Estratto del documento

Capitolo 1: Homework 02

Introduzione

De Mori Gabriele (mat:1233954)

Esercizio 1

Nel caso di continuo tridimensionale, come è possibile passare dalla formulazione forte del problema (problema differenziale) ad una formulazione debole (problema integrale) nell’ambito di problemi meccanici lineari in piccole deformazioni?

In un continuo tridimensionale, la formulazione forte del problema meccanico è data dall’insieme delle forze, tensioni e vincoli ad esso applicato che ne condizionano l’equilibrio:

  • ∇σ + Fin = 0 in Ω
  • σ · n = fin su Γf
  • u = uin su Γu

Per risolvere il problema differenziale si possono usare due metodi: principi variazionali e metodi residuali. Questi ultimi risultano maggiormente adattabili ai vari problemi, in quanto dei primi non è detto che esista una soluzione.

Passaggio alla formulazione debole

Essendo il problema differenziale difficile da risolvere, si preferisce passare ad un problema integrale (formulazione debole) più facilmente risolvibile. Per fare questo si adotta un’approssimazione (suddivisione del dominio in sottodomini):

\[\int_{\Omega} X \, d\Omega = \sum_{i=1}^{m} \Delta\Omega_i\]

Con numero di sottodomini finiti. I metodi residuali prevedono di ricondursi ad una formulazione debole tramite approssimazione della soluzione, ottenuta per interpolazione di quella esatta su determinati punti (o nodi) imposti, che formano i sottodomini.

\[w \cdot a =\]

Per fare ciò, bisogna trovare delle funzioni che moltiplicate per la soluzione nodale mi forniscano un'approssimazione della soluzione nel continuo; queste funzioni vengono dette "funzioni peso". Imponendo \( w = \) non si fa altro che applicare il metodo di Galerkin. Le funzioni di forma devono essere continue ed avere derivate continue fino al grado imposto dal problema in determinati punti. In ogni caso bisogna garantire che l’integrale sia finito.

Considerazioni meccaniche

Nel caso meccanico, considerando la seconda equazione di equilibrio:

  • \(\int_{\Gamma_f} w \cdot f \, d\Gamma - \int_{\Gamma_f} \sigma \cdot n \, d\Gamma = \int_{\Omega} \nabla g(x) \cdot d\Omega = \int_{\Gamma} g(x) \cdot n \, d\Gamma\)

Per il teorema della divergenza, ottengo la seguente semplificazione:

  • \(\int_{\Gamma_f} (w \cdot f \cdot d\Gamma) = \int_{\Omega_f} (w \cdot \sigma) \, d\Omega\)

Sviluppando matematicamente ottengo:

  • \(\frac{\partial w}{\partial x} \int_{\Gamma} T \cdot \nabla \sigma \cdot w \, d\Gamma = \int_{\Omega} w \cdot f \, d\Gamma - \int_{\Omega} F \cdot d\Omega\)

Sostituendo poi la prima relazione di equilibrio:

  • \(\int_{\Omega} \sigma \, d\Omega = \int_{\Gamma} w \cdot f \, d\Gamma + \int_{\Omega} w \cdot F \, d\Omega\)
Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Homework 02 - Meccanica Computazionale Pag. 1 Homework 02 - Meccanica Computazionale Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Homework 02 - Meccanica Computazionale Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/13 Meccanica applicata alle macchine

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabry_ing97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Meccanica computazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Majorana Carmelo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community