Supporto didattico proposto dalla professoressa Giuseppa Abbate al corso di: Procedure e metodi dell’offerta trattamentale (6 cfu)
Scienze giuridiche Triennale
Curriculum Criminologia
Esame a scelta dello studente
Domande aperte compilate e corrette da un professionista.
Aggiornato aprile 2022
I volontari in carcere
In Italia il volontariato penitenziario è di tre tipi: volontariato di singoli, volontariato di singole associazioni, volontariato di gruppi di associazioni coordinate da una più ampia organizzazione.
L’autorizzazione per l’accesso in istituto in ogni caso nominativa, rilasciata ai singoli volontari, è disciplinata dall’ordinamento penitenziario (L. 354/1975). L’art. 17 dell’ordinamento penitenziario consente l’ingresso in carcere a tutti coloro che, avendo concreto interesse per l’opera di risocializzazione dei detenuti, dimostrino di poter utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera.
La domanda di volontariato (contenente dati personali, motivazioni e proposta dell’attività) va presentata al direttore dell’istituto penitenziario in cui si vuole operare che, dopo aver valutato la compatibilità delle iniziative proposte dal volontario, esprime parere sull'istanza e la trasmette al magistrato di sorveglianza per l’autorizzazione.
01. La figura dell'educatore
L’educatore è una figura importante del percorso trattamentale. Il detenuto può cercare il contatto con l’educatore e richiedere spesso colloqui sia per motivi personali che per motivi giudiziari.
Sono soggetti cui il detenuto si rivolge dunque sia per sfoghi o necessità prettamente emotive, sia come punto di contatto con il magistrato di sorveglianza. Gli educatori, infatti, inoltrano al magistrato, tramite la direzione penitenziaria, delle relazioni comportamentali, utili ai fini della concessione di permessi o forme alternative di espiazione della pena.
L’atteggiamento tenuto dall’educatore è autorevole ma altresì confidenziale, amichevole, per guadagnare la fiducia e la stima del suo interlocutore, che in questo modo si sente a suo agio e libero da qualsiasi tipo di costrizione. Al tempo stesso, però, l’educatore innesta su questo clima di fiducia l’intervento volto a indirizzare positivamente il percorso rieducativo.
02. Gli elementi del trattamento
Gli elementi del trattamento si dividono in intramurali ed extramurali: al primo appartengono l’istruzione, le attività culturali, ricreative e sportive, la libertà religiosa ed il lavoro interno all’istituto; al secondo appartengono le misure alternative alla detenzione, i permessi premio e le licenze e il lavoro all’esterno ai sensi dell’art. 21 dell’Ordinamento penitenziario.
Per quanto concerne l’istruzione, l’art. 19 O.P., dispone che la formazione culturale e professionale è curata mediante l’organizzazione dei corsi della scuola dell’obbligo. Possono inoltre essere istituite scuole d’istruzione secondaria di secondo grado ed è agevolato il compimento degli studi universitari.
Le attività culturali e ricreative rappresentano non solo occasioni di intrattenimento, ma di crescita e consentito di tessere rapporti e promuovere la conoscenza del carcere sotto forma di risorsa e luogo di produzione. Infine, l’attività fisica e sportiva svolta tramite passeggiate o nei campi da gioco o nelle palestre, non solo è essenziale per il benessere psico-fisico della persona, ma diventa anch’essa occasione di incontro e crescita quando affiancata da percorsi guidati.
03. La figura dell'educatore
L’educatore è una figura importante del percorso trattamentale. Il detenuto può cercare il contatto con l’educatore e richiedere spesso colloqui sia per motivi personali che per motivi giudiziari.
Sono soggetti cui il detenuto si rivolge dunque sia per sfoghi o necessità prettamente emotive, sia come punto di contatto con il magistrato di sorveglianza. Gli educatori, infatti, inoltrano al magistrato, tramite la direzione penitenziaria, delle relazioni comportamentali, utili ai fini della concessione di permessi o forme alternative di espiazione della pena.
L’atteggiamento tenuto dall’educatore è autorevole ma altresì confidenziale, amichevole, per guadagnare la fiducia e la stima del suo interlocutore, che in questo modo si sente a suo agio e libero da qualsiasi tipo di costrizione. Al tempo stesso, però, l’educatore innesta su questo clima di fiducia l’intervento volto a indirizzare positivamente il percorso rieducativo.
02. La fede in carcere
L’art. 26 della L. 354/1985 conferisce alla popolazione detenuta la libertà di professare la propria fede religiosa e di praticarne il culto. Ogni istituto di pena assicura la celebrazione dei riti del culto cattolico e la presenza di almeno un cappellano.
Molto spesso, è proprio grazie al rapporto diretto di fiducia e speranza che si instaura con il cappellano, che molti detenuti avviano un percorso di autoanalisi e pentimento, in vista di un cambiamento di vita positivo, al momento della conclusione del periodo di detenzione.
Il cappellano, dal canto suo, dona dignità e indipendenza nel pensiero ai carcerati e cerca di trasmettere la serenità e la tranquillità che solo la fede può conferire in uno stato di privazione materiale.
03. I compiti della Polizia Penitenziaria
Ai sensi dall'art. 5 l. n. 395 del 15/12/1990, gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria: assicurano l'esecuzione delle misure privative della libertà personale; garantiscono l'ordine all'interno degli istituti di prevenzione e pena e ne tutelano la sicurezza; partecipano alle attività di osservazione e trattamento rieducativo dei detenuti; espletano il servizio di traduzione dei detenuti e il servizio di piantonamento degli stessi in luoghi esterni di cura; concorrono nell'espletamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica e di pubblico soccorso.
Gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria possono rivestire le attribuzioni di: Sostituti Ufficiali di Pubblica Sicurezza; Agenti di Pubblica Sicurezza; Ufficiali ed Agenti di Polizia; Polizia Stradale.
02. L'osservazione scientifica della personalità
L’educator
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Procedure e metodi dell'offerta trattamentale
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Metodi e procedure dell'offerta trattamentale
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Procedure
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Procedure di laboratorio