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Prof. Gianluca Sorrentino Qui + risposte aperte

Paniere completo di: teoria e storia della traduzione aggiornato 2022

Perché la traduzione è un fenomeno complesso?

La traduzione è un fenomeno complesso perché è un processo creativo, in cui il traduttore cerca di trasferire dei contenuti da una lingua di partenza ad una lingua di arrivo. Questo processo non coinvolge solo l'aspetto linguistico, perché in questa operazione il traduttore mette due culture diverse a confronto, sforzandosi di riprodurre un testo che sia vicino all'originale e che ne rispetti lo spirito e il senso, ma che allo stesso tempo sia coerente ed accettabile per il destinatario finale.

Un'ulteriore difficoltà deriva anche dai diversi tipi di testo traduttivo, dal testo letterario a quello tecnico-scientifico, ognuno con le proprie peculiarità e complessità.

Come si può riformulare, senza citarla alla lettera ma mantenendone lo spirito e la sostanza, la definizione di "traduzione moderna propriamente detta" fornita da Georges Mounin?

Secondo Georges Mounin la traduzione deve rispettare lo spirito sia della lingua di partenza che di quella di arrivo. Le parole e lo stile andrebbero resi in modo tale da rispettare il testo di arrivo, ma al tempo stesso attenendosi al senso del testo originale, senza aggiungere o togliere nulla.

Quali sono le diverse denominazioni usate per parlare della riflessione teorica sul tradurre quando si è costituita come disciplina scientifica?

In una prima fase, che va dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento in poi, la disciplina che si occupa della traduzione è stata denominata come “Scienza della Traduzione”. Successivamente, nella seconda fase che va dalla fine degli anni Settanta e inizio degli anni Ottanta del Novecento in poi, è stata denominata come “Teoria della Traduzione” o “Teorie della Traduzione”, poi “Traduttologia”, dal francese. Nella terza fase, che va dagli anni Ottanta del Novecento ai giorni nostri, è nota come “Translation Studies”, che in italiano corrisponde a studi sulla traduzione, ma mantiene l'espressione originale dall'inglese.

Quali sono le principali caratteristiche della traduzione riga a riga secondo Georges Mounin?

La traduzione riga a riga corrisponde ad una traduzione con il testo originale a fronte. Per Georges Mounin questo tipo di traduzione è piuttosto letterale perché rimane legata ai limiti del verso o della riga. Tuttavia è estremamente efficace a livello pratico, ad esempio come esercitazione nell'apprendimento scolastico o nello studio di autori stranieri.

Quali termini usati nella riflessione teorica sul tradurre a partire dall'età antica derivano dal latino transferre, che cosa indicano e qual è in estrema sintesi il loro valore nella storia della riflessione teorica sul tradurre?

Già in area greca antica si adoperavano dei termini per distinguere la traduzione orale da quella scritta. Riguardo la traduzione scritta veniva designata con i vocaboli "metafero, metafrazo, metagrafo", da cui deriva il latino transferre. Oltre a transferre, da cui derivano translator e translatio, nella terminologia impiegata in età imperiale romana, emergono transmutare e mutare. Successivamente, in epoca medievale, viene utilizzato il vocabolo latino "transfero" per indicare la traduzione scritta ed il passaggio da una lingua all'altra. Con transferre che si identifica con tradere (tramandare) compaiono poi termini come translatare, translater, trasladar e transferir nelle varie lingue. Ma è con la lettera di Leonardo Bruni del 1400 che fa ingresso la famiglia lessicale di "traducere" (da cui derivano tradurre, traduire, traducir e traduzir), questo termine è più dinamico rispetto a transferre e denota un concetto di individualità legato all'opera del traduttore.

Domande a risposta breve

  • Quale concezione di testo si presuppone quando si parla di traduzione?: Una concezione complessa.
  • A che cosa corrisponde una traduzione riga a riga: A una traduzione con il testo originale a fronte.
  • Qual è un esempio noto e significativo di traduzione letterale intesa come particolare configurazione della traduzione secondo le accezioni odierne? La versione della Bibbia come era intesa dagli antichi traduttori.
  • Quando è stata proposta per la prima volta la denominazione "Translation studies"? Nel 1978.
  • Da quale lingua europea la denominazione traduttologia viene presa in italiano? Dal francese.
  • Chi sostiene che "l'essenza della traduzione consiste tutta nel fatto che quanto si trova scritto in una lingua venga correttamente trasferito in un'altra"? Leonardo Bruni.
  • Come si può riformulare, senza citarla alla lettera ma mantenendone lo spirito e la sostanza, la definizione di "traduzione moderna propriamente detta" fornita da Georges Mounin? Secondo Georges Mounin la traduzione deve rispettare lo spirito sia della lingua di partenza che di quella di arrivo. Le parole e lo stile andrebbero resi in modo tale da rispettare il testo di arrivo, ma al tempo stesso attenendosi al senso del testo originale, senza aggiungere o togliere nulla.
  • Che cos'è la dispositio nella terminologia della teoria e della storia della traduzione? L'ordine e la combinazione più opportuna dei vocaboli in una traduzione.
  • Che cosa indica il termine aemulatio, importante nella storia della traduzione? L'imitazione degli antichi modelli letterari.
  • Quale famiglia lessicale fu introdotta nel vocabolario grazie a una lettera di Leonardo Bruni? La famiglia di "traducere".
  • Quali concetti vengono adoperati per creare una serie di coppie oppositive di termini riferiti ai più essenziali fenomeni della traduzione? Partenza vs arrivo.
  • Nella terminologia tecnica della teoria della traduzione che cos'è il metatesto? È il testo ottenuto mediante il processo traduttivo.
  • Quale studioso della teoria della traduzione ha proposto e cominciato ad usare i termini prototesto e metatesto? Anton Popovic.

Nella terminologia internazionale della teoria della traduzione a che cosa ci si riferisce con i sintagmi "source-oriented translation" e "target-oriented translation"?

Nella terminologia internazionale della teoria della traduzione, vengono utilizzate due sintassi inglesi, derivate dall'opposizione di fonte e destinazione: traduzione orientata alla fonte, che viene utilizzata per denotare la traduzione orientata alla fonte, concentrandosi sulla struttura e sulle caratteristiche del testo originale. Il testo di partenza e la traduzione orientata all'obiettivo si riferiscono alla traduzione orientata all'obiettivo, concentrandosi sulla struttura e sulle caratteristiche del testo originale.

Sono arrivato. Pertanto, le due espressioni si riferiscono a due diversi metodi di traduzione, in cui da un lato vengono evidenziate la lingua e la cultura del testo di partenza, e dall'altro la lingua e la cultura del testo di destinazione.

Versione e traduzione

  • Tra quelli elencati qui di seguito qual è uno dei tipi di traduzione riconosciuti da Brian Walton? Versione interlineare.
  • Come si tende a definire la versione secondo l'uso terminologico moderno? La versione è spesso realizzata da un traduttore che è anche scrittore.
  • Che cosa pensano, tra le altre cose, della versione i redattori dell''Encyclopédie' francese? Che è giusto che gli esercizi scolastici di traduzione siano denominati 'versioni'.
  • Secondo l''Encyclopédie' francese per che cosa si distingue la versione rispetto alla traduzione? La versione è più aderente alle strutture caratteristiche della lingua di partenza.

Come viene spiegata l'antitesi tra 'versione' e 'traduzione' secondo le accezioni di origine storica legate all'uso terminologico consolidato?

L’antitesi tra versione e traduzione ha un’origine storica, come emerge dallo stesso uso terminologico consolidato nel tempo, per cui di solito la traduzione si intende fatta in lingua moderna e la versione in lingua antica. Alla prima traduzione greca dell'Antico Testamento ci si riferisce come alla «versione dei Settanta» e non alla traduzione dei Settanta, così come si parla della «versione della Vulgata» in riferimento alla prima traduzione della Bibbia in latino di San Girolamo, allo stesso modo in cui ci si riferirà alla “traduzione di Quinto Curzio” di Vaugelas [1595-1650] e non alla versione.

Processo traduttivo e terminologia contemporanea

  • Che cosa richiede l'interpretazione come fase del processo traduttivo? Una serie di scelte.
  • Come si può definire, in estrema sintesi, il processo traduttivo? Il processo traduttivo è la descrizione delle operazioni sottese ai diversi tipi di traduzione in un contesto multidisciplinare.
  • Secondo la terminologia delle teorie contemporanee della traduzione come si chiama l'aspetto peculiarmente costitutivo del prototesto intorno a cui si costruisce l'identificazione del metatesto? Dominante.
  • Secondo la terminologia delle teorie contemporanee della traduzione come si chiama il fenomeno in base al quale a contatto con la lingua in cui viene tradotto il testo di partenza può manifestare nuove possibilità ed esprimere potenzialità espressive che lo possono valorizzare? Contaminazione semantica.
  • Secondo le concezioni contemporanee della teoria della traduzione qual è il fattore centrale nel processo traduttivo? Il testo di partenza.

Quante e quali sono le fasi fondamentali del processo traduttivo?

Le fasi fondamentali del processo traduttivo sono quattro: lettura, analisi, interpretazione e traduzione. La prima fase consiste nella lettura approfondita e ripetuta del testo di partenza, a cui segue una fase di analisi che consiste nella percezione del testo da parte del traduttore, che si sofferma sulle peculiarità linguistico-stilistiche e sul potenziale semiotico del testo. Nella fase dell'interpretazione il traduttore compie una serie di scelte, dando priorità ad una serie di aspetti a discapito di altri, che rimangono in secondo piano. Non potendo esserci totale equivalenza tra testo di partenza e testo di arrivo sia sul piano semantico-sintattico che su quello comunicativo, la traduzione in quanto atto creativo può dare luogo a nuove potenzialità espressive nella resa del testo di partenza nella lingua di arrivo. L'ultima fase, quella traduttiva, consiste quindi nell'elaborazione da parte del traduttore del materiale adottato che viene inserito nella struttura codificata della lingua del testo di arrivo.

Principi e criteri della traduzione

  • Dal punto di vista pratico del traduttore come si presenta l'attività del tradurre? Come un processo decisionale.
  • Qual è un elemento fondamentale della traduzione da una lingua a un'altra? La distanza spazio-temporale che separa il prototesto e il lettore del metatesto.

Secondo le teorie contemporanee della traduzione, che cosa implicano rispettivamente il principio di 'adeguatezza' e il principio di 'accettabilità'?

I principi di adeguatezza e accettabilità sono due criteri che riguardano il processo traduttivo, teorizzati dallo studioso da Gideon Toury nel 1980 nel suo In Search of a Theory of Translation. Il traduttore, nel suo ruolo di mediatore tra testo di partenza e testo di arrivo, può decidere di rimanere più aderente al testo di partenza, e quindi assumere un approccio source-oriented, mantenendo il più possibile lingua, stile ed elementi culturali del testo fonte, ed in questo caso si atterrà maggiormente al principio di adeguatezza; oppure può proiettarsi più verso il testo e la cultura di arrivo, con un approccio più target-oriented, formulando una traduzione in cui linguaggio e stile sono più in armonia con le convenzioni linguistiche e letterarie della cultura ricevente, in questo caso si atterrà maggiormente al principio di accettabilità. I due principi possono coesistere all’interno di uno stesso testo ed un traduttore può cercare di attenersi ad entrambe le norme.

Nelle traduzioni in cui si mette in pratica il criterio dell’adeguatezza è più tangibile quel legame di dipendenza che sussiste tra testo di partenza e testo di arrivo, dato che questo tipo di approccio conferisce alla traduzione un'identità che deriva dall’essere elemento della cultura altrui. Questo tipo di traduzione non favorisce quindi il lettore, che dovrà sforzarsi di comprendere elementi di un'altra cultura, magari a lui sconosciuti, fino al punto che una traduzione totalmente aderente al principio dell’adeguatezza, e che quindi non tiene conto delle esigenze del lettore del testo di arrivo, può risultare a questi inaccettabile. Sintesi Se viene applicato il principio di adeguatezza il traduttore si concentra sui tratti distintivi dell’originale: lingua, stile, elementi culturali. Se prevale il principio di accettabilità, scopo del traduttore è produrre un testo comprensibile in cui linguaggio e stile sono in piena armonia con le convenzioni linguistiche e letterarie della cultura ricevente. La traduzione accettabile tende a presentarsi come un originale, non mostrando la propria identità di testo tradotto. Mentre la traduzione che propende per l’adeguatezza in maniera assoluta può risultare inaccettabile in quanto non tiene in considerazione le esigenze del lettore modello.

Tipologie di traduzione secondo Roman Jakobson

  • Secondo la tipologia proposta da Roman Jakobson, qual è la denominazione principale del tipo di traduzione detto anche 'trasmutazione'? Traduzione intersemiotica.
  • Secondo la tipologia proposta da Roman Jakobson, in che cosa consiste la traduzione intralinguistica? Consiste nell'interpretazione dei segni linguistici per mezzo di altri segni della stessa lingua.

Come si chiamano e che cosa designano i tipi fondamentali di traduzione identificati da Roman Jakobson?

Il primo tipo è la cosiddetta traduzione intralinguistica (ma in alcune traduzioni italiane è denominata endolinguistica) o riformulazione che consiste nell’interpretazione dei segni linguistici per mezzo di altri segni della medesima lingua: si tratta quindi dello stesso sistema linguistico per l’emittente e per il destinatario e può esserne esempio l’adattamento di un testo letterario antico in lingua moderna per fini didattici.

Il secondo tipo è la cosiddetta traduzione interlinguistica o traduzione propriamente detta, poiché si tratta della categoria cui in genere si pensa quando si parla di traduzione. Essa consiste nell’interpretazione dei segni linguistici di una lingua per mezzo dei segni di un’altra lingua: l’emittente e il destinatario adoperano quindi sistemi linguistici diversi; è il caso, per esempio, della traduzione in una certa lingua di un’opera letteraria scritta in un’altra lingua (come la traduzione inglese della Coscienza di Zeno di Italo Svevo o la traduzione italiana del Macbeth di William Shakespeare).

Il terzo tipo è la cosiddetta traduzione intersemiotica o trasmutazione, la quale consiste nell’interpretazione dei segni linguistici per mezzo di sistemi di segni non linguistici: un esempio molto diffuso è quello di un’opera letteraria, basata su una lingua naturale, che viene trasposta in un’opera cinematografica, un film, fatto anche e in primo luogo di immagini, ma può essere anche il caso della trasposizione di un’opera letteraria in un dipinto.

Traduzione religiosa e sacre scritture

  • Quale fattore ha fatto in modo che la traduzione religiosa fosse per lungo tempo il principale tipo di traduzione? Lo sviluppo delle religioni universali.
  • Perché la traduzione del testo sacro occupa un posto di rilievo nella storia della cultura occidentale? Perché contribuisce in maniera determinante all'affermarsi delle lingue volgari.
  • Quando avvenne la prima traduzione delle sacre scritture in lingua paleoslava? Nel secolo IX.

Che cos'è la cosiddetta versione dei Settanta e perché si chiama così?

La Versione dei Settanta, realizzata nel III secolo a.C., è la prima traduzione greca dell’Antico Testamento e traccia l'inizio della lunga tradizione delle traduzioni della Bibbia. Questa traduzione deve il suo nome al fatto che fu commissionata dal re Tolomeo Filadelfo che convocò in Egitto settantadue traduttori, sei per ognuna delle dodici tribù di Israele, per far tradurre il Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia, in 72 giorni. Successivamente questa leggenda fu raccontata arrotondando il numero dei traduttori a settanta ai quali venne attribuita la traduzione dell’intero Antico Testamento. Sul piano storico è attestato che la traduzione in greco dell’Antico Testamento risale all’epoca di Tolomeo Filadelfo e che la versione dei Settanta è effettivamente linguisticamente e stilisticamente eterogenea, con la presenza parti molto letterali, altre più libere.

Traduzione letteraria

  • Qual è, in estrema sintesi, il 'contesto' di una traduzione letteraria? È il complesso contesto dei rapporti intercorrenti tra le due culture coinvolte.
  • Qual è stata la prassi più diffusa nella traduzione letteraria dal Medioevo al Settecento? La prassi del libero adattamento.
  • Nel suo manuale Georges Mounin come definisce il problema più essenziale sotteso alla traduzione letteraria? Lo definisce come l'annoso problema della fedeltà opposta alla bellezza, e viceversa.
  • Secondo la linguistica moderna e con riferimento alla traduzione letteraria, a che cosa si riferisce la nozione di situazione? Si riferisce all'insieme delle informazioni geografiche, storiche, sociali, culturali che non sempre sono incluse nell'enunciato linguistico, ma che sono necessarie per una traduzione completa del messaggio contenuto nell'enunciazione.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JonnyCampus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e storia della traduzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Sorrentino Gianluca.
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