Alberto Boccali e la fondazione Asti Musei
Progetto di analisi del sistema museale integrato
Il sistema si compone di 6 sedi museali, tutte accessibili grazie ad un unico Smart Ticket.
- Palazzo Mazzetti: un palazzo barocco, ospita la Pinacoteca Civica di Asti.
- Palazzo Alfieri: casa natale del celebre poeta, è la sede del Centro Nazionale Studi Alfieriani.
- Cripta e Museo di Sant'Anastasio: la cripta è di epoca altomedievale e sorge a pochi passi dalla cattedrale di Asti.
- Domus Romana: la domus permette di scoprire le fasi storiche della città.
- Torre Troyana: uno dei simboli architettonici di Asti e del Piemonte.
- Complesso monumentale di San Pietro e Museo Archeologico: la collezione è costituita dalle donazioni di quattro cittadini astigiani tra fine Otto e inizio Novecento.
Soggetti coinvolti
- Provincia di Asti
- Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
- Comune di Asti
- Regione Piemonte
Il sistema museale è stato attivato tramite la costituzione di una fondazione nel 2018, per la necessità di una gestione integrata del patrimonio del territorio di Asti, per una maggiore efficienza delle risorse e per proporre una migliore offerta museale.
La Fondazione Asti Musei, che opera senza fini di lucro, persegue le finalità della conservazione, della manutenzione e della valorizzazione dei beni culturali ricevuti o acquisiti a qualsiasi titolo, nonché della gestione e valorizzazione di organismi, attività museali e culturali. Inoltre si impegna, anche con la collaborazione di terzi, nell’organizzazione di eventi e attività culturali, anche connessi a particolari aspetti dei beni, quali ad esempio, le operazioni di recupero e restauro; nell’organizzazione di mostre, attività di ricerca, anche in collaborazione con il sistema scolastico e universitario. La Fondazione è attiva prevalentemente sul territorio della provincia di Asti.
Governance
Il Comune di Asti aveva stipulato ad inizio 2018 una convenzione con la preesistente Fondazione Palazzo Mazzetti per la realizzazione del progetto “Asti Città Museo: servizi e strutture per una maggiore accessibilità”. Questo, a sua volta, era nato nell’ambito del progetto CLAN (Cultural Local Area Network), con il quale si voleva sperimentare un’architettura tecnologica e informatica atta a consentire, da un lato, l’autonoma fruibilità da parte di visitatori preventivamente identificati di beni culturali e dall’altro il monitoraggio da remoto dello stato dei suddetti beni a fini conservativi. Il progetto CLAN era derivato dalla sinergia tra il Politecnico di Torino, la Regione Piemonte, la Fondazione.