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La mobilità ciclabile urbana

Visualizzare ostacoli e potenzialità sul territorio italiano

Nicola Genuin

DeltaScience Tutoring

Luglio 2020

Abstract

La mobilità ciclabile necessita di infrastrutture dedicate ben strutturate e sicure e di servizi efficienti per favorire un maggior utilizzo della bicicletta per gli spostamenti quotidiani, soprattutto in ambito urbano. Nel mondo vi sono numerose realtà da cui prendere spunto, e gli esempi più significativi si osservano in Europa in città come Copenhagen, ormai riconosciuta come capitale della bicicletta, e Barcellona, ma molti sono anche i contesti in cui uno studio approfondito ha permesso di mettere in luce difficoltà e ostacoli allo sviluppo della mobilità ecologica su due ruote. Questo articolo di rassegna punta ad individuare gli elementi basilari per la pianificazione e il potenziamento delle reti ciclabili, e dei servizi ad esse correlati – primo fra tutti il bike-sharing – raccogliendo le informazioni disponibili in letteratura per fornire al lettore, e ancor più al pianificatore, gli strumenti necessari per saper cogliere potenzialità e ostacoli del territorio su cui è chiamato ad agire. In particolar modo è emerso che i principali elementi per la realizzazione di una rete ciclabile efficiente sono innanzitutto la continuità e l’interconnessione dei percorsi, nonché l’accorta gestione in termini di sicurezza di intersezioni e percorsi condivisi.

Parole chiave: mobilità urbana, piste ciclabili, pianificazione urbana, transport integration, smart city, sicurezza.

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1 Introduzione

In un contesto mondiale di crescente attenzione verso i temi dell’inquinamento e della sostenibilità, fra una grande varietà di iniziative e campagne le varie amministrazioni locali stanno da tempo incoraggiando la popolazione ad utilizzare sempre più spesso i mezzi di trasporto pubblici, nonché a spostarsi a piedi e in bicicletta. Ne consegue inevitabilmente in molti casi la necessità di rivedere, parzialmente o integralmente, l’organizzazione della viabilità soprattutto nel contesto urbano e metropolitano, dove la riduzione dei tempi di spostamento è un aspetto tanto fondamentale quanto problematico. La coesistenza di numerosi percorsi riservati, se da un lato migliora la sicurezza delle varie categorie di utenti della strada e in certi casi rende più regolare il flusso di traffico, può comportare anche crescenti difficoltà su altri versanti, come nella gestione degli incroci, come si vedrà in seguito.

Incentivata anche di recente con la Legge n. 2 dell’11 gennaio 2018, che ne prevede lo sviluppo su scala nazionale, regionale e locale (Di Giovanni, 2018), la mobilità ciclabile in Italia fatica tutt’oggi a trovare un proprio posto stabile all’interno della pianificazione urbana. Quali sono dunque i principali problemi che si riscontrano sul territorio e quali potrebbero essere i provvedimenti da adottare per migliorare questo servizio? Lo scopo di questo testo è di dare una risposta a tali quesiti individuando le principali problematiche riscontrate su reti esistenti e già sviluppate, nonché quelle che si prefigurano dinnanzi alla realizzazione di nuove infrastrutture, analizzando attentamente gli studi disponibili e le strategie a cui si ricorre più di sovente all’estero, in città bike-friendly come Copenaghen, ma anche in altre località europee e nel mondo, dove gli sforzi per una conversione verso modelli di mobilità sostenibile sono basati su studi su larga scala e i risultati sono già da tempo consolidati e chiari.

La letteratura consultata mette in luce innanzitutto l’importanza dell’esistenza di una rete ciclabile ben strutturata, continua e interconnessa, che copra in modo omogeneo il territorio e consenta di raggiungere la destinazione in poco tempo e, non da ultimo, in sicurezza, su percorsi protetti o separati dal traffico motorizzato, i quali rappresentano uno dei principali incentivi per i potenziali utenti. Una buona parte degli studi analizzati si concentra poi sulla definizione di algoritmi e modelli di pianificazione delle reti ciclabili, spesso basandosi sulla grande mole di dati accessibile nelle Smart City del giorno d’oggi attraverso i sistemi di bike sharing e car sharing, o raccogliendo dati GPS da taxi e smartphone personali, identificando i sistemi origine-destinazione più comuni e confrontando i percorsi maggiormente frequentati con quelli più veloci o più adatti agli spostamenti in bici sulla base di scale di valutazione opportunamente ideate.

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Dopo una prima parte riguardante il metodo utilizzato per la rassegna della letteratura, il presente articolo prosegue analizzando approfonditamente i temi rilevanti in paragrafi distinti, individuando per ognuno di essi gli elementi utili a formulare una risposta più completa possibile alla domanda di ricerca nonché le eventuali lacune o gli argomenti che più di altri necessiteranno, in futuro, di adeguati approfondimenti. I risultati verranno quindi raccolti e discussi all’interno dell’ultima sezione.

2 Metodo

Al fine di costruire una solida base argomentativa per rispondere esaustivamente alla domanda di ricerca, è stata effettuata una rassegna della letteratura esistente riguardante i temi di interesse, facendo affidamento su banche dati accessibili online.

La rassegna della letteratura è stata svolta principalmente affidandosi alla banca dati di Scopus, accessibile utilizzando le credenziali istituzionali dell’Università di Trento. Vista la difficoltà, in tale sede, nel reperire documenti in lingua italiana, la ricerca è partita dalle parole chiave bike path e bicycle path (in italiano, pista ciclabile), sfruttando gli operatori booleani nella forma bike OR bicycle AND path, e ha fornito 1223 risultati. La ricerca è stata quindi velocemente affinata sfruttando i filtri (LIMIT-TO(. . . )) disponibili nell’interfaccia della pagina web, eliminando i documenti non accessibili (1002), quelli diversi da articoli (61), quelli non ancora pubblicati o incompleti (3) e quelli non in lingua inglese (10), il che ha portato il numero di elementi a 145. A questo punto, è stato ristretto il campo agli articoli contenenti la parola chiave urban, ottenendo 93 articoli, dai quali in ultima istanza ne sono stati selezionati 34 dopo la lettura degli abstract.

Visto l’esiguo numero di articoli riguardanti il territorio italiano, la rassegna è stata integrata con una ulteriore ricerca nella banca dati di Google Scholar. Dato l’elevatissimo numero di risultati disponibili e la più complicata gestione dei target di ricerca, questa è stata svolta in modo mirato tramite la stringa di testo “mobilità ciclabile urbana”, la quale ha fornito 3 risultati piuttosto interessanti riguardanti nello specifico progetti di pianificazione dei percorsi ciclabili in alcune città italiane.

La lettura degli abstract ha messo in luce fin da subito alcuni principali temi di discussione, sui quali si è basata la successiva classificazione della letteratura. Una prima distinzione è stata fatta in base allo scopo dell’articolo, distinguendo fra report di stati di fatto e studi mirati alla pianificazione urbanistica, mentre un secondo livello di analisi è stato diretto all’estrapolazione dei tre temi principali, ovvero sicurezza (comprensiva del concetto

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di salute), integrazione con i trasporti pubblici e ciclabilità, ovvero l’insieme di temi strettamente riguardanti la circolazione delle biciclette. Un’ultima distinzione ha riguardato la zona geografica di interesse dei singoli articoli.

Il pr

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