Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
PROGETTO DI DIREZIONE D’IMPRESA
“La comunicazione come strumento di
Governance: tre esempi a confronto nella
comunicazione dei valori aziendali”
Professoressa: Team di Progetto:
EDOARDO GABRIELLI
ROBERTA MIRKO PALMIGIANI
COSTA SEBASTIANO RUBERTI
Anno Accademico 2021/2022 1
SOMMARIO
ABSTRACT…………………………………………………………………………..3
0.
1. INTRODUZIONE…………………………………………………………………….5
2. LA COMUNICAZIONE AZIENDALE.......…………………………………………6
sulla comunicazione…..……………………………………………....….6
2.1 Cenni della comunicazione
2.2 L’importanza come strumento di governance..…………...7
3. TRE MODELLI PORTANTI….…………………………………………………….10
3.1 La razionalità di Steve Jobs……………………………………………………10
Tecniche e metodi di comunicazione……………………………………10
3.1.1
3.2 L’istintività di Sergio Marchionne…………………..………………………...16
Tecniche e metodi di comunicazione……………………………………17
3.2.1 di
3.3 L’estrosità Jack Ma….…….………………………………………………..24
Tecniche e metodi di comunicazione……………………………………24
3.3.1
DISCUSSION………………………………………….…………………………….31
4. 4.1 Analisi e confronto tra i tre casi………………………………………………..31
Conseguenze e sviluppi futuri……….………….………..……………………32
4.2
5. CONCLUSIONI……………………………………………………………………..34
Intranet Aziendale……………………………………...…………...35
5.1 Excursus: 2
0. ABSTRACT
si pone l’obiettivo di
La seguente analisi descrivere, confrontare ed analizzare tre
modelli nel contesto della comunicazione interna come strumento di governance
aziendale. Il focus è sulle differenze in termini di metodi, strumenti e tecniche utilizzate,
caratterizzanti tre modelli comunicativi appartenenti alla stessa epoca ma a tre mondi e
culture piuttosto diverse tra loro. Dopo una breve descrizione del contesto e dopo aver
tutt’ora esistenti, l’analisi
accennato ai diversi metodi comunicativi di governance
con un’attenta e dettagliata descrizione di
proseguirà tre esempi a confronto nella
comunicazione dei valori aziendali quali Steve Jobs, Sergio Marchionne e Jack Ma;
oggi considerati veri e propri modelli di riferimento per una comunicazione interna
efficace. Per trarre una descrizione più veritiera possibile saranno prese in
considerazione delle presentazioni o delle riunioni, non necessariamente formali, in cui i
tre leader in esame si rivolgono ai propri dipendenti. In particolare, lo studio in oggetto
cerca di dare una risposta basata su analisi descrittive ai diversi dibattiti che affrontano
dei
la persistente tematica dell’efficacia processi comunicativi per una efficace
governance interna cercando di selezionare per ognuno dei tre virtuosi esempi, quelli
che possono essere stati gli aspetti comunicativi più impattanti per il loro successo e
quelli che invece, a nostro parere, hanno in qualche modo limitato la loro efficacia in
termini comunicativi. Il lavoro potrebbe suscitare importanti riflessioni in merito ai
sistemi presenti e ad oggi utilizzati in termini di comunicazione dei valori aziendali. 3
“La comunicazione fluidifica i processi organizzativi rendendoli armoniosi e dinamici”
(Faccioli, 2001)
4
1. INTRODUZIONE
La comunicazione come strumento di governance aziendale comprende tutte le
un’azienda. Gestirla in maniera ottimale permette
attività di comunicazione condotte da
di delineare l’identità aziendale e riflettere adeguatamente rispetto alla cultura
dell’organizzazione stessa. In particolar modo la gestione interna sta alla base di tutte le
altre forme di comunicazione in quanto è estremamente diversificata. Un’adeguata
strategia di gestione della comunicazione interna permette di fidelizzare i propri
trasmettere valori e principi fondanti dell’azienda ma
dipendenti, comunicare e anche di
favorire il miglioramento dell’ambiente di lavoro, l’aumento di produttività e la
risoluzione più rapida di molte criticità (Invernizzi et alii, 2006). Il lavoro che andremo
a presentare in queste pagine tratta proprio di questi aspetti. L’obiettivo è quello di
andarli a misurare rispetto a tre grandi personaggi della storia contemporanea, tre
altissimi dirigenti che hanno, in qualche modo, segnato la storia delle rispettive aziende
e fatto la differenza.
Si procederà ad analizzare la figura di Steve Jobs, Sergio Marchionne e Jack Ma, un
leader americano, uno europeo ed uno appartenente alla cultura orientale. La scelta di
coprire tre aree geografiche completamente diverse e molto distanti non è stata casuale
ma funzionale ad una fase comparativa riservata al coronamento del lavoro. L’ipotesi di
fondo è che lo stile comunicativo sia in parte influenzato dagli usi e costumi del
e del manager stesso,
territorio di appartenenza dell’azienda ma che vi sia anche un filo
comune capace di legare personaggi diventati nel tempo iconici e abbondantemente
elevati a figure di guru.
L’idea è pertanto quella di valutare le modalità di comunicazione utilizzate dai tre,
soffermandosi sui gesti, i modi di vestire e di parlare, i movimenti tipici di ciascuno
valutandone eventuali analogie e mettendo in luce le differenze emerse durante il
processo di analisi critica dei personaggi. Il confronto dovrà necessariamente tenere
anche in considerazione i risultati raggiunti durante il loro operato e rispetto alle
opinioni e le valutazioni espresse dai collaboratori più vicini e dai sottoposti. Si cercherà
di seguire il più possibile una linea critica personale, seppur dovendo tenere comunque
in considerazione la bussola della letteratura che guida lo sviscerare di alcuni temi. Gli
argomenti largamente trattati a livello teorico verranno quindi ricercati nelle movenze,
nei gesti e nel parlato di ciascuno dei tre amministratori. Ciononostante, si vuole
chiarire come nel lavoro siano stati intesi ulteriori elementi legati alla comunicazione,
intendendo il tema come più ampio possibile, legando anche ai modi di agire, alle
usanze, alle idee che il soggetto voleva in qualche modo far trasparire ma che comunque
rientrano nelle sue strategie di governance. Tale decisione va anche incontro alla
limitatezza delle fonti, trattando di argomenti legati alla vita interna delle organizzazioni
studiate e quindi oggettivamente difficili da rintracciare sulla rete.
In primis, riteniamo necessario trattare in un breve preambolo quelli che sono dei
primissimi cenni letterari rispetto alla comunicazione come strumento di governance
aziendale. Ciò al fine di costruire una cornice di contesto nel quale muoversi più
liberamente durante la trattazione critica. 5
2. LA COMUNICAZIONE AZIENDALE
2.1 Cenni sulla comunicazione
L’uomo è un animale sociale e in quanto tale non può omettersi dalla necessità di
comunicare con gli altri suoi simili. Ciò che ci interessa ai fini della nostra ricerca è che
è necessario conoscere tutto ciò che coinvolge il processo comunicativo per poter essere
più efficaci nella trasmissione dei messaggi e quindi con l’eventuale obiettivo di
stimolare un cambiamento.
Il processo di comunicazione interpersonale coinvolge due protagonisti: un emittente
ed un ricevente (ognuno dei quali può essere rappresentato da uno o più individui), il
primo che invia un messaggio ed il secondo che lo riceve. Questi due soggetti
comunicanti possono essere precedentemente colpiti da una percezione, vale a dire
un’elaborazione sensoriale realizzata da parte dell’organismo, che può spingere il
singolo soggetto a comunicare. La percezione può essere distorta dall’aspettativa,
influenzando non solo il messaggio ma anche la ricezione dello stesso. Fondamentale
è l’ascolto che presenta
per la fase di ricezione del messaggio da parte del ricevente,
quattro livelli di intensità: l’ascolto finto, l’ascolto logico, l’ascolto selettivo e l’ascolto
attivo/empatico. Ovviamente, per rendere efficace il processo comunicativo, bisogna far
sì che il livello di ascolto arrivi a quello attivo, quindi ad una raccolta delle
informazioni, ma anche ad una codifica della parte emotiva che il messaggio veicola.
Possiamo definire la comunicazione interna come la comunicazione che avviene
all’interno dei confini giuridici e organizzativi dell’organizzazione/ente/impresa e che è
rivolta principalmente ai dipendenti e collaboratori (Lovari 2007) oppure come
l’insieme delle attività, iniziative e strumenti tesi a costruire una rete interna di flussi
informativi per diffondere informazioni, conoscenze, e rendere chiari e condivisi gli
obiettivi (Solito, 2004).
Gli obiettivi della comunicazione interna come strumento di governance sono
diversi ed è possibili racchiuderli in otto macro-obiettivi:
1. Coinvolgere i dipendenti nelle politiche e nelle strategie
2. Trasmettere informazioni su esigenze operative, ottimizzando le fasi di
esecuzione del lavoro
3. Mantenere informato il personale in funzione della mission
4. Rafforzare il senso di appartenenza e la motivazione
5. Migliorare le sinergie tra gli uffici e i rapporti collaborativi
6. Stimolare la creatività
7. Rendere più visibile il management
Diffondere un’immagine positiva dell’ente attraverso
8. i comportamenti e gli
atteggiamenti dei dipendenti
Sviluppare una politica accurata di comunicazione interna come strumento di
governance da parte di un leader è fondamentale per una gestione efficiente ed ottimale
della propria organizzazione. I tratti distintivi dei leader, infatti si propagano in maniera
su tutta l’organizzazione
diretta condizionandone di fatto il funzionamento e la
performance generale. Il personale interno non solo viene a contatto con le informazioni
6
rispetto all’organizzazione attraverso gli strumenti della comunicazione interna, ma
spesso viene a conoscenza di notizie riguardanti l’istituzione tramite il sistema dei
media e il passaparola esterno (Avallone, 2003). Ad oggi sono poche le amministrazioni
che adottano e sviluppano piani di comunicazione interna. Il 73% delle amministrazioni
non prevede forme dirette di coinvolgimento dei lavoratori mentre oltre il 60% non
presenta alcuna forma di comunicazione per i dipendenti (Bordogna, 2002).
Attraverso questi concetti e modelli comunicativi, analizzeremo i tre personaggi già
citati nell’introduzione per confrontare come in diversi contesti aziendali e geografici,
tre mostri sacri della comunicazione interna possano aver ottenuto risultati straordinari a
livello di governance aziendale attuando però diversamente questi concetti a livello
come sia realmente necessario che l’organizzazione
comunicativo e mostrando
comunichi ai lavoratori i propri valori, le proprie attese e le opportunità per il successo
dell’impresa.
L’importanza della comunicazione
2.1 come strumento di governance
È possibile definire la comunicazione aziendale interna come l’insieme di attività di
comunicazione il cui scopo è quello di informare le risorse interne di un’organizzazione
su tutto ciò che l’azienda fa o è in procinto di fare. Un’efficiente comunicazione interna
è fondamentale per garantire una buona governance aziendale. Capita non di rado che le
imprese si concentrino su come adattare una grande strategia di comunicazione esterna
dimenticandosi di fare lo stesso con i flussi di comunicazione interna [1]. Ciò che
spesso viene dimenticato è che essa fornisce un contributo fondamentale alla
motivazione e alla diffusione di conoscenza dei dipendenti, migliorando l’immagine e la
credibilità dell’impresa sotto ogni aspetto. A qualsiasi livello organizzativo si è ormai
consapevoli che i processi comunicativi riguardano tutte le persone che appartengono
alla struttura e che le competenze di comunicazione interpersonale devono essere
diffuse e promosse fra tutti per facilitare i processi decisionali gestionali e produttivi che
si basano sempre di più sulla cooperazione e sulle relazioni (La Bella et alii, 2012).
La comunicazione interna come strumento di governance è una questione
complessa, in quanto implica una serie di fattori che devono essere gestiti
contemporaneamente. Essa consiste in un continuo coinvolgimento e impegno delle
persone nel dialogo strategico fin dall'inizio del processo decisionale, con lo scopo di
trasmettere alle risorse umane un messaggio fondamentale, ossia quello di essere attori
nell’attuazione di decisioni strategiche. Dunque possiamo intenderla come un
importanti
complesso flusso di informazioni che coinvolge un’organizzazione dal suo interno e ne
Un’efficace piano di comunicazione
garantisce il funzionamento (Cavallaro, 2021).
interna crea complicità tra i dipendenti, nelle politiche e nelle strategie adottate
dall’impresa e ha come obiettivo la diffusione dell’identità e dei valori della società per
rendere chiaro a tutti dove si sta andando, come lo si sta facendo, ma soprattutto il
perché (Cavallaro, 2021).
Mentre i risultati delle decisioni strategiche sono, come abbiamo detto, il prodotto di
azioni collettive, la comunicazione garantisce la coerenza di tali azioni nel tempo,
sostenendo la coordinazione reciproca tra gli attori attraverso la valutazione continua
congiunta delle opzioni strategiche e delle azioni (Candido, 2015). La comunicazione
7
interna è una questione complessa, in quanto implica una serie di fattori che devono
essere gestiti contemporaneamente. Essa è da intendere come un vero e proprio
meccanismo in cui ogni ingranaggio deve raggiungere il suo obiettivo in maniera
ottimale tramite un preciso e armonioso funzionamento delle parti che lo compongono.
Una comunicazione efficace può contribuire al successo organizzativo in molti
modi:
• Favorisce la costruzione del morale, della soddisfazione e dell'impegno dei
dipendenti;
• Aiuta i dipendenti a comprendere i termini e le condizioni del loro impiego e ne
stimola l'impegno e la lealtà;
• Dà voce ai dipendenti, una componente sempre più significativa per migliorare
la soddisfazione;
• Aiuta a ridurre le possibilità di incomprensioni e potenziali conflitti;
• Migliora i processi e le procedure e, in definitiva, crea maggiore efficienza e
riduce i costi;
• fiducia all’interno dell’impresa;
Crea un clima di
• Coinvolge i dipendenti, favorendo il loro impegno e la loro dedizione;
• Favorisce la condivisione delle informazioni.
Quando la comunicazione interna funziona, dunque, è più probabile che i dipendenti
mostrino spirito di cooperazione e collaborazione e siano sinceramente disposti a
condividere i valori e la filosofia dell’azienda. Spesso, si trascura un elemento molto
importante e altrettanto delicato. I dipendenti sono coloro che proiettano all’esterno
l’immagine dell’azienda per cui operano. La reputazione finale dell’azienda dipende
anche da ciò che di essa pensano coloro che vi lavorano ogni giorno. Se si è
dell’azienda per cui
insoddisfatti si lavora è probabile che, nei propri scambi
comunicativi con amici o familiari, si possa esprimere il proprio disappunto su quegli
aspetti che causano malessere. Al contrario, se ci si ritiene felici del proprio ruolo
all’interno dell’azienda è molto più facile che si possano veicolare sentimenti positivi
all’esterno.
tali ragioni, all’interno dell'organizzazione, la comunicazione (se gestita con
Per
efficacia) alimenta una buona sinergia tra i dipendenti migliorando le performances
della stessa organizzazione. Questa indispensabile connessione è realizzata attraverso
tre fattori: in primo luogo, la diffusione della vision aziendale; in secondo luogo, la
divulgazione della mission organizzativa e, infine, la trasmissione e la condivisione con<
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