Psicopatologia forense e profiling
La diagnosi circa l'imputabilità: quali sono le difficoltà del perito?
La diagnosi circa l’imputabilità non è una operazione professionale del tutto semplice da realizzare con cura. L’esperto si trova innanzi tutto a dover stabilire se al momento del fatto il soggetto era o meno capace di intendere e di volere. Qualora il disturbo sia di forma transitoria la situazione diagnostica diventa ancora più complessa ed articolata. Il perito deve affrontare il problema di riuscire a far dialogare tra loro discipline anche parecchio diverse tra loro. Per chiarire: in giurisprudenza si parla di infermità mentale e vizio di mente, termini non contemplati dalla disciplina che dovrebbe diagnosticarli. Intanto è bene chiarire che non tutti i periti potrebbero giudicare allo stesso modo lo stesso oggetto e pertanto non esiste un senso assoluto nel giudizio peritale. Inoltre, se la psicosi inficia totalmente la capacità di intendere e di volere questo vale anche per la schizofrenia e la paranoia. Esiste, invece, una piena imputabilità nei casi di nevrosi, personalità psicopatica, disturbi del comportamento o del carattere. Se la diagnosi è “disturbo borderline di personalità” potrebbe essere concessa la seminfermità. Bisogna valutare attentamente anche un altro fattore che fornisce un importante indizio è il grado di pianificazione di organizzazione del comportamento criminoso; in questo caso bisogna rimettersi al giudizio elaborato dall’esperto in quanto non esiste un legame scientifico accertato tra il grado di organizzazione del crimine commesso e l'imputabilità del soggetto che lo ha posto in essere.
Descrivi la sindrome di Münchhausen
È una sindrome, quindi un complesso di sintomi, prende il nome dal Barone di Münchhausen realmente vissuto nel ‘700 che era solito raccontare inverosimili imprese di guerra. È un disturbo psichico per cui le persone colpite fingono una malattia o un trauma psicologico per attirare attenzione e simpatia verso di sé. Anche conosciuta come sindrome da dipendenza dell'ospedale. Questi pazienti riferiscono sintomi che non hanno e si sottopongono ad accertamenti e interventi chirurgici in funzione dell’effetto di tale sindrome. In casi estremi arrivano ad autoinfliggersi ferite e lesioni per attirare l’attenzione di medici ed infermieri. Si può giungere a questa diagnosi solo dopo aver escluso tutta una serie di eziogenesi. Questo disturbo mentale affligge per lo più donne madri che arrecano un danno fisico al figlio/a per attirare l'attenzione su di sé. Il bambino viene usato quindi per appagare un desiderio inconscio del genitore di mettere in atto un dramma personale e rinforzare la loro relazione con i medici o l'ambiente ospedaliero. Questi soggetti, prevalentemente donne madri, si dimostrano affabili, attente ed accondiscendenti sino a che non gli si sottrae lo strumento per il cui mezzo ottengono le ricercate attenzioni sanitarie. Il medico-dipendente fabbrica un sintomo fisico del bambino per sottoporlo al medico curante. Come è comprensibile questo atteggiamento provoca danni diretti ed indiretti al bambino da parte del genitore.
Descrivi la tossicodipendenza e i paradigmi sociologici
I termini “tossicodipendenza” o “tossicomania” rimandano ad una grave condizione patologica in cui l'individuo che ne è affetto percepisce l'urgente necessità di assumere una data sostanza stupefacente, indipendentemente dal danno fisico, psicologico e sociale che questa gli provoca. La causa di assunzione di droga sarebbe di natura interna e risalirebbe alla precoce fase orale dello sviluppo psichico i cui conflitti (bisogno di sicurezza, di autostima, di cibo) non risolti, potrebbero determinare intense frustrazioni che non permetterebbero un sano processo di crescita costituendo il punto di maggior debolezza della personalità. Il modello sociologico è quello che più spesso viene chiamato in causa e tende a deresponsabilizzare il tossicodipendente. Cause del problema della tossicodipendenza sarebbero: le contraddizioni sociali della nostra epoca, la crisi dei valori e dei ruoli sociali, la dissoluzione della famiglia, le difficoltà di comunicazione interpersonale, il disadattamento provocato dalla crisi della scuola e dalla mancanza di sbocchi lavorativi, colui che ha fatto delle scelte sbagliate. Pertanto, un soggetto che porta dentro di sé un malessere e che in un certo momento della sua vita incontra il narcotico, spinto da una voglia di provare o a causa dell’ambiente che frequenta. A seconda del narcotico abbiamo un diverso tipo di tossicodipendente. Condizione caratterizzata dall'incoercibile bisogno di far uso continuato di sostanze psicotrope in senso lato, senza alcun riguardo per il danno che ne deriva. La tossicodipendenza (dal greco toxikon, "veleno") viene intesa come sistema comportamentale che si instaura dopo l'uso cronico e compulsivo di sostanze (droghe illegali o legali come l'alcool, o farmaci a prescrizione medica). I luoghi comuni sui tossicodipendenti (paradigmi sociologici) possono essere così elencati:
- Un malato cronico recidivante (percorso della TD)
- Rinunciatario (condizione di anomia totale)
- Deviante / delinquente
- Emarginato che non ha più posto nella società
- Pericoloso quindi è meglio prenderne le distanze
- Colui che ha fatto scelte sbagliate
Sarebbe opinabile ricordare sempre che: un tossicodipendente è prima di tutto una PERSONA.
In base alla Legge 354/75 art. 70: il tribunale di sorveglianza da quanti componenti non togata è costituita?
La legge 354/75 prevede che il tribunale di sorveglianza sia costituito da una componente non togata; essa prevede la presenza di una serie di professionisti opportunamente accreditati tra i quali dobbiamo ricordare: esperti in psicologia, assistenti sociali, esperti in psichiatria, esperti in criminologia clinica, esperti in pedagogia.
Descrivi l'art. 9 d.P.R. 448/88 - accertamenti sulla personalità del minorenne
L’articolo 9 del DPR 448/88 disciplina due aspetti fondamentali sugli accertamenti sulla personalità del minorenne. 1: il PM ed il Giudice possono acquisire informazioni circa le condizioni e le risorse personali, familiari e sociali così da poter accertarne l’imputabilità ed il grado di responsabilità in modo da disporre le misure penali più adeguate e gli eventuali adempimenti civili; 2: con lo stesso scopo PM e giudice possono sentire persone che abbiano intrattenuto rapporti col minore e sentire altresì il parere di esperti, senza espletare alcuna formalità.
Quali sono i requisiti principali per partecipare alla selezione per consulenti psicologi?
I requisiti principali per partecipare alla selezione per consulenti psicologi sono: percorso di laurea magistrale in medicina e specializzazione in psicologia o psichiatria, laurea in psicologia, altre lauree con specializzazione in psicologia, sociologi e criminologi (questi ultimi con specializzazione in psicologia), e tutti i borsisti e dottorandi o abili all'insegnamento universitario di psicologia.
Secondo la circolare n. 2598/5051 del 13 aprile 1979 dell’Amm.ne Penitenziaria, come sono svolte le attività di osservazione?
Secondo la circolare n. 2598/5051 del 13 aprile 1979 dell’Amm.ne Penitenziaria le attività di osservazione vengono svolte in funzione dell’osservazione comportamentale e della comprensione degli atteggiamenti della vita di un soggetto. L’esperto stila una relazione dell’osservazione dell’attività che serve a delineare un quadro della personalità del detenuto sulla base dei dati acquisiti e riorganizzati sistematicamente. La relazione successivamente viene trasmessa al tribunale di sorveglianza per eventuali riaccomodamenti della pena e concessione di benefici di legge.
Il d.P.R. 230 del 30 giugno 2000 specifica le modalità con cui le attività di osservazione e di trattamento si devono svolgere. Descrivi in modo esaustivo queste attività.
Il programma di trattamento contiene al suo interno le specifiche indicazioni al terzo comma dell’articolo 13. La compilazione del programma deve essere effettuata da uno specifico gruppo di osservazione e trattamento, esso è presieduto dal direttore dell’istituto, ed dagli esperti che hanno partecipato all’osservazione, in ottemperanza alle indicazioni fornite dall’articolo 28. Il gruppo tiene una serie di riunioni il cui scopo è quello di valutare l’evoluzione degli sviluppi del trattamento praticato. La segreteria tecnica, generalmente, è affidata all’educatore. Tutto ciò non si può realizzare con chi non è ancora stato condannato definitivamente in quanto l’applicazione di questi articoli prevede la accertata colpevolezza a monte del trattamento.
Descrivi l'art.47 (Affidamento in prova al servizio sociale)
L’Art 47 O.P. subordina la concessione dell’affidamento in prova ai risultati dell’osservazione della personalità.
- Se la pena inflitta non supera i tre anni il condannato può chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali al di fuori dell’istituto penitenziario per un periodo che avrà la durata della condanna inflitta.
- Il provvedimento può essere adottato sulle risultanze dell’attività di osservazione condotta per almeno un mese all’interno dell’istituto una volta accertato che potrà contribuire attivamente alla rieducazione del colpevole.
- L’affidamento in prova, inoltre, può essere richiesto senza osservazione in istituto qualora il reo ha osservato un comportamento tale da poter applicare il comma 2.
- Se la richiesta (istanza) di affidamento giunge dopo che il soggetto abbia iniziato a scontare la pena, il Magistrato di sorveglianza può sospendere l’esecuzione della pena in istituto ed ordinare l’affidamento in prova, valutato che sia effettivamente confacente alla rieducazione e che non sussista pericolo di fuga. A decidere sarà il tribunale di sorveglianza al quale il magistrato di sorveglianza invierà immediatamente tutta la documentazione necessaria. Il tribunale di sorveglianza deve rispettare il termine perentorio di 45 giorni per esprimersi. Se l’istanza non dovesse essere accolta la pena riprenderà senza poter essere sospesa in futuro, qualunque sia la successiva eventuale istanza.
- Nell’atto di affidamento è illustrato come e dove si svolgeranno le diverse attività, la dimora e quant’altro.
- Nello stesso atto si stabilisce comune di residenza o comuni da non frequentare;
- L’affidato deve adoperarsi in favore della vittima del suo reato;
- Durante l’affidamento il magistrato di sorveglianza può modificare le prescrizioni;
- Il servizio sociale controlla lo svolgimento delle attività e lo supporta nell’adattamento alla vita sociale;
- Servizio sociale riferisce periodicamente al magistrato;
- L’affidamento può essere revocato se il comportamento del soggetto appare incompatibile con le prescrizioni;
- L’esito positivo della prova estingue gli effetti della pena e del reato;
- L’affidato che dimostri effettivamente di conformarsi alle prescrizioni in modo completo può richiedere una riduzione della pena in relazione all’articolo 54.
I tossicodipendenti fruiscono oltre ai servizi come quello Nuovi Giunti, anche di prescrizioni e di istituti specifici. Elenca alcuni di quest'ultimi.
I tossicodipendenti fruiscono oltre ai servizi noti come quello Nuovi Giunti di una serie di altre prescrizioni che sono così elencabili:
- Sospensione dell’esecuzione della pena
- Qualora la pena sia inferiore ai 4 anni ed il TD intenda sottoporsi ad un programma di recupero si può ottenere l’affidamento in prova ai servizi sociali
- Convenzioni con il SERT (il servizio di supporto per le tossicodipendenze)
- Preparazione del lavoro da svolgere fuori dal carcere (con funzioni riabilitative e rieducative)
- Le SEATT che sono strutture penitenziarie a custodia attenuata
Le SEATT possono accogliere TD che rispondano a determinate caratteristiche: bassa pericolosità, selezione delle domande di ammissione, presenza nella struttura per richiesta del soggetto. Gli istituti messi a disposizione in ambito minorile come alternativa al carcere forniscono l’opportunità agli operatori di predisporre interventi sociosanitari più adeguati alle esigenze dei minori. Essi possono essere collocati in comunità, viene considerata la permanenza in casa, vi sono prescrizioni varie e la possibilità di essere messi alla prova.
Descrivi la parola "personalità" nei codici di giurisprudenza
La parola “personalità” appare molto spesso nei codici di giurisprudenza. La valutazione della personalità non avviene solamente ai fini della decisione in relazione all’entità della pena ma anche per altri motivi e non sempre la valutazione è fatta dal giudice ma egli può avvalersi della collaborazione degli esperti. Elenchiamo solo alcuni dei tantissimi articoli dell’ordinamento giuridico che hanno ad oggetto la personalità:
- Ai fini dell’affidamento in prova ai servizi sociali (art 47 ord. Pen. L. 354/75)
- Ai fini della dichiarazione della tendenza a delinquere (art. 108 c.p.)
- Ai fini dell’assegnazione ad una casa di cura o di custodia (art. 219 c.p.)
- Ai fini della sospensione condizionale della pena (art. 164 c.p.)
- Ai fini della dichiarazione di abitualità del reato ritenuta dal giudice (art. 103 c.p.)
- Ai fini dell’applicazione provvisoria delle misure di sicurezza (art 313 c.p.p.) ed in molteplici altri articoli di legge.
Di solito, quando viene richiesta la perizia psichiatrica?
La perizia psichiatrica viene richiesta in quei casi in cui sussista, evidente, il problema di dover accertare e stabilire le condizioni psichiche di un soggetto e, nel particolare, quale sia la sua capacità di intendere e di volere (operazione volta anche a valutare la maggiore e/o minore imputabilità del soggetto e la capacità di stare in giudizio nonché quella di autodeterminazione al reato). Se la capacità di intendere e volere è compromessa da un grave stato di infermità mentale diventa significativa e rilevante come ad esempio nel caso di una psicosi. In genere è richiesta ex-post al fatto di reato. Se il giudice richiede anche una valutazione della “pericolosità sociale” lo fa affinché la perizia si esprima anche in termini di prognosi.
Come si può distinguere il concetto di disturbo mentale così come lo intende il legislatore e quello che lo intende il DSM e l'ICD 10?
Per il legislatore l’imputabilità è regolata in modo articolato dal nostro ordinamento giuridico in fondamento della norma stabilita all’articolo 85. Più chiaramente si afferma che per l’art 85 c.p.: Nessuno può essere punito per un fatto previsto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. È imputabile chi ha la capacità d'intendere e di volere. Come si può distinguere il concetto di disturbo mentale così come lo intende il legislatore e quello che lo intende il DSM e l'ICD 10? Il concetto di disturbo mentale può essere interpretato come “imputabilità” e quindi come capacità di intendere e di volere. Entrando nel merito, il legislatore parla di vizio di mente e di infermità senza utilizzare il concetto di malattia mentale (artt. 88 e 89 c.p.). Appare chiaro che l'imputabilità può essere intaccata non solamente dalla malattia mentale ma anche da disturbi transitori. A riguardo entra in scena l’art. 90 c.p. che definisce che gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l’imputabilità. È evidente che il legislatore non può considerare le malattie transitorie uno stato di psicopatologia, pertanto la capacità di intendere e di volere può quindi venire meno per ragioni diverse dal vizio di mente. La difficoltà sta nella diagnosi circa l’imputabilità, ovvero nel far “dialogare” le diverse discipline. In ambito giuridico si parla di infermità mentale e vizio di mente, nel campo medico si parla di disturbo mentale. Una corretta valutazione dovrebbe considerare sia la capacità di intendere come l’insieme di funzioni cognitive, sia la capacità di volere intesa come l’insieme di capacità intenzionali. La legge prevede l’assenza di entrambe le facoltà per essere dichiarati non imputabili, mentre se solamente una delle due è carente, l’imputabilità può essere compromessa in vario grado. Tale compromissione può derivare da disturbi psicopatologici ma anche da cause transitorie esterne come, per esempio, uno stress particolarmente rilevante e accumulatosi nel tempo.
Cosa pensa il legislatore quando parla di vizio di mente?
Inteso in senso psichiatrico per cui il vizio di mente è tale solamente in presenza di psicosi oppure lo si può allargare al concetto di nevrosi e di casi borderline? Intanto è bene chiarire che non tutti i periti potrebbero giudicare allo stesso modo lo stesso oggetto e pertanto non esiste un senso assoluto nel giudizio peritale. Inoltre, se la psicosi inficia totalmente la capacità di intendere e di volere questo vale anche per la schizofrenia e la paranoia. Esiste, invece, una piena imputabilità nei casi di nevrosi, personalità psicopatica, disturbi del comportamento o del carattere. Se la diagnosi è “disturbo borderline di personalità” potrebbe essere concessa la seminfermità.
Quali vi sono diversi tipi di simulazione di malattia psichica?
Vi sono diversi tipi di simulazione:
- La simulazione creatrice: il soggetto si inventa un
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