Caso innovazione di processo: Industria 4.0
Costa Davide 500061141
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Il nuovo programma, a detta di molti la nuova rivoluzione industriale, chiamato Industria 4.0 (ma la possiamo chiamare Smart Factory, fabbrica intelligente…), rivoluzionerà sia le fabbriche sia le relazioni tra esse.
Il Piano viene considerato la 4° rivoluzione industriale in quanto prevede l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet.
L’idea di base è quella dunque di sviluppare un progetto interdisciplinare concentrato sulla creazione di prodotti intelligenti, procedure intelligenti e processi intelligenti; d’altronde le fabbriche intelligenti costituiscono un elemento chiave del progetto Industria 4.0.
Esso sarà basato quindi su fabbriche intelligenti collegate all’interno di catene del valore fortemente segmentate.
Le Fabbriche Intelligenti sono in grado di gestire la complessità, sono meno esposte a rotture e sono in grado di fabbricare prodotti in modo più efficiente.
Più precisamente con Industria 4.0 si indicano l’insieme di tecnologie digitali, di tool per dati e analisi che si ritrovano in tutta la filiera della produzione: stampa 3D, robotica, i prodotti completi dotati di intelligenza artificiale, come le automobili connesse e gli altri oggetti dell’Internet of Things.
Nella fabbrica intelligente, gli esseri umani, le macchine e le risorse comunicano tra loro nel modo più naturale, come in un social network.
Si tratta di tecnologie che stanno cambiando il modo di progettare, realizzare e distribuire qualsiasi prodotto in tutto il mondo e possono creare un nuovo “filo digitale” in tutta la catena industriale; tutto questo permetterà di organizzare e gestire in modo automatico grandi quantità di informazioni.
Le principali aree interessate saranno l’Internet delle Cose (IoT) e l’Internet dei Servizi (IOS), le nuove funzionalità dell’ICT (Information and Communications Technology), che verranno implementate nella struttura industriale, mentre i componenti chiave saranno i Sistemi Cyber-Fisici (CPS).
Il successo infatti dell’implementazione delle tecnologie digitali nella produzione dipenderà dalla costruzione di una comunicazione fluida tra tutti gli anelli della catena industriale, trasformando il flusso continuo di dati in “filo digitale” o meglio in un sistema nervoso.
L’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet sarà il motore portante della 4° rivoluzione industriale e punta ad incrementare la flessibilità, la velocità, la produttività, la qualità e la competenza delle imprese.
Industria 4.0 comporterà l’organizzazione di processi di produzione basati sulla tecnologia e su device in grado di comunicare autonomamente tra di loro lungo la catena del valore: ossia un modello di smart factory dove i sistemi controllati dai computer gestiscono processi fisici, creando un mondo virtuale e parallelo a quello fisico.
Una vera e propria rivoluzione a cui assisteremo e alla quale i paesi non possono rinunciare se non vorranno trovarsi indietro nell’arena competitiva.
L’Italia stessa non può più rinviare l’impegno di dotarsi di un disegno di sviluppo di lungo periodo e di una strategia coerente di politica industriale, che incorpori l’approccio Industria 4.0 e che sia in grado non solo di sostenere la vocazione manifatturiera del Paese, ma anche di governare le trasformazioni della società (da questo punto di vista il governo e Confindustria si stanno già muovendo).
La digitalizzazione della filiera rende possibile la comunicazione tra individui e macchine, con un netto vantaggio sui costi-benefici, ma non solo: facilita rispetto ai sistemi tradizionali l’innovazione e la competitività.
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Industria 4.0 (economia e politica industriale)