Tecniche e modelli di psicoterapia
Domande Aperte Compilate
Professor Vincelli Francesco
Corso di laurea:
Corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche Psicologia
Che cosa vuol dire psicoterapia?
La psicoterapia è una metodologia caratterizzata principalmente dall'intervento verbale, attuato per aiutare le persone in difficoltà o che soffrono di particolari disturbi, con l'obiettivo primario di modificare i pensieri, i sentimenti e i comportamenti che rendono la vita di alcuni soggetti ricca di disagi quotidiani.
I risultati di una terapia sono legati al processo interpersonale che ha luogo tra il terapeuta e il paziente. Secondo Frank, 1979, si tratta di una forma di aiuto specifico che si distingue dalle altre forme di aiuto psicologico sulla base di almeno due fattori: la preparazione specifica inerente a tale attività posseduta da chi esercita la professione di psicoterapeuta e la relativa autorizzazione di una teoria di riferimento la cui articolazione guida l'attività psicoterapeutica stessa.
Tra i suoi obiettivi c'è anche il miglioramento della qualità della vita. La psicoterapia, infatti, comporta cambiamenti che implicano un'evoluzione e spesso un miglioramento nel modo di pensare, vedere, sentire e agire.
Se maltrattata, può avere effetti devastanti nella vita del paziente, della sua famiglia e del suo gruppo di riferimento.
Ci sono molte psicoterapie con indirizzi diversi. Tra le psicoterapie più diffuse in Italia troviamo la terapia psicoanalitica nelle sue molteplici varianti, la psicoterapia comportamentale e cognitivo-comportamentale, la terapia cognitivo-costruttivista, la terapia relazionale sistemica, l'analisi transazionale.
Descriva le caratteristiche dell’assessment comportamentale in psicoterapia
La valutazione comportamentale in psicologia clinica tratta il comportamento non come segnale di processi interni, ma come oggetto di osservazione di per sé. La valutazione è una parte attiva e in evoluzione di tutte le fasi del trattamento.
Pertanto, nella prima fase del contatto con il paziente, l'obiettivo del terapeuta comportamentale è quello di arrivare a una definizione del problema presentato quando il paziente è consapevole, includendo informazioni sull'intensità e la durata del problema.
Utilizza anche l'analisi funzionale per comprendere i casi in cui il comportamento è strutturato e mantenuto, analizzando le premesse e le conseguenze delle risposte comportamentali assunte dal soggetto.
I metodi di valutazione comportamentale includono l'uso di diversi strumenti e tecniche, inclusi interviste comportamentali, metodi di osservazione, automonitoraggio, giochi di ruolo, questionari e checklist.
L'approccio puramente comportamentale è ancora utilizzato in molte forme di trattamento utilizzate principalmente nel campo della disabilità. Nella terapia cognitivo comportamentale, la componente comportamentale gioca ancora un ruolo importante e partecipa propriamente ad un più ampio progetto terapeutico volto ad alleviare il disagio del paziente attraverso l'alterazione delle componenti comportamentali di risposta disfunzionale.
L'approccio puramente comportamentale è ancora utilizzato in molte forme di trattamento utilizzate principalmente nel campo della disabilità. Nella terapia cognitivo comportamentale, la componente comportamentale gioca ancora un ruolo importante e partecipa propriamente ad un più ampio progetto terapeutico volto ad alleviare il disagio del paziente attraverso l'alterazione delle componenti comportamentali di risposta disfunzionale.
L'approccio puramente comportamentale è ancora utilizzato in molte forme di trattamento utilizzate principalmente nel campo della disabilità. Nella terapia cognitivo comportamentale, la componente comportamentale gioca ancora un ruolo importante e partecipa propriamente ad un più ampio progetto terapeutico volto ad alleviare il disagio del paziente attraverso l'alterazione delle componenti comportamentali di risposta disfunzionale.
Descriva i concetti del bullismo e cyberbullismo
Il termine bullismo designa una particolare modalità di relazione tra due persone: una persona più forte che usa la propria superiorità per nuocere a un soggetto più debole, fenomeno di bullismo perpetrato da bambini e giovani nei confronti dei loro coetanei, in particolare in ambito scolastico.
Il bullismo è un fenomeno multidimensionale e per essere definito deve presentare tre caratteristiche: intenzionalità di nuocere, persistenza nel tempo e asimmetria nella relazione.
Esistono due tipi di bullo: il bullo attivo, cioè sicuro di sé e che esercita una violenza proattiva, e il bullo vittima, popolare, che esercita un tipo di aggressione reattiva.
Il cyberbullismo comporta l'utilizzo di informazioni e comunicazioni tecnologiche a supporto di comportamenti intenzionalmente ripetitivi e ostili da parte di un individuo o di un gruppo di individui che intendano arrecare danno a uno o più soggetti.
Come per il bullismo tradizionale, anche nel cyberbullismo si possono distinguere diversi protagonisti: vittime e bulli/vittime. Coloro che sono coinvolti nel cyberbullismo riferiscono relazioni emotive meno buone con il loro caregiver e sembrano essere coinvolti in situazioni di rischio psicosociale.
Hanno una buona immagine dello studente, competenze informatiche superiori alla media e l'incapacità di valutare la gravità delle azioni intraprese online.
Le differenze di genere che esistono nel bullismo, nel cyberbullismo non emergono in modo inequivocabile.
Gli effetti del cyberbullismo sulle vittime non si limitano a ferire i sentimenti, ma è stato dimostrato quanto possano essere di vasta portata queste conseguenze, danneggiando anche permanentemente la psiche di molti adolescenti. Ci sono entrambi problemi interiorizzanti come ansia sociale, frustrazione, rabbia, depressione, insicurezza, solitudine e imbarazzo oltre a problemi esternalizzanti come impulsività e iperattività, ma anche difficoltà di apprendimento a scuola.
Gli effetti del cyberbullismo sulle vittime non si limitano ai sentimenti offensivi, ma è stato dimostrato come queste conseguenze possano essere di vasta portata, persino danneggiando permanentemente la psiche di molti adolescenti. Ci sono sia problemi interiorizzanti come ansia sociale, frustrazione, rabbia, depressione, insicurezza, solitudine e imbarazzo, sia problemi esternalizzanti come impulsività e iperattività, ma anche difficoltà di apprendimento a scuola.
Gli effetti del cyberbullismo sulle vittime non si limitano ai sentimenti offensivi, ma è stato dimostrato come queste conseguenze possano essere di vasta portata, persino danneggiando permanentemente la psiche di molti adolescenti. Ci sono sia problemi interiorizzanti come ansia sociale, frustrazione, rabbia, depressione, insicurezza, solitudine e imbarazzo, sia problemi esternalizzanti come impulsività e iperattività, ma anche difficoltà di apprendimento a scuola.
Cos’è il biofeedback?
Biofeedback (retroazione biologica): insieme di tecniche, basate in parte sui principi del condizionamento operante, utili per portare sotto controllo e normalizzare alcune reazioni neuropsicologiche alterate.
Si utilizzano elettrodi o trasduttori applicati sul corpo del paziente per monitorare e misurare i cambiamenti di alcune funzioni corporee. I segnali captati vengono amplificati e tradotti in segnali acustici o visivi, così che il paziente possa imparare a controllare volontariamente la funzione monitorata e raggiungere un migliore stato di rilassamento.
- Può essere utilizzato con bambino e adulti, in setting individuali.
- Le tecniche possono essere applicate dopo la laurea in Psicologia o in medicina.
- Tre principali funzioni fisiologiche indagate: tensione muscolare, vasocostrizione periferica e attività elettrodermica.
Malattia → quando c'è iper o ipofunzionamento di organi o apparati causata da variazione dei livelli di arousal indotti dallo stress.
Diagnosi → confronto tra i livelli di quei parametri con i livelli medi.
Cura → capacità di riportare a livelli adattivi le variazioni dei livelli di arousal.
Trattamento: un’ora in cui si concretizza il training di biofeedback vero e proprio, esercizi che il paziente svolge in autonomia, sedute di richiamo diluite nel tempo, in molti casi le tecniche sono integrate in un più ampio intervento psicoterapeutico per risolvere alcuni sintomi (es cefalea da tensione) o per insegnare tecniche di rilassamento.
Descriva le caratteristiche principali della psicoterapia sistemico-relazionale
Nella terapia sistemico-relazionale il malessere presentato dalla persona viene letto non tanto come problema dell’individuo, ma come espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza. L’attenzione è posta al sintomo come esito delle relazioni all’interno delle quali si esprime.
Lo studio del singolo elemento è marginale, mentre diventa centrale l’analisi del sistema. Il lavoro psicoterapeutico non è dunque prettamente rivolto al trattamento del sintomo presentato ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato.
L’identità individuale viene considerata come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita; pertanto, un’eventuale problematica non viene letta e trattata come caratteristica insita nell’individuo, ma come esito di esperienze relazionali.
Il fine della terapia è quello di trovare modalità relazionali diverse con i sistemi di appartenenza. L’approccio sistemico-relazionale può rivelarsi utile per le persone che ritengono di avere delle difficoltà in specifici rapporti di coppia, genitoriale, lavorativo. Inoltre può rivelarsi utile al presentarsi di problematiche evolutive da parte di bambini o adolescenti.
Capiscuola: Bateson, Jackson, Haley, Watzlawick.
Setting: sistema (individuo, famiglia o coppia).
Target: bambini e adulti.
Formazione: laurea + corso di specializzazione quadriennale.
Descriva le caratteristiche della Dialectical behavior therapy
La DBT è stata sviluppata da Marsha Linehan inizialmente per il trattamento del disturbo borderline di personalità, estendendola in un secondo momento a altri disturbi di personalità.
Una parte importante della DBT è costituita da skill trainings, solitamente svolti in un contesto di gruppo, in cui viene insegnato ai pazienti a riconoscere e utilizzare le emozioni ma anche a gestirle e utilizzarle nella relazione con l’altro.
Ha quindi una forte componente psicoeducativa ed è centrata sull'accettazione e validazione e sui processi dialettici. Enfatizza i comportamenti che interferiscono con la terapia (suicidari o parasuicidari) e la relazione terapeutica come elemento essenziale del trattamento.
Utilizza tecniche cognitive, comportamentali e mindfulness. Grande uso di tecniche cognitive e comportamentali, utilizzo della mindfulness.
Focus su accettazione e validazione e processi dialettici.
Descriva il procedimento dello shaping in psicoterapia
Shaping in inglese significa “plasmare”, si usa lo shaping per formare gradualmente il comportamento da insegnare. È un procedimento usato per sviluppare comportamento che non fa parte del repertorio di un individuo.
Per arrivare al comportamento desiderato si inizia rinforzando un comportamento che assomiglia vagamente a quello ritenuto adeguato. Progressivamente si rinforzano risposte sempre più vicine a quella desiderata.
Uno dei preconcetti che circonda l’approccio comportamentale è quello di assomigliare ad un ammaestramento di animali, ma ciò è solo perché non sappiamo vedere quanto sia vicino alle nostre esperienze di vita quotidiana.
Shaping viene comunemente applicato nell’insegnare a parlare in una lingua straniera.
Per completare un progetto di shaping è importante specificare il comportamento desiderato, e scegliere un adeguato comportamento di partenza. Non procedere troppo velocemente, passi piccoli, tornare indietro in caso di perdita del comportamento, progresso troppo lento demotiva. Non fornire rinforzi senza adeguate prestazioni.
Linee guida. Selezionare comportamento finale, specifico e non generico, utile per modificare quantità, latenza, intensità di comportamento, selezionare comportamento rinforzato naturalmente.
- Selezionare comportamento adeguato.
- Gratificare approssimazioni accettabili, modificare programma a secondo dei progressi del soggetto.
- Informare la persona del programma, procedere a tappa successiva quando più della metà dei comportamenti indicano padronanza nella tappa precedente.
- Non troppo veloce o troppo lenti.
Descriva le caratteristiche della REBT con i possibili homework
La REBT è una terapia cognitivo comportamentale, quindi, al fine di cambiare il modo di pensare del cliente, può far leva anche su strategie comportamentali.
La REBT è una psicoterapia breve che mira ad ottenere il maggior numero di risultati nel minor tempo possibile (5-8 mesi). Possono essere riassunte in una serie di possibili compiti a casa (homeworks) che servono ad allenare il cliente al nuovo modo di pensare.
Non si può pretendere di cambiare le credenze del cliente solo all’interno della seduta, è necessario esercitarsi nel corso della vita quotidiana. Questi homeworks sono un presupposto fondamentale per la riuscita di una terapia attivo/direttiva come la REBT.
La REBT è una psicoterapia breve e, in quanto tale, mira ad ottenere il maggior numero di risultati nel minor tempo possibile (un trattamento dura 5-8 mesi). Anche per questo motivo è importante l’impegno e la partecipazione del cliente.
Shame Attack
Shame Attack: o esercizi antivergogna. Viene chiesto al cliente di mettere in atto comportamenti imbarazzanti in pubblico che spinge le altre persone a guardarlo. Un esempio può essere urlare il nome delle fermate della metropolitana ad ogni sosta.
Risk Taking
Risk Taking: sono esercizi molto simili agli shame attack ma sono più centrati sull’assunzione di rischio che sull’antivergogna.
Self Revelation
Self Revelation: è un esercizio nel quale viene chiesto al cliente di andare a pescare qualcosa nella sua memoria che ha sempre nascosto a tutti e decidere di confidarlo a qualcuno.
Effective Coping Statement
Effective Coping Statement: questa strategia consiste nel generare stati di autoconvincimento. Sostanzialmente viene chiesto al cliente di esercitarsi a sostituire le cose che dice a sé stesso (e che dipendono da credenze irrazionali) con frasi e pensieri razionali.
Attraverso l’allenamento si cerca di smantellare l’abitudine ad aggrapparsi a pensieri irrazionali e ad instaurare nuove abitudini più sane. L’esercizio servirà fino a quando pensare in un modo più sano non diverrà un processo automatico.
Descriva gli obiettivi dell’ACT
ACT (acceptance and commitment therapy).
L’ACT si colloca all’interno di quella che viene definita la terza generazione della psicoterapia cognitivo-comportamentale. La filosofia alla base dell’ ACT consiste nel ritenere che si può vivere una vita piena e soddisfacente nonostante la presenza di pensieri ed emozioni spiacevoli.
Questo approccio considera la sofferenza parte della condizione umana e l’ansia può esser considerata come la nostra migliore alleata nella sopravvivenza individuale della specie.
Obiettivo centrale di questa terapia è la defusione ovvero riuscire a non fondersi con i propri pensieri e rompere la fusione e deleteralizzare le rappresentazioni del linguaggio per ridurre la dominanza verbale attraverso il paradosso, la meditazione e la confusione.
L’obiettivo di questa terapia non è sentirsi bene ma è sentirsi. In altre parole, ritrovare la sensazione di vivere nel presente, nel proprio corpo nella propria esperienza, senza rincorrere un benessere che rischierebbe di allontanarsi sempre di più.
Obiettivo è anche rompere gli effetti automatici delle difficoltà della vita verso accettazione dell’esperienza e comportamenti scelti nella direzione dei propri valori.
Superare la tendenza a concentrarsi sui contenuti dell’esperienza interiore (emozioni e soprattutto pensieri) per sviluppare e comprendere il contesto di queste esperienze. Secondo l’approccio ACT le maggiori difficoltà derivano da fattori molto legati al dialogo interno caratterizzato da una eccessiva dominanza verbale.
Descriva lo schema therapy
La schema therapy è stata sviluppata da Young e collaboratori (1990-1999). Rivolta a pazienti affetti da problematiche psicologiche ben radicate, (pazienti difficili). È particolarmente utile per affrontare problemi inerenti disturbi di personalità o comunque problemi insorti in età infantile e consolidati in adolescenza.
Nella schema therapy viene attribuita grande importanza alla relazione terapeutica e pone l’enfasi sulle emozioni e stati d’animo. Maggiore spazio dedicato alla discussione di elementi causali risalenti all’infanzia e ai processi evolutivi.
Viene inoltre prestata una particolare attenzione ai modi con cui il paziente affronta abitualmente le difficoltà (stili di coping) e vengono messi in luce temi centrali consolidati (es: gli schemi) che vengono affrontati subito.
La schema Therapy è finalizzata in modo particolare al trattamento degli aspetti patologici della personalità che sottostanno al disturbo e lo mantengono, anziché dei sintomi acuti come la depressione o gli attacchi di panico.
Questi aspetti sottostanti sono gli schemi maladattivi precoci (SMP). Si tratta di un modo rigido di reagire a situazioni ambientali manifestando emozioni, cognizioni e comportamenti che per loro natura mantengono il problema nel tempo anziché contribuire a risolverlo, sono stati appresi nell’infanzia e rinforzati per decenni.
Cos’è il test di Rorschach?
Il Test di Rorschach è un test proiettivo composto da 10 tavole, su ciascuna delle quali è rappresentata una macchia d’inchiostro simmetrica: 5 monocromatiche, 3 bicolori e 2 colorate. Il test prevede la somministrazione delle tavole in un ordine prestabilito, chiedendo al soggetto di rispondere.
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