Domande psicologia dello sviluppo
Professoressa Tatiana Begotti
Prospettiva del ciclo di vita
Che cosa si intende per prospettiva del ciclo di vita?
La prospettiva del ciclo di vita è venuta in seguito alla visione della vita come se fosse composta da un arco in cui si prevedeva una fase evolutiva (infanzia), una di stabilità (età adulta) e una di involuzione (senilità). In questo modello, ormai superato, l’adulto era un punto di riferimento e di stabilità oltre che di paragone per le altre età.
Ora non si parla più di arco e l’età adulta non è più considerata l’età fondamentale di sviluppo ottimale. Oggi si parla di psicologia dello sviluppo nella prospettiva del ciclo di vita, o life span, ipotizzando uno sviluppo che riguarda e coglie tutta la vita (ci si sviluppa in tutta la vita e l’esistenza). Considerare lo sviluppo in questo modo presuppone una consapevolezza diversa del tempo: prima l’importanza era data al passato e alle esperienze precoci (questa è ancora una credenza molto diffusa) ora viene data anche al presente e al futuro.
Il modello del ciclo di vita non nega l’importanza del passato, ma rivaluta il presente come momento in cui c’è una rilettura degli eventi passati e l’attribuzione loro di un significato. Il presente è il momento in cui possono accadere delle cose, degli eventi e delle opportunità che modificano le traiettorie di sviluppo. Possono costituire delle opportunità e/o dei vincoli.
Se rivalutiamo il presente vuol dire che lo intendiamo come momento di possibilità, siamo aperti all’idea di cambiamento e modificazione di una traiettoria di sviluppo. Importanza viene data anche al futuro in termini di possibilità e aspettative e a cui si guarda dal presente. Lo sviluppo non si identifica più con il tempo ma avviene nel tempo lungo il quale si snodano le funzioni e i processi psichici.
Costruttivismo
Che cosa si intende per costruttivismo?
È il modello di Piaget e Werner in cui il soggetto è attivo e contribuisce a costruire il suo sviluppo. È un modello probabilistico e multicausale e soppianta i modelli deterministici e unicasuali come il determinismo e la psicoanalisi che facevano risalire a una o a pochissime cause il comportamento umano (Relazione unilineare AB=CAUSAEFFETTO), si tratta di modelli che la psicologia ha preso da scienze forti. I modelli probabilistici, invece, posseggono una visione sistemica e pongono l’attenzione all’interazione tra queste variabili lungo il tempo.
Infatti quando il numero di variabili supera una soglia critica esse interagiscono tra loro e diventa impossibile usare una spiegazione deterministica per predire cosa avverrà se si introduce un cambiamento nel sistema. Non si può quindi usare una causalità certa, ma si può solo parlare di probabilità.
Il costruttivismo è nato negli anni 60 grazie alla diffusione della teoria di Piaget che sostiene che il pensiero infantile è qualitativamente diverso del pensiero adulto e che i bambini costruiscono attivamente e gradualmente la propria conoscenza e le proprie credenze attraverso uno scambio bidirezionale con l’ambiente. Nel corso dello sviluppo, il sistema cognitivo subisce una serie di trasformazioni, ciascuna delle quali risulta dare un miglior equilibrio tra individuo e ambiente e che corrispondono a strutture intellettive di crescente complessità e stabilità. Queste strutture compaiono secondo una sequenza invariante e universale di stadi di sviluppo.
Interazionismo
Che cosa si intende per interazionismo?
L’interazionismo è un modello basato sull’assunto di fondo in cui individuo e ambiente formano un sistema integrato e dinamico, sono elementi che si influenzano reciprocamente e che non possono essere isolati o separati, né essere considerati in maniera deterministica e lineare in quanto il primo agisce sul secondo ed il secondo sul primo in una interazione dinamica. Non è un assunto banale perché molti modelli deterministici considerano separatamente la relazione tra l’uno e l’altro.
Teoria dei sistemi ecologici
A quale autore è riferibile la teoria dei sistemi ecologici?
Teoria di Bronfenbrenner che mette in rilievo l’importanza delle relazioni tra l’organismo e i diversi sistemi di ambienti in cui è inserito (famiglia, comunità) ma anche la relazione tra i sistemi ambientali stessi. Si rifà alla teoria del campo di Lewin. Le caratteristiche di una persona in un determinato momento della sua vita sono una funzione congiunta delle caratteristiche della persona stessa e dell’ambiente lungo il corso della vita fino a quel determinato momento. La situazione di un momento è data dall’interazione tra individuo e ambiente fino a quel momento.
Concetti chiave della teoria
- Ecologia psicologica: insieme di quelle condizioni e variabili del contesto che sono in grado di influenzare la relazione tra persone e ambiente in un certo momento.
- Nicchia ecologica: fa riferimento ad una regione dell’ambiente che può essere più o meno favorevole allo sviluppo in relazione alle caratteristiche dell’individuo. (Piccola porzione di contesto che può favorire/ostacolare lo sviluppo non di per sé ma in relazione alle caratteristiche dell’individuo)
Microsistema secondo Bronfenbrenner
Che cos’è il microsistema secondo la teoria di Bronfenbrenner?
Il microsistema si fonda su pattern organizzati di relazioni interpersonali, attività, regole che si esprescono in luoghi più o meno circoscritti. È il livello in cui le unità interpersonali minime, le diadi (la relazione tra due persone), si rapportano al loro interno e tra loro. (Es. famiglia=molte unità minime, diadi, che interagiscono tra di loro, Gruppi formali e informali sono esempi di microsistemi: famiglia, scuola)
Mesosistema secondo Bronfenbrenner
Che cos’è il mesosistema secondo la teoria di Bronfenbrenner?
Il mesosistema è l’intreccio delle relazioni tra microsistemi. Si riferisce a due o più contesti in cui il soggetto partecipa direttamente e alle loro connessioni. (In adolescenza, ad esempio, un mesosistema è costituito dal gruppo di coetanei e dalla famiglia).
Esosistema secondo Bronfenbrenner
Che cos’è l’esosistema secondo la teoria di Bronfenbrenner?
È composto dagli ambienti che hanno impatto sullo sviluppo del bambino ma in cui in gran parte non esiste un contatto diretto. Quindi è l’interconnessione tra due o più contesti sociali, in cui almeno uno dei due è esterno all’azione del soggetto ma esercita un’influenza. Un esempio di esosistema è la relazione tra bambino e lavoro dei genitori (effetti sul benessere economico, tempo trascorso insieme…). Anche servizi sociali, sistema scolastico, possono entrare a far parte di un esosistema.
Macrosistema secondo Bronfenbrenner
Che cos’è il macrosistema secondo la teoria di Bronfenbrenner?
Le risorse socioculturali (cioè gli schemi ideologici e istituzionali) di un contesto culturale incidono significativamente sullo sviluppo degli individui. Il macrosistema comprende le istituzioni politiche ed economiche, i valori e la cultura che vengono trasmessi da una generazione alla successiva attraverso i processi di socializzazione. Ci sono effetti del macrosistema molto sottili quali, per esempio, l’incidenza della pubblicità o dei modelli che emergono dagli spettacoli televisivi.
Influenze genetiche e ambientali
Quale relazione è ipotizzabile fra influenze genetiche e influenze ambientali sullo sviluppo?
Ognuno è costituito da caratteristiche biologiche e genetiche specifiche che definiscono delle caratteristiche fisiche, allo stesso modo dal punto di vista caratteriale si nasce con un temperamento biologicamente dato dalla nascita. Questi fattori genetici delineano delle potenzialità di sviluppo ma non la loro realizzazione necessaria, non segnano in modo deterministico il modo di essere e il divenire. Per uno sviluppo ottimale è necessaria l’interazione equilibrata tra fattori genetici e ambiente o esperienze. Ad ogni genotipo e codice genetico corrisponde una serie diversificata di fenotipi, ma non illimitata, in funzione delle peculiari caratteristiche ambientali entro cui avviene lo sviluppo. L’interazione tra l’individuo con le sue caratteristiche biologiche e l’ambiente circostanze è reciproca e porta allo sviluppo dell’individuo stesso.
Teorie stadiali
Nella spiegazione dello sviluppo dell’individuo, quali sono le caratteristiche che accomunano le teorie stadiali? Quali i loro principali limiti?
(Freud, Piaget, Erikson, Kolhberg, i più importanti sono il modello costruttivista di Piaget e il modello freudiano di psicoanalisi e cercano entrambe di spiegare le continuità e discontinuità dei comportamenti lungo l’età evolutiva)
Le teorie stadiali prevedono che il bambino costruisca gradualmente la sua comprensione della realtà attraverso un interscambio bidirezionale con l’ambiente. Nel corso dello sviluppo il sistema cognitivo subisce una serie di profonde trasformazioni, che corrispondono a strutture intellettive di crescente complessità e stabilità. Queste strutture compaiono secondo una sequenza invariante e universale di stadi di sviluppo.
I limiti principali di questa teoria sono che la teoria appare come un’ipersemplificazione in quanto riduce lo sviluppo all’evoluzione di singole strutture unitarie e inoltre i processi descritti non corrispondono ai processi che l’individuo mette in atto nel risolvere una prova ma forniscono dei modelli logici astratti e lontani dal comportamento reale. Infine, le teorie stadiali non prendono in considerazione in contesto sociale in cui si svolge l’attività cognitiva dell’individuo.
Adattamento secondo Piaget
Quali sono i processi implicati nell’adattamento, secondo Piaget?
L’adattamento secondo Piaget è un processo che avviene da parte dei bambini e comporta un adeguamento alle nuove richieste dell’ambiente esterno. I bambini infatti costruiscono attivamente i propri mondi cognitivi attraverso:
- Schemi: modello di pensiero o azione che il bambino usa per organizzare, rappresentare e interpretare la realtà, sono quindi azioni o rappresentazioni mentali che organizzano la conoscenza e si sviluppano tramite interazioni con l’ambiente attraverso meccanismi di assimilazione e accomodamento. Sono presenti due tipi di schemi: comportamentali o d’azione (attività fisiche tipiche della prima infanzia,) e schemi mentali (attività cognitive della seconda infanzia).
- Assimilazione: È un processo in virtù del quale il bambino incorpora una nuova informazione.
- Accomodamento: meccanismo secondo il quale i bambini modificano i propri schemi per adattarli alle caratteristiche delle informazioni ed esperienze nuove assimilate. (assimilazione e accomodamento avvengono in sincrono).
- Organizzazione: è il raggruppamento di comportamenti e pensieri isolati in sistemi di ordine superiore, è un principio di costruzione olistica: le trasformazioni evolutive riguardano la struttura nel suo insieme e non parti specifiche e isolate di essa, le trasformazioni a una parte portano cambiamenti qualitativi a tutta la struttura.
- Equilibrazione: è il processo che permette di raggiungere l’equilibrio cognitivo integrando la varietà di esperienze vissute.
Stadi dello sviluppo cognitivo di Piaget
Indicare gli stadi dello sviluppo cognitivo proposti da Piaget e le relative età.
La teoria dello sviluppo cognitivo di Piaget è una teoria stadiale, gli stadi individuati sono 4:
- Senso motorio: primi due anni
- Preoperatorio: dai 2 ai 7 anni
- Operatorio concreto: dai 6/7- 11 anni
- Operatorio formale: dai 11- 15 anni
Non prevede stadi per l’età adulta. Lo sviluppo del pensiero termina con l’adolescenza e con l’acquisizione del pensiero operatorio formale. (Per ricordare le date e le fasi: paragone con il sistema scolastico fino alle medie) Il concetto di stadio è definito da alcuni criteri: individua cambiamenti qualitativi (quindi la cognizione è qualitativamente diversa nei diversi stadi), ad ogni stadio si trasformano (tramite assimilazione e accomodamento), gli stadi si integrano gerarchicamente, hanno un ordine logico e il passaggio è graduale.
Capacità che consentono il passaggio tra gli stadi di Piaget
Indicare le capacità che consentono il passaggio fra gli stadi teorizzati da Piaget.
Stadio sensomotorio: I bambini acquisiscono conoscenza del mondo attraverso le azioni fisiche che compiono su di esso e coordinano le esperienze sensoriali con queste azioni fisiche. L’infante progredisce da un’azione riflessiva e istintuale tipica della nascita all’affiorare del pensiero simbolico verso la fine dello stadio. Ha sei sotto-stadi: riflessi innati, prime abitudini e reazioni circolari primarie, reazioni circolari secondarie, coordinazione delle reazioni circolari secondarie, reazioni circolari terziarie novità e curiosità e interiorizzazione degli schemi.
Preoperatorio: il bambino incomincia a usare rappresentazioni mentali per comprendere il mondo e ricostruire ciò che è stato stabilito tramite il comportamento, il pensiero simbolico viene usato in questa rappresentazione mentale che va oltre la connessione tra informazione sensoriale e azione fisica. In questo stadio sono presenti restrizioni nel pensiero come egocentrismo e irreversibilità. Non compie ancora operazioni, cioè azioni interiorizzate. Dall’egocentrismo derivano altre modalità di pensiero:
- Realismo: primato del dato percettivo su quello rappresentativo (o mentale); la valutazione degli esiti di un’azione è più importante delle intenzioni
- Animismo: pensare che tutto sia animato attribuzione di proprietà tipiche dei viventi ad oggetti inanimati; tendenza a considerare gli oggetti come dotati di intenzioni.
- Artificialismo: equivalenza tra processi generativi naturali e attività costruttive umane (tutto è stato costruito dall’uomo).
Operatorio concreto: Il passaggio dallo stato pre allo stato operatorio è il superamento dell’egocentrismo appare capace di decentrarsi dal suo punto di vista, di staccarsi dal primato del dato soggettivo. Coglie invece gli elementi rilevanti di fronte a problemi di tipo spaziale. Questo pensiero è definito appunto operatorio, perché abbiamo l’introduzione di una nuova struttura mentale, cioè le operazioni, compiute con la mente. Le azioni sono mentali, coordinate in sistemi di insieme reversibili (ragiona attraverso operazioni e comincia a farlo in maniera reversibile). Si parla di pensiero operatorio concreto, perché il bambino ha bisogno di esempi e casi concreti di cui ha fatto o farà esperienza per poter compiere delle azioni (es. spiegazione del concetto di frazione o di operazioni matematiche). Gli oggetti possono anche non essere manipolati; l’importanza è che ci sia un paragone con la realtà.
Operazioni formali: Corrisponde al periodo dell’adolescenza. Si parla sempre di presenza di operazioni, che però sono formali e astratte. Competenze e modalità di ragionamento che rappresenta un pensiero più raffinato che caratterizzeranno anche il pensiero adulti. Il pensiero non è più concreto, con un aggancio necessario alla concretezza, in quanto attraverso il pensiero astratto si ha a che fare con contenuti espressi con qualsiasi linguaggio, senza l’appoggio alla percezione, dell’esperienza e delle convinzioni acquisizione significativa. I tempi di acquisizione sono diversi per ogni soggetto, tant’è che molti ragazzi ancora, facendo fatica ad astrarre il pensiero, trovano difficoltà nel trattare linguaggi specifici come quello matematico. Sono operazioni su proposizioni e permettono di ragionare in modo ipotetico-deduttivo, si ottengono conclusioni a partire da premesse esaminando la relazione tra le proposizioni. Ciò è indispensabile per la verifica delle ipotesi. A partire da alcune premesse si possono verificare delle ipotesi valutando la relazione tra proposizioni. È presente un nuovo tipo di egocentrismo sopravvalutazione del proprio pensiero nuova capacità di utilizzo del pensiero critico, ipotesi sul mondo.
Egocentrismo radicale secondo Piaget
Che cosa intende Piaget per egocentrismo radicale o assoluto?
L’egocentrismo radicale caratterizza i primi due sottostadi del periodo sensomotorio, in cui il bambino non compie alcuna differenziazione tra sé e il mondo e tutto risulta essere riconducibile al proprio corpo. Si supera attraverso un processo graduale che porta alla fine del periodo sensomotorio e alla rappresentazione mentale dell’oggetto.
Reazioni circolari secondo Piaget
Che cosa intende Piaget per “reazioni circolari”?
Le reazioni circolari indicano un meccanismo di fissazione dell’esperienza, attraverso la ripetizione delle azioni con alcune modifiche, che sfocia in un nuovo comportamento o schema d’azione. Possono essere primarie, secondarie o terziarie.
- Primarie: sono azioni orientate verso il corpo e ripetute dopo aver causato qualcosa di interessante.
- Secondarie: sono azioni orientate verso l’ambiente e gli oggetti.
- Terziarie: schemi in cui il bambino intenzionalmente esplora nuove possibilità con gli oggetti, facendo cose sempre nuove con essi ed esplorandone i risultati.
Permanenza dell'oggetto
Definire la capacità di “permanenza dell’oggetto” e indicare a quale età viene acquisita.
La nozione di permanenza dell’oggetto indica la comprensione del fatto che gli oggetti e gli eventi continuano ad esistere anche quando non possono essere rilevati dagli organi di senso e quindi non si vedono, sentono e toccano. Si sviluppa in una serie di sei sottostadi e l’abilità viene acquisita verso i 18/24 mesi, alla fine del periodo sensomotorio, in cui si ha la capacità di svincolare l’oggetto dalla sua presenza sensibile e si è in grado di rappresentarlo mentalmente.
Capacità di imitazione differita
Che cosa si intende per capacità di imitazione differita?
È una delle principali manifestazioni dell’attività rappresentativa. Un bambino è in grado di assumere un comportamento...
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