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Diritto costituzionale

Docente: Podetta Marco

Lezione 002 scritte

Le Costituzioni non

01. Le Costituzioni non...

  • Esistono, come nel caso della Germania...
  • Esistono...
  • Esistevano un tempo, ma non esistono più...
  • Non esistono

Con il referendum del 2 giugno 1946

02. Con il referendum del 2 giugno...

  • Si decise la forma di Stato del nuovo ordinamento italiano
  • Si decise la forma di governo del nuovo ordinamento italiano
  • Si decisero la forma di stato e la forma di governo del nuovo ordinamento italiano
  • Quasi la totalità dei cittadini optò in favore della "Repubblica"

L'Assemblea Costituente

03. L'Assemblea Costituente...

  • È stata eletta con un sistema maggioritario
  • È stata nominata dal Comitato di Liberazione Nazionale
  • È stata eletta con un sistema proporzionale
  • È stata eletta con sistema misto

Sono organi di rilievo costituzionale

04. Sono organi di rilievo costituzionale...

  • Il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti e la Corte costituzionale
  • Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Consiglio Supremo di Difesa
  • Il Governo, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, la Corte costituzionale
  • Il Parlamento, il Presidente della Repubblica, il Governo

Lo Statuto Albertino

05. Lo Statuto Albertino...

  • Era un testo costituzionale solo in alcune sue parti
  • Era una Costituzione rigida
  • Non era un testo costituzionale
  • Era una Costituzione flessibile

Elementi costitutivi dello Stato

06. Classicamente, gli elementi costitutivi dello Stato sono:

  • Territorio; popolo; sovranità
  • Territorio; sovranità
  • Territorio; popolo
  • Territorio; popolo; Costituzione

Si definisce Stato sociale quello che

07. Si definisce "Stato sociale" quello che...

  • Riconosce il diritto di costituire società a tutti i consociati
  • Riconosce il diritto di associarsi a tutti i consociati
  • Riconosce dei diritti di libertà per tutti i consociati
  • Garantisce vere e proprie prestazioni sociali in favore dei consociati

La Costituzione italiana

08. La Costituzione italiana...

  • È stata approvata all'unanimità
  • Non è stata mai approvata, perché è stata scritta dall'Assemblea costituente, eletta a tale scopo il 2 giugno 1946
  • È stata approvata con una maggioranza risicata
  • È stata approvata con un'ampia maggioranza

La rigidità costituzionale

09. La rigidità costituzionale

La rigidità della costituzione implica che per integrarla o modificarla è necessario un apposito atto normativo, la legge costituzionale, adottata con procedura aggravata rispetto alle altre leggi (dette leggi ordinarie). Costituzione e leggi costituzionali sono collocate in un grado superiore alla legge ordinaria nella gerarchia delle fonti del diritto, con la conseguenza che, ove la legge ordinaria contenesse disposizioni in contrasto con la costituzione o le leggi costituzionali, le stesse sarebbero invalide in virtù del principio espresso dal brocardo "lex superior derogat inferiori". Ciò, naturalmente, non esclude che la costituzione stessa possa autorizzare la deroga a proprie disposizioni da parte di una fonte subordinata, allorché ricorrano determinate condizioni, o disciplinare solo in parte certe fattispecie, demandando il completamento della disciplina ad una fonte subordinata (di solito la legge ordinaria o, negli ordinamenti che la prevedono, la legge organica collocata nella gerarchia delle fonti del diritto tra la legge ordinaria e la costituzione).

Al fine di rendere effettiva la rigidità della costituzione, deve essere previsto un controllo di legittimità costituzionale delle leggi ordinarie (e degli altri atti che hanno la stessa forza), attuato con modalità diverse nei vari ordinamenti; le costituzioni che prevedono tale controllo sono dette forti. Secondo taluni autori, la presenza di una costituzione rigida e del controllo di legittimità costituzionale determinerebbe un'evoluzione dello stato di diritto in quello che è stato denominato stato costituzionale di diritto.

Le costituzioni contemporanee sono quasi tutte rigide; l'eccezione più rilevante è rappresentata dal Regno Unito dove, peraltro, la costituzione non è nemmeno costituita da un unico testo, risultando articolata in una pluralità di atti adottati nel corso dei secoli e dallo Stato d'Israele, dove si hanno varie "leggi fondamentali". In Italia è rigida l'attuale Costituzione, la cui revisione ed integrazione è disciplinata negli artt. 138 e 139; era, invece, considerato costituzione flessibile lo Statuto Albertino, sebbene non contenesse alcuna disposizione riguardo alla sua revisione, come del resto facevano le costituzioni octroyées del tempo, ed anzi nella premessa si proclamasse "legge fondamentale perpetua e irrevocabile della monarchia".

Lezione 010

L'ordinamento italiano si conforma al diritto internazionale consuetudinario

01. L'ordinamento italiano si conforma al diritto internazionale consuetudinario...

  • Attraverso una ratifica che non necessita di autorizzazione parlamentare
  • Automaticamente
  • Attraverso una ratifica che necessita di autorizzazione parlamentare
  • Con atti normativi di diritto interno

Le direttive dell'Unione europea

02. Le direttive dell'Unione europea...

  • Contengono un obbligo di mezzi e di risultato
  • Non sono mai direttamente applicabili
  • Possono essere direttamente applicabili in alcune loro parti
  • Talvolta sono atti vincolanti

I regolamenti dell'Unione europea

03. I regolamenti dell'Unione europea...

  • Sono direttamente applicabili dai giudici degli Stati membri
  • Sono direttamente applicabili dai Presidenti degli Stati membri
  • Sono direttamente applicabili dai Governi degli Stati membri...
  • Sono direttamente applicabili dai legislatori degli Stati membri

Iniziativa degli atti legislativi dell'Unione europea

04. Nel sistema istituzionale dell’Unione Europea a quale organo compete l’iniziativa degli atti legislativi?

  • Al Consiglio (dei ministri)
  • A 50.000 cittadini europei
  • Al Parlamento
  • Alla Commissione

Repubbliche parlamentari

05. Quali dei seguenti Stati europei, per le loro forme istituzionali, sono da annoverare tra le ‘repubbliche parlamentari’?

  • La Gran Bretagna e la Grecia
  • La Germania e la Grecia
  • La Gran Bretagna e la Spagna
  • La Francia e la Svizzera

Tra le fonti normative dell'Unione europea, le direttive

06. Tra le fonti normative dell’Unione europea, le direttive sono...

  • Atti che vincolano i partiti politici europei
  • Atti che disciplinano la ‘forma di governo’ e l’organizzazione dell’Unione europea, non direttamente vincolanti per i cittadini degli Stati membri
  • Atti che vincolano gli Stati membri quanto ai risultati da raggiungere entro termini da essi previsti, non riguardo agli strumenti giuridici utilizzabili per conseguirli
  • Atti recanti norme generali e astratte, obbligatori in tutti i loro elementi, e direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri dell’Unione

Tra le fonti normative dell'Unione europea, i regolamenti

07. Tra le fonti normative dell’Unione europea, i regolamenti sono...

  • Atti recanti norme generali e astratte, obbligatori in tutti i loro elementi, e direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri dell’Unione
  • Atti che disciplinano la ‘forma di governo’ e l’organizzazione dell’Unione europea, non direttamente vincolanti per i cittadini degli Stati membri
  • Atti che vincolano i partiti politici europei
  • Atti che vincolano gli Stati membri quanto ai risultati da raggiungere entro termini da essi previsti, non riguardo agli strumenti giuridici utilizzabili per conseguirli

I trattati internazionali cui aderisce l'Italia

08. I trattati internazionali cui aderisce l'Italia...

  • Sono firmati dal Governo
  • Sono firmati dai Presidenti delle Camere
  • Sono firmati dal Presidente della Repubblica
  • Sono firmati dalle Camere

L'autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali

09. L'autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali...

  • Non è necessaria se questi hanno natura meramente politica
  • Non è mai necessaria
  • È obbligatoria se questi riguardano arbitrati o regolamenti giudiziari internazionali
  • È sempre obbligatoria

I membri del Parlamento europeo

10. I membri del Parlamento europeo...

  • Sono eletti direttamente dai cittadini del Paesi membri
  • Ricevono un'indennità da parte dei Paesi di provenienza
  • Non rispondono dei reati commessi durante il loro mandato
  • Sono organizzati in relazione al Paese di provenienza

Le decisioni dell'Unione europea

11. Le decisioni dell'Unione europea...

  • Hanno portata vincolante in tutti i loro elementi, ma solo per i loro destinatari
  • Hanno portata generale e sono vincolanti in tutti i loro elementi
  • Non sono vincolanti
  • Sono vincolanti per i loro destinatari solo quanto al risultato da raggiungere

Le raccomandazioni dell'Unione europea

12. Le raccomandazioni dell'Unione europea...

  • Hanno portata vincolante in tutti i loro elementi, ma solo per i loro destinatari
  • Sono vincolanti per i loro destinatari solo quanto al risultato da raggiungere
  • Hanno portata generale e sono vincolanti in tutti i loro elementi
  • Non sono vincolanti

Attualmente l'Unione europea si fonda

13. Attualmente l'Unione europea si fonda...

  • Su un trattato: il Trattato costituzionale europeo
  • Su due trattati: il Trattato sull'Unione europea e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea...
  • Su un trattato: il Trattato sull'Unione europea...
  • Su due trattati: il Trattato sull'Unione europea e il Trattato sulle Comunità europee

Il cammino di integrazione europea

14. Il cammino di integrazione europea è cominciato con l'istituzione...

  • Della Comunità europea del carbone e dell'acciaio
  • Dell'Unione europea
  • Della Comunità economica europea
  • Della Comunità europea dell'energia atomica

Norme immediatamente applicabili di un regolamento dell'Unione europea

15. Secondo il consolidato orientamento della Corte costituzionale, quando il giudice italiano, in relazione al caso sottoposto al suo esame, accerta che una legge dello Stato è in contrasto con norme, immediatamente applicabili, di un regolamento dell’Unione europea...

  • A seconda dei casi, applicherà il regolamento europeo oppure la legge dello Stato
  • Deve rimettere alla Corte costituzionale la questione di legittimità della legge italiana in contrasto con il regolamento europeo
  • Deve applicare le disposizioni della fonte normativa posteriore nel tempo, sia essa la legge italiana oppure il regolamento dell’Unione europea
  • Deve senz’altro applicare il regolamento europeo, disattendendo le norme legislative italiane contrastanti con esso

Il rapporto fra le fonti del diritto dell'Unione europea e il diritto interno italiano

16. Il rapporto fra le fonti del diritto dell'Unione europea e il diritto interno italiano

I controlimiti

17. I "controlimiti"

Gli unici limiti, o cosiddetti controlimiti, stabiliti dalla Corte costituzionale (sent. 232/1989), in linea con la giurisprudenza di altri paesi, sono quelli dei principi supremi dell’ordinamento costituzionale e dei diritti inalienabili della persona (gli stessi che secondo la Corte costituiscono limiti alla revisione costituzionale, v. par. 1). Si tratta di una clausola di salvaguardia, il ricorso alla quale è ritenuto anche dalla Corte «sommamente improbabile» (ma «pur sempre possibile»): infatti, l’ordinamento dell’Unione proclama a più riprese principi e diritti in tutto analoghi se non coincidenti con quelli di cui essa esige il rispetto.

Il cammino comunitario della Corte costituzionale

18. Il "cammino comunitario" della Corte costituzionale

Il rapporto fra il diritto internazionale e il diritto interno italiano

19. Il rapporto fra il diritto internazionale e il diritto interno italiano

Controlimiti, stabiliti dalla Corte costituzionale (sent. 232/1989), in linea con la giurisprudenza di altri paesi, sono quelli dei principi supremi dell’ordinamento costituzionale e dei diritti inalienabili della persona

Il disposto e l'interpretazione dell'art. 11 Cost.

20. Il disposto e l'interpretazione dell'art. 11 Cost.

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

Commento all'articolo 11

Ripudio della guerra e principio pacifista

La norma implica che il nostro Paese condanna moralmente, politicamente e giuridicamente l’utilizzo della violenza armata come strumento di offesa, ossia come mezzo per la risoluzione dei conflitti fra i popoli. La norma, pertanto, vieta le guerre di aggressione, cioè i conflitti armati volti a ledere l’indipendenza e o l’integrità territoriale di un altro Stato ovvero a imporre un certo ordinamento ad un’altra popolazione, per il perseguimento di propri interessi.

Il ripudio della guerra nasce dalla volontà di relegare definitivamente al passato il terrore, la morte e la devastazione delle due Guerre mondiali; la crudeltà della bomba atomica di Hiroshima; l’orrore della Shoah.

Tuttavia l’art. 11 non esclude che azioni belliche possano essere intraprese per la legittima difesa di respingere un attacco armato che metta in pericolo l’esistenza e l’indipendenza dello Stato (guerra di difesa). Tale funzione difensiva legittima, infatti, la presenza di un esercito. Questa interpretazione è suffragata dal combinato disposto degli artt. 11, 78, 87 e 52 Cost.:

  • Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al governo i poteri necessari (art. 78 Cost.)
  • Il Presidente della repubblica dichiara lo stato di guerra deliberato (art. 87 Cost.)
  • Dovere costituzionale dei cittadini di difendere la Patria (art. 52 Cost.)

Lo stesso articolo mostra la via, in positivo, per conseguire le finalità di pace e giustizia nei rapporti internazionali: il promuovere e il favorire, anche mediante limitazioni alla libertà giuridica e di azione dello Stato, le organizzazioni internazionali che mirino al mantenimento della pace e ed allo sviluppo della collaborazione fra gli Stati. Tali limitazioni sono consentite nella misura in cui, tutti gli stati partecipanti in condizioni di uguaglianza e parità, riconoscano e attribuiscano determinati poteri alle istituzioni sovranazionali.

La norma in esame ha legittimato:

  • L’ingresso dell’Italia nell’Organizzazione delle Nazioni Unite, 1. che richiedeva, come presupposto di ammissione, che lo Stato aderente si dichiarasse “amante della pace”
  • 2. La firma del Trattato di Roma che istituì la C.E.E. nel 1957 e la sottoscrizione del Trattato di Maastricht del 1992, istitutivo dell’attuale Unione Europea

Le fonti del diritto derivato dell'Unione europea

10. Le fonti del diritto derivato dell'Unione europea

L’ordinamento dell’Ue si fonda innanzitutto sui trattati, che sono stati conclusi «per una durata illimitata» (art. 53 Tue; art. 356 Tfue) e costituiscono, nella forma vigente (frutto del processo descritto nei primi due paragrafi), le fonti originarie del diritto dell’Unione; e poi sul complesso di norme adottate sulla base degli stessi trattati dalle istituzioni dell’Unione, nel rispetto dei procedimenti di produzione giuridica fissati nel Tfue. Sono queste ultime le fonti derivate le quali, ovviamente, devono essere compatibili coi trattati sia sotto il profilo formale sia sotto il profilo sostanziale. Insieme costituiscono il sistema delle fonti dell’Unione. Dopo aver visto le disposizioni istituzionali, esaminiamo ora cosa contengono le altre parti dei trattati. Se il Tue consta di 55 articoli, suddivisi in 6 titoli, il Tfue consta di 358 articoli, suddivisi in 7 parti per un totale di 34 titoli. Ad essi sono allegati 37 protocolli e 65 dichiarazioni.

Valori, obiettivi e principi dell’Unione si ritrovano in entrambi i trattati (in particolare, il preambolo e i titoli I e II del Tue; il preambolo e le parti prima e seconda del Tfue). I principali sono:

Valori, obiettivi, principi dell’Ue

  • A. Il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’eguaglianza, dello stato di diritto e dei diritti umani, compresi quelli delle minoranze (art. 2 Tue);
  • B. La pace e il benessere fra i popoli; uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, nel quale sia assicurata la circolazione delle persone e il controllo delle frontiere esterne; un mercato interno; lo sviluppo sostenibile, basato su crescita economica equilibrata, stabilità dei prezzi, economia sociale di mercato fortemente competitiva, piena occupazione, tutela dell’ambiente, progresso scientifico e tecnologico; la lotta contro l’esclusione sociale; la coesione economica, sociale e territoriale; il rispetto della diversità culturale e linguistica; un’unione economica e monetaria (art. 3 Tue);
  • C. Il rispetto dell’eguaglianza degli stati membri e della loro identità nazionale e il principio di leale collaborazione fra Unione e stati (art. 4 Tue);
  • D. I principi di attribuzione, di sussidiarietà, di proporzionalità (art. 5 Tue);
  • E. Il riconoscimento dei diritti, della libertà e dei principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione e l’adesione alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (art. 6 Tue);
  • F. L’eguaglianza dei cittadini, intesa come «non discriminazione», e la comune cittadinanza dell’Unione (art. 9 Tue; artt. 18-25 Tfue);
  • G. Il buon funzionamento dell’Unione e delle sue istituzioni, fondato sulla democrazia rappresentativa; la partecipazione di cittadini e partiti; la trasparenza; il concorso dei parlamenti nazionali (artt. 10-12 Tue; art. 15 Tfue).

Il processo di integrazione europea

21. Il processo di integrazione europea

L'integrazione europea è il processo di integrazione industriale, politico, legale, economico (e in alcuni casi anche sociale e culturale) di tutti o alcuni Stati dell'Europa. L'integrazione europea trova i suoi centri di propulsione nella UE e nel Consiglio d'Europa.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gherezzino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Podetta Marco.
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