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Paniere risposte aperte economia dello sviluppo

Prof. Lisi Gaetano

Università Telematica e-Campus

Maggio 2022

Spiegare cosa si intende per “piena occupazione della capacità produttiva”.

Si riferisce al pieno utilizzo delle risorse di un'azienda in modo che non vi sia sottoutilizzo che si verifica, ad esempio, se i macchinari vengono fermati in una fabbrica o le persone non riescono a trovare lavoro. In questo caso, il sottoutilizzo della capacità di produzione è dovuto a una domanda insufficiente rispetto a ciò che l'economia può produrre.

La grande quantità di capacità inutilizzata nell'economia significa che molte persone cercano lavoro. Nonostante l'economia sia all'inizio della sua fase di espansione, la pressione sui produttori per aumentare i salari è ancora debole. Di conseguenza, non sono obbligati ad aumentare i prezzi dei loro prodotti per coprire i maggiori costi salariali. Pertanto, non vi è alcun rischio che l'inflazione sfugga al controllo.

Ma dopo un po', man mano che l'occupazione aumenta e le imprese producono di più, la capacità inutilizzata inizia a essere riassorbita. L'economia sta per raggiungere il pieno utilizzo delle risorse. È sempre più difficile trovare nuovi lavoratori e i produttori devono aumentare i loro salari per mantenere i loro lavoratori. Pertanto, è prevedibile un aumento dei prezzi.

Spiegare cosa esprime il tasso di crescita di una variabile e perché è importante conoscerlo.

Il tasso di crescita di una variabile esprime la variazione che ha caratterizzato la consistenza di un dato valore attenzionato in un determinato periodo di tempo. Quindi conoscere il tasso di crescita consente di impostare ad esempio appropriate strategie di investimenti in campo finanziario.

In economia, ad esempio, si alternano periodi di crescita a periodi di rallentamento, in una serie continua di movimenti di intensità variabile. La crescita e la recessione hanno ripercussioni tangibili e differenti sul risparmio e sugli investimenti. Nei periodi di rallentamento economico, l’inflazione e i tassi di interesse tendono a scendere: significa che i risparmiatori incasseranno meno interessi dai loro conti di risparmio, mentre chi ha richiesto un prestito a tasso variabile pagherà rate inferiori. Al contrario, nei periodi di ripresa i tassi di interesse salgono e, di conseguenza, i prezzi delle obbligazioni precedentemente emesse scendono: questo può rivelarsi particolarmente sfidante per gli investitori obbligazionari.

Quali sono i fattori che caratterizzano lo sviluppo complessivo e non solo economico di un Paese?

Per sviluppo si intende il passaggio di un'entità dalla sua forma embrionale a quella compiuta o perfetta attraverso un avanzamento per stadi intermedi. Il concetto di sviluppo, quindi, implica insieme mutamento e persistenza, ossia la possibilità di definire l'oggetto del quale si osserva e si misura il mutamento. Lo sviluppo economico viene anche identificato con la crescita delle grandezze macroeconomiche di un paese e, in particolare, del suo prodotto nazionale, e il valore pro capite di questo e il suo tasso di crescita vengono usati come indicatori del livello di sviluppo di un paese o delle sue variazioni.

I fattori dello sviluppo si identificano in:

  • Accumulazione del capitale.
  • Innovazioni e progresso tecnico.
  • Il capitale umano.

Accumulazione del capitale

Per gli economisti classici l'accumulazione consisteva nella destinazione del sovrappiù, non consumato improduttivamente, nell'impiego di nuovi lavoratori ai quali i capitalisti fornivano mezzi di sussistenza, materie prime e macchine.

Per gli economisti moderni l'accumulazione del capitale è il risultato della scelta di investire in mezzi della produzione, in aggiunta a quelli che vengono sostituiti perché logorati o obsoleti, scelta vista alternativamente come un aggiustamento nell'impiego di risorse scarse, guidato dal mercato fino al raggiungimento dell'equilibrio, o come un ampliamento della capacità produttiva di un'economia. È in questo secondo senso che l'investimento può essere considerato un fattore determinante per lo sviluppo.

Le principali condizioni perché vi sia investimento di capitale sono: l'esistenza di imprese, ossia di quelle istituzioni mediante le quali gli imprenditori capitalisti organizzano la produzione assumendosene i rischi; l'attesa di un profitto futuro e, quindi, di una domanda che permetta lo smercio dei prodotti a prezzi che consentano un margine di profitto ritenuto soddisfacente; la disponibilità di fondi, ossia di denaro, da investire.

Innovazioni e progresso tecnico

In senso proprio il progresso tecnico consiste nell'applicazione al processo produttivo di invenzioni che modificano la combinazione dei fattori e rendono più produttivo il lavoro. La produzione di nuovi beni, l'apertura di nuovi mercati o l'introduzione di nuovi metodi organizzativi si possono considerare piuttosto condizioni o concause del progresso tecnico.

Il capitale umano

Per capitale umano gli economisti intendono l'insieme o, per analogia con il capitale fisico, lo stock di conoscenze e di capacità produttive delle quali un uomo o più uomini sono dotati. Investire in capitale umano significa aumentare tale dotazione e il rendimento dell'investimento sarà dato dal maggior reddito che gli individui potranno ottenere e dai benefici che potranno derivare per la società cui appartengono.

7. Si dia una definizione di “sviluppo umano”.

Lo sviluppo umano è, «un processo di ampliamento delle possibilità umane che consenta agli individui di godere di una vita lunga e sana, essere istruiti e avere accesso alle risorse necessarie a un livello di vita dignitoso», nonché di godere di opportunità politiche economiche e sociali che li facciano sentire a pieno titolo membri della loro comunità di appartenenza.

Gli obiettivi generali dello sviluppo umano sono i seguenti:

  • Promuovere la crescita economica sostenibile, migliorando in particolare la situazione economica delle persone in difficoltà.
  • Migliorare la salute della popolazione, con attenzione prioritaria ai problemi più diffusi e ai gruppi più vulnerabili.
  • Migliorare l’istruzione, con priorità all’alfabetizzazione, all’educazione di base e all’educazione allo sviluppo.
  • Promuovere i diritti umani, con priorità alle persone in maggiore difficoltà e al diritto alla partecipazione democratica.
  • Migliorare la vivibilità dell’ambiente, salvaguardare le risorse ambientali e ridurre l’inquinamento.

L’indice di sviluppo umano tiene conto dei seguenti fattori:

  • Il reddito, rappresentato dal prodotto interno lordo (Pil) individuale, dopo una trasformazione che tiene conto sia del potere di acquisto della valuta, sia del fatto che l’aumento del reddito non determina un aumento del benessere in modo lineare (l’aumento di benessere è molto maggiore quando il Pil passa da 1000 a 2000 dollari che quando passa da 15.000 a 16.000).
  • Il livello di sanità, rappresentato dalla speranza di vita alla nascita.
  • Il livello d’istruzione, rappresentato dall’indice di alfabetizzazione degli adulti (moltiplicato per due) e dal numero effettivo di anni di studio.

Quali sono le conclusioni di politica economica del modello Harrod-Domar?

Il modello di Domar mira sostanzialmente a creare le condizioni che consentano all'economia di crescere sulla strada di una crescita equilibrata. Il contributo di Harrod cerca di esplorare cosa succede in economia quando si trova fuori mano. In tal modo, Harrod assume l'idea keynesiana del ruolo che le aspettative svolgono nelle decisioni di investimento degli agenti rispetto alla redditività dell'investimento. Harrod presume che le decisioni di investimento degli agenti siano basate sui livelli di domanda previsti. In particolare, gli agenti adeguano il capitale sociale in modo da poter soddisfare la domanda che si aspettano nel prossimo periodo.

Tuttavia, gli investimenti attuali. L'obiettivo degli imprenditori è quello di sfruttare appieno la capacità produttiva installata, ma ciò non garantisce il pieno impiego della forza lavoro, il cui effettivo calo della domanda conferma. Questo meccanismo determina instabilità interna nel processo di crescita, che richiede continue correzioni da parte dello Stato. Questa è la conclusione principale del modello di Harrod. Infine, va aggiunto che Harrod considerava la sua analisi non una funzione di produzione a coefficienti fissi, ma piuttosto un tasso di interesse attribuito, variabile che considerava decisa sul mercato monetario secondo la teoria keynesiana.

Perché è importante conoscere il tasso di crescita di una variabile, ad esempio il PIL?

Il prodotto interno lordo è il principale indicatore dello stato di salute di un sistema economico perché rappresenta la capacità del sistema di produrre e vendere beni. L'attenzione di analisti ed economisti non si concentra solo sull'analisi dell'andamento passato e presente del PIL e sulle stime degli sviluppi futuri. Il PIL è infatti la variabile più importante nelle decisioni di politica economica.

Tassi di crescita continui e stabili garantiscono elevati livelli di benessere e tassazione in grado di sostenere il bilancio pubblico. Inoltre, il rapporto e l'interazione tra PIL, deficit e debito pubblico sono parametri fondamentali che gli Stati membri dell'Eurozona si impegnano a rispettare per garantire la convergenza dei conti pubblici e rafforzare l'unione economica e monetaria.

Qual è la soluzione proposta da Kaldor all'instabilità del modello di Harrod?

Il modello per analizzare la dualità tra il settore agricolo e quello industriale è quello di Kaldor (1967), che gli autori vogliono utilizzare per dimostrare che il processo di crescita economica può essere realizzato solo attraverso l'industrializzazione, poiché il settore agricolo da solo non può partecipare al processo di crescita. Il consumo di prodotti agricoli e merci primarie ha generalmente una tendenza al ribasso rispetto al reddito, ovvero, all'aumentare del reddito, una quota sempre più piccola di prodotti agricoli viene spesa per gli acquisti. D'altra parte, la domanda di beni industriali è caratterizzata da una dinamica sempre crescente, ovvero i beni industriali.

Kaldor sottolinea che la variabile s può aumentare con l'intervento statale, quindi, ad esempio, aumentando le tasse o ridistribuendo il reddito per premiare i risparmiatori.

Ci sono alcuni fatti tipici che descrivono le dinamiche di crescita di un Paese. Esistono dei fatti stilizzati che possono descrivere la dinamica di crescita dei paesi. Kaldor parlava di alcune proprietà che caratterizzano i sentieri di crescita dei paesi sviluppati, con espresso riferimento ai paesi occidentali.

Spiegare perché il PIL considerato nelle analisi economiche è quello reale e non quello nominale.

In economia, il prodotto interno lordo è una grandezza macroeconomica che misura il valore aggregato, a prezzi di mercato, di tutti i beni e i servizi finali prodotti sul territorio di un Paese in un dato periodo temporale.

Con il termine interno si fa riferimento alle attività economiche svolte all’interno del Paese, escludendo dunque i beni e servizi prodotti dalle imprese, dai lavoratori e da altri operatori nazionali all’estero, mentre sono inclusi i prodotti realizzati da operatori esteri all’interno del Paese. Il termine lordo indica invece che il valore della produzione è al lordo degli ammortamenti, ovvero del naturale deprezzamento dello stock di capitale fisico intervenuto nel periodo; questo deprezzamento comporta che, per non ridurre tale dotazione a disposizione del sistema, parte del prodotto deve essere destinata al suo reintegro. Sottraendo dal PIL gli ammortamenti, si ottiene il PIN.

Come ogni misurazione economica, il PIL può essere misurato in termini reali o termini nominali. Misurare il PIL in termini nominali vuol dire misurarlo nel suo valore espresso in moneta attuale, esprimerlo in termini reali vuol dire depurarlo delle variazioni dei prezzi dei beni prodotti. Dividendo il PIL nominale per il PIL reale si ottiene un indice chiamato «deflatore del PIL». Il PIL reale, al contrario di quello nominale, può essere confrontato fra anni diversi. Da notare che il deflatore del PIL misura la variazione dei prezzi di tutti i beni prodotti ed è quindi diverso dal tasso di inflazione, che misura la variazione dei prezzi dei soli beni di consumo presenti sul mercato interno, compresi quelli importati.

Che cosa si intende per disoccupazione frizionale?

L'attrito è definito come il tipo di occupazione che è sempre presente in un'economia e che risulta dalle transizioni temporanee dei lavoratori da un lavoro all'altro. La disoccupazione frizionale è spesso causata da informazioni incomplete o insufficienti.

È il tipo di disoccupazione derivante dal normale turnover nel mondo degli affari. Infatti, è dovuto a difetti nel processo di abbinamento tra posti di lavoro disponibili e lavoratori che cercano la migliore occupazione possibile. Il numero totale di disoccupati a causa della disoccupazione frizionale dipende dalla frequenza con cui i lavoratori cambiano lavoro e dal tempo necessario per trovare un nuovo lavoro.

È un fenomeno naturale, solitamente di breve durata, che caratterizza le economie dinamiche e in crescita. Pertanto, un certo livello di disoccupazione frizionale non può essere eliminato, ma può essere ridotto mediante politiche che riducano le inefficienze e gli ostacoli al libero funzionamento del mercato del lavoro, come la fornitura di servizi per l'impiego più efficienti.

Spiegare in che modo i valori etici e morali possono aiutare le istituzioni

Il problema dell'economia eticamente consapevole è che non è organizzata secondo criteri di reciprocità, riferiti sia ai suoi valori specifici, sia ai grandi valori dell'uomo e di tutte le persone. L'etica, in altre parole, richiede lo sviluppo dell'economia in un contesto antropologico, sociale e culturale, accrescendone l'originalità, ma allo stesso tempo l'emergere di una dimensione etica senza il contributo dei valori funzionali dell'economia. essere sostenibile. È come dire che una forma di economia che dovesse violare non l'economia ma le dimensioni costitutive della personalità umana non avrebbe legittimità etica. Ma d'altra parte, è una forma di economia per promuovere grandi valori.

Un uomo che ignora certi valori di produttività ed efficienza non sarà eticamente sensibile. In questo modo, pur mantenendo gli obiettivi di economia, produzione e distribuzione, si configura come un'attività che esprime e realizza un progetto sociale volto alla liberazione e al ruolo guida di ciascun soggetto nell'interazione reciproca; esprime e realizza una cultura che sottolinea i valori di libertà, giustizia e benessere.

Il rapporto etico-economico presuppone il dinamismo dell'interoperabilità nel senso di massimizzare i grandi valori dell'uomo, le sue dimensioni costitutive, certi valori dell'economia per ottimizzare la tensione per la libertà, la relazionalità, il progresso. maggior numero di persone. Qui sta l'imperativo etico per l'economia, ma anche il contributo fondamentale dell'economia alla dimensione etica. Ripercorrendo il passato da queste prospettive, l'interrelazione degli eventi successivi alla rivoluzione industriale definisce un legame, un legame pervasivo e consapevole tra cultura etica e cultura economica, e questo legame fa sperare in un'evoluzione ancora più positiva e più rapida nel mondo. il futuro.

In questo contesto si sono aggiunti i principi morali sostenuti dalla Chiesa: con l'esigenza primaria di "incoraggiamento di ciascuno e di tutti gli uomini", l'atteggiamento verso lo sviluppo dell'uomo e della società, lo sviluppo dell'attività economica, affinché non dipendono dalla volontà di più individui e gruppi; partecipazione all'attività economica, superando predeterminati limiti nell'attività imprenditoriale, con riferimento al diritto/dovere di ciascuno secondo la propria capacità di contribuire al progresso, perché i beni di cui l'uomo ha bisogno non sono solo questi materiali o soggetti. esiste solo nel nostro mondo occidentale, e l'espansione di questi spazi richiede funzioni di efficienza; distribuzione del profitto, che non deve smettere di arricchirsi.

06. Spiegare cosa si intende per “piena occupazione della forza lavoro”.

Nel modello di crescita endogena viene adottato il tradizionale presupposto neoclassico della piena occupazione del lavoro, che ha importanti risultati analitici. Il punto principale è che l'obiettivo finale di questa nuova teoria della crescita, quello della non convergenza delle spiegazioni, deve essere raggiunto tenendo conto dei motivi per cui i tassi di crescita della produttività tra i paesi possono rimanere notevolmente diversi. Non è un caso che, a piena occupazione, il tasso di crescita pro capite sia la somma del tasso di crescita della produttività pro capite e del tasso di crescita del tasso di attività della popolazione.

Il tasso di occupazione è la proporzione occupata della popolazione totale, mentre il tasso di disoccupazione è la proporzione di disoccupati della forza lavoro totale. Dietro questa differenza c'è la possibilità che sia il tasso di disoccupazione che il tasso di occupazione nello stesso Paese possano aumentare: se il numero degli inattivi aumenta, è ben inteso che anche se il numero degli occupati aumenta, il tasso di disoccupazione aumenterà.

1. Spiegare la differenza tra “povertà assoluta” e “povertà relativa”.

La povertà

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JonnyCampus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Lisi Gaetano.
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