Paniere risposte aperte Letteratura Francese 1
Prof. Pigozzo
Ecampus
CDL: Lingue e letterature straniere
11. Si presenti il ciclo romanzesco dei Rougon-Macquart di Zola
Il ciclo romanzesco dei Rougon-Macquart di Zola, è una serie di venti romanzi in cui vengono analizzate le vite di cinque generazioni. Lo scopo dell’autore è quello di rappresentare la società contemporanea in modo scientifico, in quanto studiata nelle sue determinazioni genetiche e sociali, oltre che nelle determinazioni dovute all'ambiente e al tempo storico.
Si parte dalla relazione amorosa di Adelaide Fouque che sposa il contadino Rougon e, alla sua morte, amerà invece il passionale contrabbandiere e alcolista Macquart. Dalla prima relazione ha un solo figlio, Pierre Rougon, stesso carattere del padre, sposa Felicité, dalla quale avrà cinque figli ma solo Pascal, il medico, è diverso. Dal contrabbandiere Macquart, invece avrà due figli: Antonie, pigro, sposa la grande lavoratrice Josephine, e Ursula che sposa un cappellaio. A loro volta avranno tre figli a testa.
Zola con questi romanzi vuole spiegare come la razza di una sola famiglia può modificarsi e fare parte di vari ambienti sociali. Descrive ogni livello sociale, dal più basso al più alto. Ogni membro della famiglia è il protagonista di un romanzo. Ogni personaggio ha il suo linguaggio a seconda del milieu a cui appartiene.
14. Di cosa tratta la Préface alla Fortune des Rougon di Zola?
Zola nella Préface spiega il suo voler mostrare come una famiglia, composta da vari esseri umani differenti, si comporti all’interno di una società. Ad un primo colpo d’occhio i personaggi sono tutti diversi ma, dopo un’attenta analisi, si può notare come siano legati gli uni agli altri, una sorta di ereditarietà. Storia naturale e sociale di una famiglia sotto il secondo impero: strana epoca di follia e vergogna.
11. Si delineino i caratteri fondamentali della vita e delle opere di Maupassant
Maupassant, principale scrittore di racconti del naturalismo, nasce in Normandia. La madre era amica di Flaubert che lo guidò nella formazione. Nel 1869 si trasferì a Parigi e si iscrisse in giurisprudenza che lasciò dopo un anno a causa della guerra franco-prussiana. Ottenne poi un lavoro al ministero della marina. Assiduo frequentatore di bordelli, contrasse la sifilide e morì a 43 anni.
Il suo esordio letterario avvenne nel 1880 con la raccolta di novelle “Les soirées de Medan”, scritte da vari scrittori che aderivano al naturalismo. Il suo primo romanzo fu nel 1883 “Une vie” e successivamente il famosissimo “Bel ami”. L’opera Una vie racconta di una donna aristocratica.
Maupassant intende denunciare le condizioni femminili del XIX secolo. Concezione moralistica dell’arte, denuncia inoltre la politica degli ambienti corrotti, riduzione dell’uomo alla sua dimensione fisiologica. I personaggi dei Maupassant sono abbandonati a sé stessi, aggrappati alla vita, godono e soffrono senza interrogarsi sul loro stato d’animo.
Il romanzo “Bel ami”, ci illustra la storia della scalata sociale del protagonista, grande scrittore che conquista ricchezza e potere e soprattutto con donne che conquista e poi abbandona. Ripugnante meccanismo sociale.
Gli scritti di Maupassant sono caratterizzati da un pessimismo cupo e radicale. Tutto per lui è misero e squallido, piatto. Scrive poi il romanzo “Pierre e Jean” che include l’unica prefazione in cui parla della poetica del romanzo.
Le caratteristiche dei suoi testi sono: il valore assoluto della libertà creatrice dello scrittore, lo stile che deve essere chiaro, no scritture artiste, la narrazione che può anche essere autobiografica. Maupassant sposta la sua attenzione naturalista verso la rappresentazione dei sentimenti e della mente umana. Tutti i romanzi nascono prima en feuilleton e poi in volumi.
Si parli della Scuola di Médan
La Scuola di Médan è una scuola di scrittori di ispirazione realista che nasce intorno alle figure di Zola, Edmond de Goncourt. Médan era un paese vicino a Parigi, dove ogni giovedì si riunivano gli scrittori nella casa in campagna di Zola, con l’intenzione di formare una scuola naturalista.
“Les soirées de Medan” sono una raccolta di novelle naturaliste ambientate nel contesto della guerra franco-prussiana del 1870-1871 e segnano paradossalmente l’inizio del declino del movimento e la svolta verso un romanzo antinaturalista. “Les soirées” evidenziano l’impossibilità di costruire una vera e propria scuola naturalista perché i principi sono espressi in modalità differenti in relazione alle diverse sensibilità artistiche.
Si parli della relazione tra crisi dello Stato nazionale e storia letteraria in Francia
Lo sviluppo economico e tecnologico che investì le principali potenze europee contribuì ad accrescere la competizione economico-politica tra loro e determinò una forte crisi di potere degli stati nazionali. In questo panorama storico, da un punto di vista di storie della produzione letteraria e artistica, i cambiamenti fecero accrescere sempre più l’esigenza di rinnovamento delle precedenti forme letterarie, contribuendo all’affermazione di uno sperimentalismo che mette in crisi il romanzo ottocentesco.
Agli inizi del 900 si assiste dunque ad una drastica diminuzione della produzione romanzesca, considerata ormai obsoleta e inadeguata su nuovi gusti e sensibilità.
03. Si parli del romanzo psicologico e in particolare dell'opera di Bourget
Bourget rifiutò il naturalismo dell’800, nei suoi scritti effettua un esame psicologico di alcuni dei protagonisti della scena letteraria, come Taine, Stendhal e Baudelaire. La letteratura, per lui, è una psicologia vivente. I suoi primi trattati psicologici furono: essais de psychologie contemporaine.
In seguito, Bourget, si occupò di romanzi. Al vertice dei suoi romanzi vi è “Le disciple” in cui attacca il naturalismo e i preconcetti scientifici che mirano ad annientare la spiritualità. Si tratta di un “romanzo a testi”, che accusa la scienza moderna di essersi sostituita alla religione senza aver fornito un’adeguata morale.
Nei testi di Bourget si evince una capacità descrittiva di sentimenti, un fine di introspezione psicologica, egli afferma che nella vita esistono “cattivi maestri”, come lo è il naturalismo. È anche un’opera politica che sottolinea la debolezza della terza repubblica, con nostalgia della monarchia.
09. Quali sono i caratteri strutturali del romanzo decadente?
I caratteri strutturali del romanzo decadente sono: la povertà diegetica, il personaggio unico, la complementarietà, spazio e tempo. Il piano dello spazio mette in risalto il disprezzo per l’umanità, si tratta di una fuga dalla realtà e del rifugio in luoghi chiusi e isolati che mettono in scena la proiezione dell’Io protagonista.
Per quanto riguarda il fattore “Tempo”, sono assenti i marcatori temporali, ma vi sono anacronie, sfasature temporali, flashback, estensioni temporali, recit può durare più dell’histoire.
Che cosa significa e che ruolo svolge la povertà diegetica nel romanzo decadente?
La povertà diegetica è la dissoluzione dell’intreccio, sfiorando a volte il grado zero nella sua totale assenza, mancano avventure ed effetti suspense. Non accade nulla. Nel romanzo decadente, l'affabulazione, l’arte di raccontare la trama, mette tutto attorno ad un nucleo narrativo primario. La narrazione diventa secondaria e viene attenzionata l’analisi psicologica dei personaggi.
Quali caratteristiche contraddistinguono i personaggi del romanzo decadente?
Le caratteristiche che contraddistinguono i personaggi del romanzo decadente sono molteplici, tra cui l’abolizione della coralità. I personaggi sono insoddisfatti universalmente verso ogni elemento del reale e disprezzano il mondo contemporaneo. Essi sono spesso nevrotici, malati, come è malata la società in cui vivono.
Gli eroi decadenti cercano disperatamente di sottrarsi al reale, natura e società, attraverso azioni estreme, lontane dalla normalità. Essi intraprendono la via dell’arte e dell'artificio, come rimedio alla malinconia che li circonda.
Che ruolo svolge lo spazio chiuso nel romanzo decadente?
Lo spazio chiuso nel romanzo decadente, ha un ruolo per lo più domestico, in cui l’uomo decadente protegge la sua intimità, mostrando così la sua diversità. L’io del protagonista si protegge dal mondo esterno.
Inoltre, l’interno è il luogo ideale per la produzione dell’arte, uno spazio in cui si possa operare liberamente seguendo l’artificiale. Grazie all’artificiale si può raggiungere l’assoluto.
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Si parli del contesto storico-culturale del romanzo del Secondo Impero
Il romanzo del Secondo Impero nasce nel XIX secolo, nel periodo in cui Luigi Napoleone fa un colpo di stato e fonda il suo regime. Si possono distinguere due fasi nella gestione del regime di Luigi Napoleone: la fase repressiva per tutti i restanti anni 50, e quella neoliberale e timidamente aperta alle questioni sociali negli anni 60.
Questo è un grande periodo di sviluppo per la Francia, in quanto si industrializza, vede la crescita della circolazione monetaria e del mercato editoriale e l’espansione urbana. È anche il periodo dell’ascesa epistemica e ideologica del positivismo: la buona coscienza è quella che si fonda sui dati sensibili dell’esperienza.
Che cosa è il realismo secondo Erich Auerbach?
La Francia post-rivoluzionaria e post-napoleonica è, secondo Auerbach, sede culturale dell’emersione di un nuovo modo di rappresentare la realtà nella letteratura di tipo narrativo. Possiamo chiamare questo nuovo modo “realismo ottocentesco”.
I criteri che applica Auerbach per definire questo nuovo realismo ottocentesco sono i seguenti:
- Storicizzazione della realtà rappresentata: storia individuale e epoca storica risultano legati in modo più o meno deterministico e singoli referenti di realtà divengono sufficienti ad evocare intere atmosfere morali.
- Imitazione seria della realtà quotidiana: il romanzo prende il posto della tragedia e si assume il compito di rappresentare seriamente / problematicamente aspetti di una realtà medio-bassa finora misconosciuta. Si trattava per la prima volta di prendere sul serio la vita reale in tutte le sue varietà, inclusi i suoi attributi quotidiani, pratici, brutti e volgari.
Che cosa è il realismo secondo Champfleury?
Nella preface alla raccolta di scritti del 1853-1587 che decide di intitolare “Le réalisme” Champfleury, rivendica un ruolo programmatico al “realismo” come corrente dell’arte e della letteratura contemporanea, individuandone quattro caratteristiche fondamentali:
- Il metodo compositivo: l’osservazione di dati positivi di realtà. Il romanziere deve basarsi sull’osservazione rigorosa della realtà e descrivere un milieu e personaggi che conosce bene. Deve studiare “l'extérieur des individues”, interrogarli, controllare le risposte, studiare habitat e vicini e poi trascrivere le risposte.
- L’oggetto di rappresentazione: classi sociali medio-basse. Lo scrittore realista deve scegliere classi medie e popolari, sia perché è il milieu che conosce meglio, sia perché in loro “la sincérité des sentiments, des actions et des paroles est plus en evidence que dans la haute societé”.
- Lo stile della rappresentazione: Champfleury denuncia gli scrittori che mascherano l’assenza di pensiero dietro l’enfasi della frase.
- La voce narrativa: impersonalità. Lo scrittore limiterà al massimo l’intervento dell’autore, l’ideale sarebbe una sorta di stenografia delle proposizioni dei personaggi e una serie di fotografie di questi diversi aspetti.
09. Che cosa si intende e quali autori e opere sono riconducibili al realismo réaliste?
All’interno del campo del realismo del secondo impero vi è una tendenza di realismo réaliste e una di realisme artiste, ciò che le accomuna sono:
- L’ammirazione per l’opera di Balzac.
- Ammirazione per l’arte della caricatura e per i caricaturisti che si collega alla predilezione della rappresentazione del vero in derisione dell’idealizzato universo borghese.
- La presa di distanza dall’idealismo romantico.
- La svalutazione della trama nell’economia del romanzo.
- La rivendicazione della dignità delle classi sociali basse, come referenti letterari e l’accento su temi come l’interdipendenza tra destino individuale e destino sociale.
Nonostante questi punti comuni ci sono anche delle differenze: del realismo réaliste fanno parte quei frequentatori della boheme e di Courbet, Champfleury, Duranty, Murger, che dipendono economicamente dalla loro produzione letteraria per vivere perché non hanno provenienza sociale alta.
Gli artiste invece sono borghesi e aristocratici e considerano la produzione letteraria come un fine a sé. Si tratta dei fratelli Goncourt, di Flaubert e di Théophile Gautier.
10. Che cosa si intende e quali autori sono riconducibili al realismo artiste?
All’interno del campo del realismo del secondo impero vi è una tendenza di realismo réaliste e una di realisme artiste, ciò che le accomuna sono:
- L’ammirazione per l’opera di Balzac.
- Ammirazione per l’arte della caricatura e per i caricaturisti che si collega alla predilezione della rappresentazione del vero in derisione dell’idealizzato universo borghese.
- La presa di distanza dall’idealismo romantico.
- La svalutazione della trama nell’economia del romanzo.
- La rivendicazione della dignità delle classi sociali basse, come referenti letterari e l’accento su temi come l’interdipendenza tra destino individuale e destino sociale.
Nonostante questi punti comuni ci sono anche delle differenze: del realismo réaliste fanno parte quei frequentatori della boheme e di Courbet, Champfleury, Duranty, Murger, che dipendono economicamente dalla loro produzione letteraria per vivere perché non hanno provenienza sociale alta.
Gli artiste invece sono borghesi e aristocratici e considerano la produzione letteraria come un fine a sé. Si tratta dei fratelli Goncourt, di Flaubert e di Théophile Gautier.
Quali sono i caratteri della dottrina flaubertiana?
I caratteri della dottrina flaubertiana sono i seguenti:
- Imitazione seria del quotidiano, riporta cioè fedelmente scene di vita comune.
- Ripudio della realtà, cioè si astiene nei suoi romanzi da lunghe tirate sulla politica, sull’amore, sull’editoria o qualsiasi altro tema in cui mettere narcisisticamente in mostra conoscenze e idee personali. Non esprime la propria opinione e non fornisce giudizi espliciti.
- Culto dell’arte e dello stile.
- Discorso indiretto libero che consiste nella creazione di un discorso ibrido, tra quello mediato del narratore e quello diretto del personaggio, escludendo segni di interpunzione. Flaubert adopera il messaggio indiretto libero per lasciar parlare senza inibizione i suoi personaggi.
- Impersonalità, cioè assenza di giudizio da parte della voce narrante, una non partecipazione emotiva agli eventi.
In che senso Flaubert ripudia la realtà e il realismo?
Flaubert si astiene nei suoi romanzi da lunghe tirate sulla politica, sull’amore, sull’editoria o qualsiasi altro tema in cui mettere narcisisticamente in mostra.
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