraccaricarli prestando particolare attenzione ai tempi di recupero;
  • Esercizi per la coordinazione: importanti sia nel recupero che nella prevenzione in quanto aumenta la stimolazione dei recettori muscolo-tendinei, così come in campo in quanto ci permettono di diminuire gli incidenti per collisioni e cadute;
  • Insegnamento della corretta biomeccanica dei gesti tecnici, in particolar modo per quanto riguarda i cambi di direzione;
  • Incremento della forza, nel calcio o negli sport di squadra, l’obiettivo della forza è quello di accelerare e decelerare, esprimendo potenza e resistenza;
  • Esercizi in eccentrico, come il Nordic Hamstrings;
  • Allenamento funzionale, inserendo esercitazioni basate sul miglioramento della core stability;
  • Esercizi di propriocezione, sia monopodalico che bipodalico per migliorare la stimolazione dei recettori per la riduzione dei traumi articolari da non contatto;
  • Stretching, sia statico che dinamico.

Inoltre un parametro che bisogna sempre prendere in considerazione quando si parla di infortuni nei giovani è quello della maturazione, in quanto i giovani che maturano precocemente hanno un tasso di infortuni maggiore rispetto a chi matura più tardi.

Anche l’età cronologica va ad influire sul rischio di lesioni inoltre, abbiamo un incremento nei giovani calciatori che si avvicinano a diventare professionisti a causa dell’aumento del volume e di intensità di allenamento e di una maggiore specializzazione.

97. Come dovrebbe essere implementato un programma per la prevenzione degli infortuni nel calcio femminile?

Le differenze di genere le mettono a maggior rischio le calciatrici rispetto alla contro parte maschile. Nel calcio femminile è stata evidenziata una incidenza degli infortuni in allenamento pari a 3.49 ogni 1000 ore di esposizione, mentre gli infortuni di gioco risultano inferiori rispetto a quelli riscontrati nei calciatori di pari livello (19.16 ogni 1000 ore di esposizione). Il minor rischio di gioco nel calcio femminile rispetto a quello maschile potrebbe essere indotto dalla minore intensità delle partite rispetto a quelli maschili.

Quindi un programma di allenamento volto alla prevenzione delle calciatrici deve considerare:

  • L’incidenza degli infortuni che nelle calciatrici, come per i colleghi maschi, è prevalentemente a carico degli arti inferiori con una maggiore vulnerabilità a carico dell’articolazione del ginocchio;
  • Gli infortuni causati da situazioni di gioco che sono circa 6 volte più numerosi di quelli riscontrati in allenamento;
  • Gli infortuni più comuni, che sono a carico del complesso muscolo-tendineo, articolare e legamentoso;
  • La gravità degli infortuni, in quanto il numero di infortuni gravi nel calcio femminile è alto.

Così come per i colleghi maschi tra i migliori mezzi per la prevenzione degli infortuni abbiamo:

  • Un sufficiente periodo di preparazione pre-campionato (40-50 g);
  • Sviluppo della resistenza aerobica;
  • Sviluppo della forza di base;
  • Adeguate strategie di recupero post partita;
  • Strumenti di prevenzione da inserire nelle sedute di allenamento (es. FIFA 11+ e Nordic-Hamstring).

98. Quali sono i principi della prevenzione degli infortuni nel calcio competitivo?

Tra i principi della prevenzione degli infortuni nel calcio competitivo troviamo:

  • Un adeguato periodo di preparazione fisica pre-campionato (non meno di 40–50 g);
  • L’utilizzo di protocolli di prevenzione come il Programma FIFA 11+;
  • Un’adeguata strategia di recupero post partita;
  • Il turn over, ovvero la rotazione di diversi giocatori nei vari impegni settimanali;
  • Condizionamento muscolatura eccentrica, con esercizi quali il Nordic-Hamstring;
  • Lo sviluppo della forza di base;
  • Una somministrazione ottimale dei carichi di allenamento settimanali.

99. Quale è l'evidenza scientifica sulla valenza dello sviluppo della forza nella prevenzione degli infortuni nel calcio?

Nonostante il grande interesse, la mancanza di studi specifici non consente di stabilire quale sia la modalità più efficace per poter raggiungere un’ottimizzazione della prestazione limitando l’insorgenza degli infortuni nel calcio.

L’allenamento della forza nel calcio moderno riveste comunque un ruolo importante, in quanto questa tipologia di intervento viene ritenuta utile non solo per migliorare la prestazione di gioco ma anche nel limitare l’insorgenza degli infortuni. In particolar modo l’allenamento di base della forza, se ben condotto, risulta una valida strategia per intervenire sulla struttura di tendini, legamenti e muscoli garantendo la funzionalità del tessuto connettivo. Ciò si traduce in lavoro ad esempio attraverso esercitazioni pliometriche, da considerarsi afferenti all’allenamento specifico per il calcio. Le esercitazioni specifiche per lo sviluppo della forza come in questo esempio determinano un aumento della stiffness delle strutture muscolo-tendinee rendendo quindi il complesso motorio più resistente e meno soggetto ad infortuni.

100. Descrivi i protocolli basati sull'evidenza che si sono dimostrati efficaci nella riduzione degli infortuni nel calcio

Tra i protocolli basati sull'evidenza scientifica che si sono dimostrati efficaci nella riduzione degli infortuni nel calcio abbiamo l’eleven plus (11+) che rappresenta un ben riuscito tentativo del dipartimento medico della FIFA di fornire al calcio degli strumenti base per la riduzione degli infortuni, permettendone una riduzione del 39% nei calciatori.

La sua peculiarità è rappresentata dall’implementazione, che si svolge in un contesto presente in tutti i programmi di allenamento calcistici ovvero nel riscaldamento. Il programma FIFA 11+ prevede un totale di 15 esercizi basati su tre principali moduli di esercizio: corsa e stretching attivo, rafforzamento del core e delle gambe e miglioramento dell’abilità di arresto e cambi di direzione. L'obiettivo principale di questi esercizi è quello di rafforzare i muscoli del core (zona addominale, lombare e pelvica) e delle gambe, e di migliorare la coordinazione, l'agilità, l'equilibrio statico e dinamico, nonché il controllo neuromuscolare reattivo. La sua implementazione risulta efficace quanto viene attuato per 4-6 settimane almeno due volte alla settimana, mantenendone poi gli effetti effettuando il protocollo 1 sola volta alla settimana.

Esistono più versioni di questo protocollo:

  • 11+ Kids il quale oltre a migliorare i pre-requisiti funzionali utili per la riduzione dell’incidenza degli infortuni si è dimostrata efficace nel migliorare abilità fisiche rilevanti per la prestazione calcistica quali equilibrio dinamico, forza esplosiva, agilità e coordinazione generale;
  • 11+ ideato per gli arbitri;
  • 11+ ideato per i portieri, che prevede l’inserimento di esercizi per la stabilità e rafforzamento della muscolatura della spalla che è risultata efficace nel ridurre del 50% l’incidenza degli infortuni agli arti superiori nei portieri.

Un altro esercizio utile per la riduzione degli infortuni è il cosiddetto “Nordic-Hamstring” ovvero il condizionamento eccentrico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JonnyCampus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria tecnica didattica del gioco del calcio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Castagna Carlo.
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